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	<title>covid-19 Archivi - ASSIDIM</title>
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	<description>Salute e Protezione dal 1981</description>
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	<title>covid-19 Archivi - ASSIDIM</title>
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	<item>
		<title>Benessere psicologico: un obiettivo per tutti i datori di lavoro</title>
		<link>https://www.assidim.it/benessere-psicologico-un-obiettivo-per-tutti-i-datori-di-lavoro/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[ASSIDIM]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 16 Dec 2022 09:00:36 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Sanità, welfare e terzo settore]]></category>
		<category><![CDATA[ASSIDIM]]></category>
		<category><![CDATA[benessere psicologico]]></category>
		<category><![CDATA[covid-19]]></category>
		<category><![CDATA[mentalhealth]]></category>
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		<category><![CDATA[salute sostenibile]]></category>
		<category><![CDATA[salutementale]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>A 80 anni dalla celebre pubblicazione del Rapporto Beveridge, che segnò l’avvio di un percorso virtuoso culminato con la nascita del moderno Welfare State e l’istituzione del Servizio Sanitario Nazionale, nel Regno Unito prima (1948) e negli altri paesi europei poi (in Italia ci si arrivò nel 1978), il fondamento universalistico di quel prezioso modello sembra pericolosamente scricchiolare.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.assidim.it/benessere-psicologico-un-obiettivo-per-tutti-i-datori-di-lavoro/">Benessere psicologico: un obiettivo per tutti i datori di lavoro</a> proviene da <a href="https://www.assidim.it">ASSIDIM</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Il McKinsey Mental Health Institute (MHI) ha effettuato un sondaggio <strong>(1)</strong> in 15 paesi del mondo da cui emerge ancora &#8211; se ce ne fosse bisogno &#8211; come il Benessere Psicologico sia un Fattore Critico (di Successo) per le aziende e soprattutto per i giovani lavoratori. Ne riportiamo una sintesi con alcune nostre considerazioni. La pubblicazione è del 10 ottobre 2022.</p>
<p>Garantire la Mental-Health (Benessere Psicologico) è ormai una priorità che condizionerà sempre di più le potenzialità di crescita e sviluppo delle aziende. L&#8217;Organizzazione mondiale della sanità (OMS) ha addirittura esortato a rendere &#8220;la salute mentale e il benessere per tutti una priorità globale&#8221;.</p>
<p><strong>In Italia il baricentro del sistema economico produttivo è garantito dalle PMI che ne rappresentano oltre il 97%. E’ quindi essenziale che la sensibilità su questo argomento, già diffusa nelle grandi aziende, cresca fra gli imprenditori e si diffonda in modo più capillare in questo segmento, architrave del nostro PIL.</strong></p>
<p>Il triennio 2020-2022 ha fatto esplodere un carico di tensioni e paure a cui da decenni non si assisteva: pandemia covid, lockdown, stravolgimento delle modalità di lavoro, nuove precarietà economiche, obsolescenza di alcune competenze e crescita di domanda di nuove abilità. Un <strong>“<em>new normal</em>”</strong> a cui si è aggiunto lo shock della guerra in Ucraina con le sue drammatiche ripercussioni globali. <strong>Lavoratori e le lavoratrici hanno subito in pieno questa onda d’urto emotivamente pesantissima.</strong></p>
<p>Stabilità emotiva, stress, burnout, continuità della prestazione, <em>“quiet-quitting”, “great resignation” </em><strong>(2)</strong> sono elementi e termini che prepotentemente sono balzati all’ordine del giorno e sui quali tutti gli imprenditori hanno capito che devono confrontarsi. Tutti, anche i nostri “imprenditori a conduzione familiare”, i titolari e i fondatori delle nostre PMI. E infatti anche nelle PMI, sempre di più, il termine “<em>employer-branding</em>” è diventato comune e viene inserito ricorrentemente fra i temi da gestire e come elemento a cui dare giusta priorità per la “business-continuity”.</p>
<p><strong>Le nostre PMI</strong>: da un lato, <strong>perdono figure professionali</strong> esperte (perché cercano altrove più “attenzioni” e “cura” in termini di <strong>qualità complessiva di vita aziendale e di bilanciamento lavoro-privato</strong>), dall’altro <strong>non trovano</strong> e non attraggono giovani motivati e preparati, con le competenze che servono per stare sul mercato, interessati a sceglierle come sbocco professionale interessante e di prospettiva. <strong>E non basta la leva salariale per essere attrattivi</strong>. <strong>Ormai le persone cercano un approdo professionale che appaghi anche il benessere e la serenità complessiva della loro vita, al di là dello stipendio.</strong> Cercano sempre di più formule di “Total Rewarding” che includano componenti di welfare avanzato. I datori di lavoro svolgono quindi un ruolo fondamentale in questo grandissimo cambiamento di scenario. E lo possono fare con l’adozione di forme di welfare adeguato che comprenda anche strumenti e soluzioni per garantire il sempre più ricercato Benessere Psicologico che è il fattore la cui domanda cresce maggiormente fra i lavoratori.</p>
<p>Lo studio del McKinsey Health Institute ci propone un quadro molto articolato sui soggetti più colpiti dal disagio psicologico e come sia possibile migliorare la salute mentale e il benessere dei dipendenti su larga scala, “<em>ripensando il posto di lavoro</em>” e leggendolo attraverso una lente che consenta una più attuale comprensione del concetto di “salute”.</p>
<h2><strong>SODDISFAZIONE E IMPEGNO SONO STRETTAMENTE CORRELATI A INCLUSIONE, WORK BALANCE E ASSENZA DI STEREOTIPI CULTURALI.</strong></h2>
<p>La ricerca indica che i risultati positivi che si vogliono raggiungere, come <strong>la soddisfazione sul lavoro</strong> e <strong>l&#8217;impegno lavorativo</strong>, sono correlati con il <strong>sentirsi inclusi</strong> <strong>e supportati</strong> (dall’azienda), con un <strong>miglior bilanciamento del carico di lavoro</strong> e degli <strong>equilibri di vita</strong>, con l’abbandono degli stereotipi tradizionali con cui si misura la vita professionale (<em>per esempio:  produttività <strong>=</strong> stare tante ore in ufficio </em>I<em> donne <strong>=</strong> meno prospettive e spazi di carriera perché condizionate dai figli  </em>I <em> etc.…</em>)</p>
<h2><strong>MENTAL HEALTH: UN CONTINUUM, NON UNA SITUAZIONE PUNTUALE</strong></h2>
<p>Come anticipato il <strong>sondaggio MHI </strong>è stato condotto su scala mondiale <strong>(1)</strong> su 15.000 dipendenti, la maggior parte dei quali ha sperimentato problemi di salute mentale e benessere. Questo perché la salute mentale non è una condizione “puntuale”, ma esiste e si sviluppa lungo tutto l’arco della vita lavorativa, attraverso un “continuum”.  Ecco perché la maggior parte dei dipendenti intervistati risulta aver sperimentato alcuni sintomi di scarso benessere psicologico ad un certo punto della vita professionale.</p>
