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	<title>pnrr Archivi - ASSIDIM</title>
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	<description>Salute e Protezione dal 1981</description>
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	<title>pnrr Archivi - ASSIDIM</title>
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	<item>
		<title>Start-up Biotech in Italia: Innovazione e Opportunità per il Futuro della Sanità</title>
		<link>https://www.assidim.it/start-up-biotech-in-italia-innovazione-e-opportunita-per-il-futuro-della-sanita/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[ASSIDIM]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 07 Mar 2025 08:00:53 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Sanità, welfare e terzo settore]]></category>
		<category><![CDATA[biotech]]></category>
		<category><![CDATA[healthcare]]></category>
		<category><![CDATA[innovazione]]></category>
		<category><![CDATA[pnrr]]></category>
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		<category><![CDATA[sanità]]></category>
		<category><![CDATA[startup]]></category>
		<category><![CDATA[tecnologia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Dalle terapie geniche ai biomarcatori per la diagnosi precoce, le biotecnologie rappresentano una frontiera essenziale per il miglioramento della salute pubblica e la competitività del Paese nel panorama internazionale.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Negli ultimi anni, il settore delle biotecnologie in Italia ha vissuto una crescita significativa, con un numero crescente di start-up che sviluppano soluzioni innovative per la sanità. Dalle terapie geniche ai biomarcatori per la diagnosi precoce, le biotecnologie rappresentano una frontiera essenziale per il miglioramento della salute pubblica e la competitività del Paese nel panorama internazionale.</p>
<h3>Il settore biotech in Italia: una panoramica</h3>
<p>L’Italia conta oltre 800 imprese attive nel settore biotech, di cui circa il 50% opera nell’ambito della salute umana. Secondo il rapporto Assobiotec-Federchimica, il comparto biotecnologico italiano genera un fatturato di circa 13 miliardi di euro, con una crescita annua del 5%. Tuttavia, il settore resta frammentato e spesso limitato dall’accesso ai finanziamenti e dalle complessità normative.</p>
<p>Le aree di maggiore sviluppo includono:</p>
<ul>
<li><strong>Terapie avanzate</strong>: sviluppo di farmaci biologici e terapie geniche personalizzate.</li>
<li><strong>Diagnostica innovativa</strong>: nuovi biomarcatori per la diagnosi precoce di malattie oncologiche e neurodegenerative.</li>
<li><strong>Biotecnologie applicate alla rigenerazione dei tessuti</strong>: soluzioni per la medicina rigenerativa, come organi bioingegnerizzati e tessuti artificiali.</li>
</ul>
<h3>Il ruolo delle istituzioni e degli investimenti</h3>
<p>Le istituzioni italiane ed europee stanno cercando di supportare il settore biotech attraverso diversi strumenti:</p>
<ul>
<li><strong>PNRR (Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza)</strong>: ha stanziato oltre 2 miliardi di euro per la ricerca e l’innovazione in campo sanitario.</li>
<li><strong>Fondi europei e venture capital</strong>: negli ultimi tre anni, gli investimenti privati nel biotech italiano sono aumentati del 30%, segno di un crescente interesse per il settore.</li>
<li><strong>Collaborazioni pubblico-private</strong>: Università e ospedali stanno intensificando le partnership con start-up per accelerare il trasferimento tecnologico.</li>
</ul>
<h3><strong> </strong>Conclusione</h3>
<p>Il settore biotech italiano rappresenta un’opportunità straordinaria per il futuro della sanità e dell’economia. Nonostante le sfide legate ai finanziamenti e alla burocrazia, le start-up stanno dimostrando una capacità di innovazione significativa. Se sostenuto adeguatamente, il biotech potrebbe trasformarsi in un volano strategico per la salute pubblica e la crescita del Paese nei prossimi decenni.</p>
