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	<title>healthcare Archivi - ASSIDIM</title>
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	<description>Salute e Protezione dal 1981</description>
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	<title>healthcare Archivi - ASSIDIM</title>
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		<title>Start-up Biotech in Italia: Innovazione e Opportunità per il Futuro della Sanità</title>
		<link>https://www.assidim.it/start-up-biotech-in-italia-innovazione-e-opportunita-per-il-futuro-della-sanita/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[ASSIDIM]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 07 Mar 2025 08:00:53 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Sanità, welfare e terzo settore]]></category>
		<category><![CDATA[biotech]]></category>
		<category><![CDATA[healthcare]]></category>
		<category><![CDATA[innovazione]]></category>
		<category><![CDATA[pnrr]]></category>
		<category><![CDATA[ricerca]]></category>
		<category><![CDATA[sanità]]></category>
		<category><![CDATA[startup]]></category>
		<category><![CDATA[tecnologia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Dalle terapie geniche ai biomarcatori per la diagnosi precoce, le biotecnologie rappresentano una frontiera essenziale per il miglioramento della salute pubblica e la competitività del Paese nel panorama internazionale.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Negli ultimi anni, il settore delle biotecnologie in Italia ha vissuto una crescita significativa, con un numero crescente di start-up che sviluppano soluzioni innovative per la sanità. Dalle terapie geniche ai biomarcatori per la diagnosi precoce, le biotecnologie rappresentano una frontiera essenziale per il miglioramento della salute pubblica e la competitività del Paese nel panorama internazionale.</p>
<h3>Il settore biotech in Italia: una panoramica</h3>
<p>L’Italia conta oltre 800 imprese attive nel settore biotech, di cui circa il 50% opera nell’ambito della salute umana. Secondo il rapporto Assobiotec-Federchimica, il comparto biotecnologico italiano genera un fatturato di circa 13 miliardi di euro, con una crescita annua del 5%. Tuttavia, il settore resta frammentato e spesso limitato dall’accesso ai finanziamenti e dalle complessità normative.</p>
<p>Le aree di maggiore sviluppo includono:</p>
<ul>
<li><strong>Terapie avanzate</strong>: sviluppo di farmaci biologici e terapie geniche personalizzate.</li>
<li><strong>Diagnostica innovativa</strong>: nuovi biomarcatori per la diagnosi precoce di malattie oncologiche e neurodegenerative.</li>
<li><strong>Biotecnologie applicate alla rigenerazione dei tessuti</strong>: soluzioni per la medicina rigenerativa, come organi bioingegnerizzati e tessuti artificiali.</li>
</ul>
<h3>Il ruolo delle istituzioni e degli investimenti</h3>
<p>Le istituzioni italiane ed europee stanno cercando di supportare il settore biotech attraverso diversi strumenti:</p>
<ul>
<li><strong>PNRR (Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza)</strong>: ha stanziato oltre 2 miliardi di euro per la ricerca e l’innovazione in campo sanitario.</li>
<li><strong>Fondi europei e venture capital</strong>: negli ultimi tre anni, gli investimenti privati nel biotech italiano sono aumentati del 30%, segno di un crescente interesse per il settore.</li>
<li><strong>Collaborazioni pubblico-private</strong>: Università e ospedali stanno intensificando le partnership con start-up per accelerare il trasferimento tecnologico.</li>
</ul>
<h3><strong> </strong>Conclusione</h3>
<p>Il settore biotech italiano rappresenta un’opportunità straordinaria per il futuro della sanità e dell’economia. Nonostante le sfide legate ai finanziamenti e alla burocrazia, le start-up stanno dimostrando una capacità di innovazione significativa. Se sostenuto adeguatamente, il biotech potrebbe trasformarsi in un volano strategico per la salute pubblica e la crescita del Paese nei prossimi decenni.</p>
<p>Tra l’altro, le start-up nel settore dell’healthcare rappresentano un’opportunità anche per i fondi sanitari integrativi che, come sappiamo, sono impegnati, da qui ai prossimi anni, a fare non solo da “stampella” ma a integrarsi compiutamente con il welfare pubblico, sia sotto il profilo istituzionale e di governance che di erogazione delle prestazioni.</p>
<p style="text-align: right;"><em>CENTRO STUDI ASSIDIM</em></p>
<h3> Fonti utili:</h3>
<ul>
<li>Assobiotec-Federchimica, &#8220;Rapporto sulle Biotecnologie in Italia”, 2023.</li>
<li>Ministero dello Sviluppo Economico, &#8220;PNRR e investimenti nel settore sanitario&#8221;, 2022.</li>
<li>OECD Health Statistics, 2023.</li>
<li>Analisi di mercato de &#8220;Il Sole 24 Ore&#8221; e &#8220;StartupItalia&#8221;, 2023.</li>
</ul>
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			</item>
		<item>
		<title>Nuovi farmaci per contrastare &#8220;l&#8217;epidemia&#8221; di obesità: sono sufficienti?</title>
		<link>https://www.assidim.it/nuovi-farmaci-per-contrastare-lepidemia-di-obesita-sono-sufficienti/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Marcello Marchese]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 24 Mar 2023 08:00:09 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Sanità, welfare e terzo settore]]></category>
		<category><![CDATA[farmaci]]></category>
		<category><![CDATA[healthcare]]></category>
		<category><![CDATA[obesità]]></category>
		<category><![CDATA[ricerca]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Abbiamo recentemente letto (FONTE: The Economist, 4 March 2023) del grande successo che stanno riscuotendo tra celebri e facoltosi americani i nuovi farmaci per il dimagrimento. Condividendo quanto riportato nell’articolo, questi farmaci non dovrebbero però essere visti come trattamenti “cosmetici” per persone che potrebbero essere più in forma grazie e stili di vita più salutari, in particolare per quanto riguarda l’alimentazione, il consumo di alcolici e l’attività fisica.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Abbiamo recentemente letto (<em>FONTE: The Economist, 4 March 2023</em>) del grande successo che stanno riscuotendo tra celebri e facoltosi americani i <strong>nuovi farmaci per il dimagrimento</strong>.</p>