<p>Secondo il sondaggio, infatti sono <strong>il 60% i dipendenti che hanno denunciato disagi con impatto sulla loro salute mentale </strong>(percentuale importante ma che è ritenuta coerente se confrontata con altre ricerche globali svolte dall’Istituto), ovvero: la stragrande maggioranza dei dipendenti è direttamente o indirettamente influenzata dalle sfide legate alla salute mentale.</p>
<p><strong>Le aziende, gli imprenditori, hanno un ruolo da svolgere essenziale: le implicazioni della “non azione” in risposta a questa criticità sono enormi. </strong>Chi è toccato da un problema di equilibrio psicologico che impatta sul suo benessere mentale non può essere semplicemente escluso o isolato, perché costituisce <strong><em>la</em> </strong>forza lavoro su cui si poggiano le performance aziendali.</p>
<h2><strong>NESSUNO È IMMUNE</strong></h2>
<p>Nessuna fascia demografica sembra immune alle sfide per la salute mentale, indipendentemente dal paese, settore, fascia d&#8217;età, ruolo o genere. <strong>I più colpiti, in Europa, sono proprio i più giovani</strong>, la cosiddetta <strong>Generazione Z, cioè i nati fra il 1997 e il 2012</strong> <strong>(1)</strong></p>
<h2><strong>RISCHIO BURNOUT E DIMISSIONI </strong></h2>
<p>Quasi <strong>tre su cinque</strong> dipendenti dichiarano problemi e disagi attinenti al benessere psicologico. Questi sono coloro che hanno più probabilità di agire “comportamenti tossici” <strong>(3)</strong> per la vita dell’azienda, sono a rischio “burnout” e sono propensi ad abbandonare la loro azienda ben <strong>quattro volte di più</strong> di coloro che “stanno bene”.</p>
<p><strong>Il monitoraggio del clima aziendale è importante</strong>, sottolinea lo studio, per scoprire e “stanare” quei dipendenti che non sono a loro agio ma che si vergognano di dichiararlo. <strong>Anche questo tema, l’attenzione al “clima aziendale”, è una nuova variabile da mettere sulla bilancia, soprattutto nelle PMI.</strong></p>
<h2><strong>BENE I PROGRAMMI A SUPPORTO DEL BENESSERE, PURCHE’ SOSTENIBILI E PERSONALIZZATI</strong></h2>
<p>Molte organizzazioni hanno risposto alla sfida della salute mentale introducendo forme di welfare di supporto, dedicando investimenti per programmi per la salute mentale e il benessere dei dipendenti. <strong>Ma questi programmi devono poter essere accessibili e sostenibili economicamente anche da parte delle PMI.</strong> Il rapporto MHI sottolinea che non basta dedicare risorse economiche a sostegno del Benessere Organizzativo ma che <strong>i programmi welfare devono essere personalizzati</strong> in relazione agli specifici contesti lavorativi e ruoli di lavoro.</p>
<p><strong><em>L’esigenza di un approccio personalizzato è emersa anche dalla “Survey Life Style” </em></strong><strong>(4)</strong><strong><em> effettuata da ASSIDIM nel 2020 su un campione di 1400 soggetti che evidenziava la necessità di interventi non standard come condizione per la loro efficacia.</em></strong></p>
<p>Il sondaggio MHI continua: la riduzione dei fattori che generano “comportamenti tossici”, più inclusività e condizioni di lavoro più sostenibile, sono gli indicatori più predittivi di una situazione che predispone condizioni di benessere psicologico diffuso. I datori di lavoro hanno quindi l&#8217;opportunità di aiutare concretamente i <a href="https://www.mckinsey.com/mhi/our-insights/heat-waves-the-war-in-ukraine-and-stigma-gen-zs-perspectives-on-mental-health">lavoratori</a> alle prese con le fide di salute mentale e benessere e <a href="https://www.mckinsey.com/mhi/our-insights/addressing-employee-burnout-are-you-solving-the-right-problem">creare ambienti più sani per i dipendenti</a> con ricadute positive su produttività, reputazione ed attrattività.</p>
<h2><strong>RACCOMANDAZIONI PER I DATORI DI LAVORO</strong></h2>
<p>Il MHI raccomanda ai datori di lavoro di porre la <strong>Mental Health come priorità strategica</strong>, di <strong>affrontare con decisione l’insorgenza di comportamenti tossici, di curare la creazione di ambienti di lavoro inclusivi e di promuovere condizioni di lavoro sostenibili e ambienti che non siano condizionati da pregiudizi culturali obsoleti. </strong></p>
<p>Spendere “bene” i budget destinati al welfare, adottando programmi effettivamente rispondenti alle esigenze specifiche di ciascuna realtà, con analisi preventive finalizzate a scegliere soluzioni mirate e non generiche.  <strong>Le aziende che sapranno cogliere e valorizzare tutti i benefici derivanti dal miglioramento della salute dei dipendenti sono quelle che maggiormente saranno più competitive nei nuovi scenari che il futuro ci propone.</strong></p>
<p><strong>ASSIDIM</strong> <strong>punta a diffondere in tutte le imprese una maggiore sensibilità sull’importanza dei due pilastri del Vero Welfare: Salute e Protezione. Elementi che garantiscono un vero sviluppo nel tempo e che sono i presupposti di un concreto Benessere Organizzativo. In tutti i programmi di assistenza sanitaria ASSIDIM sono inclusi come standard molti specifici servizi di Supporto Psicologico e Ascolto Attivo, garantiti da partner di eccellenza, finalizzati a sostenere il Benessere e la Qualità della Vita dei collaboratori e delle loro famiglie, per le aziende di ogni dimensione e a condizioni economicamente sostenibili.</strong></p>
<p style="text-align: right;"><strong><em>A cura di Antonio Corrias<br />
</em></strong><strong><em>Marketing Sviluppo e Comunicazione<br />
</em></strong><strong><em>ASSIDIM</em></strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<hr />
<p><strong>RIFERIMENTI BIBLIOGRAFICI E FONTI</strong></p>
<ul>
<li>ESTRATTO DELL’ARTICOLO PUBBLICATO IL 10 OTTOBRE 2022 DA <strong>Elizabeth Newman</strong> sul sito del <strong>McKinsey Health Institute – MHI</strong></li>
<li><a href="https://www.mckinsey.com/mhi/our-insights/present-company-included-prioritizing-mental-health-and-well-being-for-all"><strong>https://www.mckinsey.com/mhi/our-insights/present-company-included-prioritizing-mental-health-and-well-being-for-all</strong></a></li>
</ul>
<hr />
<p><strong>DATI QUANTITATIVI DEL SONDAGGIO/RICERCA WORLDWIDE MHI</strong></p>
<ul>
<li><strong>SOGGETTI COINVOLTI:</strong> +15.000</li>
<li><strong>PAESI:</strong> India / Egitto / Brasile /Sud Africa /Argentina /Messico /Turchia/ Cina / Australia /USA / UK /Francia /Svizzera/ Germania /Giappone</li>
<li><strong>SETTORI:</strong> Tech Media e TLC, Travel &amp; Transport, Infrastrutture, Asset Mgmt e Assicurazioni, Energy, Health-Care Services, Consumer &amp; Retail, Professional Services, Public Sector/PA, Industria Avanzata</li>
<li><strong>CLUSTER ANAGRAFICI</strong> (età): 18-20 I 21-24 I 25-29 I 30-34 I 35-39 I 40-44 I 45-49 I 50-54 I 55-59 I 60+</li>
<li><strong>RUOLO in AZIENDA</strong>: Manager / Executive / Non Manager</li>
<li><strong>GENDER</strong>: 51% <strong>f</strong> i 49% <strong>m</strong> (<em>circa</em>)</li>