<p>Tra l’altro, le start-up nel settore dell’healthcare rappresentano un’opportunità anche per i fondi sanitari integrativi che, come sappiamo, sono impegnati, da qui ai prossimi anni, a fare non solo da “stampella” ma a integrarsi compiutamente con il welfare pubblico, sia sotto il profilo istituzionale e di governance che di erogazione delle prestazioni.</p>
<p style="text-align: right;"><em>CENTRO STUDI ASSIDIM</em></p>
<h3> Fonti utili:</h3>
<ul>
<li>Assobiotec-Federchimica, &#8220;Rapporto sulle Biotecnologie in Italia”, 2023.</li>
<li>Ministero dello Sviluppo Economico, &#8220;PNRR e investimenti nel settore sanitario&#8221;, 2022.</li>
<li>OECD Health Statistics, 2023.</li>
<li>Analisi di mercato de &#8220;Il Sole 24 Ore&#8221; e &#8220;StartupItalia&#8221;, 2023.</li>
</ul>
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			</item>
		<item>
		<title>Anziani e non autosufficienza: qualcosa si muove</title>
		<link>https://www.assidim.it/anziani-e-non-autosufficienza-qualcosa-si-muove/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Marcello Marchese]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 27 Jan 2023 09:00:39 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Sanità, welfare e terzo settore]]></category>
		<category><![CDATA[anziani]]></category>
		<category><![CDATA[ASSIDIM]]></category>
		<category><![CDATA[long term care]]></category>
		<category><![CDATA[non autosufficienza]]></category>
		<category><![CDATA[pnrr]]></category>
		<category><![CDATA[salute sostenibile]]></category>
		<category><![CDATA[sanità integrativa]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Uno dei bisogni sempre più incalzanti, considerati i trend demografici ed epidemiologici, è collegato all’aumento della non autosufficienza e delle patologie croniche. Un fenomeno, quello della non autosufficienza, che in Italia, sulla base dei dati elaborati dall’Ufficio Studi di ASSIDIM, riguarda oltre 3 milioni di persone over 65 anni con gravi limitazioni, motorie, sensoriali e cognitive.</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Uno dei bisogni sempre più incalzanti, considerati i trend demografici ed epidemiologici, è collegato all’aumento della non autosufficienza e delle patologie croniche. Un fenomeno, quello della non autosufficienza, che in Italia, sulla base dei dati elaborati dall’<strong>Ufficio Studi di ASSIDIM</strong>, riguarda oltre 3 milioni di persone over 65 anni con gravi limitazioni, motorie, sensoriali e cognitive.</p>
<p>Coinvolge inoltre circa 2,9 milioni di <strong>caregiver familiari di cui 1,1 milione di badanti</strong>.</p>
<p>La spesa totale per la non autosufficienza nel 2020 sfiorava i 40 miliardi di euro, risultato dall’integrazione alla parte pubblica della spesa privata sostenuta dalle famiglie per i lavoratori domestici, compresi quelli irregolari, che ammonta a circa 15 miliardi di euro.</p>
<p>La spesa pubblica per la non autosufficienza (LTC) include, nel caso dell’Italia, le seguenti tre componenti: la spesa sanitaria per <strong>Long Term Care</strong>, le indennità di accompagnamento (importo mensile di circa 530 Euro) e gli interventi socio-assistenziali (ADI e SAD), erogati a livello locale, rivolti ai disabili e agli anziani non autosufficienti.</p>
<p>I criteri di definizione della condizione di non autosufficienza, per tutti i programmi diversi dall’indennità di accompagnamento, sono molto eterogenei da regione a regione, in assenza di linee guida unitarie a livello centrale.</p>
<p>Considerando lo scenario appena delineato è evidente l’urgenza di un intervento normativo volto al riordino della materia come già previsto dal <strong>PNRR</strong>.</p>
<p>Il Consiglio dei ministri del 19 gennaio 2023 ha varato il DISEGNO DI LEGGE RECANTE DELEGHE AL GOVERNO IN MATERIA DI POLITICHE IN FAVORE DELLE PERSONE ANZIANE che riforma profondamente le politiche per gli anziani, in particolare per quelli non autosufficienti, introducendo finalmente un sistema nazionale organico che prevede – tra l’altro – una “prestazione universale” graduata che dovrebbe unificare e assorbire i vari interventi oggi previsti.</p>
