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	<title>education Archivi - ASSIDIM</title>
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	<description>Salute e Protezione dal 1981</description>
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	<title>education Archivi - ASSIDIM</title>
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	<item>
		<title>Educare per prevenire: ruolo delle aziende per ridurre le interferenze dell&#8217;industria del Tabacco</title>
		<link>https://www.assidim.it/educare-per-prevenire-ruolo-delle-aziende-per-ridurre-le-interferenze-dellindustria-del-tabacco/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[ASSIDIM]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 01 Dec 2023 10:58:59 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Salute sostenibile]]></category>
		<category><![CDATA[education]]></category>
		<category><![CDATA[prevenzione]]></category>
		<category><![CDATA[salutesostenibile]]></category>
		<category><![CDATA[stilidivita]]></category>
		<category><![CDATA[tabagismo]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>L'aggiornamento del 2023 del "Global Tobacco Industry Interference Index" colloca l'Italia al 77 (settantasettesimo) posto su 90 Paesi, mostrando un'alta interferenza dell'industria del tabacco. Peggio di noi solo Romania, Georgia e Svizzera.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.assidim.it/educare-per-prevenire-ruolo-delle-aziende-per-ridurre-le-interferenze-dellindustria-del-tabacco/">Educare per prevenire: ruolo delle aziende per ridurre le interferenze dell&#8217;industria del Tabacco</a> proviene da <a href="https://www.assidim.it">ASSIDIM</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>L&#8217;aggiornamento del 2023 del &#8220;Global Tobacco Industry Interference Index&#8221; colloca l&#8217;Italia al 77 (settantasettesimo) posto su 90 Paesi, mostrando un&#8217;alta interferenza dell&#8217;industria del tabacco. Peggio di noi solo Romania, Georgia e Svizzera.</p>
<p>Il “Global Tobacco Industry Interference Index” <strong>(*)</strong> è un’indagine globale sul modo in cui i governi rispondono alle interferenze dell&#8217;industria del tabacco e proteggono le politiche di Sanità Pubblica dagli interessi commerciali dell&#8217;industria del tabacco, come richiesto dal WHO FCTC <strong>(**)</strong></p>
<p>I Paesi sono valutati sulla base delle informazioni pubblicamente disponibili sull’invadenza dell&#8217;industria del tabacco e sulle modalità con cui i governi rispondono a queste interferenze.</p>
<p>Il questionario viene compilato a livello nazionale da un gruppo di esperti in ambito di controllo del tabagismo e i Paesi sono quindi classificati in base al punteggio totale del questionario: con un massimo di 100 punti, più basso è il punteggio, minore è il livello complessivo di interferenza e migliori sono le conseguenze per le politiche sanitarie.</p>
<p>Il report nazionale italiano, preparato dall’Istituto di Ricerche Farmacologiche Mario Negri di Milano (IRFMN) in collaborazione con l’Istituto per lo Studio, la Prevenzione e la Rete Oncologica (ISPRO), la Società Italiana di Tabaccologia (SITAB), e l’Alleanza per un’Italia senza tabacco, pone l&#8217;Italia in una posizione preoccupante per quanto riguarda l&#8217;influenza dell&#8217;industria del tabacco.</p>
<p>Qui è disponibile il documento completo <a href="https://lnkd.in/dGaxXppp" target="_blank" rel="noopener">https://lnkd.in/dGaxXppp</a></p>
<p><strong>Sintesi dei risultati per i nostri follower</strong>:</p>
<ul>
<li>Il nostro paese ha ottenuto un punteggio di 75 su 100, evidenziando mancanze nell&#8217;approccio intersettoriale al controllo del tabagismo.</li>
<li>Influenza dell&#8217;Industria: Le aziende del tabacco godono di benefici fiscali e regolatori, con supporto governativo diretto, inclusi incentivi per la tabacchicoltura e promozioni di iniziative che sono classificabili come di “<em>green washing</em>”.</li>
<li>Raccomandazioni: Per migliorare la situazione, l&#8217;Italia dovrebbe aumentare la consapevolezza dei funzionari politici, implementare linee guida per limitare interazioni non necessarie con l&#8217;industria del tabacco, assicurare più trasparenza, proibire donazioni politiche da parte dell&#8217;industria e dare priorità alla ricerca scientifica indipendente.</li>
</ul>
<p>L&#8217;Interference Index evidenzia l&#8217;importanza dell&#8217;educazione alla salute in ogni contesto. In ambito aziendale, poi, le imprese possono giocare un decisivo ruolo come agenti promotori di scelte di vita più sane tra i dipendenti. L&#8217;education si rivela uno strumento chiave per influenzare positivamente la salute e il benessere dei lavoratori, enfatizzando stili di vita salutari e consapevolezza preventiva.</p>
<p>Di fronte ai danni causati dall&#8217;industria del tabacco alla salute pubblica, le aziende assumono un ruolo ancora più cruciale nell&#8217;offrire informazioni corrette e iniziative preventive.</p>
<p>Attività come seminari, workshop e campagne informative sono vitali per sensibilizzare i dipendenti sui rischi del fumo e l&#8217;importanza di abitudini salutari, contribuendo a un ambiente lavorativo più sano e produttivo.</p>
<p>Inoltre, le aziende possono giocare un ruolo attivo nel favorire la realizzazione di ambienti di lavoro sano, incentivando pratiche healthy, pause attive, predisponendo spazi per l&#8217;esercizio fisico e stimolando scelte alimentari sane.</p>
<p>L&#8217;Interference Index sottolinea la necessità di un approccio multisettoriale contro l&#8217;influenza negativa dell&#8217;industria del tabacco, con una pluralità di attori chiamati a promuovere una società più informata e consapevole sul valore della salute.</p>