</ul>
<hr />
<p><strong>PER CHI DESIDERA APPROFONDIRE</strong></p>
<ul>
<li><span> </span><a href="https://www.mckinsey.com/mhi/our-insights/addressing-employee-burnout-are-you-solving-the-right-problem"><strong>Addressing employee burnout: Are you solving the right problem? | McKinsey</strong></a></li>
</ul>
<hr />
<p><strong>(2) </strong><strong>“QUIET-QUITTING” </strong>Consiste nel lavorare nei tempi e nei modi indicati dal contratto, senza fare straordinari o assumersi responsabilità straordinarie, e nel periodo post-pandemia questo fenomeno, non nuovo, è sempre più visibile I <strong>“GREAT RESIGNATION” </strong>è una <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Economic_trend">tendenza economica</a> in corso in cui i dipendenti si sono volontariamente <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Resignation">dimessi</a> dal lavoro <em>in massa,</em> a partire dall&#8217;inizio del 2021 nel scia della <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/COVID-19_pandemic">pandemia di COVID-19</a></p>
<hr />
<p><strong>(3)</strong> <strong>COMPORTAMENTI TOSSICI PREDITTIVI DEL BURNOUT</strong>: demotivazione, distacco emotivo, apatia o cinismo, difficoltà di concentrazione, irritabilità e nervosismo, ansia e preoccupazione costante, delusione e disinteresse verso il proprio lavoro</p>
<hr />
<p><strong>(4) </strong><strong>LA SURVEY ASSIDIM: https://www.assidim.it/indagine-assidim-sugli-stili-di-vita-pubblicati-i-risultati-su-rivista-scientifica/</strong></p>
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]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>La sanità italiana dopo il COVID. L&#8217;eredità del passato e sfide future</title>
		<link>https://www.assidim.it/la-sanita-italiana-dopo-il-covid-leredita-del-passato-e-sfide-future/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Francesco Capria]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 09 Dec 2022 09:00:58 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Sanità, welfare e terzo settore]]></category>
		<category><![CDATA[ASSIDIM]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>A 80 anni dalla celebre pubblicazione del Rapporto Beveridge, che segnò l’avvio di un percorso virtuoso culminato con la nascita del moderno Welfare State e l’istituzione del Servizio Sanitario Nazionale, nel Regno Unito prima (1948) e negli altri paesi europei poi (in Italia ci si arrivò nel 1978), il fondamento universalistico di quel prezioso modello sembra pericolosamente scricchiolare.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.assidim.it/la-sanita-italiana-dopo-il-covid-leredita-del-passato-e-sfide-future/">La sanità italiana dopo il COVID. L&#8217;eredità del passato e sfide future</a> proviene da <a href="https://www.assidim.it">ASSIDIM</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Arrivata la (relativa) quiete dopo la tempesta, è tempo di nuove e importanti sfide per il <strong>Servizio Sanitario Nazionale</strong>.</p>
<p>A 80 anni dalla celebre pubblicazione del <strong>Rapporto Beveridge</strong>, che segnò l’avvio di un percorso virtuoso culminato con la nascita del moderno Welfare State e l’istituzione del Servizio Sanitario Nazionale, nel Regno Unito prima (1948) e negli altri paesi europei poi (in Italia ci si arrivò nel 1978), il fondamento universalistico di quel prezioso modello sembra pericolosamente scricchiolare.</p>
<p>Non che non si voglia continuare a mantenere un sistema che garantisca a tutti i cittadini la possibilità di curarsi ma il dubbio è: ci si sta davvero riuscendo? E, soprattutto, fino a quando il sistema è sostenibile?</p>
<p>La scure del Covid ha letteralmente messo in ginocchio gli ospedali, sebbene ci sia stata una straordinaria prova di resilienza da parte di medici, infermieri e di tutto il personale sanitario e amministrativo.</p>
<p>La sanità italiana è oggi di fronte a un bivio molto importante: rilanciare o smantellare?</p>
<p>Nel provare a dare una risposta a questo interrogativo, avvaliamoci del supporto dei dati.</p>
<p>Negli ultimi tre anni, la spesa sanitaria pubblica è progressivamente aumentata: dai 120 miliardi del 2019 ai 127 del 2020 fino ai 130 del 2022.</p>
<p>Il crollo del PIL, dovuto alla pandemia, ha portato al 7,2 -7,3% l’incidenza della spesa rispetto al PIL, dandoci l’illusione che fosse stato adottato un approccio espansivo della spesa pubblica.</p>
<p>Così non è stato e anzi l’incidenza della spesa è prevista in calo da qui al 2025 per tornare ai livelli pre-pandemici e, precisamente, al 6,1% nel 2025. (<strong>NADEF,</strong> 2022)</p>
<p>La distanza tra la sanità pubblica italiana e quella tedesca e francese &#8211; come dimostrano le evidenze dell’edizione 2022 del <strong>Rapporto OASI </strong>a cura del Cergas Bocconi &#8211; che hanno superato la soglia del 10% del PIL, è pressocché stabile e non accenna a colmarsi.</p>
<p>Per dare la misura del gap tra l’Italia, la Germania e Francia, al netto del già citato incremento della spesa sanitaria pubblica rispetto al PIL nel biennio pandemico, il nostro paese spende poco più di 2.000 euro per cittadino contro i 4.500 e i 3.500 euro di Germania e Francia, rispettivamente al primo e secondo posto in Europa per spesa sanitaria pubblica pro capite.</p>
<p>Ma quello economico non è l’unico costo che i cittadini italiani devono sopportare in questo momento rispetto ai loro omologhi in Europa.</p>
<p>A pesare sulle loro spalle c’è il costo conseguente all’<em>insostenibile leggerezza delle liste d’attesa</em>.</p>
<p>Già prima del Covid, i tempi di attesa per prenotare una visita erano importanti ma, a seguito del <em>lockdown dei servizi sanitari</em> (a tal proposito, rimandiamo a un nostro precedente articolo: <a href="https://www.assidim.it/londa-lunga-del-covid-sui-servizi-sanitari/">https://www.assidim.it/londa-lunga-del-covid-sui-servizi-sanitari/</a>), sono diventati insopportabili con un impatto non trascurabile sulla salute delle persone.</p>
<p>I piani straordinari per il recupero delle liste d’attesa che le Regioni hanno messo a punto di fatto riflettono di fatto le differenze esistenti in termini di esiti e performance: nei primi sei mesi di quest’anno, le Regioni italiane hanno fatto circa 13,7 milioni di accertamenti di questo tipo, vale a dire il 20% in meno rispetto al 2019.</p>
<p>I dati sono di Agenas (Agenzia Sanitaria Nazionale delle Regioni) che ha un monitoraggio molto aggiornato sul lavoro degli enti locali. La Regione più in difficoltà è la Sardegna (-36%), seguita dalla Calabria (-30%) e dalla Sicilia (-29%). La migliore invece è la Toscana, (-10%), seguita da Marche, Puglia, Emilia-Romagna e Lombardia (- 15%).</p>
<p>Se si guarda invece al trend della spesa sanitaria privata (cosiddetta <em>out of pocket</em>), le famiglie hanno ricominciato a spendere per beni dopo il rallentamento registrato allo scoppio della pandemia: invero, come evidenziano i ricercatori del Cergas Bocconi, già nel 2021 tale spesa è ripartita in misura significativa soprattutto nella componente dei servizi, la più colpita dalle restrizioni.</p>