<p>Condividendo quanto riportato nell’articolo, questi farmaci non dovrebbero però essere visti come trattamenti “cosmetici” per persone che potrebbero essere più in forma grazie e stili di vita più salutari, in particolare per quanto riguarda l’alimentazione, il consumo di alcolici e l’attività fisica.</p>
<p>I veri beneficiari sono i miliardi di persone nel mondo il cui sovrappeso causa problemi di salute.</p>
<p><strong>Una nuova classe di farmaci, definita recettori antagonisti GLP-1, sembra funzionare.</strong></p>
<p>Quelli già in commercio sono basati su test clinici che evidenziano fino al 15% di perdita di peso.</p>
<p>Gli analisti stimano che il mercato di questi farmaci possa raggiungere 130 miliardi di dollari entro il 2031.</p>
<p>Questi nuovi farmaci arrivano in momento decisamente critico. Nel 2020 i 2/5 della popolazione mondiale era in sovrappeso o obeso. Tale valore potrebbe arrivare al 50% della popolazione mondiale entro il 2035 sulla spinta di paesi come l’Egitto, il Messico e l’Arabia Saudita.</p>
<p>Questi trend allarmano perché l’obesità provoca molti problemi di salute come il diabete, disturbi cardiocircolatori, infarto e malattie oncologiche. Inoltre, l’obesità rende le persone più vulnerabili come dimostrato durante il Covid-19.</p>
<p>Non si devono poi trascurare gli effetti sul benessere psicologico derivanti dallo stigma associato all’essere “grassi”.</p>
<p>Le conseguenze dell’obesità per le società e le economie sono grandi. Secondo studi accademici il costo annuale dell’eccesso di peso sarà pari a 4 trilioni di dollari nel 2035, pari al 2,9% del PIL globale, per le spese di cura, la perdita di produttività e l’aumento della mortalità.</p>
<p>I motivi dell’aumento dell’obesità e delle persone in sovrappeso sono legati anche a cambiamenti biologici. I geni che ci consentivano di resistere alle carestie e ad inverni rigidi sono oggi responsabili dell’aumento del nostro “girovita”. A ciò si aggiunge la qualità dell’alimentazione e la sedentarietà, nonostante i 250 milioni di dollari spesi per le diete.</p>
<p>I nuovi farmaci, già utilizzati per la cura del diabete, mimano il rilascio di ormoni che riducono l’appetito e danno sensazione di sazietà.</p>
<p>Gli analisti si aspettano che metà degli obesi americani cercheranno aiuto in questi farmaci nei prossimi 10 anni.</p>
<p>Ma ci sono aree di incertezza in merito alla sicurezza e ai costi.</p>
<p><strong>Per quanto riguarda la sicurezza</strong>, non si conoscono le conseguenze di lungo periodo di questi farmaci e ciò è rilevante in quanto molte persone dovranno assumerli per il resto della loro vita.</p>
<p><strong>Per quanto riguarda la sostenibilità economica</strong>, i costi oggi sono compresi tra 900 e 1.300 dollari al mese ma negli anni potranno diminuire.</p>
<p>Cosa fare oggi? Le autorità sanitarie a livello mondiale dovrebbero promuovere, attraverso campagne di comunicazione e informazione, stili di vita virtuosi basati su attività fisica, cibi salutari, disincentivi al consumo di alcolici.</p>
<p style="text-align: right;"><em>A cura di Marcello Marchese</em><br />
<em>PRESIDENTE ASSIDIM</em></p>
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			</item>
		<item>
		<title>Cronicità e digitale: un abbinamento di grande efficacia</title>
		<link>https://www.assidim.it/cronicita-e-digitale-un-abbinamento-di-grande-efficacia/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Antonio Corrias]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 17 Mar 2023 10:44:53 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Sanità, welfare e terzo settore]]></category>
		<category><![CDATA[cronicità]]></category>
		<category><![CDATA[digitale]]></category>
		<category><![CDATA[digitalhealth]]></category>
		<category><![CDATA[healthcare]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>In tutto il mondo, il peso delle malattie croniche sta aumentando rapidamente e la maggior parte di queste condizioni è irreversibile e deve essere gestito attraverso l'uso di farmaci per tutta la vita. Tuttavia, molti pazienti hanno difficoltà a rispettare con precisione i protocolli di cura (aderenza terapeutica) e ad attuare i cambiamenti comportamentali e dello stile di vita necessari per gestire le loro malattie e stabilizzare le loro condizioni</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><span>In tutto il mondo, il peso delle malattie croniche sta aumentando rapidamente e la maggior parte di queste condizioni è irreversibile e deve essere gestito attraverso l&#8217;uso di farmaci per tutta la vita. Tuttavia, molti pazienti hanno difficoltà a rispettare con precisione i protocolli di cura (<em>aderenza terapeutica</em>) e ad attuare i cambiamenti comportamentali e dello stile di vita necessari per gestire le loro malattie e stabilizzare le loro condizioni. Spesso i medici e altri operatori sanitari hanno poca capacità di monitorare la misura in cui i pazienti seguono le loro raccomandazioni e mantengono i regimi terapeutici. Di conseguenza, l’impatto e i costi sanitari causati dalla mancata aderenza terapeutica sono più alti di quanto dovrebbero essere.</span><span> </span></p>
<p><span>Queste sfide hanno creato la necessità di sperimentare soluzioni complete &#8211; meglio abilitate dalle tecnologie digitali &#8211; per la gestione di queste patologie.  A livello global, nel 2021, i finanziamenti per la “salute digitale” sono cresciuti del 79% rispetto all&#8217;anno precedente, raggiungendo i 57,2 miliardi di dollari. Molta attenzione e finanziamenti sono stati indirizzati verso le terapie digitali, che possono includere più punti di intervento lungo il percorso del paziente.</span></p>
<p><span>Nell&#8217;ambito della salute digitale, i finanziamenti per le terapie digitali (comprese le soluzioni per la salute mentale) sono cresciuti a un ritmo ancora più rapido, con un aumento del 134% rispetto all&#8217;anno precedente per raggiungere 8,9 miliardi di dollari nel 2021. Il potenziale di impatto qui è significativo, sia in termini di esiti clinici che benefici economici complessivi.</span><span> </span></p>
<ul>
