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	<title>fondi sanitari integrativi Archivi - ASSIDIM</title>
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	<description>Salute e Protezione dal 1981</description>
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	<title>fondi sanitari integrativi Archivi - ASSIDIM</title>
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	<item>
		<title>Sanità integrativa italiana: cresce il “Valore Salute”</title>
		<link>https://www.assidim.it/sanita-integrativa-italiana-cresce-il-valore-salute/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Antonio Corrias]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 18 Nov 2022 08:51:37 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Sanità, welfare e terzo settore]]></category>
		<category><![CDATA[ASSIDIM]]></category>
		<category><![CDATA[assistenza sanitaria]]></category>
		<category><![CDATA[contributi]]></category>
		<category><![CDATA[fondi sanitari integrativi]]></category>
		<category><![CDATA[prestazioni]]></category>
		<category><![CDATA[welfareaziendale]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Molto interessanti le riflessioni e i dati quantitativi che fornisce il Nono Report Annuale “Investitori istituzionali italiani: iscritti, risorse e gestori per l’anno 2021” curato dal Centro Studi e Ricerche Itinerari Previdenziali.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.assidim.it/sanita-integrativa-italiana-cresce-il-valore-salute/">Sanità integrativa italiana: cresce il “Valore Salute”</a> proviene da <a href="https://www.assidim.it">ASSIDIM</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Molto interessanti le riflessioni e i dati quantitativi che fornisce il Nono Report Annuale <a href="https://www.itinerariprevidenziali.it/site/home/biblioteca/pubblicazioni/nono-report-sugli-investitori-istituzionali-italiani.html" target="_blank" rel="noopener">“Investitori istituzionali italiani: iscritti, risorse e gestori per l’anno 2021”</a> curato dal Centro Studi e Ricerche Itinerari Previdenziali.</p>
<p>Dati aggiornati che mancavano dal 2019 e che il BLOG ASSIDIM ha il piacere di riassumere in sintesi.</p>
<ul>
<li><u>FONDI SANITARI</u>: ad oggi quelli registrati presso il Ministero della Salute risultano essere 318 (ultima rilevazione 2019) con a carico un totale di quasi 15,5 milioni di persone, comprendenti, oltre ai lavoratori, i loro familiari, i pensionati e i familiari di quest’ultimi. La crescita è di quasi un milione, rispetto alla rilevazione precedente.</li>
<li>Le <u>PRESTAZIONI EROGATE</u>: sono in aumento e hanno un valore di oltre 3,06 miliardi di euro (rispetto ai 2,83 miliardi di euro rilevati nel 2019). Di questi oltre 1 miliardo di euro sono destinati esclusivamente all’erogazione di prestazioni extra-LEA (la precedente rilevazione era di 928 milioni). A erogare la maggior parte di queste somme (oltre 2,22 miliardi di euro) sono i cinquanta principali <em>player</em> del settore. CASSE, FONDI E SOCIETA’ DI MUTUO SOCCORSO infatti catalizzano l’iscrizione di 9,04 milioni di persone, oltre la metà del totale delle persone assicurate (58%)</li>
<li>I <u>CONTRIBUTI VERSATI</u> dagli iscritti, secondo l’Osservatorio, sono 2,74 miliardi di euro (dati non forniti dal Ministero della Salute)</li>
</ul>
<p>I principali operatori di assistenza sanitaria integrativa del &#8220;sistema Italia&#8221; risultano essere in base agli <u>ADERENTI</u>:</p>
<ul>
<li><strong>Fondo Est</strong>, che associa tutte le imprese commerciali e di servizi e al quale aderiscono 1.875.000 persone, ovvero il 20,7% degli iscritti totali ai 50 principali operatori</li>
<li><strong>Metasalute</strong>, la forma di assistenza sanitaria destinata ai metalmeccanici, con 1.313.879 unità (14,5%)</li>
<li><strong>Emapi</strong>, che riunisce gli iscritti alle Casse privatizzate dei liberi professionisti, con 1.050.000 unità (11,6%).</li>
</ul>
<p>A distanza seguono:</p>
<ul>
<li><strong>San.Arti</strong>, la cassa dedicata agli artigiani, con 562.665 individui,</li>
<li>la Società di Mutuo soccorso <strong>MBA Mutua</strong> con 400.000 unità</li>
</ul>
<p>In base ai <u>CONTRIBUTI</u> raccolti:</p>
<ul>
<li><strong>Fondo Est</strong> con 468,75 milioni di euro, che corrispondono al 17,1% dei contributi complessivamente raccolti dai principali enti, Casse e SMS;</li>
<li><strong>FASI </strong>(il fondo di assistenza sanitaria dei dirigenti delle aziende industriali) con 398,88 milioni di euro (14,6%)</li>
<li><strong>Metasalute</strong> con 215,04 milioni (7,9%)</li>
<li><strong>Intesa Fondo Sanitario</strong>, dedicato al personale del Gruppo Intesa con156,5 milioni</li>