<p>Ciò confermerebbe la tesi per cui l’andamento della spesa sanitaria privata non è solo direttamente imputabile alle carenze dell’offerta pubblica ma è anche legato alle dinamiche del reddito e dei consumi, ragion per cui la spesa privata costituisce una componente fisiologica e ineliminabile del sistema, che necessita di essere compresa al di là del rigido dualismo con quella pubblica e governata.</p>
<p>Le riflessioni e le evidenze contenute nell’articolo non sono certamente esaustive nel fornire un quadro diagnostico sullo stato di salute della sanità italiana.</p>
<p>Alle criticità ormai strutturali si aggiungono gli strascichi pesanti e persistenti della pandemia per cui un’iniezione straordinaria di liquidità è stata utile per tamponare ma certamente non guarire la ferita.</p>
<p>Per garantire insieme la sostenibilità del sistema e il diritto di tutela della salute per tutti i cittadini, accettando la sfida dell’efficienza, dell’appropriatezza e dell’innovazione, servirà de-ideologizzare il dibattito pubblico per superare la dicotomia pubblico – privato e rendere virtuoso l’intervento del “terzo pagante” al fine di rispondere alla complessità delle domande di salute indotte dall’invecchiamento della popolazione e dell’aumento delle cronicità.</p>
<p>Un sistema “misto” di finanziamento nell’erogazione delle prestazioni che afferiscono alla salute e alla protezione delle persone esiste già di fatto in un paese come il nostro.</p>
<p>Un’ibridazione pubblico – privata caratterizza al contempo i consumi sanitari, in quanto la loro composizione varia significativamente a seconda dell’area di beni e servizi coinvolta nella risposta ai bisogni di salute.</p>
<p>Pensiamo, per esempio, alla specialistica ambulatoriale e al pagamento del ticket per una visita in regime SSN: quella spesa confluisce nel circuito dei consumi pubblici finanziati in parte privatamente.</p>
<p>I confini fra pubblico e privato non sono perciò così nitidi nella sanità e, per affrontare le sfide che attendono il SSN in uno scenario di crescente disallineamento tra aspettative, bisogni e risorse, come suggeriscono le opinioni avanzate dagli studiosi del Cergas nell’introduzione del Rapporto OASI 2022, servirà un dibattito aperto tra i policy maker e i manager della sanità per affrontare le grandi criticità irrisolte (i cosiddetti “wicked problem”), basandosi su fatti ed evidenze comprovate e, aggiungo, superando gli steccati ideologici e culturali.</p>
<p style="text-align: right;"><em>A cura di Francesco Capria</em></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.assidim.it/la-sanita-italiana-dopo-il-covid-leredita-del-passato-e-sfide-future/">La sanità italiana dopo il COVID. L&#8217;eredità del passato e sfide future</a> proviene da <a href="https://www.assidim.it">ASSIDIM</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Una sanità territoriale “su misura” per le fragilità</title>
		<link>https://www.assidim.it/una-sanita-territoriale-su-misura-per-le-fragilita/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Francesco Capria]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 22 Jul 2022 06:43:55 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Sanità, welfare e terzo settore]]></category>
		<category><![CDATA[ASSIDIM]]></category>
		<category><![CDATA[covid-19]]></category>
		<category><![CDATA[pnrr]]></category>
		<category><![CDATA[sanitàintegrativa]]></category>
		<category><![CDATA[sostenibilità]]></category>
		<category><![CDATA[welfare aziendale]]></category>
		<category><![CDATA[welfareaziendale]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il Covid-19 esiste ancora e, benché mutato in una forma meno grave, continua a preoccupare gli esperti. In questa fase di transizione verso l’endemia, l’allarme lanciato dalle autorità sanitarie ma anche da parte di clinici e operatori è quello di proteggere le persone più fragili. Dai dati rilevati dall’Istituto Superiore di Sanità (ISS) al 10 gennaio 2022, sugli oltre 138 mila decessi censiti, gli over 80 costituiscono oltre il 60% del totale con una percentuale leggermente superiore tra le donne rispetto agli uomini (52 vs 48).</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.assidim.it/una-sanita-territoriale-su-misura-per-le-fragilita/">Una sanità territoriale “su misura” per le fragilità</a> proviene da <a href="https://www.assidim.it">ASSIDIM</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Il Covid-19 esiste ancora e, benché mutato in una forma meno grave, continua a preoccupare gli esperti.</p>
<p>In questa fase di transizione verso l’endemia, l’allarme lanciato dalle autorità sanitarie ma anche da parte di clinici e operatori è quello di proteggere le persone più fragili.</p>
<p>Dai dati rilevati dall’<strong>Istituto Superiore di Sanità</strong> (<strong>ISS</strong>) al 10 gennaio 2022, sugli oltre 138 mila decessi censiti, gli over 80 costituiscono oltre il 60% del totale con una percentuale leggermente superiore tra le donne rispetto agli uomini (52 vs 48).</p>
<p>Per quanto riguarda i fragili, secondo un campione rappresentativo dei deceduti per i quali è stato possibile analizzare le cartelle cliniche inviate all’ISS dagli ospedali, il numero medio di patologie osservate in questa popolazione è di 3,7.</p>
<p>Questi dati, sebbene non aggiornati rispetto all’incidenza delle attuali sottovarianti di Omicron sulla popolazione deceduta, confermano che a pagare il prezzo più alto dell’infezione da Covid-19 siano proprio gli anziani e i fragili con più patologie preesistenti.</p>
<p>Ma quanti sono i fragili in Italia? E, soprattutto, come sono distribuiti geograficamente?</p>
<p>Secondo la recente indagine di Italia Longeva, di cui una rappresentazione sintetica è pubblicata nell’articolo di martedì 19 luglio su “Il Sole 24 Ore”, lo status di fragilità media o grave colpisce il 20% degli over 60 – ovvero 3,5 milioni di italiani – e ben il 75% dello stesso target d’età convive con almeno 5 patologie croniche.</p>
<p>Per rispondere invece alla seconda domanda, la prevalenza delle co-morbilità è decisamente più marcata nel centro-sud, con ben 9 province su 10, &#8211; in testa Salerno – che presentano una percentuale di persone fragili tra l’80 e il 90%.</p>
<p>Percentuali che sono superiori negli uomini rispetto alle donne e che aumentano con l’età.</p>
<p>Diverse le implicazioni per la riforma della sanità territoriale che dovranno mettere in atto le regioni con i rispettivi piani operativi.</p>
<p>Nell’ambito dei fondi del <strong>Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza</strong> (PNRR) destinati al comparto sanità, sono state previsti oltre 1.300 Case della Comunità, 400 Ospedali di Comunità e 600 Centrali Operative Territoriali per rispondere a logiche di riorganizzazione della sanità territoriale. [Fonte: Osservatorio Cittadinanzattiva]
