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	<title>mentalhealth Archivi - ASSIDIM</title>
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	<description>Salute e Protezione dal 1981</description>
	<lastBuildDate>Fri, 14 Jun 2024 09:23:20 +0000</lastBuildDate>
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	<title>mentalhealth Archivi - ASSIDIM</title>
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	<item>
		<title>Mental health e well-being: crescono la consapevolezza delle persone e le buone prassi aziendali</title>
		<link>https://www.assidim.it/mental-health-e-well-being-crescono-la-consapevolezza-delle-persone-e-le-buone-prassi-aziendali/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lisa Antonutti]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 14 Jun 2024 08:57:17 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Iniziative]]></category>
		<category><![CDATA[ASSIDIM]]></category>
		<category><![CDATA[benessereorganizzativo]]></category>
		<category><![CDATA[edutalks]]></category>
		<category><![CDATA[employeeassistanceprogram]]></category>
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		<category><![CDATA[stimulus]]></category>
		<category><![CDATA[welfare]]></category>
		<category><![CDATA[welfareaziendale]]></category>
		<category><![CDATA[wellbeing]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>In Italia, la salute mentale dei dipendenti è sempre più riconosciuta come un fattore chiave per il buon rendimento e funzionamento delle aziende.</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>C’è un argomento che è sempre più al centro della conversazione in Italia, per quello che riguarda il buon rendimento e funzionamento delle aziende: la salute mentale dei suoi dipendenti, che è ora riconosciuto in tutto e per tutto come un fattore chiave di successo all’interno delle organizzazioni.</p>
<p>Ce lo dimostra anche il webinar di mercoledì 12 giugno dedicato proprio al tema: “Mental Health come fattore chiave di successo per le aziende. il programma EAP sviluppato con Stimulus”. Il programma ha visto lo scambio di idee, informazioni e indicazioni sul programma Employee Assistance Program (EAP) di Stimulus, a cura di Diego Scarselli, psicologo e operation manager presso Stimulus Italia e di Francesco Capria, del nostro Centro Studi.</p>
<p>La questione della salute mentale e del suo impatto sulla salute fisica e quindi anche sociale e lavorativa è delicato ed è stato posto particolarmente sotto i riflettori durante e post pandemia.</p>
<p>Da un sondaggio proposto <em>live, </em>emerge che l’87% dei partecipanti al webinar concepisce il benessere psicologico come un elemento cardine dei piani di welfare aziendale, considerando che i programmi di benessere contribuiscono a rendere le persone più serene e produttive.</p>
<p>Anche gli studi degli ultimi anni ci dimostrano come le problematiche legate alla salute mentale seguano un doppio trend: da un lato c’è sì maggior necessità e richiesta per un supporto di tipo psicologico (soprattutto tra i più giovani). Dall’altro, però, si è dimostrato come l’investimento di un’azienda in iniziative di miglioramento del benessere psicologico dei dipendenti comporti sempre un ritorno positivo (sia meramente economico per l’azienda, sia a livello personale che di atmosfera e collaborazione lavorativa).</p>
<p>Tra le ricerche menzionate, ad esempio, c’è quella dello Studio BVA Doxa (2023), che ha dimostrato come circa l’85% delle persone consideri il proprio benessere psicologico generale come correlato al benessere lavorativo; inoltre, il 75% dei dipendenti manifesterebbe apprezzamento nei confronti dell’implementazione di strumenti finalizzai alla cura del proprio benessere mentale.</p>
<p>Conosciamo le iniziative di tipo pubblico che sono state implementate sulla scia del crescente bisogno di sostegno psicologico nella popolazione italiana post Covid-19 (bonus psicologo, psicologo scolastico, psicologo di base), e per quanto riguarda le iniziative private delle aziende, invece? È inevitabile chiedersi se i progetti intrapresi dalle aziende per i propri dipendenti siano mera “mental health washing” (interventi di facciata) oppure cambiamenti sostanziali per migliorare la salute dei dipendenti. A far luce sulla questione, però, ci aiutano anche le parole di Diego Scarselli, che ricorda come dal 2018 ad oggi le aziende che hanno chiesto supporto a Stimulus per sostenere la salute mentale dei propri dipendenti sono raddoppiate e come nel 2023 l’impresa di Stimulus abbia superato i 23 mila casi.</p>
<p>Notevoli sono stati i passi in avanti rispetto al passato allorché la salute mentale rappresentava un tabù sul posto di lavoro e, più in generale, nell’immaginario collettivo; tuttavia, persiste, seppur in modo marginale, il pregiudizio dello psicologo come “strizzacervelli” e la resistenza delle persone ad esternare le proprie fragilità e debolezze, nonché un senso di riluttanza nell’affrontare tali problematiche ad alta voce, rivolgendosi ad un professionista.</p>
<p>Programmi come l’Employee Assistance Program rappresentano un passo in avanti nella concezione olistica della salute.</p>