<li><strong>Fasdac </strong>(dirigenti delle aziende commerciali) 132,5 milioni di euro di contributi raccolti.</li>
</ul>
<p>Distribuzione analoga se si analizza il posizionamento rispetto all’ammontare delle <u>PRESTAZIONI </u>erogate:</p>
<ul>
<li><strong>Fondo Est</strong> con 352,56 milioni di euro (15,8%),</li>
<li><strong>FASI</strong> con 308,95 milioni (13,9%)</li>
<li><strong>Metasalute</strong> (193,9 milioni pari all’8,7%);</li>
<li><strong>Intesa fondo sanitario</strong> con 152,1 milioni di euro di prestazioni erogate</li>
<li><strong>FASDAC</strong> con 104,6 milioni di euro.</li>
</ul>
<p>Molto interessante poi è la classifica relativa alla gestione patrimoniale dei principali 19 operatori (Casse, SMS e Fondi).</p>
<p>L’Osservatorio di Itinerari Previdenziali ha infatti elaborato una stima basata sugli importi medi di versamento, sul numero di iscritti e sulle uscite per prestazioni fornendo un contributo molto utile, visto che né l’Anagrafe né gli stessi fondi, forniscono informazioni sull’ammontare dei patrimoni e delle riserve.</p>
<p>Più in generale, il patrimonio totale dei 50 fondi analizzati nel Report può essere stimato in 4,001 miliardi di euro, ovvero l’82,6% del patrimonio complessivo degli enti che costituiscono la sanità integrativa italiana.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Figura 1 – La classifica dei principali fondi, Casse e SMS per patrimonio netto<br />
<img fetchpriority="high" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-3066" src="https://www.assidim.it/wp-content/uploads/2022/11/sanita-integrativa-italiana-cresce-il-valore-salute-chart.jpg" alt="" width="708" height="423" srcset="https://www.assidim.it/wp-content/uploads/2022/11/sanita-integrativa-italiana-cresce-il-valore-salute-chart.jpg 708w, https://www.assidim.it/wp-content/uploads/2022/11/sanita-integrativa-italiana-cresce-il-valore-salute-chart-300x179.jpg 300w" sizes="(max-width: 708px) 100vw, 708px" /><br />
</strong><strong>Fonte: Nono Report “Investitori istituzionali italiani: iscritti, risorse e gestori per l’anno 2021”</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Dal Report emerge infine come tenda a prevalere la gestione diretta anche se parecchi fondi che si avvalgono della gestione indiretta tramite delega a gestori terzi.</p>
<p>Per chi desidera approfondire: <a href="https://www.itinerariprevidenziali.it/site/home/ilpunto/sanita/la-sanita-integrativa-italiana-una-grande-risorsa-da-mettere-ancora-a-fuoco.html" target="_blank" rel="noopener">https://www.itinerariprevidenziali.it/site/home/ilpunto/sanita/la-sanita-integrativa-italiana-una-grande-risorsa-da-mettere-ancora-a-fuoco.html</a></p>
<p style="text-align: right;"><em>A cura di Antonio Corrias</em><br />
<em>Marketing e Sviluppo Associativo ASSIDIM</em></p>
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		<item>
		<title>Fondi sanitari integrativi: qualcosa si muove</title>
		<link>https://www.assidim.it/fondi-sanitari-integrativi-qualcosa-si-muove/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Marcello Marchese]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 28 Oct 2022 08:00:47 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Sanità, welfare e terzo settore]]></category>
		<category><![CDATA[anagrafe dei fondi sanitari]]></category>
		<category><![CDATA[ASSIDIM]]></category>
		<category><![CDATA[fondi sanitari integrativi]]></category>
		<category><![CDATA[ssn]]></category>
		<category><![CDATA[welfareaziendale]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Da tempo gli operatori della sanità integrativa vanno chiedendo un riordino della disciplina dei fondi sanitari al fine di costruire un secondo pilastro complementare al Servizio Sanitario Nazionale assimilabile a quello della previdenza complementare. Negli ultimi due mesi qualcosa si è mosso anche se, a dover di cronaca, siamo ben lontani dalla auspicata definizione di un quadro di riferimento ben definito per una più efficace integrazione tra pubblico e privato.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.assidim.it/fondi-sanitari-integrativi-qualcosa-si-muove/">Fondi sanitari integrativi: qualcosa si muove</a> proviene da <a href="https://www.assidim.it">ASSIDIM</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Da tempo gli operatori della sanità integrativa vanno chiedendo un riordino della disciplina dei fondi sanitari al fine di costruire un secondo pilastro complementare al Servizio Sanitario Nazionale assimilabile a quello della previdenza complementare.</p>
