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	<title>innovazione Archivi - ASSIDIM</title>
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	<description>Salute e Protezione dal 1981</description>
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	<title>innovazione Archivi - ASSIDIM</title>
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	<item>
		<title>Start-up Biotech in Italia: Innovazione e Opportunità per il Futuro della Sanità</title>
		<link>https://www.assidim.it/start-up-biotech-in-italia-innovazione-e-opportunita-per-il-futuro-della-sanita/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[ASSIDIM]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 07 Mar 2025 08:00:53 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Sanità, welfare e terzo settore]]></category>
		<category><![CDATA[biotech]]></category>
		<category><![CDATA[healthcare]]></category>
		<category><![CDATA[innovazione]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Dalle terapie geniche ai biomarcatori per la diagnosi precoce, le biotecnologie rappresentano una frontiera essenziale per il miglioramento della salute pubblica e la competitività del Paese nel panorama internazionale.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Negli ultimi anni, il settore delle biotecnologie in Italia ha vissuto una crescita significativa, con un numero crescente di start-up che sviluppano soluzioni innovative per la sanità. Dalle terapie geniche ai biomarcatori per la diagnosi precoce, le biotecnologie rappresentano una frontiera essenziale per il miglioramento della salute pubblica e la competitività del Paese nel panorama internazionale.</p>
<h3>Il settore biotech in Italia: una panoramica</h3>
<p>L’Italia conta oltre 800 imprese attive nel settore biotech, di cui circa il 50% opera nell’ambito della salute umana. Secondo il rapporto Assobiotec-Federchimica, il comparto biotecnologico italiano genera un fatturato di circa 13 miliardi di euro, con una crescita annua del 5%. Tuttavia, il settore resta frammentato e spesso limitato dall’accesso ai finanziamenti e dalle complessità normative.</p>
<p>Le aree di maggiore sviluppo includono:</p>
<ul>
<li><strong>Terapie avanzate</strong>: sviluppo di farmaci biologici e terapie geniche personalizzate.</li>
<li><strong>Diagnostica innovativa</strong>: nuovi biomarcatori per la diagnosi precoce di malattie oncologiche e neurodegenerative.</li>
<li><strong>Biotecnologie applicate alla rigenerazione dei tessuti</strong>: soluzioni per la medicina rigenerativa, come organi bioingegnerizzati e tessuti artificiali.</li>
</ul>
<h3>Il ruolo delle istituzioni e degli investimenti</h3>
<p>Le istituzioni italiane ed europee stanno cercando di supportare il settore biotech attraverso diversi strumenti:</p>
<ul>
<li><strong>PNRR (Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza)</strong>: ha stanziato oltre 2 miliardi di euro per la ricerca e l’innovazione in campo sanitario.</li>
<li><strong>Fondi europei e venture capital</strong>: negli ultimi tre anni, gli investimenti privati nel biotech italiano sono aumentati del 30%, segno di un crescente interesse per il settore.</li>
<li><strong>Collaborazioni pubblico-private</strong>: Università e ospedali stanno intensificando le partnership con start-up per accelerare il trasferimento tecnologico.</li>
</ul>
<h3><strong> </strong>Conclusione</h3>
<p>Il settore biotech italiano rappresenta un’opportunità straordinaria per il futuro della sanità e dell’economia. Nonostante le sfide legate ai finanziamenti e alla burocrazia, le start-up stanno dimostrando una capacità di innovazione significativa. Se sostenuto adeguatamente, il biotech potrebbe trasformarsi in un volano strategico per la salute pubblica e la crescita del Paese nei prossimi decenni.</p>
<p>Tra l’altro, le start-up nel settore dell’healthcare rappresentano un’opportunità anche per i fondi sanitari integrativi che, come sappiamo, sono impegnati, da qui ai prossimi anni, a fare non solo da “stampella” ma a integrarsi compiutamente con il welfare pubblico, sia sotto il profilo istituzionale e di governance che di erogazione delle prestazioni.</p>
<p style="text-align: right;"><em>CENTRO STUDI ASSIDIM</em></p>
<h3> Fonti utili:</h3>
<ul>
<li>Assobiotec-Federchimica, &#8220;Rapporto sulle Biotecnologie in Italia”, 2023.</li>
<li>Ministero dello Sviluppo Economico, &#8220;PNRR e investimenti nel settore sanitario&#8221;, 2022.</li>
<li>OECD Health Statistics, 2023.</li>
<li>Analisi di mercato de &#8220;Il Sole 24 Ore&#8221; e &#8220;StartupItalia&#8221;, 2023.</li>
</ul>
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			</item>
		<item>
		<title>Benvenuti nel 2025: quale fattore segnerà il confine tra le organizzazioni che cresceranno e quelle che saranno in declino</title>
		<link>https://www.assidim.it/benvenuti-nel-2025-quale-fattore-segnera-il-confine-tra-le-organizzazioni-che-cresceranno-e-quelle-che-saranno-in-declino/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Antonio Corrias]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 13 Jan 2025 09:06:17 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Sanità, welfare e terzo settore]]></category>
		<category><![CDATA[Benessere Dei Dipendenti]]></category>
		<category><![CDATA[benessere organizzativo]]></category>
		<category><![CDATA[Business2025]]></category>
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		<category><![CDATA[Crescita Sostenibile]]></category>
		<category><![CDATA[innovazione]]></category>
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		<category><![CDATA[pmi]]></category>
		<category><![CDATA[produttività]]></category>
		<category><![CDATA[Resilienza]]></category>