<p>Si tratta di una partnership consolidata nel tempo tra Assidim e Stimulus, che intercetta l’esigenza delle persone e aiuta le aziende a costruire well-being e benessere aziendale, mettendo il benessere psicologico al centro delle attenzioni. Il servizio offre un supporto professionista su temi della sfera privata e lavorativa, sia di tipo psicologico, che legale, ma anche fiscale e socio-assistenziale. E’ gratuito, attivo 24 ore su 24, sette giorni su 7 e garantisce anonimato e riservatezza.</p>
<p>C’è poi l’importanza di usare i termini corretti: nel mondo del benessere, con il “welfare” si offrono dei servizi, mentre con il “well-being” si cerca di intervenire sulla qualità del lavoro. Un’azienda che si imbarchi in un percorso di sostegno per il well-being dei lavoratori non cambia né la sua visione né i suoi scopi, ma cambia aumentando la propria consapevolezza su quanto il benessere delle persone possa fare la differenza sui suoi risultati.</p>
<p style="text-align: right;"><em>A cura di Lisa Antonutti</em><br />
<em>Centro Studi ASSIDIM</em></p>
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			</item>
		<item>
		<title>Benessere psicologico: un obiettivo per tutti i datori di lavoro</title>
		<link>https://www.assidim.it/benessere-psicologico-un-obiettivo-per-tutti-i-datori-di-lavoro/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[ASSIDIM]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 16 Dec 2022 09:00:36 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Sanità, welfare e terzo settore]]></category>
		<category><![CDATA[ASSIDIM]]></category>
		<category><![CDATA[benessere psicologico]]></category>
		<category><![CDATA[covid-19]]></category>
		<category><![CDATA[mentalhealth]]></category>
		<category><![CDATA[post-covid]]></category>
		<category><![CDATA[salute sostenibile]]></category>
		<category><![CDATA[salutementale]]></category>
		<category><![CDATA[sanità integrativa]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>A 80 anni dalla celebre pubblicazione del Rapporto Beveridge, che segnò l’avvio di un percorso virtuoso culminato con la nascita del moderno Welfare State e l’istituzione del Servizio Sanitario Nazionale, nel Regno Unito prima (1948) e negli altri paesi europei poi (in Italia ci si arrivò nel 1978), il fondamento universalistico di quel prezioso modello sembra pericolosamente scricchiolare.</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Il McKinsey Mental Health Institute (MHI) ha effettuato un sondaggio <strong>(1)</strong> in 15 paesi del mondo da cui emerge ancora &#8211; se ce ne fosse bisogno &#8211; come il Benessere Psicologico sia un Fattore Critico (di Successo) per le aziende e soprattutto per i giovani lavoratori. Ne riportiamo una sintesi con alcune nostre considerazioni. La pubblicazione è del 10 ottobre 2022.</p>
<p>Garantire la Mental-Health (Benessere Psicologico) è ormai una priorità che condizionerà sempre di più le potenzialità di crescita e sviluppo delle aziende. L&#8217;Organizzazione mondiale della sanità (OMS) ha addirittura esortato a rendere &#8220;la salute mentale e il benessere per tutti una priorità globale&#8221;.</p>
<p><strong>In Italia il baricentro del sistema economico produttivo è garantito dalle PMI che ne rappresentano oltre il 97%. E’ quindi essenziale che la sensibilità su questo argomento, già diffusa nelle grandi aziende, cresca fra gli imprenditori e si diffonda in modo più capillare in questo segmento, architrave del nostro PIL.</strong></p>
<p>Il triennio 2020-2022 ha fatto esplodere un carico di tensioni e paure a cui da decenni non si assisteva: pandemia covid, lockdown, stravolgimento delle modalità di lavoro, nuove precarietà economiche, obsolescenza di alcune competenze e crescita di domanda di nuove abilità. Un <strong>“<em>new normal</em>”</strong> a cui si è aggiunto lo shock della guerra in Ucraina con le sue drammatiche ripercussioni globali. <strong>Lavoratori e le lavoratrici hanno subito in pieno questa onda d’urto emotivamente pesantissima.</strong></p>
<p>Stabilità emotiva, stress, burnout, continuità della prestazione, <em>“quiet-quitting”, “great resignation” </em><strong>(2)</strong> sono elementi e termini che prepotentemente sono balzati all’ordine del giorno e sui quali tutti gli imprenditori hanno capito che devono confrontarsi. Tutti, anche i nostri “imprenditori a conduzione familiare”, i titolari e i fondatori delle nostre PMI. E infatti anche nelle PMI, sempre di più, il termine “<em>employer-branding</em>” è diventato comune e viene inserito ricorrentemente fra i temi da gestire e come elemento a cui dare giusta priorità per la “business-continuity”.</p>
<p><strong>Le nostre PMI</strong>: da un lato, <strong>perdono figure professionali</strong> esperte (perché cercano altrove più “attenzioni” e “cura” in termini di <strong>qualità complessiva di vita aziendale e di bilanciamento lavoro-privato</strong>), dall’altro <strong>non trovano</strong> e non attraggono giovani motivati e preparati, con le competenze che servono per stare sul mercato, interessati a sceglierle come sbocco professionale interessante e di prospettiva. <strong>E non basta la leva salariale per essere attrattivi</strong>. <strong>Ormai le persone cercano un approdo professionale che appaghi anche il benessere e la serenità complessiva della loro vita, al di là dello stipendio.</strong> Cercano sempre di più formule di “Total Rewarding” che includano componenti di welfare avanzato. I datori di lavoro svolgono quindi un ruolo fondamentale in questo grandissimo cambiamento di scenario. E lo possono fare con l’adozione di forme di welfare adeguato che comprenda anche strumenti e soluzioni per garantire il sempre più ricercato Benessere Psicologico che è il fattore la cui domanda cresce maggiormente fra i lavoratori.</p>