<p>In questo contesto, le iniziative come le Survey sugli Stili di Vita e gli Edu-Talk/Edu-Webinar proposti da ASSIDIM sono importanti generatori di Valore. Queste iniziative sono gratuite e sono volte a stimolare una riflessione su un nuovo modello di welfare innovativo e sostenibile. L&#8217;obiettivo è aumentare la consapevolezza sui valori della salute e della protezione, incentivando gli imprenditori a adottare politiche di welfare efficaci e diffuse.</p>
<p>L&#8217;adozione di programmi di education aziendale non solo aumenta la consapevolezza tra i dipendenti, ma può, nel caso specifico qui trattato, accendere un faro in più sull’influenza dannosa dell&#8217;industria del tabacco, favorendo scelte più sane, arrivando infine a ridurre il carico sul Servizio Sanitario Nazionale.</p>
<p>L’educazione aziendale diventa così un pilastro fondamentale nella promozione di stili di vita sani e nella prevenzione delle malattie.</p>
<p>Nella sezione <a href="https://www.assidim.it/eventi/">https://www.assidim.it/eventi/</a> sono visibili i titoli degli Edu-Talk 2023 e prossimamente, i nuovi appuntamenti 2024.</p>
<p><strong>NOTE</strong></p>
<p><strong>(*)</strong><strong> L’Interference Index</strong> viene costruito tramite un questionario, sviluppato a partire dalle linee guida dell&#8217;articolo 5.3 del WHO FCTC, contenente 20 domande che coprono 7 indicatori di interferenza dell&#8217;industria: 1 partecipazione allo sviluppo delle politiche / 2 responsabilità sociale d&#8217;impresa dell’industria / 3 vantaggi per l&#8217;industria / 4    interazioni non necessarie / 5 misure per la trasparenza / 6 conflitto di interessi / 7 misure preventive.</p>
<p><strong>(**)</strong> <strong>La WHO FCTC</strong>, ovvero la &#8220;<strong>World Health Organization Framework Convention on Tobacco Control</strong>&#8221; (Convenzione Quadro dell&#8217;Organizzazione Mondiale della Sanità per la Lotta al Tabacco), è un trattato internazionale adottato dall&#8217;Assemblea Mondiale della Sanità nel 2003 e entrato in vigore nel 2005. È il primo trattato negoziato sotto gli auspici dell&#8217;OMS e rappresenta una risposta sistematica e coordinata alla crescente epidemia di consumo di tabacco a livello globale.</p>
<p>Gli obiettivi principali della WHO FCTC sono:</p>
<ul>
<li>Ridurre la Domanda di Tabacco: Attraverso misure come l&#8217;aumento delle tasse sui prodotti del tabacco, il divieto di pubblicità, promozione e sponsorizzazione del tabacco, l&#8217;introduzione di avvisi sanitari sui pacchetti di sigarette, e il divieto di fumo in luoghi pubblici chiusi.</li>
<li>Ridurre l&#8217;Offerta di Tabacco: Questo include misure per controllare o limitare la produzione e la distribuzione di prodotti del tabacco.</li>
<li>Protezione dalle Interferenze dell&#8217;Industria del Tabacco: Un aspetto fondamentale della FCTC è l&#8217;articolo 5.3, che riconosce un &#8220;conflitto fondamentale e insanabile&#8221; tra gli interessi dell&#8217;industria del tabacco e gli obiettivi di salute pubblica. Esso obbliga i paesi firmatari a proteggere le loro politiche di salute pubblica dalle interferenze dell&#8217;industria del tabacco.</li>
<li>Cooperazione Internazionale: La convenzione promuove la collaborazione tra i paesi per affrontare il problema del tabagismo, compresa la condivisione di risorse, conoscenze e strategie di controllo del tabacco.</li>
</ul>
<p>La WHO FCTC è un importante strumento di politica sanitaria globale e rappresenta un impegno congiunto dei paesi firmatari per combattere l&#8217;epidemia di tabagismo e ridurre il suo impatto sulla salute pubblica a livello mondiale.</p>
<p><strong>DATI ITALIA:</strong> Benché il numero complessivo di fumatori in Italia stia diminuendo, il numero di sigarette fumate è in aumento, con il 20,5% della popolazione sopra i 15 anni che fuma, raggiungendo una media di 12,2 sigarette al giorno. L&#8217;allarme è particolarmente alto per gli adolescenti, con più di un terzo degli studenti tra 14 e 17 anni che consumano nicotina tramite vari prodotti. Inoltre, oltre 93.000 morti all&#8217;anno in Italia sono attribuibili al fumo di tabacco, e circa il 50% dei fumatori muore in media 14 anni prima dei non fumatori. (salute.gov.it/portale/fumo)</p>
<p><strong>FONTI</strong></p>
<ul>
<li><em>Istituto di Ricerche Farmacologiche Mario Negri di Milano (IRFMN)</em></li>
<li><em>Istituto per lo Studio, la Prevenzione e la Rete Oncologica (ISPRO)</em></li>
<li><em>Società Italiana di Tabaccologia (SITAB)</em></li>
<li><em>Alleanza per un’Italia senza tabacco</em></li>
<li><em>gov.it/portale/fumo</em></li>
</ul>
<p style="text-align: right;"><em>A cura di Antonio Corrias<br />
</em><em>ASSIDIM<br />
</em><em>Sviluppo Associativo, Marketing, Comunicazione</em></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.assidim.it/educare-per-prevenire-ruolo-delle-aziende-per-ridurre-le-interferenze-dellindustria-del-tabacco/">Educare per prevenire: ruolo delle aziende per ridurre le interferenze dell&#8217;industria del Tabacco</a> proviene da <a href="https://www.assidim.it">ASSIDIM</a>.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>L’alfabetizzazione sanitaria è una priorità per la promozione della salute</title>
		<link>https://www.assidim.it/lalfabetizzazione-sanitaria-e-una-priorita-per-la-promozione-della-salute/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Antonio Corrias]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 07 Jul 2023 07:00:12 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Sanità, welfare e terzo settore]]></category>
		<category><![CDATA[agendaonu2030]]></category>
		<category><![CDATA[education]]></category>
		<category><![CDATA[healthliteracy]]></category>
		<category><![CDATA[SDGs]]></category>
		<category><![CDATA[sostenibilità]]></category>
		<category><![CDATA[svilupposostenibile]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>L’educazione sanitaria carente è stato uno dei temi più interessanti trattati durante il Festival dello Sviluppo Sostenibile recentemente tenutosi nel mese di maggio.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.assidim.it/lalfabetizzazione-sanitaria-e-una-priorita-per-la-promozione-della-salute/">L’alfabetizzazione sanitaria è una priorità per la promozione della salute</a> proviene da <a href="https://www.assidim.it">ASSIDIM</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>L’educazione sanitaria carente è stato uno dei temi più interessanti trattati durante il Festival dello Sviluppo Sostenibile recentemente tenutosi nel mese di maggio.</strong></p>