		<category><![CDATA[Ricerche McKinsey]]></category>
		<category><![CDATA[Riduzione Welfare]]></category>
		<category><![CDATA[welfare aziendale]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il 2025 sarà un anno decisivo: le aziende capaci di investire in salute e benessere dei dipendenti - guadagnando reputazione, resilienza e competitività - si distingueranno da quelle che non sapranno cogliere i macro-trend (invecchiamento della popolazione e contrazione del welfare) su cui poggia la performance.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Il 2025 sarà un anno decisivo: le aziende capaci di investire in salute e benessere dei dipendenti &#8211; guadagnando reputazione, resilienza e competitività &#8211; si distingueranno da quelle che non sapranno cogliere i macro-trend (invecchiamento della popolazione e contrazione del welfare) su cui poggia la performance.</p>
<p>Se manca la salute (il principale KPI del Benessere di una community), il “castello” crolla. In un contesto economico e sociale sempre più volatile, investire nella salute organizzativa si rivela fondamentale per assicurare un vantaggio competitivo duraturo.</p>
<p>Le recenti ricerche di McKinsey, come illustrato nell’articolo <strong><em>“La salute organizzativa è (ancora) la chiave per le prestazioni a lungo termine” di Alex Camp, Arne Gast, Drew Goldstein e Brooke Weddle </em></strong><em>(vedi link)</em><strong>,</strong> confermano come puntare su un’organizzazione “sana” rappresenti ancora il miglior predittore di creazione di valore e la più solida fonte di resilienza anche nei mercati globali più turbolenti.</p>
<p><strong>Cosa è la Salute Organizzativa</strong></p>
<p>La salute organizzativa è la capacità di un’azienda di funzionare in modo efficiente e resiliente nel tempo, così da garantire un ambiente in cui le persone si sentano coinvolte e supportate, i processi siano ben allineati con gli obiettivi strategici e l’organizzazione riesca a rinnovarsi costantemente.</p>
<p><strong>In altre parole, è</strong> “<strong><em>l’insieme di elementi culturali, manageriali e strutturali che permettono a un’impresa di creare valore in maniera sostenibile, adattandosi ai cambiamenti e mantenendo al centro il benessere delle persone”.</em></strong></p>
<p><strong>Salute organizzativa e risultati di lungo termine</strong></p>
<p>Da oltre vent’anni, McKinsey conduce studi proprietari che mettono in luce come la salute organizzativa &#8211; ossia la capacità di gestire l’azienda giorno per giorno, prendere decisioni efficaci, allocare correttamente le risorse, motivare i team e innovare costantemente &#8211; sia correlata a performance superiori.</p>
<p>In particolare, <strong>l’Organizational Health Index (OHI)</strong> <strong>(*)</strong> di <strong>McKinsey</strong> mostra che, nel lungo periodo, le aziende con alti livelli di salute organizzativa ottengono un <strong>Ritorno Totale per gli Azionisti (TSR)</strong> <strong>(**)</strong> pari a tre volte quello di aziende con livelli di salute inferiori.</p>
<p><strong>Tre sono i fattori principali presi in considerazione dall’OHI</strong></p>
<ol>
<li><strong>Allineamento intorno a una visione comune</strong> – L’intera organizzazione condivide e interiorizza obiettivi e strategie di lungo termine.</li>
<li><strong>Esecuzione efficace</strong> (Execution) – Processi e procedure sono progettati per favorire la collaborazione e l’innovazione, e spingono le persone a dare il meglio.</li>
<li><strong>Capacità di rinnovamento</strong> – L’azienda e le sue persone sono pronte a rimettersi in gioco, perché apprendono dalle sfide e si adattano ai cambiamenti interni ed esterni.</li>
</ol>
<p><strong>Il ruolo essenziale dei fattori Salute, Protezione e Benessere: rivedere le priorità.</strong></p>
<p>Stiamo attraversando cambiamenti demografici e sociali che impongono – ribadisce lo studio McKinsey &#8211; di ricalibrare con urgenza le priorità d’impresa, <strong>trasferendo sempre più la responsabilità di protezione e benessere dei dipendenti sulle aziende</strong>. Incidono In particolare:</p>
<ul>
<li>l’invecchiamento della popolazione</li>
<li>la riduzione del welfare pubblico (fenomeno non solo italiano)</li>
<li>la crescente complessità delle tutele sanitarie</li>
</ul>
<p>Questa “nuova normalità” pone sfide rilevanti ma offre anche grandi opportunità. <strong>Un’azienda vincente</strong> è quella che mette al centro la salute della propria forza lavoro, sviluppa resilienza interna, riduce l’assenteismo, aumenta la produttività e, in definitiva, rafforza la propria reputazione sul mercato.</p>
<p><strong>Le soluzioni per il benessere aziendale che il team di ricerca McKinsey evidenzia</strong></p>
<ul>
<li>Programmi di wellbeing aziendale: attività mirate a ridurre stress e burnout, con iniziative specifiche su alimentazione, movimento, prevenzione, stili di vita e supporto alla salute mentale (Mental Health).</li>
<li>Piani sanitari garantiti dall’azienda: coperture aggiuntive offerte dagli imprenditori per curare il benessere fisico e mentale dei collaboratori, adatte a mitigare rischi e costi collegati alle cure, anche dei loro familiari.</li>
<li>Ambienti di lavoro ergonomici: uffici progettati per ridurre fatica e stress fisici, con spazi dedicati alla socializzazione o alla concentrazione.</li>
<li>Politiche di equilibrio vita-lavoro: orari flessibili, smart working, congedi parentali e di assistenza.</li>
</ul>
<p>Queste strategie creano un senso di appartenenza e lealtà: i collaboratori percepiscono che il datore di lavoro si prende cura di loro, spingendoli a impegnarsi di più e contribuendo a un clima aziendale positivo e motivante.</p>
<p><strong>PMI e gap nel welfare aziendale</strong></p>