<p>Per passare alla fase operativa si dovrà aspettare ancora, ma in virtù del <strong>PNRR</strong> (nella cui cornice il provvedimento si inserisce come uno degli obiettivi da raggiungere per ottenere i finanziamenti) ci sono delle scadenze precise: entro marzo il Parlamento dovrà approvare il disegno di legge in cui sono fissati i criteri a cui il governo dovrà attenersi nell’emanare i decreti legislativi di attuazione. Solo allora si potrà dare una valutazione dettagliata che tenga conto anche delle risorse da investire (stimate in 7 miliardi).</p>
<p>In sintesi, il Governo “è delegato a adottare, entro il 31 gennaio 2024 uno o più decreti legislativi, finalizzati a riordinare, semplificare, coordinare e rendere più efficaci le attività di assistenza sociale, sanitaria e sociosanitaria per le persone anziane non autosufficienti, anche attraverso il coordinamento e il riordino delle risorse disponibili, nonché finalizzati a potenziare progressivamente le relative azioni, in attuazione della Missione 5, componente 2, riforma 2, del <strong>PNRR</strong>.”</p>
<p>Di seguito alcuni dei principi e criteri direttivi generali che troviamo nel <strong>DDL</strong>:</p>
<ul>
<li>riconoscimento del diritto delle persone anziane alla continuità di vita e di cure presso il proprio domicilio;</li>
</ul>
<ul>
<li>promozione della valutazione multidimensionale dei bisogni e delle capacità di natura sociale, sanitaria e sociosanitaria ai fini dell’accesso a un continuum di servizi per le persone anziane fragili e per le persone anziane non autosufficienti;</li>
</ul>
<ul>
<li>riconoscimento del diritto delle persone anziane alla somministrazione di cure palliative domiciliari e presso hospice;</li>
</ul>
<ul>
<li>riconoscimento degli specifici fabbisogni di assistenza delle persone anziane con pregresse condizioni di disabilità, al fine di promuoverne l’inclusione sociale e la partecipazione attiva alla comunità, assicurando loro i livelli di qualità di vita raggiunti e la continuità con i percorsi assistenziali già in atto;</li>
</ul>
<ul>
<li>promozione del miglioramento delle condizioni materiali e di benessere psico-sociale delle famiglie degli anziani fragili o non autosufficienti e di tutti coloro i quali sono impegnati nella loro cura, mediante un’allocazione più razionale ed efficace delle risorse disponibili a legislazione vigente.</li>
</ul>
<p>Il DDL istituisce, presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri, il <strong>Comitato Interministeriale per le Politiche in Favore della Popolazione Anziana</strong> (CIPA), con il compito di promuovere il coordinamento e la programmazione integrata delle politiche nazionali in favore delle persone anziane, con particolare riguardo alle politiche per la presa in carico delle fragilità e della non autosufficienza.</p>
<p>In particolare, il <strong>CIPA</strong>:</p>
<ol>
<li>adotta, con cadenza triennale e aggiornamento annuale il “Piano nazionale per l’invecchiamento attivo, l’inclusione sociale e la prevenzione delle fragilità nella popolazione anziana” e il “Piano nazionale per l’assistenza e la cura della fragilità e della non autosufficienza nella popolazione anziana”;</li>
<li>promuove, l’armonizzazione dei livelli essenziali delle prestazioni (LEPS) rivolti alle persone anziane non autosufficienti, con i livelli essenziali di assistenza sanitaria (LEA).</li>
</ol>
<p><strong>Nell&#8217;esercizio della delega il Governo si attiene ai seguenti ulteriori princìpi e criteri direttivi:</strong></p>
<ul>
<li>definizione del Sistema nazionale per la popolazione anziana non autosufficiente (SNAA), con il compito di procedere alla programmazione integrata, alla valutazione e al monitoraggio degli interventi e dei servizi statali e territoriali rivolti alle persone anziane non autosufficienti;</li>
