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	<title>malattia grave Archivi - ASSIDIM</title>
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	<description>Salute e Protezione dal 1981</description>
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		<title>Impatti economici da malattia grave: molta paura, ma poca azione</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Antonio Corrias]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 21 Oct 2022 08:57:42 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Sanità, welfare e terzo settore]]></category>
		<category><![CDATA[ASSIDIM]]></category>
		<category><![CDATA[malattia grave]]></category>
		<category><![CDATA[serious disease]]></category>
		<category><![CDATA[welfareaziendale]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Interessante l’articolo di Assinews che riporta una ricerca commissionata da Met Life su un campione di 1.029 persone il cui ruolo è stato definito come “responsabili delle scelte finanziarie della famiglia”, capi famiglia, sostanzialmente (uomini e donne)</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.assidim.it/impatti-economici-da-malattia-grave-molta-paura-ma-poca-azione/">Impatti economici da malattia grave: molta paura, ma poca azione</a> proviene da <a href="https://www.assidim.it">ASSIDIM</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Interessante l’articolo di <strong>Assinews</strong> che riporta una ricerca commissionata da <strong>Met Life</strong> su un campione di <strong>1.029 persone</strong> il cui ruolo è stato definito come “<strong>responsabili delle scelte finanziarie della famiglia”</strong>, capi famiglia, sostanzialmente (uomini e donne) <a href="https://www.assinews.it/09/2022/metlife-gli-italiani-temono-limpatto-economico-malattia-grave/660099418/" target="_blank" rel="noopener">https://www.assinews.it/09/2022/metlife-gli-italiani-temono-limpatto-economico-malattia-grave/660099418/</a></p>
<p>Un <strong>“grande timore”</strong> che accomuna gli italiani, leggiamo, è quello di <strong>non essere in grado di fare fronte all’impatto economico di una malattia grave.</strong> Nella graduatoria delle malattie più temute troviamo: cancro, ictus, infarto e sclerosi multipla.</p>
<p>Per il <strong>32,7%</strong> degli intervistati, la <strong>paura di pesare sui familiari</strong> <strong>fisicamente e soprattutto economicamente </strong>è la prima preoccupazione legata al manifestarsi di una di queste patologie.</p>
<p>Al secondo e terzo posto, rispettivamente con il <strong>20,7%</strong> e il <strong>17,2%,</strong> troviamo il timore di <strong>perdere la propria autosufficienza, </strong>di non essere più autonomi nella gestione della vita quotidiana e di <strong>non poter affrontare le spese</strong> per l’assistenza.</p>
<p>Una famiglia italiana su tre (<strong>32,5%)</strong> è <strong>“molto” </strong>o<strong> “moltissimo” preoccupata</strong> per l’insorgenza di una di queste malattie gravi: <strong>cancro (63%), ictus (10,9%), infarto (10,7%), sclerosi multipla (10,1%). </strong></p>
<h4>Più insicurezza tra i giovani e nelle regioni meridionali</h4>
<p>La soglia di preoccupazione cresca nelle <strong>fasce d’età più giovani</strong> e geograficamente nel <strong>Sud e Isole</strong> dove esiste una minore fiducia verso il Sistema Sanitario Nazionale, le cui prestazioni sono ritenute “adeguate” solo dal 60% delle famiglie nella fase di <strong>intervento e ricovero</strong>. Il giudizio verso il SSN peggiora quando si parla di <strong>tempistiche di accesso ad esami e diagnosi</strong>. In questo caso, infatti, solo il 38,8% reputa “abbastanza” o del tutto “adeguato” il supporto. A pesare nella valutazione sono le lunghe <strong>liste di attesa</strong> che, complice anche il periodo pandemico che ha costretto a rinviare molti esami diagnostici, sono diventate sempre più difficili da snellire, rendendo alcuni esami e visite praticamente impossibili.</p>
<h4><strong>Life Style e Prevenzione </strong></h4>
<p>La ricerca evidenzia anche come sia in crescita la sensibilità verso un <strong>“life style” sano e sulla prevenzione: </strong>gli italiani cercano di mantenersi in buona salute prevenendo l’insorgenza di gravi patologie.</p>