<p>Le evidenze di McKinsey e gli orientamenti dei manager nelle grandi aziende forniscono utili spunti anche per i piccoli e medi imprenditori, italiani in particolare.</p>
<p>Proprio sui “fondamentali del welfare” — ossia programmi strutturali e ben articolati all’interno delle politiche di rewarding, che integrano tutele sanitarie e di protezione (ad esempio assicurazioni mediche o piani di prevenzione) — le PMI risultano spesso in ritardo rispetto alle grandi corporate.</p>
<p>Queste ultime, infatti, stanno introducendo forme sempre più sofisticate di cura del benessere organizzativo complessivo, andando oltre i semplici programmi di sostegno al reddito come buoni pasto, voucher o piattaforme di beni e servizi.</p>
<p>Lo conferma anche l’ultimo report Welfare Index PMI che evidenzia come solo il 17% delle PMI italiane adotti programmi “evoluti” di welfare.</p>
<p>Questo divario, se non affrontato, rischia di consolidarsi e di lasciare indietro molte realtà imprenditoriali che non sapranno rispondere a un trend ormai inarrestabile.</p>
<p>La necessità di offrire pacchetti di sanità integrativa adeguati, strumenti di conciliazione vita/lavoro e misure di prevenzione a lungo termine diventa, quindi, un imperativo anche per le piccole e medie imprese.</p>
<p>Essere al passo significa attrarre e trattenere talenti, mantenere la competitività e costruire una reputazione solida, in un mercato in cui l’attenzione verso il benessere è sempre più diffusa e apprezzata.</p>
<p><strong>L’importanza del fattore tempo</strong></p>
<p>Come sottolinea McKinsey, i leader spesso si lamentano della mancanza di tempo per avviare nuove iniziative: la quotidianità operativa assorbe la maggior parte delle energie.</p>
<p>Tuttavia, dedicare tempo e risorse alla costruzione (o al mantenimento) di una salute organizzativa solida risulta essenziale per un successo che non si limiti al breve termine.</p>
<p><strong>La chiave è integrare nell’agire quotidiano la prospettiva della salute e delle prestazioni, affinché diventino un pilastro costante della cultura d’impresa.</strong></p>
<p><strong>Benefici misurabili e sostenibili</strong></p>
<p>Integrare strategie di benessere e protezione della salute, in linea con gli insight di McKinsey, produce vantaggi misurabili:</p>
<ul>
<li>Riduzione di assenteismo e turnover – Collaboratori più motivati e meno propensi a lasciare l’azienda.</li>
<li>Aumento della produttività – Team coesi e focalizzati, grazie a condizioni psicofisiche ottimali.</li>
<li>Prestazioni finanziarie superiori – Le ricerche OHI dimostrano effetti positivi sul TSR <strong>(**) </strong>e sulla capacità di adattamento in contesti difficili.</li>
<li>Maggiore reputazione e attrattività – Un’azienda che investe nel benessere è percepita come un luogo di lavoro desiderabile, capace di attirare talenti.</li>
</ul>
<p>Le evidenze riportate dallo studio di McKinsey confermano che la salute organizzativa è una leva imprescindibile per prosperare a lungo termine.</p>
<p>È tempo che le aziende &#8211; di qualsiasi dimensione &#8211; si muovano concretamente: chi saprà interpretare e anticipare le esigenze di benessere dei propri collaboratori potrà fissare basi solide per la crescita futura, trasformando le sfide in opportunità di innovazione, coesione interna e successo competitivo.</p>
<p><strong>Link all’articolo</strong></p>
<p><a href="https://www.mckinsey.com/~/media/mckinsey/business%20functions/people%20and%20organizational%20performance/our%20insights/organizational%20health%20is%20still%20the%20key%20to%20long%20term%20performance/organizational-health-is-still-the-key-to-long-term-performance.pdf?shouldIndex=false"><em>https://www.mckinsey.com/~/media/mckinsey/business%20functions/people%20and%20organizational%20performance/our%20insights/organizational%20health%20is%20still%20the%20key%20to%20long%20term%20performance/organizational-health-is-still-the-key-to-long-term-performance.pdf?shouldIndex=false</em></a></p>
<p><strong>NOTE</strong></p>
<p><strong>(*)</strong> L’<strong>OHI (Organizational Health Index)</strong> di McKinsey è uno strumento che misura lo “stato di salute” di un’organizzazione, valutandone la capacità di:</p>
<ol>
<li><strong>Allineare</strong> le persone su una visione comune.</li>
<li><strong>Eseguire</strong> in modo efficace piani e strategie.</li>
<li><strong>Innovare e rinnovarsi</strong> per mantenere prestazioni elevate nel tempo.</li>
</ol>
<p>Attraverso interviste, sondaggi e analisi di dati, l’OHI identifica punti di forza e aree di miglioramento su nove dimensioni (come leadership, capacità di apprendimento, direzione strategica, coordinamento, ecc.). Questa valutazione fornisce un quadro chiaro di quanto un’azienda sia “in forma” per affrontare sfide attuali e future, e aiuta a definire le azioni necessarie per migliorare la competitività e la sostenibilità del business.</p>
<p><strong>(**)</strong> Il <strong>Ritorno Totale per gli Azionisti (TSR)</strong> è una misura della performance di un titolo che considera sia l’aumento (o la diminuzione) del prezzo delle azioni sia il valore dei dividendi distribuiti e reinvestiti nello stesso periodo. In pratica, indica il rendimento complessivo ottenuto da chi investe in un’azienda, misurando il guadagno (o la perdita) effettivo per gli azionisti.</p>
<p style="text-align: right;"><em>A cura di Antonio Corrias</em><br />
<em>ASSIDIM</em><br />
<em>Sviluppo Associativo, Marketing e Comunicazione</em></p>
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]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Medico a domicilio, video consulto e salute a portata di click. Il 2° Edu-Talk ASSIDIM con le aziende</title>