</ul>
<ul>
<li>adozione di un sistema di monitoraggio dell’erogazione dei LEPS per le persone anziane non autosufficienti;</li>
</ul>
<ul>
<li>coordinamento, per i rispettivi ambiti territoriali di competenza, degli interventi e dei servizi sociali, sanitari e sociosanitari in favore degli anziani non autosufficienti erogati a livello regionale e locale;</li>
</ul>
<ul>
<li>semplificazione dell’accesso agli interventi e ai servizi sanitari, sociali e sociosanitari e messa a disposizione di punti unici di accesso (PUA), collocati presso le Case di Comunità, orientati ad assicurare alle persone anziane non autosufficienti e alle loro famiglie il supporto informativo e amministrativo;</li>
</ul>
<ul>
<li>semplificazione e integrazione delle procedure di accertamento e valutazione della condizione di persona anziana non autosufficiente mediante la previsione di una valutazione multidimensionale unificata, da effettuarsi secondo criteri standardizzati e omogenei a livello nazionale, finalizzata all’identificazione dei fabbisogni di natura sociale, sociosanitaria e sanitaria della persona anziana e del suo nucleo familiare.</li>
</ul>
<p>Infine, ma di grande importanza, il DDL propone l’introduzione, anche in via sperimentale e progressiva, per le persone anziane non autosufficienti che optino espressamente per essa, di una prestazione universale graduata secondo lo specifico bisogno assistenziale ed erogabile, a scelta del soggetto beneficiario, sotto forma di trasferimento monetario e di servizi alla persona di valore comunque non inferiore alle indennità di accompagnamento.</p>
<p>Una rivoluzione se andrà a regime perché di fatto la nuova misura predilige al trasferimento economico quello “in kind”, e quindi di tipo prettamente assistenziale, come avevamo avuto modo di spiegare in diversi nostri articoli precedenti sul blog nonché in occasione dell’EduWebinar tenutosi lo scorso 27 ottobre.</p>
<p style="text-align: right;"><em>A cura di Marcello Marchese<br />
</em><em>Presidente ASSIDIM</em></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.assidim.it/anziani-e-non-autosufficienza-qualcosa-si-muove/">Anziani e non autosufficienza: qualcosa si muove</a> proviene da <a href="https://www.assidim.it">ASSIDIM</a>.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Piani sanitari nel 2023 ancora condizionati dal covid, ma più moderni, inclusivi e attenti alle evoluzioni socio-demografiche</title>
		<link>https://www.assidim.it/piani-sanitari-nel-2023-ancora-condizionati-dal-covid-ma-piu-moderni-inclusivi-e-attenti-alle-evoluzioni-socio-demografiche/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Antonio Corrias]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 19 Jan 2023 09:00:14 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Sanità, welfare e terzo settore]]></category>
		<category><![CDATA[ASSIDIM]]></category>
		<category><![CDATA[covid]]></category>
		<category><![CDATA[piani sanitari]]></category>
		<category><![CDATA[pnrr]]></category>
		<category><![CDATA[salute sostenibile]]></category>
		<category><![CDATA[sanità integrativa]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Sono queste alcune delle caratteristiche dell’assistenza sanitaria aziendale che un employer dovrà garantire nel 2023 per mantenere competitività, reputazione e attrattività.  Riportiamo una sintesi della survey che Mercer Marsh Benefit ha effettuato a livello globale coinvolgendo 226 assicuratori in 56 paesi</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.assidim.it/piani-sanitari-nel-2023-ancora-condizionati-dal-covid-ma-piu-moderni-inclusivi-e-attenti-alle-evoluzioni-socio-demografiche/">Piani sanitari nel 2023 ancora condizionati dal covid, ma più moderni, inclusivi e attenti alle evoluzioni socio-demografiche</a> proviene da <a href="https://www.assidim.it">ASSIDIM</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><span data-contrast="auto">Sono queste alcune delle caratteristiche dell’assistenza sanitaria aziendale che un employer dovrà garantire nel 2023 per mantenere competitività, reputazione e attrattività. </span><span data-ccp-props="{&quot;201341983&quot;:0,&quot;335551550&quot;:6,&quot;335551620&quot;:6,&quot;335559739&quot;:160,&quot;335559740&quot;:259}"> </span></p>