<li><span>In Italia </span>secondo uno studio pubblicato sulla rivista European Journal of Health Economics nel 2019, il costo annuo della mancata aderenza terapeutica per il Sistema Sanitario Nazionale è stimato intorno ai 7 miliardi di euro. Questo costo include sia le spese dirette, come le visite mediche e gli esami diagnostici, che le spese indirette, come le assenze dal lavoro del paziente e dei suoi familiari.</li>
<li>Nella Regione Lombardia, un altro studio pubblicato sulla rivista Farmeconomia, <em>Health economics and therapeutic pathways</em> nel 2020, ha stimato che la mancata aderenza terapeutica comporta un costo annuo di circa 1,4 miliardi di euro per il sistema sanitario regionale. Anche in questo caso, il costo include sia le spese dirette che quelle indirette.</li>
</ul>
<p>In questo numero del BLOG ASSIDIM riportiamo un interessante stralcio di un articolo di Mc Kinsey &amp; Company pubblicato lo scorso 27 gennaio 2023 che illustra i benefici per la salute e il potenziale delle terapie digitali per migliorare la gestione delle condizioni di salute croniche.</p>
<p><span><strong>I MOMENTI DELLA VERITA’ DEL “PATIENT JOURNEY”</strong></span><span> </span></p>
<p><span>Possiamo descrivere il “<em>patient journey</em>” rappresentandolo attraverso alcuni “<em>momenti della verità</em>”: il monitoraggio, l&#8217;aderenza ai farmaci, l&#8217;impegno comportamentale, il coaching personalizzato e le raccomandazioni sanitarie personalizzate in tempo reale.</span><span> </span></p>
<p><span><strong>RISULTATI TANGIBILI</strong></span></p>
<p><span>Alcuni esempi in cui la gestione digitale delle malattie può portare risultati importanti:</span><span> </span></p>
<ul>
<li><span>riduzione del 45% del tasso a tre mesi di eventi avversi cardiovascolari maggiori (MACE)</span></li>
<li><span>riduzione del 50% dei tassi di riammissione a 30 giorni per i pazienti dopo infarto miocardico acuto (AMI)</span></li>
<li><span>riduzione i livelli di emoglobina A1c (HbA1c) di un punto percentuale tra i pazienti con diabete di tipo 2.</span><span> </span></li>
</ul>
<p><span>Il digitale può aiutare non solo a salvare vite umane, ma è fondamentale per mantenere anche i pazienti in condizioni più sane, con conseguente abbattimento dei costi per tutto il Sistema Health Care. Entro il 2030, gli esperti predicono che le malattie croniche contribuiranno fino all&#8217;84% della mortalità globale totale. </span></p>
<p><span><strong>NON SOLO FARMACI: FONDAMENTALI IL MONITORAGGIO REGOLARE E IL CAMBIAMENTO DEGLI STILI DI VITA</strong></span><span><strong> </strong></span></p>
<p><span>Naturalmente, le malattie croniche devono essere gestite non solo con i farmaci, ma anche con un monitoraggio regolare e</span> c<span>ambiamenti dello stile di vita.</span><span> </span><span>è </span></p>
<blockquote><p><span><em>L’importanza del LifeStyle è un impegno che ASSIDIM porta avanti con studi e ricerche, come la Survey su oltre 1300 soggetti condotta nel corso del 2021.</em></span><span><em> </em></span></p></blockquote>
<p><span>Occorre proporre migliori “soluzioni end-to-end” che monitorino in modo proattivo e completo la salute del paziente, oltre a incoraggiare cambiamenti comportamentali per migliorare l&#8217;aderenza ai farmaci prescritti, alla dieta e agli stili di vita. Le tecnologie digitali qui possono svolgere un ruolo importante nel migliorare la gestione delle malattie affrontando queste sfide. Il potenziale per le terapie digitali di avere un grande impatto è evidenziato dal fatto che quasi due terzi della popolazione mondiale ha ora accesso a Internet.</span><span> </span></p>
<p><span><strong>FATTORI CRITICI DI SUCCESSO DI UNA TERAPIA DIGITALE</strong></span></p>
<p><span>Le soluzioni terapeutiche digitali dovrebbero contenere la maggior parte, se non tutti, questi elementi: <em>monitoraggio regolare, misurazione e feedback tramite dispositivi medici connessi che possono fornire ai pazienti sollecitazioni e avvisi per letture fuori range (ad esempio gli inalatori intelligenti per le condizioni respiratorie o i monitor continui del glucosio per il diabete).</em></span></p>
<p><span>Vediamo alcune best practice:</span><span> </span></p>
<p><span>L’azienda Biofourmis, con sede a Boston, applica la terapia digitale attraverso il monitoraggio continuo dei dispositivi medici connessi indossabili (<em>wearable</em>s) che offrono una gestione specialistica delle cure cardiache croniche, inclusa la gestione automatizzata dei farmaci combinata con una equipe di assistenza clinica remota multidisciplinare. </span><span> </span></p>
<p><span>Livongo, un programma software della società Teladoc Health, consente ai pazienti con diabete di monitorare regolarmente le proprie condizioni e inviare avvisi tramite Bluetooth a un&#8217;APP sul proprio telefono e sui telefoni del proprio assistente se le letture superano i limiti normali. Il software può così identificare e premiare il buon comportamento, nonché scoraggiare o penalizzare la scarsa aderenza ai piani sanitari prescritti.</span></p>
<p><span><strong>COACHING E SUPPORTO PERSONALIZZATI</strong></span></p>
<p><span>I </span><span>pazienti possono connettersi con “specialisti-coach” per ottenere una dieta personalizzata e un piano di esercizi su misura per le loro malattie croniche. Una “<em>meta-analisi”</em> degli interventi di salute digitale sulla gestione della pressione arteriosa ha mostrato che la consulenza digitale insieme alla terapia medica antipertensiva ha ridotto la pressione arteriosa sistolica del 50% rispetto ai controlli.</span><span>L’azienda Hinge Health offre sensori indossabili combinati con terapia fisica personalizzata e coaching sanitario individuale.</span><span> </span></p>
<p><span><strong>FAVORIRE IL CAMBIAMENTO DEI COMPORTAMENTI ANCHE CON IL GIOCO (GAMIFICATION)</strong></span></p>
<p><span>Le soluzioni terapeutiche digitali possono includere sfide e “<em>incentivi gamificati</em>” per monitorare e orientare l&#8217;aderenza a diete prescritte, pratiche di stile di vita e farmaci. </span></p>
<p><span>Discovery, una compagnia di assicurazione sanitaria sudafricana, incoraggia i suoi membri a fare scelte più sane attraverso Vitality, il suo programma di cambiamento comportamentale, combinando l&#8217;analisi dei dati con premi e incentivi per scelte di vita più sane. </span></p>