		<link>https://www.assidim.it/medico-a-domicilio-video-consulto-e-salute-a-portata-di-click-il-2-edu-talk-assidim-con-le-aziende/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[ASSIDIM]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 05 Jul 2024 07:00:13 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Iniziative]]></category>
		<category><![CDATA[Aggregatore]]></category>
		<category><![CDATA[ASSIDIM]]></category>
		<category><![CDATA[AssistenzaSanitaria]]></category>
		<category><![CDATA[CentraleMedica]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il 4 luglio si è tenuto l'Edu-Talk pre-vacanze estive di ASSIDIM, moderato da Antonio Corrias. Con la partecipazione di Martina Manca di Europ Assistance, si è discusso delle sfide sanitarie attuali, come l'invecchiamento della popolazione e la sanità digitale. Europ Assistance ha presentato dati sui servizi più richiesti, come assistenza domiciliare e teleconsulto. È stato sottolineato il valore della Centrale Medica di Europ Assistance, attiva 24/7. L'incontro ha evidenziato l'importanza del supporto emotivo ai pazienti e l'integrazione del welfare privato con il sistema nazionale, con casi reali che mostrano l'efficacia dei servizi.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.assidim.it/medico-a-domicilio-video-consulto-e-salute-a-portata-di-click-il-2-edu-talk-assidim-con-le-aziende/">Medico a domicilio, video consulto e salute a portata di click. Il 2° Edu-Talk ASSIDIM con le aziende</a> proviene da <a href="https://www.assidim.it">ASSIDIM</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Il 4 luglio si è svolto il nostro Edu-Talk pre-vacanze estive.</p>
<p>Ne condividiamo i contenuti.</p>
<p>Condotto e moderato da #<strong>AntonioCorrias</strong>, Sviluppo Associativo-Comunicazione-Marketing di ASSIDIM, ha visto la partecipazione di #<strong>EuropAssistance</strong>, rappresentata da <strong>#MartinaManca</strong>, Head of Medical Operations Network &amp; Process.</p>
<p>Durante l&#8217;incontro, abbiamo esplorato, con un player di grande esperienza internazionale, nostro partner, le sfide che oggi affronta la sanità, con particolare attenzione ai trend nazionali come l&#8217;invecchiamento della popolazione e la crescente importanza della sanità digitale e come questi trend influenzino le scelte di servizio.</p>
<p>Europ Assistance ha condiviso preziosi dati statistici sull&#8217;identikit del cliente/assistito tipo e sui servizi più richiesti, come l&#8217;assistenza domiciliare post-dimissioni e il tele/videoconsulto.</p>
<p>Abbiamo approfondito i nuovi bisogni emergenti di assistenza, evidenziando il valore aggiunto, che non è scontato, della Centrale Medica di Europ Assistance: una struttura certificata, con un vero Direttore Sanitario che 24 ore su 24, 7 giorni su 7, fornisce l&#8217;orientamento, il supporto continuo, il coordinamento, l&#8217;esperienza e competenza per trattare ogni caso in modo personalizzato.</p>
<p>È anche emersa l’importanza di fornire rassicurazione emotiva ai pazienti. Cresce la sensibilità sulla salute emotiva.</p>
<p>Martina ha raccontato casi reali che hanno illustrato l&#8217;efficacia dei servizi offerti, dimostrando come il welfare privato integrato da strutture del secondo pilastro, possano integrare efficacemente il sistema di welfare nazionale, a beneficio sia delle aziende che dei dipendenti.</p>
<p>ASSIDIM è costantemente impegnata nella ricerca di soluzioni innovative per arricchire l’offerta di assistenza sanitaria e welfare evoluto.</p>
<p>La nostra missione è anche fare educazione e divulgazione sul valore degli aspetti che sono alla base del benessere e quindi prima di tutto il valore della salute e della protezione.</p>
<p>Lo facciamo offrendo un servizio di valore ai nostri beneficiari in una logica di <strong>ASSIDIM</strong> come <strong>aggregatore</strong>: un&#8217;assistenza sanitaria 24/7 di una vera Struttura Sanitaria, altamente digitalizzata, che garantisce livelli di servizio eccellenti per tutte le associate, siano esse piccole PMI che grandi aziende, in un quadro di mutualità.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.assidim.it/medico-a-domicilio-video-consulto-e-salute-a-portata-di-click-il-2-edu-talk-assidim-con-le-aziende/">Medico a domicilio, video consulto e salute a portata di click. Il 2° Edu-Talk ASSIDIM con le aziende</a> proviene da <a href="https://www.assidim.it">ASSIDIM</a>.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>5 azioni chiave per valorizzare l’esperienza della pandemia. quali scelte per l’industria dei vaccini.</title>
		<link>https://www.assidim.it/5-azioni-chiave-per-valorizzare-lesperienza-della-pandemia-quali-scelte-per-lindustria-dei-vaccini/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Antonio Corrias]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 21 Jun 2024 07:00:39 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Sanità, welfare e terzo settore]]></category>
		<category><![CDATA[ASSIDIM]]></category>
		<category><![CDATA[innovazione]]></category>
		<category><![CDATA[McKinsey]]></category>
		<category><![CDATA[protezione]]></category>
		<category><![CDATA[SaluteGlobale]]></category>
		<category><![CDATA[salutesostenibile]]></category>
		<category><![CDATA[vaccini]]></category>
		<category><![CDATA[valoreassidim]]></category>