<p><span data-contrast="auto">Riportiamo una sintesi della survey che </span><b><span data-contrast="auto">Mercer Marsh Benefit</span></b><span data-contrast="auto"> ha effettuato a livello globale coinvolgendo 226 assicuratori in 56 paesi e che</span> <span data-contrast="auto">fornisce una prima risposta a queste domande:</span><span data-ccp-props="{&quot;201341983&quot;:0,&quot;335551550&quot;:6,&quot;335551620&quot;:6,&quot;335559739&quot;:160,&quot;335559740&quot;:259}"> </span></p>
<ul>
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</ul>
<p><span data-contrast="none">Ecco &#8211; </span><i><span data-contrast="none">con alcune nostre riflessioni</span></i> <span data-contrast="none">&#8211; le 5 tendenze chiave che consentono di anticipare i contorni di quella che dovrebbe essere la strategia dell’Assistenza Sanitaria fornita dai datori di lavoro con i loro Piani Sanitari.</span><span data-ccp-props="{&quot;201341983&quot;:2,&quot;335551550&quot;:6,&quot;335551620&quot;:6,&quot;335559739&quot;:0,&quot;335559740&quot;:360}"> </span></p>
<h3><b><span data-contrast="none">I costi per le prestazioni sanitarie sono in salita e sono tornati ai livelli pre &#8211; Covid, ma l’offerta va comunque migliorata</span></b><span data-ccp-props="{&quot;201341983&quot;:2,&quot;335551550&quot;:6,&quot;335551620&quot;:6,&quot;335559739&quot;:0,&quot;335559740&quot;:435}"> </span></h3>
<p><span data-contrast="none">Nonostante siano previsti aumenti a due cifre, </span><b><span data-contrast="none">il 68% delle compagnie assicurative si aspetta che le aziende diano la priorità ad un miglioramento complessivo dell’offerta ai loro dipendenti.</span></b><span data-ccp-props="{&quot;201341983&quot;:2,&quot;335551550&quot;:6,&quot;335551620&quot;:6,&quot;335559739&quot;:0,&quot;335559740&quot;:435}"> </span></p>
<p><span data-contrast="none">Le principali cause degli aumenti sono </span><b><span data-contrast="none">l&#8217;aumento dei costi delle cure mediche</span></b><span data-contrast="none">, il loro </span><b><span data-contrast="none">maggiore utilizzo</span></b><span data-contrast="none"> (dopo il rallentamento durante la pandemia) e </span><b><span data-contrast="none">l’impatto delle diagnosi tardive</span></b><span data-contrast="none"> su situazioni di malattia in fase avanzata (che in genere richiede cure più costose).</span><span data-ccp-props="{&quot;201341983&quot;:2,&quot;335551550&quot;:6,&quot;335551620&quot;:6,&quot;335559739&quot;:0,&quot;335559740&quot;:360}"> </span></p>
<p><span data-contrast="none">C’è poi il dato dell’</span><b><span data-contrast="none">inflazione</span></b><span data-contrast="none"> che si presenta come fattore chiave nei criteri di pianificazione per il 2023.</span><span data-ccp-props="{&quot;201341983&quot;:2,&quot;335551550&quot;:6,&quot;335551620&quot;:6,&quot;335559739&quot;:0,&quot;335559740&quot;:360}"> </span></p>
<p><span data-contrast="none">E non va dimenticato che l’impennata dei tassi di inflazione colpisce soprattutto i lavoratori a bassa retribuzione.  </span><span data-ccp-props="{&quot;201341983&quot;:2,&quot;335551550&quot;:6,&quot;335551620&quot;:6,&quot;335559739&quot;:0,&quot;335559740&quot;:360}"> </span></p>
<p><i><span data-contrast="none">I datori di lavoro dovrebbero quindi pianificare i programmi di Employee Benefit per il 2023 anche considerando questa variabile in una logica di </span></i><b><i><span data-contrast="none">“inversione della piramide”</span></i></b><i><span data-contrast="none"> per estendere i programmi sanitari ad una popolazione più ampia e non solo alle fasce apicali dell’organizzazione. </span></i><span data-ccp-props="{&quot;201341983&quot;:2,&quot;335551550&quot;:6,&quot;335551620&quot;:6,&quot;335559739&quot;:0,&quot;335559740&quot;:360}"> </span></p>