<p><span><strong>COSTITUIRE COMMUNITY</strong></span></p>
<p><span>Anche la costituzione di community attive di pazienti può favorire l’aderenza terapeutica. L’azienda Lisa Health ha lanciato Midday, una APP che sfrutta l&#8217;intelligenza artificiale per personalizzare il percorso della menopausa. In collaborazione con Mayo Clinic stimola e motiva le pazienti a raggiungere i propri obiettivi di salute.  Uno studio su settemila pazienti con sclerosi laterale amiotrofica (SLA), sclerosi multipla, morbo di Parkinson, HIV, disturbi dell&#8217;umore, ha rilevato che quasi il 60% pensava che la rete sanitaria “PatientsLikeMe-PLM” li aiutasse a comprendere meglio gli effetti collaterali di farmaci. Lo studio ha anche rilevato che quasi un quarto dei pazienti con disturbi dell&#8217;umore aveva bisogno di meno cure ospedaliere grazie all&#8217;uso del sito “Patients Like Me”, community on line. Un recente sondaggio ha rilevato che il 90% degli operatori sanitari ritiene che i pazienti che interagiscono attraverso community preferiscono un <em>“customer journey integrato”</em> piuttosto che avere esperienze o soluzioni mirate al solo individuo. </span></p>
<p><span><strong>EDUCATION DEL PAZIENTE</strong></span></p>
<p><span>I </span><span>materiali educativi digitali possono fornire ai pazienti e loro familiari informazioni sulle condizioni della malattia, sulle opzioni terapeutiche, sulla dieta e sulle scelte di vita sane. Come nel caso della APP Midday lanciata dalla Mayo Clinic e dalla start-up di salute digitale Lisa Health per le donne in menopausa.</span></p>
<p><span><strong>BIG DATA E ALGORITMI PER LA PREVENZIONE</strong></span></p>
<p><span>Per la prevenzione di eventi critici, il trend indica che gli sforzi saranno sempre più concentrati sulla creazione di algoritmi in grado di identificare e prevedere i fattori scatenanti e suggerire quando intraprendere azioni preventive o cambiamenti dello stile di vita e del comportamento.</span></p>
<p><span><strong>BENEFICI SOCIALI ED ECONOMICI</strong></span></p>
<p><span>Le terapie digitali dimostrano quindi di avere un enorme potenziale per ridurre il peso delle malattie sulla società e sui sistemi sanitari, fornire risultati clinici migliori, aiutare gli operatori a prendere decisioni terapeutiche più informate e migliorare la vita dei pazienti offrendo modi migliori per gestire le condizioni di salute croniche.</span></p>
<p><strong>PER APPROFONDIRE</strong></p>
<ul>
<li><em><a href="https://www.mckinsey.com/industries/life-sciences/our-insights/the-health-benefits-and-business-potential-of-digital-therapeutics" target="_blank" rel="noopener">The health benefits and business potential of digital therapeutics</a></em></li>
<li><em>Lucini, D.; Pagani, E.; Capria, F.; Galliano, M.; Marchese, M.; Cribellati, S. Evidence of Better Psychological Profile in Working Population Meeting Current Physical Activity Recommendations. Int. J. Environ. Res. Public Health <strong>2021</strong>, 18, 8991. </em><a href="https://doi.org/10.3390/ijerph18178991" target="_blank" rel="noopener"><em>https://doi.org/10.3390/ijerph18178991</em></a><em> </em></li>
</ul>
<p style="text-align: right;"><em>A cura di Antonio Corrias<br />
</em><em>ASSIDIM Sviluppo Associativo Marketing e Comunicazione</em></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.assidim.it/cronicita-e-digitale-un-abbinamento-di-grande-efficacia/">Cronicità e digitale: un abbinamento di grande efficacia</a> proviene da <a href="https://www.assidim.it">ASSIDIM</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Ricordiamoci di chi non ricorda. La ricerca sulla demenza non decolla</title>
		<link>https://www.assidim.it/ricordiamoci-di-chi-non-ricorda-la-ricerca-sulla-demenza-non-decolla/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Francesco Capria]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 09 Mar 2023 08:00:55 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Sanità, welfare e terzo settore]]></category>
		<category><![CDATA[alzheimer]]></category>
		<category><![CDATA[Centro Studi ASSIDIM]]></category>
		<category><![CDATA[demenza]]></category>
		<category><![CDATA[healthcare]]></category>
		<category><![CDATA[ricerca]]></category>
		<category><![CDATA[salute]]></category>
		<category><![CDATA[senior]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Sono oltre 60 milioni, di cui oltre un milione in Italia le persone affette da demenza in tutto il mondo. (Fonte:  Global Action Plan 2017-2025 a cura OMS). Un numero destinato a crescere ulteriormente considerati i trend demografici ed epidemiologici. Grazie ad una maggiore cultura della salute e della prevenzione, ai progressi della scienza medica e ad altre variabili, l’aspettativa di vita delle persone è cresciuta progressivamente negli anni.</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Sono oltre 60 milioni, di cui oltre un milione in Italia, le persone affette da demenza in tutto il mondo. (Fonte:  <a href="https://www.who.int/publications/i/item/global-action-plan-on-the-public-health-response-to-dementia-2017---2025" target="_blank" rel="noopener">Global Action Plan 2017-2025</a> a cura OMS)</p>
<p>Un numero destinato a crescere ulteriormente considerati i trend demografici ed epidemiologici.</p>
<p>Grazie ad una maggiore cultura della salute e della prevenzione, ai progressi della scienza medica e ad altre variabili, l’aspettativa di vita delle persone è cresciuta progressivamente negli anni.</p>
<p>Tuttavia, vivere più a lungo non significa farlo in buona salute: in tal senso, a testimoniarlo è l’indice della speranza di vita oltre i 65 anni che, relativamente al nostro paese, fa registrare un calo su cui impatta però sensibilmente il primo anno di pandemia. (Fonte: <a href="https://www.istat.it/it/archivio/264511" target="_blank" rel="noopener">Censimento della popolazione e dinamica demografica &#8211; Anno 2020</a> a cura ISTAT)</p>
<p>Nonostante il peggioramento di quest’ultimo, la popolazione italiana continua ad invecchiare mentre, allo stesso tempo, diminuiscono le nascite. Del calo dell’indice di natalità e delle sue determinanti, abbiamo discusso nel nostro precedente articolo sul blog: <a href="https://www.assidim.it/crisi-demografica-il-gap-di-natalita-nei-paesi-delleuropa-mediterranea/" target="_blank" rel="noopener">https://www.assidim.it/crisi-demografica-il-gap-di-natalita-nei-paesi-delleuropa-mediterranea/</a>.</p>