<p>Negli ultimi due mesi qualcosa si è mosso anche se, a dover di cronaca, siamo ben lontani dalla auspicata definizione di un quadro di riferimento ben definito per una più efficace integrazione tra pubblico e privato.</p>
<p>Ma facciamo un passo indietro.</p>
<p>Il Ministero della Salute, con il DM del 31 marzo 2008, ha istituito l’anagrafe dei fondi sanitari regolamentandola, per le sue funzioni e finalità, con il DM del 27 ottobre 2009.</p>
<p>All’anagrafe si possono iscrivere volontariamente:</p>
<ul>
<li>I fondi sanitari integrativi del Servizio sanitario nazionale, istituiti o adeguati ai sensi dell’art. 9 del decreto legislativo 30 dicembre 1992, n. 502 e successive modificazioni. Si tratta dei cosiddetti Fondi DOC, sono attualmente 9 con 38.000 iscritti erogano esclusivamente prestazioni extra LEA e sono quindi solo integrativi del SSN).</li>
<li>Gli enti, casse e società di mutuo soccorso aventi esclusivamente fine assistenziale, di cui all’art. 51 comma 2, lettera a) del D.P.R. 917/1986 e successive modificazioni. Fondi non DOC hanno oltre 14 milioni di iscritti sono 306 e possono erogare anche prestazioni sanitarie comprese nei LEA, quindi complementari e sostitutive al SSN. Operano con modelli gestionali e di governance variegati ed offrono prestazioni spesso molto differenziate.</li>
</ul>
<p>I Fondi non DOC posso ricevere l’iscrizione all’anagrafe solo se vincolano all’erogazione di garanzie extra LEA almeno il 20% dei contributi raccolti. Le garanzie extra LEA sono state individuate, dall’origine, in 3 macro aree:</p>
<ol type="a">
<li>dentarie,</li>
<li>prestazioni sanitarie e sociali per non autosufficienza,</li>
<li>protesi presidi e fisioterapie</li>
</ol>
<p>La Legge 5 agosto 2022, n. 118 allarga le garanzie extra Lea andando di fatto a recepire pratiche già consolidate nei tariffari dei Fondi non DOC. Le prestazioni inserite non a carico del Servizio sanitario nazionale sono le seguenti:</p>
<ol>
<li>prevenzione primaria e secondaria;</li>
<li>le prestazioni di long term care (LTC);</li>
<li>le prestazioni sociali finalizzate al soddisfacimento dei bisogni del paziente cronico.</li>
</ol>
<p>A questa prima novità, la Legge 118 ne aggiunge altre attraverso due Decreti Ministeriali dello scorso settembre.</p>
<p>In particolare, il Decreto del Ministero della Salute del 15/09/2022 istituisce l’Osservatorio dei fondi sanitari integrativi del Servizio sanitario nazionale “con finalità di studio e ricerca sul complesso delle attività delle forme di assistenza complementare e sulle relative modalità di funzionamento.</p>
<p>L’Osservatorio, che comprende anche 4 rappresentanti dei fondi sanitari, svolge funzioni di studio e ricerca sul complesso delle attività delle forme di assistenza complementare e sulle relative modalità di funzionamento, ai fini dell’implementazione della governance istituzionale del settore, nonché dell’aggiornamento periodico della normativa.</p>
<p>Il secondo Decreto Ministeriale del 30 settembre 2022 assegna all’anagrafe la funzione di monitoraggio delle attività svolte dai fondi sanitari integrativi.</p>
<p>La principale novità, che avrà un forte impatto sull’operatività dei fondi sanitari, deriva dalla previsione che il monitoraggio dovrà avvenire tramite un apposito cruscotto, che ha la finalità di identificare, in maniera specifica e univoca, le singole prestazioni sanitarie e socio-sanitarie erogate dai fondi sanitari integrativi.</p>
<p>Mentre fino ad oggi gli oltre 300 fondi sanitari comunicavano con l’Anagrafe a modo loro senza condividere una modalità unica per la trasmissione dei dati; in futuro, con l’introduzione del cruscotto, tutti dovranno parlare la stessa lingua.</p>
<p>La trasmissione dei dati del cruscotto dovrà essere effettuata entro il 31 luglio di ciascun anno, contemporaneamente alla richiesta di iscrizione, ovvero di rinnovo dell’iscrizione all’Anagrafe Fondi sanitari.</p>
<p>L’implementazione del cruscotto è avviata in forma sperimentale per la durata di due anni per il 2023 e 2024. Successivamente, i dati indicati diverranno condizione per l’iscrizione all’Anagrafe dei fondi sanitari.</p>
<p>Ci sono le premesse per un riordino del settore che getta le basi per un’integrazione pubblico-privato; allo stesso tempo, è importante sottolineare che un’operazione parallela di raccolta e condivisione del patrimonio dati dei cittadini/assistiti/pazienti è in corso anche per uniformare i diversi Servizi Sanitari Regionali nell’ottica di una maggiore efficienza, equità e sostenibilità dell’intero ecosistema salute.</p>
<p style="text-align: right;"><em>A cura di Marcello Marchese</em><br />
<em>Presidente ASSIDIM</em></p>
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