<p>Gli investimenti del PNRR, che dovranno rispondere alle nuove necessità legate alle co-morbilità e favorire un alleggerimento del carico per gli ospedali per quei pazienti che necessitano di cure a “intensità clinica medio-bassa” e di degenze di breve durata, dovrebbero però essere programmati e finalizzati tenendo conto della mappatura delle co-morbilità.</p>
<p>In tal senso, quanto emerge dall&#8217;indagine Italia Longeva sembra suggerire di disegnare gli interventi e, nel caso specifico, di realizzare le Case della Comunità e gli altri presidi delle cure intermedie sulla base del maggiore fabbisogno a livello territoriale, e non indifferenziatamente su tutto il territorio nazionale.</p>
<p style="text-align: right;"><em>A cura di Francesco Capria</em></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.assidim.it/una-sanita-territoriale-su-misura-per-le-fragilita/">Una sanità territoriale “su misura” per le fragilità</a> proviene da <a href="https://www.assidim.it">ASSIDIM</a>.</p>
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		<title>Effetti dello SMART WORKING sui ritmi di lavoro e sull&#8217;equilibrio psicologico delle persone</title>
		<link>https://www.assidim.it/effetti-dello-smart-working-sui-ritmi-di-lavoro-e-sullequilibrio-psicologico-delle-persone/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Antonio Corrias]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 04 Jun 2021 07:02:49 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Sanità, welfare e terzo settore]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>L’impatto della pandemia COVID sulla salute fisica è sotto gli occhi di tutti. Meno evidente, ma non per questo meno importante, è quello sulla “salute mentale” delle persone. Le azioni [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>L’impatto della pandemia COVID sulla salute fisica è sotto gli occhi di tutti.</p>
<p>Meno evidente, ma non per questo meno importante, è quello sulla “salute mentale” delle persone.</p>
<p>Le azioni di contenimento del virus, la crisi economica, il cambiamento del comportamento sociale e la paura del contagio hanno generato un <strong>aumento diffuso del livello di </strong><strong>ansia</strong><strong>.  </strong></p>
<p><strong>Sappiamo </strong>che ansia e stress sono i responsabili di patologie fisiche, anche molto debilitanti e che queste generano una significativa perdita di concentrazione sul lavoro e di produttività.</p>
<p>In Italia, l’<strong>Istituto Superiore di Sanità (ISS)</strong> evidenzia una crescita importante della domanda di “specialisti della salute mentale”, collegata all’ aumento dei livelli di malessere psicofisico e alla diffusione di sintomi ansiosi e depressivi nella popolazione.</p>
<p>Il più alto livello di stress è quello che hanno evidentemente sopportato gli operatori sanitari in prima linea. Altrettanto certo il fortissimo impatto sulla serenità dei lavoratori e delle lavoratrici che, a livello conscio o inconscio, hanno sentito minacciata la stabilità del proprio lavoro. Più pesante poi la situazione dei dipendenti che sono anche <strong>“<em>caregiver</em>”</strong> e si fanno carico contemporaneamente dell’assistenza di persone fragili, per lo più anziani, mentre devono lavorare.</p>
<p>È pertanto in aumento l’attenzione che le organizzazioni di imprese e lavoratori rivolgono ai <strong>“</strong><strong>generatori di ansia”</strong>, che stanno divenendo sempre più diffusi e producono importanti effetti sulla perdita di produttività lavorativa e sul livello di benessere organizzativo. Questi possono essere così classificati:</p>
<ul>
<li><strong>preoccupazioni legate alla salute;</strong></li>
<li>difficoltà nel gestire i figli e la didattica a distanza;</li>
<li>assistere e tutelare i familiari anziani;</li>
<li>s<strong>enso di incertezza</strong>rispetto all’andamento aziendale e alle <strong>possibili ripercussioni</strong> di una <strong>crisi anche economica;</strong></li>
<li><strong>restrizioni della mobilità.</strong></li>
</ul>
<p><strong>ASSIDIM,</strong> fin dal primo <em>lockdown</em>, ha rafforzato l’offerta delle proprie linee di Assistenza Sanitaria per dare una risposta adeguata a questo fenomeno.</p>
<p>Particolarmente utile ed apprezzato si è rivelato il rafforzamento del servizio di <strong>“Desk di Supporto Psicologico ed Ascolto Attivo”</strong>, gestito con il proprio partner Europ Assistance, che garantisce l’affidabilità di una vera <strong>Centrale Medica </strong>con personale esperto e competente, che risponde 24 ore su 24, 7 giorni su 7.</p>
<p>Un altro “fenomeno nel fenomeno” è la gestione degli anziani di famiglia, che sta esplodendo in tutta la sua gravità ed evidenzia le fragilità del sistema socio &#8211; sanitario.</p>
<p><strong>ASSIDIM</strong> anche in questo caso ha risposto in modo innovativo e qualificato con la <strong>SUITE SENIOR CARE</strong> anch’essa garantita mediante Europ Assistance: <a href="https://campagne.assidim.it/senior-assistance/">https://campagne.assidim.it/senior-assistance/</a></p>
<p><strong>È ormai certo che questi servizi contribuiscano a potenziare la resilienza individuale,</strong> oltre a trasmettere ai dipendenti il messaggio che l’azienda abbia a cuore la loro serenità e il loro benessere secondo la prospettiva più evoluta del work – life balance.</p>
<p>Fornire questi servizi ha un grande <strong>beneficio in termini di </strong><strong>“<em>Return on Welfare</em>”</strong><strong>: </strong></p>
<ul>
<li><strong>per i dipendenti</strong><strong> che migliorano la loro consapevolezza e capacità di disporre di strumenti per la gestione di stress, traumi ed ansie;</strong></li>
<li><strong>per l’azienda</strong><strong> che rafforza i propri indicatori di </strong>efficienza della performance sul lavoro, della motivazione, della loyalty dei dipendenti più qualificati e vede ridurre il tasso di infortuni collegati alle malattie professionali e alla conflittualità interna con un miglioramento del clima aziendale. Importante è il valore sull’i<strong>mmagine aziendale, sulla reputazione </strong>e sullo <strong>sviluppo del senso di appartenenza dei dipendenti. </strong></li>
</ul>
<p style="text-align: right;"><em>A cura di Antonio Corrias</em></p>
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		<title>Salute e protezione nell&#8217;era post COVID</title>
		<link>https://www.assidim.it/salute-e-protezione-nellera-post-covid-lintervista-del-presidente-marchese-per-tuttowelfare-info/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[ASSIDIM]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 28 May 2021 07:05:20 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Sanità, welfare e terzo settore]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Intervista del presidente Marchese per tuttowelfare.info Nelle ultime settimane, a causa dell’accelerazione della campagna vaccinale nonché per le condizioni ambientali che, come lo scorso anno, incidono sulla trasmissione virale, stiamo [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<h3>Intervista del presidente Marchese per tuttowelfare.info</h3>