<p>Lo studio del McKinsey Health Institute ci propone un quadro molto articolato sui soggetti più colpiti dal disagio psicologico e come sia possibile migliorare la salute mentale e il benessere dei dipendenti su larga scala, “<em>ripensando il posto di lavoro</em>” e leggendolo attraverso una lente che consenta una più attuale comprensione del concetto di “salute”.</p>
<h2><strong>SODDISFAZIONE E IMPEGNO SONO STRETTAMENTE CORRELATI A INCLUSIONE, WORK BALANCE E ASSENZA DI STEREOTIPI CULTURALI.</strong></h2>
<p>La ricerca indica che i risultati positivi che si vogliono raggiungere, come <strong>la soddisfazione sul lavoro</strong> e <strong>l&#8217;impegno lavorativo</strong>, sono correlati con il <strong>sentirsi inclusi</strong> <strong>e supportati</strong> (dall’azienda), con un <strong>miglior bilanciamento del carico di lavoro</strong> e degli <strong>equilibri di vita</strong>, con l’abbandono degli stereotipi tradizionali con cui si misura la vita professionale (<em>per esempio:  produttività <strong>=</strong> stare tante ore in ufficio </em>I<em> donne <strong>=</strong> meno prospettive e spazi di carriera perché condizionate dai figli  </em>I <em> etc.…</em>)</p>
<h2><strong>MENTAL HEALTH: UN CONTINUUM, NON UNA SITUAZIONE PUNTUALE</strong></h2>
<p>Come anticipato il <strong>sondaggio MHI </strong>è stato condotto su scala mondiale <strong>(1)</strong> su 15.000 dipendenti, la maggior parte dei quali ha sperimentato problemi di salute mentale e benessere. Questo perché la salute mentale non è una condizione “puntuale”, ma esiste e si sviluppa lungo tutto l’arco della vita lavorativa, attraverso un “continuum”.  Ecco perché la maggior parte dei dipendenti intervistati risulta aver sperimentato alcuni sintomi di scarso benessere psicologico ad un certo punto della vita professionale.</p>
<p>Secondo il sondaggio, infatti sono <strong>il 60% i dipendenti che hanno denunciato disagi con impatto sulla loro salute mentale </strong>(percentuale importante ma che è ritenuta coerente se confrontata con altre ricerche globali svolte dall’Istituto), ovvero: la stragrande maggioranza dei dipendenti è direttamente o indirettamente influenzata dalle sfide legate alla salute mentale.</p>
<p><strong>Le aziende, gli imprenditori, hanno un ruolo da svolgere essenziale: le implicazioni della “non azione” in risposta a questa criticità sono enormi. </strong>Chi è toccato da un problema di equilibrio psicologico che impatta sul suo benessere mentale non può essere semplicemente escluso o isolato, perché costituisce <strong><em>la</em> </strong>forza lavoro su cui si poggiano le performance aziendali.</p>
<h2><strong>NESSUNO È IMMUNE</strong></h2>
<p>Nessuna fascia demografica sembra immune alle sfide per la salute mentale, indipendentemente dal paese, settore, fascia d&#8217;età, ruolo o genere. <strong>I più colpiti, in Europa, sono proprio i più giovani</strong>, la cosiddetta <strong>Generazione Z, cioè i nati fra il 1997 e il 2012</strong> <strong>(1)</strong></p>
<h2><strong>RISCHIO BURNOUT E DIMISSIONI </strong></h2>
<p>Quasi <strong>tre su cinque</strong> dipendenti dichiarano problemi e disagi attinenti al benessere psicologico. Questi sono coloro che hanno più probabilità di agire “comportamenti tossici” <strong>(3)</strong> per la vita dell’azienda, sono a rischio “burnout” e sono propensi ad abbandonare la loro azienda ben <strong>quattro volte di più</strong> di coloro che “stanno bene”.</p>
<p><strong>Il monitoraggio del clima aziendale è importante</strong>, sottolinea lo studio, per scoprire e “stanare” quei dipendenti che non sono a loro agio ma che si vergognano di dichiararlo. <strong>Anche questo tema, l’attenzione al “clima aziendale”, è una nuova variabile da mettere sulla bilancia, soprattutto nelle PMI.</strong></p>
<h2><strong>BENE I PROGRAMMI A SUPPORTO DEL BENESSERE, PURCHE’ SOSTENIBILI E PERSONALIZZATI</strong></h2>
<p>Molte organizzazioni hanno risposto alla sfida della salute mentale introducendo forme di welfare di supporto, dedicando investimenti per programmi per la salute mentale e il benessere dei dipendenti. <strong>Ma questi programmi devono poter essere accessibili e sostenibili economicamente anche da parte delle PMI.</strong> Il rapporto MHI sottolinea che non basta dedicare risorse economiche a sostegno del Benessere Organizzativo ma che <strong>i programmi welfare devono essere personalizzati</strong> in relazione agli specifici contesti lavorativi e ruoli di lavoro.</p>
<p><strong><em>L’esigenza di un approccio personalizzato è emersa anche dalla “Survey Life Style” </em></strong><strong>(4)</strong><strong><em> effettuata da ASSIDIM nel 2020 su un campione di 1400 soggetti che evidenziava la necessità di interventi non standard come condizione per la loro efficacia.</em></strong></p>