<p>Tornando al tema della demenza, la più importante forma degenerativa che si conosca è senz’altro la sindrome di Alzheimer. Una malattia terribile perché deteriora lentamente la memoria delle persone che ne soffrono e mette letteralmente in ginocchio i familiari che se ne prendono cura, per via della gravosità dell’assistenza e del carico emotivo che ad essa consegue.</p>
<p>All’interno de Il Sole 24 Ore dello scorso 28 febbraio, c’è un utile approfondimento sullo stato dell’arte della ricerca sull’Alzheimer che, ad oggi, non lascia purtroppo sereni.</p>
<p>Nel 2021 è stato infatti scoperto un farmaco negli Stati Uniti che sembrava potesse agire sulla proteina responsabile della malattia, la cosiddetta beta – amiloide, eliminandone gli accumuli nel cervello.</p>
<p>Tuttavia, nonostante l’FDA &#8211; l’ente regolatorio americano – abbia approvato con procedura accelerata l’aducanumab sulla base delle evidenze della fase II dei trial clinici, non c’è stata e non c’è unanimità tra gli scienziati sulla reale efficacia del farmaco, né i terzi paganti (le assicurazioni) si sono spinti nel rimborso dello stesso il cui costo è rimasto per ora a carico delle persone.</p>
<p>Anche i membri dell’EMA – l’agenzia regolatoria europea &#8211; hanno sollevato dubbi senza esprimere un parere dirimente in merito a efficacia e sicurezza clinica dell’aducanumab.</p>
<p>Come si legge in uno dei due articoli pubblicati dal Sole 24 Ore, malgrado non si sia ancora arrivati all’agognata svolta verso la cura, le sperimentazioni procedono ma servono sempre più finanziamenti anche tramite campagne di crowdfunding.</p>
<p>Possibile una nuova frontiera per la ricerca che passa per gli astrociti, ovvero cellule non neuronali ma componenti attivi dei circuiti del cervello (le sue cosiddette cellule “stellate”) la cui interazione difettosa con i neuroni può determinare l’insorgere delle patologie cerebrali tra cui, appunto, la demenza.</p>
<p>Le storie di Alzheimer sono oggi in Italia tantissime, come testimoniato dai numeri, e aiutano a comprendere meglio il dramma di questa malattia invisibile che esordisce con sintomi ingannevoli.</p>
<p>Le campagne di sensibilizzazione da parte delle istituzioni politiche e scientifiche nonché delle diverse associazioni sono aumentate negli anni: tra le tante, condividiamo il video &#8211; che spopolò qualche anno fa sul web &#8211; dell’ex ballerina malata di Alzheimer che balla come un cigno sulla sedia a rotelle sulle note del “Lago dei Cigni” di Čajkovskij: https://www.ilmessaggero.it/video/mondo/ex_ballerina_alzheimer_ricorda_la_coreografia_ascoltando_lago_cigni-5577462.html</p>
<p>La didascalia che accompagna il video è: “Una ballerina sarà sempre una ballerina”.</p>
<p>Un messaggio che serve a scuotere le coscienze e spezzare l’indifferenza verso un male che colpisce le persone in modo subdolo e ingrana lentamente fino a distruggere pezzi dell’identità.</p>
<p>Il premio Nobel Gabriel García Márquez, nella sua autobiografia <em>Vivere per raccontarla</em> (2002), scriveva così: “La vita non è quella vissuta, ma quella che si ricorda e come la si ricorda per raccontarla”.</p>
<p style="text-align: right;"><em><strong>A cura di Francesco Capria<br />
</strong></em><em><strong>Centro Studi ASSIDIM</strong></em></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.assidim.it/ricordiamoci-di-chi-non-ricorda-la-ricerca-sulla-demenza-non-decolla/">Ricordiamoci di chi non ricorda. La ricerca sulla demenza non decolla</a> proviene da <a href="https://www.assidim.it">ASSIDIM</a>.</p>
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		<title>Crisi demografica: il gap di natalità nei paesi dell&#8217;Europa mediterranea</title>
		<link>https://www.assidim.it/crisi-demografica-il-gap-di-natalita-nei-paesi-delleuropa-mediterranea/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Marcello Marchese]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 24 Feb 2023 08:04:44 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Sanità, welfare e terzo settore]]></category>
		<category><![CDATA[ASSIDIM]]></category>
		<category><![CDATA[europa]]></category>
		<category><![CDATA[healthcare]]></category>
		<category><![CDATA[natalità]]></category>
		<category><![CDATA[salute]]></category>
		<category><![CDATA[the economist]]></category>
		<category><![CDATA[welfare]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Un interessante articolo di The Economist del 18 febbraio riporta l’attenzione sulla crisi demografica dei paesi dell’Europa mediterranea con un focus sul tema della natalità. Alcuni dati ci aiutano a inquadrare la situazione.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.assidim.it/crisi-demografica-il-gap-di-natalita-nei-paesi-delleuropa-mediterranea/">Crisi demografica: il gap di natalità nei paesi dell&#8217;Europa mediterranea</a> proviene da <a href="https://www.assidim.it">ASSIDIM</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Un interessante articolo di <strong>The Economist</strong> del 18 febbraio riporta l’attenzione sulla crisi demografica dei paesi dell’Europa mediterranea con un focus sul tema della natalità.</p>
<p>Alcuni dati ci aiutano a inquadrare la situazione.</p>
<p><strong>In Italia il tasso di fertilità, cioè il numero medio di nascite per donna, è crollato dal 2,66 del 1964 all’1,24 del 2020. In Sardegna tale valore è addirittura inferiore a 1.</strong></p>
<p>Tali numeri accomunano l’Italia ad altri paesi del sud Europa, da Portogallo a Spagna (1,39 e 1,36) alla Grecia e Cipro (1,39 e 1,36).</p>
<p>Poiché 2,1 è il valore necessario per garantire la stabilità demografica, i paesi di cui sopra dovrebbero avere più nascite o favorire l’ingresso di immigrati se non vogliono vedere decrescere la popolazione.</p>
<p>Considerando però le politiche restrittive in tema di immigrazione, l’unica leva è quella di spingere le donne ad avere più figli.</p>