		<category><![CDATA[Vita]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>L'articolo di Mc Kinsey che vi proponiamo oggi, esamina come la pandemia abbia trasformato il contesto commerciale dei vaccini e propone cinque azioni per sfruttare l'impulso della pandemia per accelerare ulteriormente l'innovazione vaccinale e affrontare più efficacemente le sfide sanitarie globali.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.assidim.it/5-azioni-chiave-per-valorizzare-lesperienza-della-pandemia-quali-scelte-per-lindustria-dei-vaccini/">5 azioni chiave per valorizzare l’esperienza della pandemia. quali scelte per l’industria dei vaccini.</a> proviene da <a href="https://www.assidim.it">ASSIDIM</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Tre anni dopo lo straordinario livello di innovazione scatenata dalla pandemia, l&#8217;industria dei vaccini si trova a un bivio critico.</p>
<p>Nonostante l&#8217;accelerazione dello sviluppo dei vaccini per alcune malattie, i progressi rimangono disomogenei e persistono significative esigenze insoddisfatte.</p>
<p>L&#8217;articolo di Mc Kinsey che vi proponiamo oggi, esamina come la pandemia abbia trasformato il contesto commerciale dei vaccini e propone cinque azioni per sfruttare l&#8217;impulso della pandemia per accelerare ulteriormente l&#8217;innovazione vaccinale e affrontare più efficacemente le sfide sanitarie globali.</p>
<p>Vediamo quali sono.</p>
<ol>
<li><strong>Espansione delle partnership in R&amp;D e produzione<br />
</strong>Introdurre nuovi modelli di collaborazione tra diversi attori per consolidare la ricerca e lo sviluppo, oltre alla produzione di vaccini.</li>
</ol>
<ol start="2">
<li><strong>Potenziare la sostenibilità commerciale attraverso finanziamenti globali<br />
</strong>Incrementare le fonti di finanziamento per lo sviluppo dei vaccini, rendendoli accessibili e attrattivi anche per malattie che colpiscono principalmente i paesi a basso e medio reddito.</li>
</ol>
<ol start="3">
<li><strong>Aumentare i tassi di vaccinazione<br />
</strong> Creare partenariati nell&#8217;ecosistema per generare domanda commerciale e migliorare l&#8217;accesso ai vaccini, coinvolgere le popolazioni vulnerabili e innovare nei metodi di somministrazione.</li>
</ol>
<ol start="4">
<li><strong>Investire in capacità di produzione flessibili<br />
</strong>Nuovi finanziamenti e incentivi sono necessari per ridurre il rischio nella produzione di vaccini e per adattarsi rapidamente alle esigenze emergenti.</li>
</ol>
<ol start="5">
<li><strong>Promuovere un allineamento regolatorio globale e la collaborazione tra regolatori e innovatori<br />
</strong>Integrare le lezioni apprese durante la pandemia nella pratica regolare può accelerare l&#8217;innovazione e semplificare i processi amministrativi.</li>
</ol>
<p>I vaccini sono essenziali per la salute globale perché salvano milioni di vite ogni anno.</p>
<p>La pandemia di COVID-19 ha evidenziato la loro importanza, con oltre 20 milioni di vite salvate nel primo anno di distribuzione dei vaccini.</p>
<p>Questo risultato è stato possibile grazie a un&#8217;accelerazione senza precedenti nell&#8217;innovazione, con lo sviluppo e il lancio di vari candidati vaccini contro il COVID-19 in circa un anno, un processo che storicamente richiedeva un decennio.</p>
<p>Prima della pandemia, l&#8217;industria dei vaccini mostrava già segni di stallo nonostante due decenni di robusta crescita.</p>
<p>Le sfide identificate nel 2019 includevano una crescita dei ricavi rallentata, una pipeline di sviluppo stagnante, tassi di attrito elevati per i vaccini rispetto ad altri biologici, e progressi limitati nelle aree con alti bisogni insoddisfatti, particolarmente nei paesi a basso e medio reddito.</p>
<h3><strong>Progressi straordinari</strong></h3>
<p>Recentemente, l&#8217;innovazione guidata dal modello COVID-19 ha stimolato progressi anche in altre aree, come le malattie respiratorie, con dieci nuovi vaccini lanciati negli Stati Uniti dal 2020 al 2023.</p>
<h3><strong>Impatto sui paesi a basso reddito</strong></h3>
<p>Inoltre, sono stati approvati vaccini per malattie che colpiscono principalmente i paesi a basso e medio reddito, come la dengue e la chikungunya.</p>
<p>La pipeline di sviluppo dei vaccini ha visto un aumento di candidati in Fase III, inclusi due vaccini per la meningite, un possibile vaccino per il citomegalovirus umano (CMV) e un promettente vaccino contro la malattia pneumococcica invasiva negli adulti.</p>
<p>Nonostante la velocità, l&#8217;ampiezza e la coesione di queste risposte siano più sostenibili durante una pandemia rispetto a un ambiente di sviluppo dei vaccini in &#8220;stato stabile&#8221; (non legato a crisi), esse hanno fornito all&#8217;industria un modello di riferimento per accelerare l&#8217;innovazione.</p>
<p>L&#8217;ecosistema dei vaccini si trova ora di fronte a un nuovo punto di svolta: tornerà a uno stato più suscettibile a sfide commerciali, o trarrà insegnamenti dalla pandemia per mantenere o addirittura accelerare il momento di innovazione dei vaccini che ha innescato?</p>
<p>Le cinque azioni proposte nell’articolo di Mc Kinsey puntano a migliorare il panorama dello sviluppo dei vaccini affrontando fattori chiave come i requisiti di investimento, gli ostacoli normativi e le incertezze di mercato.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>🟥<strong>ASSIDIM</strong> partecipa attivamente al <strong>Gruppo di Lavoro 3 “Salute” di ASviS</strong> &#8211; Alleanza Italiana per lo Sviluppo Sostenibile &#8211; impegnandosi a sviluppare programmi di Education e Formazione e realizzando Survey a valore scientifico, di livello universitario, per aumentare la consapevolezza tra i beneficiari e le aziende sull’importanza della salute come valore fondamentale e olistico. (EduTalk e Survey su Stili di Vita).</p>
<p>👉​  <a href="https://www.assidim.it/stili-di-vita/" target="_blank" rel="noopener">https://www.assidim.it/stili-di-vita/</a></p>