<p>Il sondaggio MHI continua: la riduzione dei fattori che generano “comportamenti tossici”, più inclusività e condizioni di lavoro più sostenibile, sono gli indicatori più predittivi di una situazione che predispone condizioni di benessere psicologico diffuso. I datori di lavoro hanno quindi l&#8217;opportunità di aiutare concretamente i <a href="https://www.mckinsey.com/mhi/our-insights/heat-waves-the-war-in-ukraine-and-stigma-gen-zs-perspectives-on-mental-health">lavoratori</a> alle prese con le fide di salute mentale e benessere e <a href="https://www.mckinsey.com/mhi/our-insights/addressing-employee-burnout-are-you-solving-the-right-problem">creare ambienti più sani per i dipendenti</a> con ricadute positive su produttività, reputazione ed attrattività.</p>
<h2><strong>RACCOMANDAZIONI PER I DATORI DI LAVORO</strong></h2>
<p>Il MHI raccomanda ai datori di lavoro di porre la <strong>Mental Health come priorità strategica</strong>, di <strong>affrontare con decisione l’insorgenza di comportamenti tossici, di curare la creazione di ambienti di lavoro inclusivi e di promuovere condizioni di lavoro sostenibili e ambienti che non siano condizionati da pregiudizi culturali obsoleti. </strong></p>
<p>Spendere “bene” i budget destinati al welfare, adottando programmi effettivamente rispondenti alle esigenze specifiche di ciascuna realtà, con analisi preventive finalizzate a scegliere soluzioni mirate e non generiche.  <strong>Le aziende che sapranno cogliere e valorizzare tutti i benefici derivanti dal miglioramento della salute dei dipendenti sono quelle che maggiormente saranno più competitive nei nuovi scenari che il futuro ci propone.</strong></p>
<p><strong>ASSIDIM</strong> <strong>punta a diffondere in tutte le imprese una maggiore sensibilità sull’importanza dei due pilastri del Vero Welfare: Salute e Protezione. Elementi che garantiscono un vero sviluppo nel tempo e che sono i presupposti di un concreto Benessere Organizzativo. In tutti i programmi di assistenza sanitaria ASSIDIM sono inclusi come standard molti specifici servizi di Supporto Psicologico e Ascolto Attivo, garantiti da partner di eccellenza, finalizzati a sostenere il Benessere e la Qualità della Vita dei collaboratori e delle loro famiglie, per le aziende di ogni dimensione e a condizioni economicamente sostenibili.</strong></p>
<p style="text-align: right;"><strong><em>A cura di Antonio Corrias<br />
</em></strong><strong><em>Marketing Sviluppo e Comunicazione<br />
</em></strong><strong><em>ASSIDIM</em></strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<hr />
<p><strong>RIFERIMENTI BIBLIOGRAFICI E FONTI</strong></p>
<ul>
<li>ESTRATTO DELL’ARTICOLO PUBBLICATO IL 10 OTTOBRE 2022 DA <strong>Elizabeth Newman</strong> sul sito del <strong>McKinsey Health Institute – MHI</strong></li>
<li><a href="https://www.mckinsey.com/mhi/our-insights/present-company-included-prioritizing-mental-health-and-well-being-for-all"><strong>https://www.mckinsey.com/mhi/our-insights/present-company-included-prioritizing-mental-health-and-well-being-for-all</strong></a></li>
</ul>
<hr />
<p><strong>DATI QUANTITATIVI DEL SONDAGGIO/RICERCA WORLDWIDE MHI</strong></p>
<ul>
<li><strong>SOGGETTI COINVOLTI:</strong> +15.000</li>
<li><strong>PAESI:</strong> India / Egitto / Brasile /Sud Africa /Argentina /Messico /Turchia/ Cina / Australia /USA / UK /Francia /Svizzera/ Germania /Giappone</li>
<li><strong>SETTORI:</strong> Tech Media e TLC, Travel &amp; Transport, Infrastrutture, Asset Mgmt e Assicurazioni, Energy, Health-Care Services, Consumer &amp; Retail, Professional Services, Public Sector/PA, Industria Avanzata</li>
<li><strong>CLUSTER ANAGRAFICI</strong> (età): 18-20 I 21-24 I 25-29 I 30-34 I 35-39 I 40-44 I 45-49 I 50-54 I 55-59 I 60+</li>
<li><strong>RUOLO in AZIENDA</strong>: Manager / Executive / Non Manager</li>
<li><strong>GENDER</strong>: 51% <strong>f</strong> i 49% <strong>m</strong> (<em>circa</em>)</li>
</ul>
<hr />
<p><strong>PER CHI DESIDERA APPROFONDIRE</strong></p>
<ul>
<li><span> </span><a href="https://www.mckinsey.com/mhi/our-insights/addressing-employee-burnout-are-you-solving-the-right-problem"><strong>Addressing employee burnout: Are you solving the right problem? | McKinsey</strong></a></li>
</ul>
<hr />
<p><strong>(2) </strong><strong>“QUIET-QUITTING” </strong>Consiste nel lavorare nei tempi e nei modi indicati dal contratto, senza fare straordinari o assumersi responsabilità straordinarie, e nel periodo post-pandemia questo fenomeno, non nuovo, è sempre più visibile I <strong>“GREAT RESIGNATION” </strong>è una <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Economic_trend">tendenza economica</a> in corso in cui i dipendenti si sono volontariamente <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Resignation">dimessi</a> dal lavoro <em>in massa,</em> a partire dall&#8217;inizio del 2021 nel scia della <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/COVID-19_pandemic">pandemia di COVID-19</a></p>
<hr />
<p><strong>(3)</strong> <strong>COMPORTAMENTI TOSSICI PREDITTIVI DEL BURNOUT</strong>: demotivazione, distacco emotivo, apatia o cinismo, difficoltà di concentrazione, irritabilità e nervosismo, ansia e preoccupazione costante, delusione e disinteresse verso il proprio lavoro</p>
<hr />
<p><strong>(4) </strong><strong>LA SURVEY ASSIDIM: https://www.assidim.it/indagine-assidim-sugli-stili-di-vita-pubblicati-i-risultati-su-rivista-scientifica/</strong></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.assidim.it/benessere-psicologico-un-obiettivo-per-tutti-i-datori-di-lavoro/">Benessere psicologico: un obiettivo per tutti i datori di lavoro</a> proviene da <a href="https://www.assidim.it">ASSIDIM</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Post pandemia e allarme burnout. L&#8217;importanza del benessere psicologico in azienda</title>