<p>Nelle ultime settimane, a causa dell’accelerazione della campagna vaccinale nonché per le condizioni ambientali che, come lo scorso anno, incidono sulla trasmissione virale, stiamo assistendo a un generale miglioramento del quadro epidemiologico.</p>
<p>Confidiamo tutti, a partire dal prossimo autunno e dopo aver messo in sicurezza le categorie a rischio e beneficiare di una protezione duratura contro il <strong>Coronavirus</strong> e le sue varianti, di ripartire e tornare progressivamente alla normalità archiviando definitivamente la parentesi della <strong>pandemia</strong>.</p>
<p><strong>Ma quali sfide attendono la sanità pubblica?</strong></p>
<p>Nei precedenti articoli, ne abbiamo ampiamente discusso evidenziando le principali criticità aggravate dalla pandemia per il nostro <strong>SSN</strong> ma anche le opportunità derivanti dall’impiego efficiente delle risorse del <strong>#PNRR</strong>.</p>
<p>Per quel che riguarda invece la sanità integrativa, i principali player del mercato – tra cui <strong>ASSIDIM</strong> – hanno garantito ad aziende e persone assistite prestazioni e servizi mirati che si sono rivelati molto preziosi per affrontare al meglio la fase emergenziale.</p>
<p>Di questo e di altro ancora, con un focus su stato dell’arte e scenari futuri per gli stakeholder che operano nell’ecosistema Salute, ha parlato il nostro <strong>Presidente, Marcello Marchese</strong>, nell’intervista concessa alla testata <strong>#tuttowelfare.info</strong>: <a href="https://www.tuttowelfare.info/protagonisti/la-sanita-integrativa-per-il-benessere-delle-persone">https://www.tuttowelfare.info/protagonisti/la-sanita-integrativa-per-il-benessere-delle-persone</a></p>
<p>Buona visione!</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.assidim.it/salute-e-protezione-nellera-post-covid-lintervista-del-presidente-marchese-per-tuttowelfare-info/">Salute e protezione nell&#8217;era post COVID</a> proviene da <a href="https://www.assidim.it">ASSIDIM</a>.</p>
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		<title>COVID-19: Informazioni Utili sui Vaccini</title>
		<link>https://www.assidim.it/covid-19-informazioni-utili-sui-vaccini/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Francesco Capria]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 21 May 2021 06:51:53 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Salute sostenibile]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La Campagna Vaccinale nel nostro paese, come in tutto il mondo, sta procedendo con tempi e modalità non omogenee. L’obiettivo è vaccinare nel più breve tempo possibile tutta la popolazione. In [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>La <strong>Campagna Vaccinale</strong> nel nostro paese, come in tutto il mondo, sta procedendo con tempi e modalità non omogenee. L’obiettivo è vaccinare nel più breve tempo possibile tutta la popolazione.</p>
<p>In Italia, in base agli ultimi aggiornamenti forniti dal Ministero della Salute, ci avviciniamo alla soglia dei 30 milioni di persone che hanno ricevuto la prima dose di <strong>vaccino</strong>. Tra questi, il 15%, vale a dire più o meno un quarto della popolazione italiana, ha completato il <strong>ciclo vaccinale</strong>. Un dato incoraggiante che impatta positivamente sul progressivo e costante abbassamento della curva epidemiologica.</p>
<p>Basta dare un’occhiata a questo grafico in cui, confrontando la mortalità per COVID-19 dell’Italia con il Regno Unito, notiamo l’andamento praticamente speculare delle due curve fino a febbraio 2021 per poi cominciare a vedere un allontanamento sensibile delle stesse.</p>
<p><img fetchpriority="high" decoding="async" class="aligncenter wp-image-377 size-full" src="https://www.assidim.it/wp-content/uploads/2021/05/covid-19-informazioni-utili-sui-vaccini.jpg" alt="" width="1280" height="853" /></p>
<p style="text-align: center;">Fonte: elaborazione da <a href="https://ourworldindata.org" target="_blank" rel="noopener">https://ourworldindata.org</a></p>
<p>Le tante agognate riaperture e l’allentamento delle restrizioni sono state infatti possibili grazie all’incedere della campagna vaccinale oltre che, naturalmente, al mantenimento di comportamenti responsabili da parte di tutti i cittadini.</p>
<p>Per essere informati nel modo più corretto possibile e non rimanere vittime di speculazioni, raccomandiamo di consultare le fonti ufficiali in cui sono pubblicati dati ed evidenze scientifiche di volta in volta disponibili anche in base agli studi di follow-up su persone già vaccinate.</p>
<p>Riteniamo perciò utile rimandarvi alle FAQ pubblicate sul sito dell’Agenzia Regolatoria, vale a dire <strong>AIFA</strong> (Agenzia Italiana del Farmaco): <a href="https://www.aifa.gov.it/web/guest/domande-e-risposte-su-vaccini-covid-19" target="_blank" rel="noopener">https://www.aifa.gov.it/web/guest/domande-e-risposte-su-vaccini-covid-19</a></p>
<p><strong>Non ci sono vaccini migliori o peggiori.</strong></p>
<p>Ribadiamo un concetto espresso dagli esperti della comunità scientifica: il vaccino migliore per il cittadino è quello disponibile per primo quando arriva il suo turno.</p>
<p style="text-align: right;">A cura di <em>Francesco Capria</em></p>
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		<title>Salute mentale e benessere delle persone</title>
		<link>https://www.assidim.it/salute-mentale-e-benessere-delle-persone/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Marcello Marchese]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 23 Apr 2021 08:23:21 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Sanità, welfare e terzo settore]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Secondo le stime del Dipartimento di Salute Mentale pubblicate sul Sole 24 Ore di martedì 20 aprile, il dilagare del Coronavirus si porterà dietro un milione di nuovi casi di [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.assidim.it/salute-mentale-e-benessere-delle-persone/">Salute mentale e benessere delle persone</a> proviene da <a href="https://www.assidim.it">ASSIDIM</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Secondo le stime del Dipartimento di Salute Mentale pubblicate sul Sole 24 Ore di martedì 20 aprile, il dilagare del Coronavirus si porterà dietro un milione di nuovi casi di disagio mentale.</p>
<p>Il problema è che il <strong>Servizio Sanitario Nazionale (SSN)</strong> non sembra essere in grado di dare una risposta immediata.</p>
<p>La salute mentale, infatti, riceve solo il 3,6 % delle risorse del Fondo Sanitario Nazionale ma per far fronte alla spesa attuale ed emergente la percentuale dovrebbe arrivare al 6%, il che significa circa 7 miliardi di euro.</p>
<p>Le aziende che hanno a cuore la salute delle proprie persone possono svolgere un ruolo importante mettendo il benessere psicologico ed emotivo al centro delle loro strategie di benessere.</p>