<p>Attraverso queste attività, totalmente autofinanziate, ASSIDIM promuove così una maggiore comprensione della scienza (e quindi anche dei vaccini e del loro ruolo cruciale nel proteggere la salute pubblica), evidenziando l’importanza della prevenzione e della proattività in momenti di crisi come quelli vissuti durante la pandemia.</p>
<p style="text-align: right;"><em>A cura di Antonio Corrias<br />
</em><em>ASSIDIM<br />
</em><em>Sviluppo Associativo, marketing, Comunicazione</em></p>
<p>🟥Beyond the pandemic: The next chapter of innovation in vaccines<br />
<a href="https://www.mckinsey.com/industries/life-sciences/our-insights/beyond-the-pandemic-the-next-chapter-of-innovation-in-vaccines?cid=eml-web" target="_blank" rel="noopener">https://www.mckinsey.com/industries/life-sciences/our-insights/beyond-the-pandemic-the-next-chapter-of-innovation-in-vaccines?cid=eml-web</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.assidim.it/5-azioni-chiave-per-valorizzare-lesperienza-della-pandemia-quali-scelte-per-lindustria-dei-vaccini/">5 azioni chiave per valorizzare l’esperienza della pandemia. quali scelte per l’industria dei vaccini.</a> proviene da <a href="https://www.assidim.it">ASSIDIM</a>.</p>
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		<title>Value-Based Care: le sfide e le opportunità per un&#8217;assistenza sanitaria di valore</title>
		<link>https://www.assidim.it/value-based-care-le-sfide-e-le-opportunita-per-unassistenza-sanitaria-di-valore/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Antonio Corrias]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 08 Mar 2024 08:00:45 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Sanità, welfare e terzo settore]]></category>
		<category><![CDATA[ASSIDIM]]></category>
		<category><![CDATA[AssistenzaSanitaria]]></category>
		<category><![CDATA[innovazione]]></category>
		<category><![CDATA[Salute&Protezione]]></category>
		<category><![CDATA[salutesostenibile]]></category>
		<category><![CDATA[valoreassidim]]></category>
		<category><![CDATA[ValueBasedCare]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Una serie di considerazioni in relazione al modello Value-Based Care (VBC) e di come sia o possa essere applicato in alcune situazioni.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.assidim.it/value-based-care-le-sfide-e-le-opportunita-per-unassistenza-sanitaria-di-valore/">Value-Based Care: le sfide e le opportunità per un&#8217;assistenza sanitaria di valore</a> proviene da <a href="https://www.assidim.it">ASSIDIM</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Oggi il BLOG ASSIDIM propone una serie di considerazioni in relazione al modello Value-Based Care (VBC) e di come sia o possa essere applicato in alcune situazioni.</p>
<p><strong>Parlare di VBC comporta il delicatissimo aspetto di toccare punti chiave come l&#8217;efficienza del sistema, l&#8217;innovazione tecnologica e l&#8217;equità di accesso.</strong></p>
<p>Ispirati da un articolo di McKinsey (allegato) emerge la tendenza globale verso forme di assistenza sanitaria incentrata sui risultati per il paziente, piuttosto che sul numero dei servizi forniti. L&#8217;obiettivo è massimizzare l&#8217;efficacia delle cure rispetto ai costi, allontanandosi dal modello Fee-For-Service (FFS) che privilegia la quantità delle prestazioni.</p>
<p>Nonostante le enormi differenze che (fortunatamente) differenziano il sistema di Health Care statunitense da quello italiano, non possiamo ignorare che anche nel nostro paese questo dibattito guadagna terreno e riflette la ricerca di un equilibrio tra efficienza, qualità delle cure e fedeltà ai principi di universalità del nostro Sistema Sanitario Nazionale (SSN).</p>
<h3>Verso un&#8217;Assistenza di Valore: Innovazione e Universalismo</h3>
<p>Per il Sistema Sanitario Nazionale (SSN), ancorato ai principi di universalismo e equità dal 1978, il modello Value-Based Care (VBC), orientato a valorizzare la qualità dell&#8217;assistenza e i risultati per i pazienti, rappresenta indubbiamente una sfida innovativa.</p>
<p>L&#8217;Italia sta progressivamente abbracciando questa trasformazione attraverso la crescente adozione di tecnologie digitali e la telemedicina, mirando peraltro a un rinnovamento che preservi l&#8217;essenza dell&#8217;accessibilità per tutti.</p>
<p>Alcune esperienze pilota in Lombardia, Emilia-Romagna e Veneto e Puglia illustrano efficacemente come il VBC possa concretamente migliorare, per esempio, la cura dei malati cronici e la loro soddisfazione, spostando l&#8217;ago della bilancia verso un sistema sanitario più orientato al paziente, efficiente e sostenibile.</p>
<p>Esempi significativi riguardano soprattutto scelte relative all’adozione delle principali leve di valore: la digitalizzazione dei servizi sanitari, l&#8217;uso della telemedicina e progetti pilota focalizzati sull&#8217;efficienza delle cure e sul monitoraggio dei risultati per i pazienti.</p>
<p>Citiamo fra gli altri:</p>
<ul>
<li>il Programma Mattone Internazionale Salute della Regione Lombardia (Pro.M.I.S.) che mira a sostenere la formazione e l&#8217;informazione per le entità sanitarie italiane e altri stakeholder, promuovendo la conoscenza delle politiche comunitarie e l&#8217;accesso ai fondi europei per salute, ricerca, innovazione e cooperazione internazionale; la Lombardia ha adottato il modello VBC attraverso iniziative come il Digital Information Hub di ARIA, che promuove la data governance e l&#8217;analisi dei dati a supporto delle politiche regionali.</li>
<li>il programma di Gestione Integrata della Cronicità in Emilia-Romagna;</li>
<li>COReHealth a Bari per la gestione domiciliare delle malattie croniche;</li>
<li>il Progetto Valore in Veneto, che valuta risultati clinici e soddisfazione dei pazienti.</li>
</ul>