		<link>https://www.assidim.it/post-pandemia-e-allarme-burnout-limportanza-del-benessere-psicologico-in-azienda/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Antonio Corrias]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 14 Oct 2022 07:35:37 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Sanità, welfare e terzo settore]]></category>
		<category><![CDATA[ASSIDIM]]></category>
		<category><![CDATA[benessere psicologico]]></category>
		<category><![CDATA[mentalhealth]]></category>
		<category><![CDATA[stimulus]]></category>
		<category><![CDATA[welfareaziendale]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Lo scorso 10 ottobre 2022 è stata la giornata della Salute Mentale. Non sono mancati fattori scatenanti esterni che l’hanno influenzata con impatti sul nostro benessere: la pandemia di COVID-19, il conseguente burnout diffuso dei dipendenti e altre crisi globali e regionali come il cambiamento climatico. Non ultima la grave situazione in Ucraina. In occasione di questa ricorrenza, proponiamo in questo articolo una sintesi delle interessanti evidenze che emergono da uno studio McKinsey, che analizza in particolare il fenomeno del burnout, in costante aumento secondo il prestigioso Istituto di consulenza.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.assidim.it/post-pandemia-e-allarme-burnout-limportanza-del-benessere-psicologico-in-azienda/">Post pandemia e allarme burnout. L&#8217;importanza del benessere psicologico in azienda</a> proviene da <a href="https://www.assidim.it">ASSIDIM</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Lo scorso 10 ottobre 2022 è stata la <strong>giornata della Salute Mentale</strong>. Non sono mancati fattori scatenanti esterni che l’hanno influenzata con impatti sul nostro benessere: la pandemia di <strong>COVID-19</strong>, il conseguente burnout diffuso dei dipendenti e altre crisi globali e regionali come il cambiamento climatico. Non ultima la grave situazione in Ucraina.</p>
<p>In occasione di questa ricorrenza, proponiamo in questo articolo una sintesi delle interessanti evidenze che emergono da uno studio <strong>McKinsey</strong> (<a href="https://www.mckinsey.com/mhi/our-insights/" target="_blank" rel="noopener">https://www.mckinsey.com/mhi/our-insights/</a>), che analizza in particolare il fenomeno del burnout, in costante aumento secondo il prestigioso Istituto di consulenza.</p>
<p>Se da un lato la pandemia non è più al centro dei riflettori, sono però presenti importanti strascichi e una nuova realtà da gestire per i datori di lavoro che devono lottare per arginare il fenomeno in crescita esponenziale dei dipendenti colpiti da burnout.</p>
<p>Secondo il Rapporto, un dipendente su quattro, in tutto il mondo, sperimenta “comportamenti tossici” sul posto di lavoro. Alcuni lo subiscono in silenzio. Alcuni si ribellano. Alcuni semplicemente se ne vanno.</p>
<p>Questo ripropone l’importanza che le aziende e gli imprenditori devono dare alla salute mentale e al benessere psicologico nei luoghi di lavoro. E impone una riflessione su come impostare le strategie aziendali perché ci si attivi in tal senso.</p>
<p>Il McKinsey Health Institute cita gli studi dell&#8217;autrice di “Jerks at Work” Tessa West, docente di Psicologia dell’Università di New York, (Jerks at Work: Toxic Coworkers and What to Do About Them &#8211; Portfolio, gennaio 2022), ne condivide ricerche e approfondimenti sull&#8217;effetto dannoso del comportamento tossico sul posto di lavoro e offre strategie per affrontarlo efficacemente. “Proprio come una lampadina tremolante segnala che sta per spegnersi, i dipendenti spesso segnalano che stanno per esaurirsi”, dice Tessa, “innescando il fenomeno del burnout”.</p>
<h3><strong>Riportiamo alcuni stralci degli studi della professoressa West</strong></h3>
<p>Tessa West, con Jacqueline Brassey (manager del MHI e referente di McKinsey in qualità di direttore della ricerca per People &amp; Organizational Performance Practice) hanno discusso dello studio <strong>MHI sul burnout</strong>, e degli effetti cognitivi, emotivi e fisiologici che la tossicità sul posto di lavoro può avere sugli individui e sui loro colleghi: lo stress può “avere ricadute a cascata” attraverso i livelli organizzativi.</p>
<p>Le conclusioni a cui arrivano sono che comportamento tossico sul posto di lavoro e burnout dei dipendenti sono strettamente collegati e se risolvi uno, risolvi entrambi.</p>
<p>Gran parte della ricerca si concentra su come eliminare le cattive intenzioni da parte della persona che esibisce un comportamento tossico, e su come sia importante esaminare vari fattori che possono essere in gioco per il &#8220;mittente&#8221; e il &#8220;ricevitore&#8221; di vibrazioni e scherzi tossici. Entrambi possono trarre vantaggio dall&#8217;apprendimento e dall&#8217;impiego di capacità di adattabilità che consentono loro di fare le scelte giuste in situazioni difficili.</p>
<p>Tessa West sottolinea inoltre che la maggior parte di noi sperimenterà la tossicità ad un certo punto della vita aziendale, da un capo o da un collega. Che ce ne rendiamo conto o meno, potremmo anche essere parte del problema.</p>
<p>La ricerca ha rilevato che la risposta dominante da parte di coloro che assistono a comportamenti tossici sul lavoro è: &#8220;Non faccio parte del problema” piuttosto che “Non voglio essere parte della soluzione&#8221;.</p>