<p>Tale tema è ai primi punti dell’agenda del nuovo governo in Italia, ma considerando il nostro debito pubblico ormai vicino al 150% del PIL, gli interventi dell’ultima Legge di Bilancio si sono limitati ad un ritocco dell’assegno unico, all’estensione del congedo di maternità, alla riduzione dell’IVA su alcuni prodotti per la cura dell’infanzia ed a vantaggi nell’accesso alla pensione per le donne con più figli.</p>
<p>Nella narrativa politica sul calo della natalità viene spesso citata quale causa la maggiore partecipazione al mondo del lavoro delle donne, che preferiscono fare carriera o altro che fare figli.</p>
<p>Ma questa visione limitata trascura, secondo The Economist, due importanti evidenze fornite dai dati.</p>
<p>In primo luogo, è nei paesi più “femministi” del nord Europa che si riscontrano i più alti tassi di fertilità. Il secondo dato è che non è dimostrato che le donne non vogliono avere figli ma ne fanno meno per motivi economici.</p>
<p>Il paradigma tradizionale ha sempre associato l’aumento della ricchezza di un paese con un calo della natalità.</p>
<p>Oggi però iniziamo ad osservare, in alcuni tra i paesi più ricchi dell’OCSE, una positiva correlazione tra crescita del PIL pro capite ed il tasso di fertilità. Ciò come risultato di un circolo virtuoso dato da una maggiore partecipazione delle donne al mondo del lavoro ed al loro supporto a politiche espansive sulla natalità.</p>
<p>Nei paesi del sud Europa, nonostante i piccoli incentivi introdotti negli ultimi anni, è il mercato del lavoro che sembra avere l’impatto più forte sul tasso di fertilità. Basti pensare alla più bassa partecipazione delle donne nel modo del lavoro in questi paesi e, soprattutto, alla disoccupazione giovanile. Ciò spinge le donne ad avere figli più tardi anche perché spesso l’uscita dei giovani dalle famiglie è molto ritardata.</p>
<p>Un’ulteriore evidenza delle ricerche ci dice che il tasso di fertilità sta crescendo nei paesi in cui si è riusciti ad abbassare l’età della gravidanza.</p>
<p>Ma per ottenere questo risultato è necessario che vi siano opportunità economiche come un lavoro stabile (per esempio nei paesi nordici le donne sono di gran lunga più presenti nella pubblica amministrazione) o un mercato del lavoro più dinamico dove un lavoro perso per una gravidanza può essere facilmente ritrovato come nei paesi anglosassoni.</p>
<p>Ma quello che sembra evidente dalle ricerche, secondo The Economist, è che le politiche basate su piccoli incentivi economici e “mancette” non sono sufficienti.</p>
<p>Quello che le giovani coppie vogliono sono opportunità lavorative, sostegni economici e possibilità di scelta.</p>
<p><strong>Solo un mix di queste iniziative politiche può far ripartire la natalità.</strong></p>
<p style="text-align: right;"><em>A cura di Marcello Marchese</em><br />
<em>PRESIDENTE ASSIDIM</em></p>
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		<title>Milleproroghe e Sanità. Le principali misure del Decreto</title>
		<link>https://www.assidim.it/milleproroghe-e-sanita-le-principali-misure-del-decreto/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Francesco Capria]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 17 Feb 2023 14:30:03 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Sanità, welfare e terzo settore]]></category>
		<category><![CDATA[ASSIDIM]]></category>
		<category><![CDATA[healthcare]]></category>
		<category><![CDATA[milleproroghe]]></category>
		<category><![CDATA[salute]]></category>
		<category><![CDATA[welfare]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Approvato dal Senato mercoledì 15 febbraio il Decreto Milleproroghe per cui si attende ora l’esame della Camera e il via libera finale al testo il cui termine per la conversione in legge scade il 27 febbraio.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: left;">Approvato dal Senato mercoledì 15 febbraio il Decreto Milleproroghe per cui si attende ora l’esame della Camera e il via libera finale al testo il cui termine per la conversione in legge scade il 27 febbraio.</p>
<p>Vediamo in sintesi i principali provvedimenti sulla sanità.</p>
<p>Sappiamo che quello della carenza di personale è un tema che, viste le infauste previsioni da qui al 2030, dovrà essere affrontato con risolutezza e una certa dose di creatività.</p>
<p>Nel Decreto vengono allora prorogate a tutto il 2023 le assunzioni degli specializzandi in medicina reclutati per far fronte all’emergenza.</p>
<p>Non solo. Medici di base e pediatri convenzionati col Servizio Sanitario potranno rimanere in attività se vorranno fino a 72 anni.</p>
<p>Conferme e novità riguardano anche il personale sanitario: proroga fino a fine anno per il raggiungimento dei crediti ECM non conseguiti entro il 31 dicembre dello scorso anno e allentamento del vincolo di esclusività per l’esercizio della professione di infermieri e personale del comparto i quali, fino al 31 dicembre 2023, potranno svolgere attività libero professionale anche al di fuori della propria struttura di appartenenza per un monte ore complessivo settimanale comunque non superiore a 8.</p>
<p>Tiepida soddisfazione tra gli operatori ma serve accelerare per una più rapida stabilizzazione del personale infermieristico e di tutte le altre figure professionali alle dipendenze del SSN: le risorse stanziate dal PNRR saranno ripartite e assegnate a ciascuna regione che così, in deroga ai tetti di spesa, le quali potrà assumere il personale destinato alle Case della comunità, agli Ospedali di comunità, alle Unità di continuità assistenziale e Centrali operative.</p>
<p>I Provvedimenti del Decreto “Milleproroghe” serviranno evidentemente a “tamponare” un’emorragia dei medici di base che, a guardare i numeri, desta non poca preoccupazione.</p>
<p>Si stima infatti che, tra il 2022 e il 2028, il saldo tra medici di base in uscita e in entrata sarà decisamente negativo e nell’ordine di almeno 15.000 unità.</p>
<p>(Fonte OCPI: <a href="https://osservatoriocpi.unicatt.it/ocpi-pubblicazioni-carenza-di-medici-di-base-in-italia-un-confronto-europeo-e-nazionale">https://osservatoriocpi.unicatt.it/ocpi-pubblicazioni-carenza-di-medici-di-base-in-italia-un-confronto-europeo-e-nazionale</a>).</p>