<p>La transizione verso il VBC è comunque complessa e delicata proprio perché deve salvaguardare nel suo percorso di applicazione sia l&#8217;equità di accesso che dovrebbe essere garantito dal SSN, sia il mantenimento di quell’equilibrio tra universalismo e i vantaggi in termini di efficienza caratterizzanti il modello VBC.</p>
<p>Non è semplice adottare il paradigma del &#8220;<em>value for health</em>” ma, nonostante ciò, è corretto rivolgere un crescente interesse verso quelle sperimentazioni e iniziative che attraverso l&#8217;adozione di approcci più qualitativi, tentino di integrare il VBC nel nostro sistema sanitario.</p>
<h3>Aderenza Terapeutica e Uso Improprio delle Prestazioni</h3>
<p>Affrontare fenomeni economicamente devastanti come la mancata aderenza terapeutica e l&#8217;uso improprio delle prestazioni sanitarie è fondamentale per ottimizzare l&#8217;efficienza e l&#8217;efficacia del sistema sanitario. Queste situazioni comportano costi elevati, stimati in 125 miliardi di euro in Europa e 105 miliardi di dollari negli USA, legati a ospedalizzazioni, cure d&#8217;emergenza e visite non necessarie. Migliorare l&#8217;aderenza alle terapie e gestire in modo più corretto e mirato le risorse sanitarie sono passi cruciali per bilanciare innovazione ed etica nell&#8217;assistenza sanitaria.</p>
<p>Sarà molto interessante seguire le evoluzioni che verranno messe in atto per integrare gli aspetti positivi del Value-Based Care nel sistema sanitario italiano e riuscire a superare sfide culturali, politiche e finanziarie, assicurando che l&#8217;accesso universale alle cure rimanga inalterato.</p>
<p>La transizione verso il VBC implica adeguamenti significativi e un&#8217;attenzione scrupolosa per garantire che l&#8217;innovazione si armonizzi con i valori fondamentali di equità e universalità dell&#8217;assistenza.</p>
<p>ASSIDIM si impegna a collaborare con gli altri attori del sistema sanitario per facilitare la transizione verso una sanità basata sul valore, che assicuri un futuro più sano e sostenibile per tutti i cittadini italiani.</p>
<p>Questo impegno non solo mira a innovare il sistema di welfare, ma anche a ispirare azioni concrete verso un approccio alla salute più sostenibile e centrato sul paziente e contribuire a un sistema di welfare innovativo e inclusivo.</p>
<p>ASSIDIM partecipa attivamente al GDL ASVIS Goal 3 ASviS / Goal 3 &#8211; SALUTE E BENESSERE (Assicurare la salute e il benessere per tutti e per tutte le età)</p>
<p style="text-align: right;"><em>A cura di </em><em>Antonio Corrias<br />
</em><em>ASSIDIM<br />
</em><em>Marketing Comunicazione Sviluppo Associativo</em></p>
<h3>LINK PER APPROFONDIRE</h3>
<ul>
<li>https://www.mckinsey.com/industries/healthcare/our-insights/investing-in-the-new-era-of-value-based-care</li>
<li>https://www.regione.lombardia.it/wps/portal/istituzionale/HP/DettaglioRedazionale/servizi-e-informazioni/Enti-e-Operatori/sistema-welfare/progetti-europei-e-cooperazione-internazionale/programma-mattone/programma-mattone</li>
<li>https://www.epicentro.iss.it/igea/raccolta/Allegati/emiliaromagna/1_abstract%20cronicita.pdf</li>
<li>https://www.regione.puglia.it/web/salute-sport-e-buona-vita/-/arriva-corehealth-la-prima-centrale-operativa-regionale-di-telemedicina</li>
<li>https://www.regione.veneto.it/web/sanita/qualita-percepita-sssr</li>
<li>Approccio value-based e logiche di finanziamento: implicazioni per le politiche di rimborsabilità in sanità (https://www.francoangeli.it/riviste/Scheda_rivista.aspx?IDArticolo=66195).</li>
<li>https://www.agendadigitale.eu/sanita/value-based-healthcare-le-esperienze-in-italia-e-il-ruolo-del-pnrr/</li>
<li>È ora del Value Based Healthcare anche in Italia (https://festivaldelfuturo.eu/en/2021/07/08/e-ora-del-value-based-healthcare-anche-in-italia/)</li>
</ul>
<p>L'articolo <a href="https://www.assidim.it/value-based-care-le-sfide-e-le-opportunita-per-unassistenza-sanitaria-di-valore/">Value-Based Care: le sfide e le opportunità per un&#8217;assistenza sanitaria di valore</a> proviene da <a href="https://www.assidim.it">ASSIDIM</a>.</p>
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		<title>Universalismo è (se vi pare). Il futuro della sanità italiana tra cambiamento e sostenibilità.</title>
		<link>https://www.assidim.it/universalismo-e-se-vi-pare-il-futuro-della-sanita-italiana-tra-cambiamento-e-sostenibilita/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Francesco Capria]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 15 Dec 2023 08:30:32 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Sanità, welfare e terzo settore]]></category>
		<category><![CDATA[consumiprivati]]></category>
		<category><![CDATA[innovazione]]></category>
		<category><![CDATA[sanità]]></category>
		<category><![CDATA[sostenibilità]]></category>
		<category><![CDATA[spesapubblica]]></category>
		<category><![CDATA[ssn]]></category>
		<category><![CDATA[universalismo]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>In arrivo 3 miliardi con la Legge di Bilancio per la riduzione delle liste di attesa e il rinnovo dei contratti di medici e comparto.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.assidim.it/universalismo-e-se-vi-pare-il-futuro-della-sanita-italiana-tra-cambiamento-e-sostenibilita/">Universalismo è (se vi pare). Il futuro della sanità italiana tra cambiamento e sostenibilità.</a> proviene da <a href="https://www.assidim.it">ASSIDIM</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>In arrivo 3 miliardi con la Legge di Bilancio per la riduzione delle liste di attesa e il rinnovo dei contratti di medici e comparto.</p>