<p>È importante notare che spesso si hanno buone ragioni per non intervenire: paura di ritorsioni, incapacità di gestire la conversazione o stati di esaurimento e/o sovraccarichi di lavoro.</p>
<p>Si innesca quindi un circolo vizioso di comportamenti tossici, che coinvolge magari pochi soggetti, ma che viene “sopportato” da molti per incapacità e indifferenza.</p>
<p>Le persone però sono stanche di questo, non sono più disponibili a sopportare.</p>
<p>Il rapporto MHI sul burnout dimostra che i dipendenti ora lasciano il posto di lavoro piuttosto che rimanere in un ambiente in cui sentono di avere un “locus of control” molto basso. Questa è una tendenza interessante.</p>
<h3><strong>Quando le pressioni di lavoro aumentano, la tolleranza diminuisce</strong></h3>
<p>Jacqueline Brassey cita anche un articolo del <strong>Financial Times</strong> sull&#8217;aumento della &#8220;intensificazione del lavoro&#8221; che determina un numero crescente di persone che lavora di più con scadenze più strette. Ciò potrebbe alimentare comportamenti tossici. Nota nel libro “Authentic Confidence” che maggiore è la pressione a cui siamo sottoposti, più difficile è regolare le emozioni.</p>
<p>Tessa West conclude: “Quando ti senti oberato di lavoro e sopraffatto, la tua tolleranza nell&#8217;affrontare le difficoltà sul lavoro diminuisce davvero. Puoi sperimentare solo così tanti fattori di stress quotidiani, picchi di pressione sanguigna e picchi di cortisolo. Alla fine, ottieni quella che viene chiamata una risposta attenuata. Hai chiuso. Non hai le risorse cognitive, emotive e fisiologiche necessarie per interagire con qualcuno che è difficile sul lavoro”.</p>
<p>La ricerca mostra che, quando le persone sono troppo stressate, si perde la loro capacità di leggere accuratamente le situazioni e regolare i loro comportamenti. Se sei un capo e sei stressato, potresti non cogliere i segnali che un “componente tossico del team” sta devastando la tua squadra.</p>
<p>ASSIDIM, che nell’offerta di assistenze sanitarie include una linea specifica per sostenere il benessere psicologico dei dipendenti delle aziende associate, celebra la <strong>Settimana della Salute Mentale</strong> plaudendo alla pubblicazione – dello scorso 28 settembre &#8211; delle nuove Linee Guida dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) per la Salute Mentale nei luoghi di lavoro.</p>
<p>Una svolta importante per le aziende che adottano politiche di welfare aziendale atte a soddisfare il binomio virtuoso produttività &#8211; benessere delle persone.</p>
<p style="text-align: right;"><em>a cura di Antonio Corrias &#8211; Francesco Capria<br />
Marketing e Sviluppo Associativo ASSIDIM</em></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.assidim.it/post-pandemia-e-allarme-burnout-limportanza-del-benessere-psicologico-in-azienda/">Post pandemia e allarme burnout. L&#8217;importanza del benessere psicologico in azienda</a> proviene da <a href="https://www.assidim.it">ASSIDIM</a>.</p>
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		<title>L’assistenza agli anziani e l’impatto su benessere emotivo e performance in azienda</title>
		<link>https://www.assidim.it/lassistenza-agli-anziani-e-limpatto-su-benessere-emotivo-e-performance-in-azienda/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Antonio Corrias]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 10 Mar 2022 16:00:49 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Si parla sempre più frequentemente di Salute Mentale (Mental Health) e della sua importanza per la salute dei lavoratori. Chiediamo ad Antonio Corrias, Sviluppo Associativo ASSIDIM, Cassa di Assistenza da 40 anni operante nel settore della sanità integrativa, come si stanno configurando i nuovi equilibri azienda-dipendente dopo il trauma della pandemia e del lavoro intermittente.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.assidim.it/lassistenza-agli-anziani-e-limpatto-su-benessere-emotivo-e-performance-in-azienda/">L’assistenza agli anziani e l’impatto su benessere emotivo e performance in azienda</a> proviene da <a href="https://www.assidim.it">ASSIDIM</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><strong><em>Fattori soft con impatto sulla business continuity</em></strong></p>
<p>Si parla sempre più frequentemente di <strong>Salute Mentale (Mental Health)</strong> e della sua importanza per la salute dei lavoratori. Chiediamo ad Antonio Corrias, Sviluppo Associativo ASSIDIM, Cassa di Assistenza da 40 anni operante nel settore della sanità integrativa, come si stanno configurando i nuovi equilibri azienda-dipendente dopo il trauma della pandemia e del lavoro intermittente.</p>
<p><strong>Intervista ad Antonio Corrias</strong></p>
<p><em>“Salute e serenità degli imprenditori e dei loro collaboratori equivalgono a più produttività, motivazione e fedeltà all’azienda” </em>sottolinea subito Antonio Corrias<em> “Il lavoro diviene più stabile e performante e si valorizzano le competenze qualificate e difficili da reperire, senza perdere risorse preziose e competenti”.</em></p>
<p><strong>Occorre un impegno particolare da parte delle aziende per creare questo clima positivo?</strong></p>