<h3><b><span data-contrast="none">Il Covid continua ad avere ripercussioni importanti sulle tipologie di sinistri. L’importanza della comunicazione sul valore della prevenzione</span></b><span data-ccp-props="{&quot;201341983&quot;:2,&quot;335551550&quot;:6,&quot;335551620&quot;:6,&quot;335559739&quot;:0,&quot;335559740&quot;:435}"> </span></h3>
<p><span data-contrast="none">Le Compagnie segnalano </span><b><span data-contrast="none">un aumento delle diagnosi di malattia in “fase avanzata”</span></b><span data-contrast="none"> a causa di cure differite: è questa la principale conseguenza della pandemia che ha comportato l&#8217;interruzione delle visite mediche e del trattamento di molte situazioni con impatto sia sul volume che sui costi dei sinistri nel 2022. A livello globale, </span><b><span data-contrast="none">più di tre assicuratori su cinque (61%) affermano che le tipologie di sinistro sono cambiate nel 2022</span></b><span data-contrast="none"> e il </span><b><span data-contrast="none">55% riferiscono di aver visto più diagnosi di malattie in fase avanzata</span></b><span data-contrast="none">. A livello globale, gli assicuratori hanno segnalato il cancro come la causa principale dei costi dei sinistri nel 2021. Il </span><b><span data-contrast="none">cancro è stata anche una delle tre cause più frequenti di sinistri</span></b><span data-contrast="none">.  Poiché i servizi medici tornano alla normalità in molti Paesi, i datori di lavoro dovrebbero prendere in considerazione la promozione dell&#8217;</span><b><span data-contrast="none">importanza della diagnosi precoce e degli screening regolari</span></b><span data-contrast="none">, in particolare per il cancro.</span><span data-ccp-props="{&quot;201341983&quot;:2,&quot;335551550&quot;:6,&quot;335551620&quot;:6,&quot;335559739&quot;:0,&quot;335559740&quot;:435}"> </span></p>
<h3><b><span data-contrast="none">I PIANI SANITARI COMINCIANO AD ESSERE PIU’ INNOVATIVI, RISPONDENTI ALLE ESIGENZE EMERGENTI, MAGGIORMENTE INCLUSIVI E ATTENTI ALLA “SOSTENIBILITA’ SANITARIA”</span></b><span data-ccp-props="{&quot;201341983&quot;:2,&quot;335551550&quot;:6,&quot;335551620&quot;:6,&quot;335559739&quot;:0,&quot;335559740&quot;:435}"> </span></h3>
<p><span data-contrast="none">Lo stimolo a modernizzare e rendere più aderenti alla società i piani sanitari è forse l’aspetto “positivo” che possiamo attribuire alla pandemia da Covid. Si veda la diffusione dei nuovi strumenti e servizi digitali che supportano il benessere e la diagnostica. In particolare, le soluzioni di telemedicina, come le chat video con i medici, sono diventati una parte essenziale delle offerte di molti assicuratori.</span><span data-ccp-props="{&quot;201341983&quot;:2,&quot;335551550&quot;:6,&quot;335551620&quot;:6,&quot;335559739&quot;:0,&quot;335559740&quot;:360}"> </span></p>
<p><span data-contrast="none">Al fine di rendere le </span><b><span data-contrast="none">coperture più in linea con le politiche D&amp;I</span></b><span data-contrast="none">, un assicuratore su due ha cambiato o prevede di cambiare i requisiti di accesso e le spese ammissibili.</span><span data-ccp-props="{&quot;201341983&quot;:2,&quot;335551550&quot;:6,&quot;335551620&quot;:6,&quot;335559739&quot;:0,&quot;335559740&quot;:360}"> </span></p>
<p><span data-contrast="none">Anche se con alcune differenze, permangono ritardi in materia di </span><b><span data-contrast="none">sostenibilità sanitaria. </span></b><span data-contrast="none">Non tutte le compagnie di assicurazione sono allo stesso livello in termini di modifiche alle loro </span><b><span data-contrast="none">policy, operations e atteggiamenti culturali sul lavoro.</span></b><span data-ccp-props="{&quot;201341983&quot;:2,&quot;335551550&quot;:6,&quot;335551620&quot;:6,&quot;335559739&quot;:0,&quot;335559740&quot;:360}"> </span></p>