<p>Nel 2024, la spesa pubblica per la sanità dovrebbe sfondare quota 136 miliardi di euro, una cifra mai raggiunta finora a cui però fa da contraltare il trend di diminuzione dell’incidenza della stessa rispetto al PIL che, dopo il 7,6% del 2020, perderà circa un punto percentuale nei prossimi anni, tornando ai livelli pre-pandemici e allontanandosi ulteriormente da paesi come Germania e Francia, che spendono oltre un decimo di PIL per la sanità.</p>
<p>Sono solo alcuni dei dati presentati lo scorso 28 novembre in Bocconi dai ricercatori del Cergas per la consueta radiografia del SSN.</p>
<p>Il Rapporto OASI è molto ricco e, anche quest’anno, disponibile in modalità open source: <a href="https://cergas.unibocconi.eu/oasi-2023" target="_blank" rel="noopener">https://cergas.unibocconi.eu/oasi-2023</a>.</p>
<p>Al di là delle consuete evidenze quantitative, che consentono di valutare la dimensione dei problemi e formulare proposte conseguenti, il convegno ha offerto diversi spunti di riflessione.</p>
<p><strong>Trend demografici e spesa pubblica</strong></p>
<p>I dati che si ottengono dall’ultimo Rapporto ISTAT fotografano l’ “inverno demografico” che non accenna a fermarsi e anzi avanza inesorabile.</p>
<p>Al calo delle nascite (1,2 figli per donna) corrisponde un progressivo invecchiamento della popolazione con l’aspettativa di vita che, dopo il leggero calo registrato durante il Covid, è stimata in 80,5 anni per gli uomini e 84,8 per le donne.</p>
<p>Per quanto concerne la spesa pubblica per il welfare, si stima invece che quella pensionistica sarà quattro volte più alta di quella per la sanità entro il 2040, con conseguenze che si faranno sentire anche su istruzione e politiche sociali.</p>
<p>Inoltre, benché la pensione pubblica assorba il grosso della spesa, questa potrebbe non bastare nei prossimi anni, con i giovani più orientati e convinti di costruirsene una “di scorta”, che permetterebbe loro di garantirsi un salvadanaio previdenziale adeguato ad affrontare serenamente la vecchiaia.</p>
<p><strong>Rebus sostenibilità: innovazione o razionamento?</strong></p>
<p>Tornando a parlare di sanità, uno dei nodi ancora irrisolti della stagione post pandemica è il recupero affannoso delle liste di attesa.</p>
<p>Secondo gli ultimi aggiornamenti, meno della metà delle stesse sono state smaltite a livello nazionale, con la media che “salva” le regioni del centro-sud dove non si arriva neanche a 1/3 dei ricoveri programmati recuperati. Lo stesso dicasi per le prestazioni territoriali che riflettono su per giù le stesse dinamiche di squilibrio regionale.</p>
<p>E qui i ricercatori del Cergas evidenziano un fenomeno alquanto anomalo e paradossale: le regioni storicamente più “performanti”, come Emilia-Romagna e Toscana, hanno prodotto maggiori disavanzi nonostante l’applicazione dei LEA, la riduzione delle liste di attesa e gli esiti di salute.</p>
<p>Un indicatore rappresentativo di questi ultimi è la speranza di vita in buona salute per il quale, ad esempio, si stimano 3,2 anni di differenza tra la provincia autonoma di Trento e la Campania.</p>
<p>Le regioni del sud, per contro, presentano indicatori di performance peggiori rispetto alle regioni del centro-nord ma hanno perseguito l’equilibrio economico-finanziario.</p>
<p>Il contenimento della spesa però non può essere la ricetta per affrontare le future sfide a cui è chiamata la sanità pubblica.</p>
<p>Nel Rapporto si legge che la soluzione dell’efficientamento dell’offerta è auspicabile per superare le crisi congiunturali ma che, in contesti dinamici, è indispensabile saper adattare il proprio posizionamento strategico.</p>
<p>Detto altrimenti, serve evolvere da una “logica prestazionale” a una logica di “governo della domanda” identificando i bisogni che, attraverso la prescrizione, diventano domanda e in linea con l’offerta in quel momento disponibile senza che si superi così la fisiologica soglia delle liste di attesa.</p>
<p>Secondo i ricercatori che hanno realizzato il Rapporto 2023, innovare significa accettare la sfida di cercare spazi strategici di innovazione, pur in un contesto di risorse sempre più scarse e fabbisogni crescenti.</p>
<p><strong>Andamento consumi privati in sanità</strong></p>
<p>Il terzo e ultimo tema è quello legato alla parte di spesa sanitaria totalmente a carico dei cittadini e quella intermediata dagli enti di sanità integrativa.</p>
<p>La prima, che definiamo anche spesa privata <em>out of pocket</em>, nel 2022 si attesta a 41,5 miliardi di euro, ben + 20% rispetto a un decennio fa; la seconda si ferma a 4,7 miliardi, ovvero poco più di 1/10 della composizione della spesa privata.</p>
<p>La spirale inflattiva ha fatto diminuire di mezzo punto i consumi sanitari che, nel paniere delle famiglie pesano per il 3,5%, dietro a tabacchi, alcolici e narcotici al 4%.</p>
<p>Occhio però che i volumi delle prestazioni a pagamento 2019-21 è in costante aumento, con il 50% delle visite specialistiche e il 33% degli esami diagnostici erogati in regime di solvenza piuttosto che in convenzione con i fondi sanitari integrativi.</p>
<p>In attesa delle evidenze 2022, non ci resta che verificare se questo trend si consolida e se ci si sposterà da forme contingenti a forme strutturali di consumi privati in sanità, in un contesto in cui l’universalismo è selettivo, anche se non dichiarato, e soprattutto mal governato.</p>
<p style="text-align: right;"><em>A cura di Francesco Capria<br />
</em><em>CENTRO STUDI ASSIDIM</em></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.assidim.it/universalismo-e-se-vi-pare-il-futuro-della-sanita-italiana-tra-cambiamento-e-sostenibilita/">Universalismo è (se vi pare). Il futuro della sanità italiana tra cambiamento e sostenibilità.</a> proviene da <a href="https://www.assidim.it">ASSIDIM</a>.</p>
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