<p>L’obiettivo 3 dei GOALS 2030 (Garantire una vita sana e promuovere il benessere di tutti a tutte le età) è stato centrale il 18 maggio al Salone del Libro di Torino, dove il focus di un interessante dibattito era sottolineare il ruolo della <strong>“health literacy”,</strong> intesa come capacità individuale di orientarsi con consapevolezza nel mondo della salute e del benessere con strumenti di conoscenze adeguati.</p>
<p><img fetchpriority="high" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-4899" src="https://www.assidim.it/wp-content/uploads/2023/07/lalfabetizzazione-sanitaria-e-una-priorita-per-la-promozione-della-salute-2.jpg" alt="" width="643" height="361" srcset="https://www.assidim.it/wp-content/uploads/2023/07/lalfabetizzazione-sanitaria-e-una-priorita-per-la-promozione-della-salute-2.jpg 643w, https://www.assidim.it/wp-content/uploads/2023/07/lalfabetizzazione-sanitaria-e-una-priorita-per-la-promozione-della-salute-2-300x168.jpg 300w" sizes="(max-width: 643px) 100vw, 643px" /></p>
<p>L&#8217;health literacy va oltre la semplice capacità di leggere e interpretare i testi scritti e implica anche l&#8217;abilità di applicare le conoscenze acquisite per prendersi cura della propria salute e interagire con i professionisti sanitari. L&#8217;evento ha sottolineato l&#8217;importanza di colmare le lacune in termini di alfabetizzazione sanitaria che sono presenti in diverse fasce di popolazione, promuovendo una comunicazione di qualità e una maggiore attenzione ai bisogni individuali e familiari.</p>
<p>Sono stati affrontati diversi temi legati all&#8217;alfabetizzazione sanitaria, dall’importanza della comunicazione autorevole e comprensibile, all&#8217;impatto sulla salute a causa del cambiamento climatico, ai livelli insufficienti di alfabetizzazione sanitaria in Italia e alle sfide nell&#8217;affrontare malattie comuni come il diabete.</p>
<p>Sono state evidenziate le necessità di coinvolgere attivamente tutti gli attori del sistema (scuola, personale sanitario, mondo della ricerca, mezzi di comunicazione) per diffondere conoscenze e competenze in campo sanitario.</p>
<p>Gli interventi hanno sottolineato che l&#8217;educazione alla salute dovrebbe iniziare fin dai primi gradi scolastici e continuare lungo tutto l&#8217;arco della vita. Inoltre, è stata evidenziata l&#8217;importanza dell&#8217;alfabetizzazione digitale per utilizzare in modo efficace le risorse tecnologiche e i social media per diffondere informazioni corrette e contrastare le fake news.</p>
<p>Gli interventi hanno ribadito l&#8217;importanza di coinvolgere attivamente sia i pazienti che gli operatori sanitari nell&#8217;adozione di scelte di salute informate. Si è sottolineato il ruolo della scuola nell&#8217;educare alle abitudini sane e si è proposta l&#8217;introduzione di lezioni di alfabetizzazione sanitaria durante le attività scolastiche.</p>
<p>L’alfabetizzazione sanitaria viene identificata come strumento essenziale per affrontare le sfide per una salute più diffusa e ridurre le disuguaglianze nell&#8217;accesso alle informazioni e alle cure sanitarie.</p>
<p>Ecco una sintesi degli interventi principali:</p>
<p><strong>Enrico Giovannini</strong>, <strong>direttore scientifico dell&#8217;ASviS</strong>, ha sottolineato l&#8217;importanza di adottare un approccio <em>&#8220;One Health&#8221; </em><strong><em>(*)</em> </strong>che consideri il collegamento tra la salute umana e la salute del pianeta. Ha anche proposto l&#8217;utilizzo dei nuovi fondi europei per rendere operativo il Piano di adattamento ai cambiamenti climatici dell&#8217;Agenda 2030.</p>
<p><strong><em><sup>(*) </sup></em></strong><em>One Health</em><em> è un approccio integrato e unificante, fondato sulla <strong>collaborazione interprofessionale e multidisciplinare tra settori diversi</strong><strong>,</strong> che mira a bilanciare e ottimizzare in modo sostenibile la salute di persone, animali ed ecosistemi.</em></p>
<p><strong>Orazio Schillaci</strong>, <strong>Ministro della Salute</strong>, ha evidenziato come la scarsa competenza nell&#8217;health literacy sia associata a scelte meno salutari e comportamenti a rischio, con conseguente impatto sul sistema sanitario. Ha sottolineato l&#8217;importanza di una comunicazione autorevole, fondata su evidenze scientifiche e facilmente comprensibile al cittadino, anche per contrastare le fake news.</p>
<p><strong>Luigi Palmieri</strong>, <strong>Istituto Superiore di Sanità</strong> ha presentato i risultati di un sondaggio condotto in Italia sul livello di alfabetizzazione sanitaria. Ha rivelato che il 58% della popolazione ha livelli insufficienti di alfabetizzazione sanitaria, con una maggiore prevalenza tra gli uomini, le fasce di popolazione più anziane e con minor livello di istruzione ed elevata difficoltà economica.</p>
<p><strong>Giuseppe Costa</strong>, <strong>Università degli Studi di Torino</strong> ha evidenziato come l&#8217;alfabetizzazione sanitaria sia influenzata dai livelli socioeconomici, dal background migratorio e dall&#8217;età. Ha sottolineato l&#8217;importanza di creare le condizioni adatte per adottare abitudini sane, concentrandosi su interventi contestuali, oltre che sull&#8217;educazione e l&#8217;informazione.</p>
<p><strong>Giuseppe Novelli</strong>, <strong>Università degli Studi di Roma Tor Vergata</strong> e <strong>dell&#8217;Italian Barometer Diabetes Observatory</strong> <strong>Foundation (IBDO)</strong> ha sottolineato la connessione tra stili di vita, comportamenti individuali e malattie comuni come il diabete. Ha evidenziato la necessità di prevenire l&#8217;obesità infantile e diffondere l&#8217;educazione a una corretta alimentazione, anche attraverso interventi nelle mense scolastiche.</p>