<p>Secondo la società di consulenza internazionale <strong>Mercer Marsh Benefits</strong>*, le aziende che implementano efficaci strategie in tema di salute e benessere delle persone sono in grado di generare un importante vantaggio competitivo.</p>
<p>Al fine di introdurre un’efficace strategia in ambito di benessere emotivo e psicologico è importante considerare diversi aspetti chiave.</p>
<p>In primo luogo, è fondamentale comprendere i bisogni dei lavoratori e dei loro familiari: analizzare i dati disponibili in azienda, gli andamenti dei piani di assistenza sanitaria integrativa e condurre delle survey mirate permette di comprendere gli aspetti critici e definire delle prime ipotesi di programmi e le risorse da mobilitare.</p>
<p>È poi necessario implementare soluzioni in grado di generare valore per le persone che vadano oltre i tradizionali servizi degli <strong><em>Employee Assistance Programs</em></strong> (EAP), basati esclusivamente sul supporto telefonico, e rafforzare le forme di assistenza sanitaria integrativa che spesso non forniscono adeguate prestazioni nell’area della prevenzione e della cura dei disturbi mentali.</p>
<p>Programmi di formazione, comunicazione e counseling devono essere accompagnati da iniziative di supporto psicologico che utilizzino strumenti innovativi quali la telemedicina e le tecnologie digitali sia nell’ambito della prevenzione sia nella cura e monitoraggio.</p>
<p>L’impatto conseguente alla sperimentazione di questi programmi ha portato, nei primi due anni, a una riduzione di oltre un decimo di casi e costi legati al disturbo mentale, oltre che a un generale miglioramento dell’<em>outcome</em> del paziente (60%).</p>
<p>Tutto questo senza evidentemente trascurare le altre dimensioni del benessere, ovvero quello fisico, economico e sociale.</p>
<p style="text-align: right;"><em>A cura di </em><strong><em>Marcello Marchese</em></strong></p>
<p>* <em>Turning health risk into value: Are you supporting mental well-being?,</em> 2021</p>
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		<title>L&#8217;onda lunga del COVID sui servizi sanitari</title>
		<link>https://www.assidim.it/londa-lunga-del-covid-sui-servizi-sanitari/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Francesco Capria]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 19 Apr 2021 11:55:40 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Abbiamo avuto modo di raccontare nei precedenti articoli l’impatto significativo della pandemia su quantità e qualità delle prestazioni sanitarie e socio – sanitarie: https://blog.assidim.it/salute-prestazioni-sanitarie-e-innovazione-tecnologica-gli-scenari-post-covid/ https://blog.assidim.it/pandemia-e-disuguaglianze/ Ricoveri, visite specialistiche, screening ed [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Abbiamo avuto modo di raccontare nei precedenti articoli l’impatto significativo della pandemia su quantità e qualità delle prestazioni sanitarie e socio – sanitarie:</p>
<ul>
<li><a href="https://blog.assidim.it/salute-prestazioni-sanitarie-e-innovazione-tecnologica-gli-scenari-post-covid/">https://blog.assidim.it/salute-prestazioni-sanitarie-e-innovazione-tecnologica-gli-scenari-post-covid/</a></li>
<li><a href="https://blog.assidim.it/pandemia-e-disuguaglianze/">https://blog.assidim.it/pandemia-e-disuguaglianze/</a></li>
</ul>
<p>Ricoveri, visite specialistiche, screening ed esami programmati<strong> sono stati rimandati per la paura del contagio</strong>, determinando una “svuotamento” dei pronto soccorso e dei poliambulatori privati.</p>
<p>Per fare qualche esempio, rispetto all’anno precedente, nel 2020 rileviamo:</p>
<ul>
<li>1/3 delle mammografie in meno con elevate differenze regionali;</li>
<li>dal 20 al 30 % di interventi chirurgici in meno per patologie oncologiche, anche qui con una forte variabilità interregionale;</li>
<li>25% di ricoveri urgenti in meno, con punte di oltre il 60% in meno per quelli in Day Hospital.</li>
</ul>
<p>Sono dati <strong>AGENAS</strong> in collaborazione con l’<strong>Istituto Superiore Sant’Anna di Pisa</strong> e pubblicati sul <strong>Sole 24 Ore</strong> martedì 13 aprile.</p>
<p>Nello stesso articolo, si evidenzia la mancata trasmissione dei Piani Operativi dalle Regioni ai Ministeri competenti, con l’esplicitazione dei modelli organizzativi prescelti, tempi di realizzazione e destinazione delle risorse.</p>
<p>Questo ha determinato un rallentamento nel piano del governo che, col decreto agosto, aveva stanziato oltre 500 milioni di euro a favore delle Regioni per smaltire le liste d’attesa e recuperare parte delle prestazioni saltate durante l’emergenza.</p>
<p>Una criticità endemica, quella della disconnessione tra strategia ed execution determinata dalla presenza di compartimenti stagni e rigidità all’interno delle organizzazioni &#8211; che accomuna sovente il top management delle imprese e quello della PA &#8211; le cui conseguenze si scaricano, nel caso specifico, sui cittadini/pazienti che non possono permettersi, specie i più fragili, un nuovo lockdown dei servizi sanitari.</p>
<p style="text-align: right;"><em>A cura di </em><strong><em>Francesco Capria</em></strong></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.assidim.it/londa-lunga-del-covid-sui-servizi-sanitari/">L&#8217;onda lunga del COVID sui servizi sanitari</a> proviene da <a href="https://www.assidim.it">ASSIDIM</a>.</p>
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		<item>
		<title>Pandemia e disuguaglianze</title>
		<link>https://www.assidim.it/pandemia-e-disuguaglianze/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Francesco Capria]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 11 Apr 2021 09:21:58 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Sanità, welfare e terzo settore]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Che l’infezione da Covid-19, oltre a provocare ospedalizzazioni e decessi, potesse rivelarsi un acceleratore di differenze sociali era purtroppo prevedibile. Nella lotta al virus, il perdurare di misure restrittive ha [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.assidim.it/pandemia-e-disuguaglianze/">Pandemia e disuguaglianze</a> proviene da <a href="https://www.assidim.it">ASSIDIM</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Che l’infezione da<strong> Covid-19</strong>, oltre a provocare ospedalizzazioni e decessi, potesse rivelarsi un acceleratore di differenze sociali era purtroppo prevedibile.</p>
<p>Nella lotta al virus, il perdurare di misure restrittive ha avuto tra le sue conseguenze anche quella di impedire l’accesso alle cure e la continuità dei percorsi assistenziali per le persone più fragili e affette da disabilità.</p>
<p>C’è il dramma delle persone anziane, minori, disabili con problemi di salute mentale e di dipendenze decedute nelle strutture residenziali, di cui il Covid-19 è stato causa diretta o indiretta e che rappresentano una percentuale significativa dei decessi per <strong>Covid in Europa</strong>.</p>