<p><em>“Queste misure non sono riservate alle grandi imprese, che già sono attentissime a questi aspetti e li inseriscono nei loro piani welfare. Ma le aziende che risentono maggiormente in termini di performance di business sono proprio le PMI, meno preparate a sviluppare nuove sensibilità che il cosiddetto “New Normal” ha imposto allo stile di vita e lavoro di tutti. Alcune soluzioni di welfare hanno un impatto significativo su brand e reputazione aziendale, ad esempio l’Employer Branding”</em>.</p>
<p><strong>Che tema sta diventando di maggior interesse oggi?</strong></p>
<p><em>“Oggi vorrei dare visibilità ad un tema essenziale che impatta sulla serenità operativa e quindi genera fortissime conseguenze su qualità del lavoro, serenità operativa, qualità della prestazione. Parliamo dei lavoratori che devono prendersi cura dei loro cari, anziani e fragili: i <strong>“Caregivers”</strong>, coloro cioè che sono i familiari assistenti, che aiutano quotidianamente un proprio congiunto non autosufficiente con problematiche dovute ad anzianità, disabilità e patologie. A questa categoria occorre fornire adeguato sostegno proprio perché nei prossimi anni crescerà dell’85%, a causa del progressivo invecchiamento demografico”.</em></p>
<p><strong>Come si muovono gli amministratori pubblici?</strong></p>
<p><em>“In Italia la regione Emilia-Romagna è stata la prima a dotarsi di una legge regionale (“Norme per il riconoscimento ed il sostegno del caregiver familiare”, e addirittura ha istituto la “Giornata del caregiver” ogni ultimo sabato di maggio). I primi riferimenti a questa figura, per chi volesse approfondire, si trovano nella L. del 27 dicembre 2017 n.205”.</em></p>
<p><strong>Ci sono dei dati che diano un’idea della dimensione del fenomeno?</strong></p>
<p><em>“Un’interessante survey realizzata da uno dei partner di <strong>ASSIDIM</strong>, <strong>Europ Assistance</strong>, sottolinea che una grande parte di lavoratori attivi si dedicano quotidianamente ad attività che assorbono tantissime energie fisiche e soprattutto mentali: monitoraggio costante e visite quotidiane, sollecitare e ricordare l’assunzione di medicine, accompagnare dal medico o in ambulatori, ricercare di personale di sostegno (badanti) affidabili e competenti, verificare presso gli Enti Assistenziali (INPS…) la possibilità di ottenere sostegni economici ad integrazione delle pensioni dei familiari anziani. Insomma, una miriade di problemi pratici che sono aggravati da un forte pathos emotivo. Va da sé che diviene più chiaro il pesantissimo “rebound” che provocano sulla Salute Emotiva e Serenità dei Caregiver, in maggioranza donne, che vedono spesso praticamente raddoppiato il carico operativo delle attività giornaliere, dovendo conciliare Vita e Lavoro”.</em></p>
<p><strong>Mi sembra proprio che il carico, sia fisico, sia emotivo, finisca per il singolo a diventare eccessivo</strong></p>
<p><em>“A questo punto diviene chiaro il “corto circuito” che si crea nelle persone e l’impatto sul business: emergenze familiari da gestire + ansia e preoccupazioni per i propri cari + surplus di attività ed incombenze penose = distrazione, meno focus su attività professionali, assenze non pianificate. Diventa prezioso per le PMI dotarsi di soluzioni di welfare per questo tipo di situazioni. Devono però essere soluzioni accessibili economicamente e quindi sostenibili per i nostri imprenditori ed imprenditrici, così da liberare più energie produttive garantendo ai lavoratori una “serenità sostenibile”.</em></p>
<p><strong>Ci può fare qualche esempio?</strong></p>
<p><em>“Un esempio concreto è offerto dai Servizi che ASSIDIM garantisce ai propri beneficiari con coperture sanitarie o che hanno adottato ASSIDIM CARD (oltre 34.000 lavoratori in più di 1.200 aziende). A loro disposizione l’innovativa Suite di Supporto e Orientamento: SENIOR ASSISTANCE, compresa nei servizi offerti dalla CARD<strong>.</strong>. Un servizio che mette a disposizione un Care Manager, un professionista qualificato e competente che effettua un vero e proprio assesment della situazione che coinvolge il familiare del lavoratore. Il check up coinvolge a 360° gli aspetti personali, logistici (la situazione degli spazi in cui vive l’anziano-fragile), la documentazione “amministrativa” e molto altro”.</em></p>
<p><strong>In pratica come si svolge il servizio?</strong></p>
<p><em>“Viene rilasciato dal Care Manager un <strong>Piano di Cura Personalizzato</strong> che fornisce anche preziose indicazioni sui sistemi welfare locali, su dove trovare ausili e presidi medici, Servizi Socio Sanitari ed eventuali risorse economiche che il SSN mette a disposizione, ma che richiedono complesse istruttorie. Naturalmente è offerta anche la <strong>Digital Health</strong> che permette tramite la <strong>APP ASSIDIM MYCLINIC</strong> l’accesso alla Centrale Medica H24 7/7 e Video-Consulto e Soccorso Immediato con invio ambulanza. E prevede anche un prezioso e confidenziale Desk per <strong>Supporto Psicologico ed Ascolto”</strong>. </em></p>
<p><strong>Possiamo parlare di business continuity?</strong></p>
<p><em>“Sì, è proprio così che la business continuity delle PMI può trovare una risposta concreta, sostenibile, innovativa, con standard di eccellenza che fino a poco tempo fa erano riservati solo a grandi aziende. Questo è il valore che una realtà non profit come ASSIDIM offre ai suoi beneficiari, un mix di innovazione e sostenibilità che è frutto di una costante attività di ricerca e sviluppo per rendere più diffusa la consapevolezza di quanto la Salute e la Protezione siano colonne portanti per la crescita della nostra economia”.</em></p>