<p><strong>Paola De Castro</strong>, <strong>Istituto Superiore di Sanità,</strong> ha sottolineato l&#8217;importanza di iniziare l&#8217;educazione alla salute sin dalla scuola, fornendo alle persone le competenze necessarie per discernere informazioni autorevoli e utilizzarle per il proprio benessere. Ha anche evidenziato il ruolo dei dipendenti e del personale sanitario nell&#8217;acquisire competenze di comunicazione comprensibili ed empatiche verso i pazienti.</p>
<p><strong>Fabio Torriglia, country manager di Viatris</strong>, ha sottolineato l&#8217;impegno dell&#8217;azienda nel diffondere conoscenze sanitarie per garantire cure adeguate. Ha evidenziato l&#8217;importanza dell&#8217;alfabetizzazione digitale per utilizzare in modo efficace le tecnologie a supporto dell&#8217;health literacy.</p>
<p><em>Viatris Inc. è una società statunitense farmaceutica, nata dalla fusione di Mylan e Upjohn Fondata il 16 novembre 2020 con lo scopo di creare il primo colosso farmaceutico per fatturato, che si occupa della vendita di farmaci generici.</em></p>
<p>Le conclusioni dell&#8217;evento hanno ribadito la necessità di promuovere l&#8217;health literacy come strumento per affrontare le sfide della salute, ridurre le disuguaglianze nell&#8217;accesso alle informazioni sanitarie e favorire scelte di salute informate da parte dei cittadini e dei professionisti sanitari.</p>
<p><img decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-4901" src="https://www.assidim.it/wp-content/uploads/2023/07/lalfabetizzazione-sanitaria-e-una-priorita-per-la-promozione-della-salute-3.jpg" alt="" width="79" height="79" /></p>
<p><strong>ASSIDIM, Cassa Assistenza Sanitaria Integrativa</strong>, dal 2021 è associata a <strong>Plef,</strong> Planet Life Economy Foundation (<a href="http://www.plef.org" target="_blank" rel="noopener">www.plef.org</a>), ETS, che è partner &#8211; in ASviS &#8211; del Gruppo Di Lavoro Goal 3.</p>
<p>Assidim svolge costantemente un ruolo attivo nell&#8217;organizzare iniziative educative per migliorare la consapevolezza del “Valore Salute” tra i suoi associati attraverso la promozione di campagne di comunicazione, la realizzazione di studi, l&#8217;organizzazione di eventi formativi, con l&#8217;obiettivo finale di consentire alle persone di prendere decisioni più informate e di adottare comportamenti positivi che contribuiscano al miglioramento del benessere individuale e collettivo.</p>
<p>Si articolano da tempo, attraverso un piano di comunicazione organico, articoli settimanali sul blog on line, diversi <strong>EduWebinar (</strong><a href="https://www.assidim.it/eventi/" target="_blank" rel="noopener">https://www.assidim.it/eventi/</a>) e campagne on line e sui social network, con l&#8217;obiettivo di alfabetizzazione per una salute più consapevole e più sostenibile.</p>
<p>ASSIDIM ha realizzato nel 2021/22 una interessante <strong>Survey sugli Stili di Vita</strong> (che ha visto la collaborazione di qualificati docenti universitari) e che ha coinvolto oltre 1300 persone con metodologie innovative di engagement. Ed è già in fase di preparazione una seconda edizione 2023/24. (<a href="https://www.assidim.it/indagine-assidim-sugli-stili-di-vita-pubblicati-i-risultati-su-rivista-scientifica/" target="_blank" rel="noopener">https://www.assidim.it/indagine-assidim-sugli-stili-di-vita-pubblicati-i-risultati-su-rivista-scientifica/</a>)</p>
<p>Per ASSIDIM <span>è quindi importante </span>favorire <span>L&#8217;alfabetizzazione sanitaria, non solo per ribadire l’adesione all’ideale promosso dall’Obiettivo 3, ma per migliorare contemporaneamente la conoscenza dei servizi innovativi che ASSIDIM costantemente cerca di rendere più accessibili a tutti, ai dipendenti delle piccole come delle grandi aziende.</span></p>
<p><strong><em>Per chi desidera approfondire ecco il link su You Tube con l’evento completo: </em></strong><a href="https://asvis.it/notizie-sull-alleanza/19-16942/alfabetizzazione-sanitaria-carente-ripartire-da-scuole-e-buon-uso-di-tecnologie" target="_blank" rel="noopener">https://asvis.it/notizie-sull-alleanza/19-16942/alfabetizzazione-sanitaria-carente-ripartire-da-scuole-e-buon-uso-di-tecnologie</a></p>
<p style="text-align: right;"><em>A cura di Antonio Corrias<br />
</em><em>ASSIDIM Sviluppo Associativo, Marketing, Comunicazione</em></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.assidim.it/lalfabetizzazione-sanitaria-e-una-priorita-per-la-promozione-della-salute/">L’alfabetizzazione sanitaria è una priorità per la promozione della salute</a> proviene da <a href="https://www.assidim.it">ASSIDIM</a>.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>L’importanza delle fonti istitutive per il welfare aziendale</title>
		<link>https://www.assidim.it/limportanza-delle-fonti-istitutive-per-il-welfare-aziendale-blog/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Francesco Capria]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 30 Jun 2023 06:09:48 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Iniziative]]></category>
		<category><![CDATA[education]]></category>
		<category><![CDATA[edutalk]]></category>
		<category><![CDATA[giuslavorismo]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://assidim.it/?p=4877</guid>

					<description><![CDATA[<p>Con il terzo appuntamento del 21 giugno scorso, si chiude la prima parte del ciclo di Edu Talk ASSIDIM sulle caratteristiche e i vantaggi conseguenti all’introduzione del welfare aziendale.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.assidim.it/limportanza-delle-fonti-istitutive-per-il-welfare-aziendale-blog/">L’importanza delle fonti istitutive per il welfare aziendale</a> proviene da <a href="https://www.assidim.it">ASSIDIM</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Con il terzo appuntamento del 21 giugno scorso, si chiude la prima parte del ciclo di <a href="https://www.assidim.it/eventi/">Edu Talk ASSIDIM</a> sulle caratteristiche e i vantaggi conseguenti all’introduzione del welfare aziendale.</p>