<p>È andata un po’ meglio alle persone assistite a domicilio per le quali, grazie all’impegno costante dell’ “esercito silente” dei <em>caregiver </em>e alla presenza di servizi a forte caratterizzazione comunitaria<em>, </em>le conseguenze legate alle restrizioni sono state più tollerabili.</p>
<p>Questo avvalora la riflessione sulla prospettiva di domiciliarità della cura e protezione che matura da anni.</p>
<p>Non solo anziani e disabili ma la scure del <strong>Coronavirus</strong> s’è abbattuta sulle persone economicamente più svantaggiate.</p>
<p>Un recente studio condotto dall’Università di Bologna, in collaborazione con l’Istituto Spallanzani, oltre a certificare l’elevata distribuzione di pazienti con comorbilità tra i ricoverati per Covid, ha dimostrato una certa sovra-rappresentazione tra gli stessi di quelli con uno status socio &#8211; economico più basso.</p>
<p>Diabete, cardiopatie, BPCO e le patologie croniche, il cui legame con il Coronavirus determina il peggioramento delle condizioni di salute fino alla morte del paziente, sono più frequenti nelle fasce sociali meno istruite e più svantaggiate.</p>
<p>Del resto, non sorprendono i risultati dello studio poiché rappresentano un’ulteriore conferma del principio per cui le disuguaglianze economiche si riflettono nell’accesso al bisogno di tutela della salute.</p>
<p>Gli “ultimi” nella scala sociale diventano inesorabilmente i primi nel subire le conseguenze della pandemia.</p>
<p>Potrebbe esserci però una sola e singolare eccezione&#8230;</p>
<p>Secondo alcuni studi &#8211; tra i quali citiamo quello della <strong>Società Italiana Tossicodipendenza</strong> (SIDT) completato nel periodo maggio &#8211; luglio 2020  – la prevalenza di contagi da <strong>Covid-19</strong> nella popolazione dei tossicodipendenti sembra essere 7 volte inferiore rispetto a quella complessiva della popolazione generale.</p>
<p>L’ipotesi, tutta da verificare, è legata alla reazione innescata dal virus nel sistema immunitario delle persone affette da dipendenze, indebolito negli anni per via di inoculazioni di sostanze diverse e perciò meno sensibile nella risposta al contagio da <strong>Covid</strong>, perlomeno tra le persone che manifestano dei sintomi.</p>
<p>Per chi volesse approfondire l’argomento, rimandiamo alla lettura dei due articoli:</p>
<ul>
<li><a href="http://www.quotidianosanita.it/studi-e-analisi/articolo.php?articolo_id=89539">http://www.quotidianosanita.it/studi-e-analisi/articolo.php?articolo_id=89539</a></li>
<li><a href="https://www.ilmessaggero.it/italia/tossicodipendenti_contagio_coronavirus_immuni_drogati-5207800.html">https://www.ilmessaggero.it/italia/tossicodipendenti_contagio_coronavirus_immuni_drogati-5207800.html</a></li>
</ul>
<p>Vi ricordiamo infine che c’è ancora qualche giorno di tempo per compilare la nostra survey sugli stili di vita che trovate sul sito <a href="http://www.assidim.it">www.assidim.it</a>.</p>
<p>I dati raccolti ad oggi e che vi presenteremo a breve sono molto interessanti. <em>Stay tuned!</em></p>
<p style="text-align: right;"><em>A cura di </em><strong><em>Francesco Capria</em></strong></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.assidim.it/pandemia-e-disuguaglianze/">Pandemia e disuguaglianze</a> proviene da <a href="https://www.assidim.it">ASSIDIM</a>.</p>
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		<title>ASSIDIM 40 anni di Salute Sostenibile</title>
		<link>https://www.assidim.it/assidim-40-anni-di-salute-sostenibile/</link>
		
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		<pubDate>Sat, 27 Mar 2021 08:22:11 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Salute sostenibile]]></category>
		<category><![CDATA[ASSIDIM]]></category>
		<category><![CDATA[covid-19]]></category>
		<category><![CDATA[prevenzione]]></category>
		<category><![CDATA[protezione]]></category>
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		<category><![CDATA[sanità]]></category>
		<category><![CDATA[valoreassidim]]></category>
		<category><![CDATA[welfare]]></category>
		<category><![CDATA[welfare aziendale]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>ASSIDIM festeggia i suoi primi 40 anni con scelte coerenti con il valore della sostenibilità. Le diverse e numerose indagini, realizzate dalle grandi Consulting, fotografano un crescente e concreto impegno [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>ASSIDIM</strong> festeggia i suoi primi 40 anni con scelte coerenti con il valore della sostenibilità.</p>
<p>Le diverse e numerose indagini, realizzate dalle grandi Consulting, fotografano un crescente e concreto impegno da parte delle aziende ad integrare i loro piani industriali con strumenti e indicatori non finanziari legati alla sostenibilità.</p>
<p>Il raggiungimento degli obiettivi formalizzati nell’<strong>Agenda ONU 2030</strong> è un appuntamento non più differibile per governi e imprese mondiali, anche tra gli stakeholders che operano nel settore “Salute e Benessere”, sensibili alla valutazione dell’impatto del proprio business sugli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile (SDGs).</p>
<p>Come avvenuto nell’anno trascorso, anche il 2021 ci vedrà impegnati nella promozione di diverse iniziative di informazione e divulgazione nonché nell’offerta di soluzioni innovative e digitali, per rispondere adeguatamente ai bisogni legati all’emergenza sanitaria e alle sfide dello sviluppo sostenibile.</p>
<p>Una di queste è l’invecchiamento della popolazione e il concomitante peggioramento dei trend epidemiologici (si vive di più ma sempre meno in “buona salute”) che impongono un’attenzione costante per assicurare la salute e il benessere di tutti e per tutte le età.</p>
<p>Altra sfida è quella legata alle crescenti disuguaglianze regionali e territoriali nell’erogazione dei servizi di tutela della salute, acuitesi ulteriormente durante la pandemia.</p>
<p><strong>Mutualità, accessibilità a soluzioni di protezione e tutela della salute, oltre a un’intensa attività di Education e Divulgazione di “regole di vita” sana e consapevole sono parte integrante dei nostri Valori e della nostra Mission.</strong></p>
<p><strong>ASSIDIM</strong> offre, in un contesto ancora critico e incerto come quello attuale, soluzioni di eccellenza, non elitarie ma alla portata di tutte le aziende, anche le PMI, perché possano garantire ai loro dipendenti e nuclei familiari un tangibile sostegno centrato sulla salute, protezione e prevenzione da rischi rispetto ai quali il welfare pubblico continua a manifestare evidenti segni di cedimento.</p>
<p>Qualora non lo abbiate già fatto, vi ricordiamo infine di partecipare alla nostra survey online per conoscere il vostro stile di vita e avere subito indicazioni per migliorarlo.</p>
<p>Il questionario è disponibile sul sito <a href="http://www.assidim.it">www.assidim.it</a>.</p>
<p><em>STAY TUNED!</em></p>
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