<p>Dalle risposte emerge <strong>che tre famiglie su quattro (75,6%)</strong> pongono molta <strong>attenzione all’alimentazione</strong> e a uno <strong>stile di vita sano</strong>, abitudini più diffuse <strong>nelle fasce d’età più avanzate</strong>.</p>
<p>La percentuale di chi punta sulla <strong>prevenzione</strong> e su <strong>controlli periodici (70,2%) risulta molto significativa, </strong>anche in questo caso le percentuali più alte si riscontrano nella fascia di età 51-60 anni. I più giovani, invece, hanno una maggiore predisposizione a svolgere <strong>attività sportive</strong> <strong>o fisiche</strong> <strong>(67,8%).</strong></p>
<h4><strong>Sensibilità nel privato ma… indifferenza nelle piccole e medie aziende</strong></h4>
<p>Rileviamo però una dissonanza. A fronte dello scenario tratteggiato dalla ricerca Met-Life, che abbiamo visto coinvolgere i “capi famiglia”, sembra però non corrispondere una altrettanto elevata sensibilità in “ambito aziendale”.</p>
<p>Come già ribadito anche in nostri recenti interventi, è soprattutto fra le numerosissime PMI nazionali che non risulta ancora sufficientemente diffusa e sistematica una prassi di adozione di forme di protezione per eventi nefasti quali Morte, Invalidità o Non Autosufficienza. Soprattutto se si considerano i costi, decisamente contenuti, di tali soluzioni di welfare integrativo a quanto prevedono gli Istituti Pubblici e i Fondi Contrattuali (si veda precedente articolo su nostro blog: <a href="https://www.assidim.it/percezione-del-rischio-un-problema-degli-italiani/" target="_blank" rel="noopener">https://www.assidim.it/percezione-del-rischio-un-problema-degli-italiani/</a>)</p>
<p>Sembra quindi evidente uno scollamento fra sensibilità “privata” e “aziendale” su questi temi che ha delle conseguenze ed impatta sulla competitività delle nostre PMI. La crescente attenzione delle persone verso i temi relativi alla Salute ed al Welfare produce fenomeni che colpiscono particolarmente le PMI: reputazione e l’attrattività, alti tassi di turnover, difficoltà a reperire e trattenere competenze e talenti qualificati &#8211; (<a href="https://www.giornaledellepmi.it/employer-branding-il-fattore-strategico-di-successo-per-le-pmi-nel-new-normal-parte-1/" target="_blank" rel="noopener">https://www.giornaledellepmi.it/employer-branding-il-fattore-strategico-di-successo-per-le-pmi-nel-new-normal-parte-1/</a>)</p>
<p>Per avere il polso di quello che desiderano i dipendenti fra i possibili benefit è molto interessante anche la Survey Health on Demand pubblicata a fine 2021 da MERCER &#8211; (<a href="https://www.mercer.it/our-thinking/mmb-2021-health-on-demand.html" target="_blank" rel="noopener">https://www.mercer.it/our-thinking/mmb-2021-health-on-demand.html</a>)</p>
<p>Risultano quindi interessanti le iniziative gratuite organizzate da ASSIDIM, proprio pensando alle PMI, con finalità di divulgazione ed informazione sull’importanza della leva-welfare come fattore di sviluppo nelle aziende. <strong>Nel prossimo appuntamento</strong><strong>, il <span>27 OTTOBRE 12:00</span>&#8211;<span>13:00 </span>(</strong><a href="http://www.assidim.it/eventi"><strong>www.assidim.it/eventi</strong></a><strong> ) parleremo proprio delle forme di protezione pubblica e integrativa dei lavoratori in caso di Morte, Invalidità, Non Autosufficienza.</strong> Eventi che, come evidenzia anche la ricerca Met-Life, possono determinare gravi ricadute sulle imprese, soprattutto se di piccole e medie dimensioni. Esiste inoltre una forbice troppo ampia fra le figure apicali delle aziende e il resto dei dipendenti, affidati alla sola tutela del welfare pubblico sempre più sotto pressione. Invertire questa tendenza e “rovesciare la piramide” è possibile.</p>
<p style="text-align: right;"><em>A cura di Antonio Corrias</em><br />
<em>ASSIDIM MARKETING E SVILUPPO ASSOCIATIVO</em></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.assidim.it/impatti-economici-da-malattia-grave-molta-paura-ma-poca-azione/">Impatti economici da malattia grave: molta paura, ma poca azione</a> proviene da <a href="https://www.assidim.it">ASSIDIM</a>.</p>
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