<p>Il welfare aziendale di cui abbiamo parlato &#8211; e di cui parleremo dopo la pausa estiva – è quello che noi definiamo come welfare “vero”, con prestazioni e servizi nell’ambito della salute e della protezione delle persone coerenti con la sua finalità primaria, quella sociale, che stride con la deriva “consumistica” dello strumento registratasi negli ultimi anni.</p>
<p>Si è discusso dell’importanza delle fonti istitutive con due importanti ospiti, <strong>Vittorio De Luca &#8211;</strong>Managing partner dello Studio De Luca &amp; Partners &#8211; e <strong>Roberta De Felice</strong> – Consulente del lavoro presso HR Capital Srl.</p>
<p>L’introduzione è affidata al Presidente di ASSIDIM, <a href="https://www.assidim.it/author/marcellomarchese/"><strong>Marcello Marchese</strong></a>, che ha innanzitutto ringraziato le aziende per la costante partecipazione a questo tipo di iniziative, presentato gli ospiti e lanciato due sondaggi volti a conoscere l’orientamento dei partecipanti sulla tipologia di benefit che le aziende prevedono “on top” rispetto alla contrattazione collettiva nonché sulla fonte istitutiva prevalente.</p>
<p>Quello che è emerso nel primo dei due sondaggi è che l’assistenza sanitaria integrativa sia il benefit maggiormente considerato dalle aziende per i loro dipendenti e collaboratori a integrazione delle previsioni dei CCNL; il secondo sondaggio rileva la tendenza delle aziende partecipanti a introdurre misure di welfare attraverso principalmente atti unilaterali e regolamenti rispetto a contratti integrativi e accordi individuali.</p>
<p>Detto ciò, la parola è passata al primo dei due ospiti di giornata, Vittorio De Luca, che ha evidenziato come il tema del welfare aziendale sia di grande attualità per tre ragioni di fondo: le agevolazioni fiscali, la scarsità di risorse e perciò l’esigenza per le aziende di essere sempre più attrattive e capaci di fidelizzare i talenti e, da ultimo, la responsabilità sociale d’impresa di cui il welfare aziendale è un elemento centrale.</p>
<p>Il welfare aziendale non ha una definizione legale &#8211; sosteneva De Luca &#8211; nel senso che non c’è una norma di legge che stabilisca che cosa si debba intendere; comunemente, col termine anglosassone “welfare” si fa riferimento a servizi e prestazioni messe a disposizione del datore di lavoro per migliorare la qualità della vita dei propri collaboratori.</p>
<p>A volte &#8211; proseguiva l’avvocato giuslavorista &#8211; si confonde il welfare aziendale con i fringe benefit ma bisogna stare attenti.</p>
<p>Il welfare attiene sempre al miglioramento del benessere dei lavoratori, mentre i fringe benefit si caratterizzano per essere misure di sostegno al reddito.</p>
<p>In alcuni paesi addirittura il welfare aziendale è previsto come obbligatorio ma, più in generale, è percepito sempre più come un dovere sociale da parte del datore di lavoro nei confronti dei propri collaboratori.</p>
<p>Per quanto riguarda le fonti istitutive del welfare aziendale, il CCNL è evidentemente quella principale e la stragrande maggioranza delle aziende lo applica.</p>
<p>Col passare degli anni, il trend è stato quello di un progressivo arretramento del welfare pubblico e di una parallela accelerazione della contrattazione collettiva di cui – spiegava De Luca – occorre segnalare l’inderogabilità “in peius”, ovvero che l’azienda non può prevedere trattamenti a favore dei dipendenti che siano inferiori ma, al più, superiori rispetto al CCNL, eccezion fatta per la contrattazione di prossimità che consente, a determinate condizioni e per specifiche finalità, di derogare alla contrattazione collettiva o finanche alla legge. In tal senso, una delle fattispecie per cui è previsto è nei casi di incremento salariale, di produttività o competitività.</p>
<p>Non solo i CCNL sono inderogabili ma a volte possono prevedere alcuni paletti: per esempio, il CCNL dei metalmeccanici stabilisce che il welfare previsto è necessariamente aggiuntivo ad altri trattamenti di welfare già introdotte in azienda. Qui si pone il tema della cosiddetta “clausola di assorbibilità” che – secondo De Luca – va tenuto presente poiché i trattamenti migliorativi inseriti a livello aziendale potrebbero essere integrati o superati dai rinnovi dei CCNL in futuro.</p>
<p>La seconda fonte istitutiva del welfare aziendale è la contrattazione integrativa di II livello – aziendale o territoriale –che integra le previsioni del CCNL, consente di rispondere alle esigenze specifiche dell’azienda e presenta importanti vantaggi quali, per esempio, quello di disciplinare autonomamente la base di calcolo del TFR.</p>
<p>La contrattazione collettiva, tuttavia, si porta però dietro la complessità della negoziazione con le parti sindacali.</p>
<p>A quel punto, Marchese riprendeva la parola e sottolineava come talvolta le aziende, per anticipare i risultati delle lunghe trattative tra sindacati e associazioni datoriali, introducono misure di welfare a beneficio delle persone ricorrendo ad atti unilaterali &#8211; come il regolamento &#8211; che, aggiunge il Presidente di ASSIDIM, rappresentano dei veri e propri strumenti di “risk management” in quanto tutelano l’azienda da una serie di rischi: tra questi, per esempio, quello del finanziamento del piano di welfare che può essere a carico totale dell’azienda o ripartito tra azienda e lavoratore.</p>
<p>A completare il quadro delle fonti istitutive ci sono anche gli accordi individuali che, come emerge dalla conversazione, non sempre sono formalizzati e che talvolta potrebbero anche non generare i vantaggi, in primis fiscali, conseguenti all’introduzione di un piano di welfare attraverso l’adesione a una cassa di assistenza.</p>