<p style="text-align: right;"><em>A cura di Antonio Corrias<br />
</em><em>Ringraziamo Paolo Brambilla per l’intervista</em></p>
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		<title>L’impatto della pandemia su salute e benessere psicologico delle persone</title>
		<link>https://www.assidim.it/limpatto-della-pandemia-su-salute-e-benessere-psicologico-delle-persone/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[ASSIDIM]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 11 Feb 2022 11:28:40 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Iniziative]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>A distanza di due anni dal “caso 0” di Codogno, che ha segnato l’inizio della pandemia prima in Italia e poi nel resto del mondo, possiamo timidamente affermare di vedere [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.assidim.it/limpatto-della-pandemia-su-salute-e-benessere-psicologico-delle-persone/">L’impatto della pandemia su salute e benessere psicologico delle persone</a> proviene da <a href="https://www.assidim.it">ASSIDIM</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>A distanza di due anni dal “caso 0” di Codogno, che ha segnato l’inizio della pandemia prima in Italia e poi nel resto del mondo, possiamo timidamente affermare di vedere la luce fuori dal tunnel.</p>
<p>Grazie all’efficacia della campagna vaccinale, al mantenimento delle misure necessarie per il contenimento della trasmissione e alla mutazione apparentemente più “benigna” del Covid-19, la situazione epidemiologica è in netto miglioramento in tutto il mondo.</p>
<p>Il peso sulle strutture sanitarie sta progressivamente riducendosi ed è tempo di pensare finalmente al post emergenza.</p>
<p>La pandemia però ha avuto ripercussioni non soltanto sulla salute fisica delle persone ma anche, e in misura non trascurabile, su quella mentale.</p>
<p>Le azioni di contenimento del virus, la crisi economica, il cambiamento del comportamento sociale e la paura del contagio hanno generato un <strong>aumento diffuso del livello di ansia. </strong></p>
<p>In Italia, l’<strong>Istituto Superiore di Sanità (ISS)</strong> evidenzia una crescita importante della domanda di “specialisti della salute mentale”, collegata all’aumento dei livelli di malessere psicofisico e alla diffusione di sintomi ansiosi e depressivi nella popolazione.</p>
<p>Il più alto livello di stress è quello che hanno evidentemente sopportato gli operatori sanitari in prima linea. Altrettanto certo il fortissimo impatto sulla serenità dei lavoratori e delle lavoratrici che, a livello conscio o inconscio, hanno sentito minacciata la stabilità del proprio lavoro.</p>
<p>Più pesante poi la situazione dei dipendenti che sono anche <strong>“<em>caregiver</em>”</strong> e si fanno carico dell’assistenza di persone fragili, per lo più anziani, mentre devono lavorare.</p>
<p>Lo stress, che non è propriamente classificato come malattia mentale, è senz’altro uno dei principali fattori di rischio per lo sviluppo dei disturbi di ansia e depressione.</p>
<p>Secondo i dati della survey promossa da Axa in 11 paesi europei ed asiatici (2022) e condotta da Ipsos su un campione di 11.000 persone, oltre il 50 % della popolazione italiana (dietro solo a quella irlandese e di Hong Kong) ha manifestato disagi durante il periodo pandemico con pesanti ricadute sul benessere e la salute della mente e con un’incidenza particolarmente elevata negli adolescenti e nei giovani adulti.</p>
<p>Altrettanto interessanti sono i dati dell’indagine Mercer Marsh Benefit “Health on Demand” (2021) poiché fotografano uno scenario simile.</p>
<p>L’evidenza che emerge è che 1 italiano su 2 si sente stressato nella vita quotidiana; una percentuale più alta della media europea e in linea con quella globale che richiama l’attenzione sul desiderio e sulle aspettative delle persone, le quali richiedono soluzioni che li supportino nella prevenzione e nel trattamento della salute psichica e del benessere psicologico, anche attraverso coperture assicurative aziendali che integrino l’offerta assistenziale pubblica.</p>
<p><strong>ASSIDIM,</strong> fin dal primo <em>lockdown</em>, ha rafforzato l’offerta delle proprie linee di Assistenza Sanitaria per dare una risposta adeguata a questo fenomeno.</p>
<p>Particolarmente utile ed apprezzato, specie durante le fasi più acute della pandemia, si è rivelato il rafforzamento del servizio di <strong>“Ascolto Attivo”</strong> che garantisce l’affidabilità di una vera <strong>Centrale Medica </strong>con personale qualificato che risponde 24 ore su 24, 7 giorni su 7.</p>
<p>Inoltre, dall’inizio di quest’anno, per tutti i dipendenti beneficiari dell’assistenza sanitaria, è stato messo a disposizione un servizio di consulenza e supporto psicologico essenziale per tutte le aziende che desiderano creare e/o consolidare una cultura aziendale centrata sul benessere e la qualità di vita delle persone.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.assidim.it/limpatto-della-pandemia-su-salute-e-benessere-psicologico-delle-persone/">L’impatto della pandemia su salute e benessere psicologico delle persone</a> proviene da <a href="https://www.assidim.it">ASSIDIM</a>.</p>
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