<p>Le altre principali misure contenute nel Decreto riguardano la ricetta elettronica, prorogata fino al 31 dicembre 2024, il “Patto per la Salute” del triennio 2019-2021 che rimane in vigore fino all&#8217;adozione di nuovo documento di programmazione sanitaria, il cosiddetto “payback” per le imprese fornitrici di dispositivi medici che adempiranno fino al 30 giugno 2023 al pagamento dell’arretrato per il ripiano conseguente al superamento del tetto di spesa.</p>
<p>Tra le novità, segnaliamo infine il finanziamento di 50 milioni di euro per il piano oncologico nazionale e un’ulteriore iniezione di liquidità a beneficio delle regioni per il recupero delle liste d’attesa che, in deroga agli attuali tetti di spesa, potranno continuare ad acquistare prestazioni ospedaliere e di specialistica ambulatoriale, anche da privati convenzionati con il SSN, utilizzando non solo le quote ancora inutilizzate ma anche risorse non superiori allo 0,3 % del cosiddetto finanziamento “indistinto”, ovvero quella componente del fabbisogno sanitario standard al cui finanziamento concorre lo Stato.</p>
<p>Quest’ultima è senz’altro una buona notizia per i cittadini, ma potrebbe non essere sufficiente per superare il lockdown prolungato dei servizi sanitari di cui abbiamo già parlato nei precedenti articoli sul nostro blog.</p>
<p>Nel 2022, secondo i dati Agenas (Agenzia Nazionale per i Servizi Sanitari Regionali), le prestazioni sanitarie inevase rispetto al 2019 sono circa 10 milioni: 8,4 milioni di visite e 1,5 milioni di esami.</p>
<p>Il tutto nonostante i 500 milioni messi a disposizione dalla Legge di Bilancio 2021 per ridurre le liste di attesa cresciute pesantemente a causa della pandemia.</p>
<p style="text-align: right;"><em>A cura di Francesco Capria<br />
</em><em>Centro Studi ASSIDIM</em></p>
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		<title>L’importanza della Customer Experience nel settore Welfare: coniugare la tecnologia alla sensibilita’ per realizzare un Customer Journey emotivo</title>
		<link>https://www.assidim.it/limportanza-della-customer-experience-nel-settore-welfare-coniugare-la-tecnologia-alla-sensibilita-per-realizzare-un-customer-journey-emotivo/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[ASSIDIM]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 10 Feb 2023 07:47:39 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Sanità, welfare e terzo settore]]></category>
		<category><![CDATA[ASSIDIM]]></category>
		<category><![CDATA[customerexperience]]></category>
		<category><![CDATA[customerjourney]]></category>
		<category><![CDATA[europassistance]]></category>
		<category><![CDATA[healthcare]]></category>
		<category><![CDATA[salute]]></category>
		<category><![CDATA[stimulus]]></category>
		<category><![CDATA[tecnologia]]></category>
		<category><![CDATA[welfare]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>“Fare la differenza”, “essere riconoscibili”, avere una Proposizione di Valore immediatamente identificabile. Obiettivi essenziali in un mercato in continua trasformazione e sotto la lente di ingrandimento tutti i giorni.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.assidim.it/limportanza-della-customer-experience-nel-settore-welfare-coniugare-la-tecnologia-alla-sensibilita-per-realizzare-un-customer-journey-emotivo/">L’importanza della Customer Experience nel settore Welfare: coniugare la tecnologia alla sensibilita’ per realizzare un Customer Journey emotivo</a> proviene da <a href="https://www.assidim.it">ASSIDIM</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>“Fare la differenza”, “essere riconoscibili”, avere una Proposizione di Valore immediatamente identificabile. Obiettivi essenziali in un mercato in continua trasformazione e sotto la lente di ingrandimento tutti i giorni. Sono elementi chiave per gli operatori in ambito Sanitario e Assistenziale dove la qualità della “Customer-Patient” Experience (CX) è una vera cartina tornasole per misurarne la qualità. Da quando esiste un mercato competitivo, la capacità di una organizzazione di trasferire Valore ai suoi “clienti” è la chiave della sua crescita e successo. I clienti preferiranno nella scelta chi dà più valore.<br />
In questo numero del Blog ASSIDIM diamo ai nostri lettori qualche stimolo di riflessione sull’importanza del <strong>Customer Journey</strong> in un ambito molto particolare, quello della Salute, che ha dei “<strong>momenti della verità</strong>” speciali, perché oltre ad essere i punti chiave in cui il cliente misura il valore percepito, sono caratterizzati da <strong>una “super” componente emotiva e di pathos legata alla situazione</strong> di preoccupazione che condiziona le persone quando si tratta di salute, esami, accertamenti.<br />
Affrontiamo <strong>la connessione fra evoluzione tecnologica e digitale e qualità della componente relazionale</strong>, che nell’ambito dei servizi alla persona può essere determinante. Può la tecnologia, in particolare i nuovi paradigmi digitali di contatto con il pubblico, fornire una Customer Experience positiva?<br />
La necessità di avere operatori preparati a gestire anche “virtualmente” quel livello di “<em>intimacy</em>” e pathos relazionale è un imperativo. Trasmettere empatia in tutto il percorso del customer journey è un fattore distintivo. Durante il picco pandemico COVID questa esigenza è emersa con grande evidenza. I canali e le modalità di gestione di processi e interazioni hanno subito una straordinaria accelerazione e una vera e propria trasformazione. Metodi alternativi di assistenza, come la <strong>telemedicina</strong>, sono diventati uno standard, e hanno permesso di gestire un buon livello di empatia nonostante il trauma prodotto dal distanziamento sociale.<br />
Il Direttore Sanitario della Centrale Medica di <strong>Europ-Assistance,</strong> partner di <strong>ASSIDIM</strong>, riportando in un webinar i dati di una recente survey commissionata al Politecnico di Milano, ha anche sottolineato come i medici, anche i più resistenti al cambiamento, abbiano abbracciato con positività le nuove modalità di connessione con i pazienti: video call, chat, sms, APP.<br />