<p>Dopodiché, l’ultima domanda posta da Marchese a De Luca riguarda le previsioni “minime” che una qualsiasi fonte istitutiva debba avere.</p>
<p>Ovviamente, l’oggetto principale sono le prestazioni – ovvero cosa il datore di lavoro mette a disposizione nel paniere di beni e servizi a beneficio dei lavoratori – che presuppongono un’attenta analisi dei fabbisogni; in secondo luogo, la platea dei destinatari (le categorie, che sono più flessibili rispetto alle categorie contrattuali stricto sensu, la delimitazione dei beneficiari in base alla durata o alla tipologia del contratto di lavoro, l’inclusione dei familiari come beneficiari del trattamento, ecc&#8230;).</p>
<p>La conversazione è poi proseguita con il secondo ospite di giornata, Roberta De Felice, la quale ha ribadito in maniera puntuale quanto già discusso nelle precedenti puntate degli Edu Talk, vale a dire gli aspetti fiscali e previdenziali conseguenti all’introduzione di un piano di welfare aziendale e, in particolare, di assistenza sanitaria integrativa e assistenza sociale.</p>
<p>Per alcune tipologie di assistenza, il Testo Unico delle imposte sui redditi (TUIR), unitamente ad alcune circolari ministeriali e ad altre emanate dall’Agenzia delle Entrate, riconoscono una fiscalità di vantaggio: per esempio, per quanto riguarda le coperture in caso di infortuni, bisogna distinguere tra quelli professionali e quelli extra-professionali. Nella sola accezione degli infortuni professionali, infatti, i contributi versati tramite cassa di assistenza non costituiscono reddito; analogamente, i contributi versati per la morte e invalidità da infortuni professionali, la non autosufficienza (<em>long term care</em>) e le malattie gravi <em>(dread disease)</em> beneficiano dell’agevolazione fiscale.</p>
<p>In secondo luogo, la dottoressa De Felice si è soffermata sugli aspetti amministrativi sottostanti un piano di welfare per cui esistono evidentemente diversi modelli che, al di là della costruzione dello stesso, della sua realizzazione, comunicazione e monitoraggio, non possono prescindere da un’analisi preliminare atta a verificare l’esistenza di fonti istitutive e la non sussistenza di disomogeneità di trattamento tra i beneficiari del piano.</p>
<p>Il webinar si è poi concluso e diverse sono state le richieste di approfondimento pervenute al team dello Sviluppo Associativo di ASSIDIM, a conferma dell’interesse manifestato dalle aziende su questi temi.</p>
<p>Presto definiremo la programmazione degli incontri post estivi che troverete sul nostro sito web <a href="http://www.assidim.it">www.assidim.it</a> all’interno della sezione “Eventi”.</p>
<h2><em>Stay tuned!</em></h2>
<p style="text-align: right;"><em>A cura di Francesco Capria</em><br />
<em>Centro Studi ASSIDIM</em></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.assidim.it/limportanza-delle-fonti-istitutive-per-il-welfare-aziendale-blog/">L’importanza delle fonti istitutive per il welfare aziendale</a> proviene da <a href="https://www.assidim.it">ASSIDIM</a>.</p>
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		<title>Aspetti fiscali e previdenziali per le casse di assistenza. Dal webinar ASSIDIM spunti interessanti</title>
		<link>https://www.assidim.it/aspetti-fiscali-e-previdenziali-per-le-casse-di-assistenza-dal-webinar-assidim-spunti-interessanti/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Francesco Capria]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 19 May 2023 08:47:38 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Iniziative]]></category>
		<category><![CDATA[ASSIDIM]]></category>
		<category><![CDATA[cassediassistenza]]></category>
		<category><![CDATA[education]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Prosegue il ciclo di webinar promosso da ASSIDIM su strumenti e opportunità offerte dal cosiddetto secondo pilastro di welfare e, in particolare, dalla sanità integrativa. Nel primo appuntamento si è parlato, con la dottoressa Loredana Rendina dello studio legale Candian, della disciplina di fondi sanitari e casse di assistenza e delle relative implicazioni per le aziende e le persone beneficiarie delle prestazioni erogate dagli enti di sanità integrativa.</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Prosegue il ciclo di webinar promosso da <strong>ASSIDIM</strong> su strumenti e opportunità offerte dal cosiddetto secondo pilastro di welfare e, in particolare, dalla sanità integrativa.</p>
<p>Nel primo appuntamento si è parlato, con la dottoressa Loredana Rendina dello studio legale Candian, della disciplina di fondi sanitari e casse di assistenza e delle relative implicazioni per le aziende e le persone beneficiarie delle prestazioni erogate dagli enti di sanità integrativa.</p>
<p>Ospite del webinar tenutosi martedì 9 maggio è stato il dottor <strong>Gian Paolo Colnago</strong> di Studio Tribleg, che ha dialogato con il Presidente di ASSIDIM, <strong>Marcello Marchese</strong>, ricostruendo l’insieme di regole che determinano l’efficienza dei piani di Employee Benefits.</p>
<p>All’inizio degli anni ’80, quando il welfare aziendale era agli albori, la leva fiscale è stata utilizzata per attrarre l’interesse degli imprenditori; oggi, tuttavia, è solo una delle diverse componenti che spingono le aziende a introdurre misure volte a favorire il benessere e la qualità della vita dei propri collaboratori.</p>
<p>Diverse, infatti, sono le ricerche che testimoniano l’orientamento dei giovani talenti a scegliere le aziende non solo ed esclusivamente in base all’offerta economica ma anche per i benefit che vengono loro proposti.</p>
<p>Le domande poste da Marchese a Colnago nel corso del webinar riguardavano il trattamento fiscale e previdenziale delle somme versate dalle aziende a favore di fondi sanitari e casse di assistenza per l’erogazione di prestazioni legate alla salute e protezione dei collaboratori. È seguita un’analisi comparativa rispetto al regime fiscale riservato ai premi per assicurazioni sanitarie sottoscritte in favore dei dipendenti.</p>
<p>È stato a quel punto ben rappresentato quanto previsto dal TUIR/86 &#8211; nella fattispecie l’art. 51 comma II, lett. a) &#8211; per cui suddetti contributi non costituiscono reddito fino al limite annuale di € 3.615,20.</p>
<p>Per la parte eccedente tale soglia, viene meno la deducibilità e si beneficia della detrazione al 19% prevista per spese mediche.</p>
<p>Dal punto di vista previdenziale, le aziende sono assoggettate al solo pagamento di un contributo di solidarietà all’INPS pari al 10%.</p>
<p>Questo per quanto concerne il regime fiscale e previdenziale che si applica ai contributi versati per l’assistenza sanitaria integrativa.</p>
<p>Alle altre tipologie di assistenza è parimenti associata una fiscalità di vantaggio, ma ci sono delle specificità regolate dal TUIR, da circolari ministeriali o da quelle emanate dell’Agenzia delle Entrate.</p>
<p>Per esempio, per quanto riguarda le coperture in caso di infortuni, bisogna distinguere tra quelli professionali e quelli extra-professionali. Nella sola accezione degli infortuni professionali, infatti, i contributi versati tramite cassa di assistenza non costituiscono reddito perché tendono ad indennizzare un danno creato dall’azienda al lavoratore.</p>
<p>Possono altresì beneficiare dell’agevolazione fiscale – a determinate condizioni &#8211; anche i contributi versati per la morte e invalidità permanente, la non autosufficienza (long term care) e le malattie gravi (dread disease).</p>
<p>Queste ultime in particolare sono risultate le prestazioni che sembrano attrarre l’interesse maggiore delle aziende, perlomeno a giudicare dall’esito del sondaggio lanciato a chiusura del webinar.</p>
<p>La ragione probabilmente sta nel voler allineare le loro politiche ai bisogni dei propri collaboratori in una fase, quella post-pandemica, in cui sembrano finalmente meritare l’attenzione dovuta gli andamenti demografici ed epidemiologici della popolazione italiana.</p>
<p>Per chi si fosse perso il webinar, un’utile e sintetica rappresentazione dei vantaggi fiscali e previdenziali conseguenti all’adozione di piani sanitari e assistenziali, oggetto del webinar, è disponibile sul sito di ASSIDIM: <a href="https://www.assidim.it/vantaggi-fiscali-e-previdenziali/">https://www.assidim.it/vantaggi-fiscali-e-previdenziali/</a></p>
<p>Infine, invitiamo i nostri lettori a partecipare all’ultimo appuntamento prima delle vacanze estive con gli Edu Talk ASSIDIM 2023 in cui, con la partecipazione di un giuslavorista, si parlerà di come introdurre un piano di assistenza sanitaria e di tutela contro morte, infortuni, invalidità e non autosufficienza in linea con le previsioni del diritto del lavoro</p>
<p>Registrati subito: <a href="https://www.assidim.it/evento/contratti-accordi-integrativi-e-regolamenti-nei-piani-di-welfare-aziendale-implicazioni-e-vantaggi-per-le-aziende/">https://www.assidim.it/evento/contratti-accordi-integrativi-e-regolamenti-nei-piani-di-welfare-aziendale-implicazioni-e-vantaggi-per-le-aziende/</a></p>
<p style="text-align: right;"><em>A cura di Francesco Capria</em><br />
<em>Centro Studi ASSIDIM</em></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.assidim.it/aspetti-fiscali-e-previdenziali-per-le-casse-di-assistenza-dal-webinar-assidim-spunti-interessanti/">Aspetti fiscali e previdenziali per le casse di assistenza. Dal webinar ASSIDIM spunti interessanti</a> proviene da <a href="https://www.assidim.it">ASSIDIM</a>.</p>
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		<title>Al via gli Edu Talks ASSIDIM 2023</title>
		<link>https://www.assidim.it/al-via-gli-edu-talks-assidim-2023/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Francesco Capria]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 06 Apr 2023 07:00:58 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Iniziative]]></category>
		<category><![CDATA[education]]></category>
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		<category><![CDATA[protezione]]></category>
		<category><![CDATA[salute]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>A grande richiesta dopo il successo della scorsa edizione, tornano gli Edu Webinar ASSIDIM con un nuovo format più interattivo. Veri e propri live talk con esperti del settore per approfondire gli elementi fondamentali degli Employee Benefits e stimolare le aziende a realizzare programmi di welfare massimizzando i benefici per loro stesse e i loro collaboratori.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.assidim.it/al-via-gli-edu-talks-assidim-2023/">Al via gli Edu Talks ASSIDIM 2023</a> proviene da <a href="https://www.assidim.it">ASSIDIM</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>A grande richiesta dopo il successo della scorsa edizione, tornano gli <strong>Edu Webinar ASSIDIM</strong> con un nuovo format più interattivo.</p>
<p>Veri e propri live talk con esperti del settore per approfondire gli elementi fondamentali degli <em>Employee Benefits</em> e stimolare le aziende a realizzare programmi di welfare massimizzando i benefici per loro stesse e i loro collaboratori.</p>
<p>Al momento gli appuntamenti in programma sono tre, di cui il primo si è svolto lo scorso 29 marzo con la partecipazione dell’Avvocato Rendina dello Studio Legale Candian.</p>
<p>Ad introdurlo è stato il Presidente di ASSIDIM, Marcello Marchese, che ha presentato lo stato dell’arte del Servizio Sanitario Nazionale (SSN) e dei principali enti previdenziali.</p>
<p>Negli ultimi anni &#8211; ha evidenziato Marchese &#8211; la spesa pubblica non è cresciuta in modo proporzionale rispetto all’aumento dei fabbisogni spingendo i cittadini a cercare risposte altrove, con la conseguente lievitazione della spesa sostenuta direttamente dalle famiglie che ha oggi sfondato il muro dei 40 miliardi (Fonte: 18 Rapporto Crea Sanità).</p>
<p>Allo scenario preoccupante del <strong>SSN</strong> che, da qui ai prossimi anni, affronterà la delicata sfida della sostenibilità, si aggiungono le insufficienti tutele da parte di INPS e INAIL per i cosiddetti rischi biometrici, ovvero la morte, la non autosufficienza e l’invalidità da malattia o infortunio.</p>