Se si guardano dati globali emerge quello fornito da <strong>Deloitte Insights</strong>, che segnala una crescita delle <strong>visite virtuali</strong> negli Stati Uniti passate dal 15% del 2019 al 28% dell’aprile 2020. E anche nel post pandemia ben l’80% dei “pazienti-consumatori” ha continuato ad utilizzare il canale “virtuale” per fruire di servizi legati alla Sanità. Ma la “vera notizia” è che la maggior parte dei “customer” dichiara di essere rimasta soddisfatta da questa modalità di assistenza.<br />
Anche un altro partner di <strong>ASSIDIM, STIMULUS</strong>, che fornisce ai beneficiari della Cassa di Assistenza un range di servizi socio assistenziali e di supporto psicologico (<strong>EAP</strong>-Employee Assistence Program), conferma che il <strong>canale video-call</strong> resta quello principale (<strong>33.70</strong>%), superato solo dalla telefonata classica (48%). Il colloquio in presenza, che pure è disponibile, non arriva al 17% (dati 2022).<br />
Lo sviluppo dell’intelligenza artificiale (<strong>AI</strong>) e delle piattaforme dati sempre più evolute facilita il cambiamento, favorendo i pazienti nell’adozione di queste nuove prassi di interazione e utilizzo. E persino i “chatbot” molto più “umani” nelle risposte, hanno fatto enormi passi in avanti facilitando i clienti nello svolgimento di molte interazioni senza fare sentire la mancanza dell’intervento di persone in carne ed ossa.<br />
Anche i <strong>medici</strong> fruiscono dei vantaggi della digitalizzazione, potendo accedere da remoto a contenuti e competenze globali e fruendo di nuovi supporti diagnostici sempre più collaudati e dotati di sofisticati algoritmi di AI.<br />
Nel mondo sanitario, sta cambiando sempre più velocemente il paradigma classico delle interazioni. Il ruolo più centrale e più proattivo del “paziente, impone una rivisitazione della sua customer experience complessiva.<br />
Nel corso del 2021 <strong>Genesys</strong> &#8211; leader internazionale del settore cloud e customer services &#8211; ha svolto una ricerca sui trend che caratterizzano la Customer Experience in ambito Sanitario. L’impatto della trasformazione digitale in questo settore è sicuramente il fattore più importante e coinvolge tutti: pazienti, equipe sanitarie, le strutture ospedaliere e quelle che si occupano di amministrazione (come il booking di appuntamenti o prenotazione visite/esami…). Genesys ha intervistato 2.629 soggetti e 690 manager responsabili della Customer Experience nelle aree geografiche Asia-Pacifico, Europa, America Latina, Medio Oriente/Africa e Nord America sullo stato della CX. <strong>La survey fornisce l’indicazione che le interazioni digitali stanno rimodellando le esperienze fra pazienti e provider</strong>.<br />
Durante la pandemia di COVID-19 le interazioni digitali svolte sono aumentate significativamente per le aziende che operano in ambito sanitario. Confrontando maggio-luglio 2021 con lo stesso periodo del 2020, quelle via <strong>SMS e MMS</strong> sono triplicate; le <strong>e-mail</strong> sono raddoppiate; le interazioni via <strong>social, web messaging e chat sono cresciute di oltre il 150%</strong>.<br />
Un terzo degli operatori intervistati da Genesys ha dichiarato che la gestione della crescita delle interazioni e della complessità dei canali rappresentano le sfide maggiori per le proprie organizzazioni nei prossimi tre anni. Secondo l’indagine, voce, e-mail sono i principali canali di interazione con il cliente utilizzati in ambito sanitario, seguiti da web chat, video chiamate e messaggistica.<br />
Le <strong>video chiamate</strong> prevalgono leggermente rispetto a quanto avviene in altri settori: <strong>il 60% dei delle aziende operanti in ambito sanitario ha indicato la video chiamata come altamente efficace nel soddisfare le aspettative di pazienti/clienti</strong>.<br />
I “<strong>chatbot</strong>”, sebbene sempre più umanizzati, vengono impiegati con meno frequenza. Solo un terzo degli operatori considera i propri chatbot “altamente efficaci”. E questo dato rispecchia il parere dei consumatori. Solo terzo si dichiara soddisfatto delle esperienze vissute con i “chatbot”, il risultato più basso fra tutti i canali esaminati dallo studio.<br />
<strong>Il canale vocale è quello che in ambito sanitario soddisfa maggiormente le aspettative dei clienti/pazienti, seguito dalla e-mail.</strong></p>
<p>Quindi per una CX che generi Valore occorre dedicare la massima attenzione alle attività che il “cliente-paziente” può svolgere autonomamente, attraverso canali digitali, Mobile-APP (come la <strong>APP ASSIDIM-MyClinic</strong>) e la disponibilità di accesso a servizi 24/7. Essenziale anche curare la qualità della relazione con il pubblico che ancora viene affidata ad operatori in “carne e ossa”, investendo in formazione specifica sulle risorse dedicate al contatto con il pubblico, non solo sull’innovazione e digitalizzazione dei processi e dei canali di contatto.<br />
Soluzioni sempre più tecnologiche e sofisticate, associate alla formazione alla <em>Cultura del Valore</em> per il Cliente, consentono infatti di garantire quel “<em>customer journey emotivo</em>” che può fare la differenza se viene affrontato in modo olistico: <em>testa – pancia – cuore</em>.</p>
<p>Per approfondire:</p>
<ul>
<li><a href="https://www.genesys.com/it-it/article/the-state-of-customer-experience-three-cx-trends-for-healthcare">https://www.genesys.com/it-it/article/the-state-of-customer-experience-three-cx-trends-for-healthcare</a></li>
<li><a href="https://assidim.innova.ms/myclinic-assidim-europ-assistance/">https://assidim.innova.ms/myclinic-assidim-europ-assistance/</a></li>
<li><a href="https://assidim.innova.ms/employee-assistance/">https://assidim.innova.ms/employee-assistance/</a></li>
</ul>
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: right;"><em>A cura di Antonio Corrias<br />
</em><em>Sviluppo associativo, marketing e comunicazione</em></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.assidim.it/limportanza-della-customer-experience-nel-settore-welfare-coniugare-la-tecnologia-alla-sensibilita-per-realizzare-un-customer-journey-emotivo/">L’importanza della Customer Experience nel settore Welfare: coniugare la tecnologia alla sensibilita’ per realizzare un Customer Journey emotivo</a> proviene da <a href="https://www.assidim.it">ASSIDIM</a>.</p>
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