<p>I Contratti Collettivi Nazionali (CCNL) forniscono ormai prestazioni di assistenza sanitaria a tutte le categorie professionali ma non altrettanto può dirsi – salvo alcune eccezioni &#8211; per la protezione dai succitati rischi (morte, non autosufficienza e invalidità) limitata, al momento, alle figure apicali.</p>
<p>Proprio su questo tema, il Presidente Marchese ha voluto stimolare le aziende partecipanti a rispondere a un sondaggio finalizzato a conoscere il livello delle coperture da loro offerte ai loro collaboratori, dirigenti esclusi.</p>
<p>Ed è emerso che circa il 60% delle aziende già prevede per i propri collaboratori forme di assistenza sanitaria integrativa e tutele in caso di morte e invalidità da malattia o infortunio.</p>
<p>La parola è poi passata all’ospite del talk, Loredana Rendina, che ha illustrato la cornice normativa nella quale operano gli enti di sanità integrativa: i fondi sanitari integrativi, le casse di assistenza e le società di mutuo soccorso.</p>
<p>I primi in particolare sono disciplinati dal Decreto Legislativo n. 502/92 che ha introdotto la tipologia dei fondi “doc”, ovvero quelli totalmente integrativi al <strong>SSN</strong> ed iscritti alla sezione “A” dell’Anagrafe dei Fondi Sanitari.</p>
<p>Le casse di assistenza, invece, che rappresentano la quasi totalità degli enti iscritti alla sezione “B” dell’Anagrafe dei Fondi, trovano il loro fondamento giuridico nell’art. 51 comma 2 lett. a) del TUIR e possono svolgere anche un ruolo “sostitutivo” rispetto alle prestazioni erogate dal SSN.</p>
<p>Infine, le società di mutuo soccorso, disciplinate dalla legge n. 3818/1886 modificata nel 2012 con il DL 179/2012 e che, dal 2017, rientrano nel novero degli Enti del Terzo Settore (ETS), sono costitute da soci che possono essere solo persone fisiche.</p>
<p>Il corollario è che alle casse di assistenza, a differenza dei fondi sanitari integrativi, è data la possibilità di erogare prestazioni anche ricomprese nei LEA; per questo motivo, esse possono essere considerate lo strumento più adatto per le aziende che intendono costruire piani assistenziali effettivamente allineati ai bisogni delle persone che, oggi più che mai, vivono l’incubo delle liste d’attesa infinite.</p>
<p>Dopo l’inquadramento normativo dei principali enti di sanità integrativa, la conversazione molto dinamica tra Marchese e Rendina si è focalizzata sulle peculiarità delle casse di assistenza: in particolare, la governance, l’organizzazione e la compliance.</p>
<p>Si tratta molto spesso infatti di associazioni no profit &#8211; riconosciute o meno &#8211; dotate di persone e organizzazione proprie, con uno Statuto, un Regolamento e altri documenti che esprimono i principi fondamentali dell’associazione come, per esempio, il Codice Etico e la Carta dei Valori.</p>
<p>Inoltre, grazie all’approccio mutualistico e al trattamento fiscale dei contributi versati alle casse di assistenza sanitaria che, richiamando il già citato art. 51 comma 2 lett. a) del TUIR, non concorrono alla formazione del reddito del lavoratore dipendente fino a 3.615, 20 €, l’adesione a questi enti può essere economicamente vantaggiosa sia per le aziende che per i loro collaboratori.</p>
<p>Loredana Rendina ha precisato come l’adesione a una cassa di assistenza non possa prescindere dalla fonte istitutiva: può trattarsi del CCNL, di un contratto integrativo piuttosto che di una decisione unilaterale da parte dell’azienda che, per accordo o regolamento, decida di offrire ai propri dipendenti &#8211; la generalità o una categoria omogenea &#8211; un piano di assistenza integrativa.</p>
<p>Concludendo il suo intervento, l’avvocato ha poi ricordato che il settore della sanità integrativa è recentemente molto attenzionato dal legislatore, che punta a una maggiore regolamentazione dello stesso in linea con quanto avvenuto con la previdenza complementare quasi vent’anni fa.</p>
<p>Con i due Decreti del 15 e 30 settembre 2022, il Ministero della Salute ha istituto un Osservatorio Permanente di monitoraggio sulle attività dei fondi sanitari, delle casse di assistenza e delle società di mutuo soccorso nonché previsto la realizzazione di un apposito Cruscotto delle Prestazioni, con la finalità di identificare le singole prestazioni sanitarie e socio-sanitarie erogate dagli enti di sanità integrativa censiti dall’Anagrafe dei Fondi. Tale Cruscotto sarà inserito nella piattaforma del Nuovo sistema informativo sanitario (NSIS) e si interfaccerà con il Sistema Informativo Anagrafe dei Fondi sanitari (SIAF).</p>
<p>C’è stato infine spazio per la sessione Q&amp;A, con domande relative principalmente alla fiscalità degli enti di sanità integrativa, alle quali ha risposto puntualmente il Presidente Marchese rimandando al prossimo degli Edu Talk ASSIDIM &#8211; previsto per il 9 maggio &#8211; per tutti gli approfondimenti.</p>
<p>In quell’occasione, infatti, si parlerà con il Dott. Gianpaolo Colnago dei vantaggi fiscali e previdenziali conseguenti all’adozione di veri piani di welfare aziendale.</p>
<p>Per registrarsi, occorre compilare l’apposito form su sito ASSIDIM: <a href="https://www.assidim.it/evento/aspetti-fiscali-e-previdenziali-delle-casse-di-assistenza-e-dei-fondi-sanitari-vantaggi-per-le-aziende-e-i-collaboratori/">https://www.assidim.it/evento/aspetti-fiscali-e-previdenziali-delle-casse-di-assistenza-e-dei-fondi-sanitari-vantaggi-per-le-aziende-e-i-collaboratori/</a></p>
<p><strong> </strong></p>
<p style="text-align: right;"><em>A cura di Francesco Capria</em><br />
<em>Centro Studi ASSIDIM</em></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.assidim.it/al-via-gli-edu-talks-assidim-2023/">Al via gli Edu Talks ASSIDIM 2023</a> proviene da <a href="https://www.assidim.it">ASSIDIM</a>.</p>
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