<p><span data-contrast="none">Fattori sociali, come i costi giornalieri aggiuntivi associati ai trattamenti sanitari, possono avere un significativo impatto materiale sugli individui. La maggior parte degli assicuratori non sta prendendo in considerazione eventuali modifiche alle politiche che potrebbero aiutare la sostenibilità delle cure, come per esempio includere costi di alloggio, trasporto e cibo nella gestione dei casi o nei pacchetti di riabilitazione, o benefit di viaggio che potrebbero migliorare il benessere complessivo dei richiedenti o l&#8217;accesso alle cure.</span><span data-ccp-props="{&quot;201341983&quot;:2,&quot;335551550&quot;:6,&quot;335551620&quot;:6,&quot;335559739&quot;:0,&quot;335559740&quot;:360}"> </span></p>
<p><i><span data-contrast="none">E ancora emerge il concetto: </span></i><b><i><span data-contrast="none">“flip the pyramid”</span></i></b><i><span data-contrast="none">!  I datori di lavoro dovrebbero considerare se i loro programmi soddisfino le esigenze dell&#8217;intera forza lavoro e se tengano in considerazione le esigenze dei lavoratori meno pagati.</span></i><span data-ccp-props="{&quot;201341983&quot;:2,&quot;335551550&quot;:6,&quot;335551620&quot;:6,&quot;335559739&quot;:160,&quot;335559740&quot;:360}"> </span></p>
<h3><b><span data-contrast="none">Il benessere psicologico sempre di più elemento chiave nell’offerta dei piani sanitari</span></b><span data-ccp-props="{&quot;201341983&quot;:2,&quot;335551550&quot;:6,&quot;335551620&quot;:6,&quot;335559739&quot;:160,&quot;335559740&quot;:360}"> </span></h3>
<p><b><span data-contrast="none">Si riduce la percentuale degli assicuratori, il 16%, che dichiara di non fornire piani che coprano i servizi di “mental health”</span></b><span data-contrast="none"> (erano il 26% nel 2022). Nel 2021, </span><b><span data-contrast="none">le condizioni di salute mentale sono state una delle prime cinque cause di costi dei sinistri in Europa</span></b><span data-contrast="none">. Il Benessere Psicologico è già stato identificato come uno dei primi cinque problemi in qualsiasi Paese. Tuttavia, nonostante i progressi fatti, molti piani continuano a escludere l&#8217;assistenza sanitaria relativa alla “mental health” o fornire solo una copertura minima. </span><span data-ccp-props="{&quot;201341983&quot;:2,&quot;335551550&quot;:6,&quot;335551620&quot;:6,&quot;335559739&quot;:160,&quot;335559740&quot;:360}"> </span></p>
<p><span data-contrast="none">I datori di lavoro dovrebbero colmare il divario fornendo accesso sessioni di consulenza psicologica, per assicurarsi che soddisfino le esigenze dei dipendenti e delle persone a loro carico. In questo ambito il divario fra PMI e Grandi Aziende è ancora molto elevato, anche se la sensibilità fra gli imprenditori medio piccoli, su questo punto, è in crescita. Inoltre, più che focalizzarsi sui meri rimborsi delle prestazioni, i piani aziendali dovrebbero avere un orizzonte di più ampio respiro, con un focus sui percorsi finalizzati al well being: il concetto di benessere non è un fatto puntuale, ma si sviluppa in un continuum.</span><span data-ccp-props="{&quot;201341983&quot;:2,&quot;335551550&quot;:6,&quot;335551620&quot;:6,&quot;335559739&quot;:160,&quot;335559740&quot;:360}"> </span></p>
<h3><b><span data-contrast="none">Più rigore e controllo nella gestione dei piani sanitari </span></b><span data-ccp-props="{&quot;201341983&quot;:2,&quot;335559739&quot;:0,&quot;335559740&quot;:435}"> </span></h3>
<p><span data-contrast="none">Sebbene le tendenze mediche previste per il 2023 siano vicine ai livelli del 2022, vi è una notevole incertezza su ciò che riserva il futuro.</span><span data-ccp-props="{&quot;201341983&quot;:2,&quot;335551550&quot;:6,&quot;335551620&quot;:6,&quot;335559739&quot;:0,&quot;335559740&quot;:360}"> </span></p>
<p><span data-contrast="none">In Asia, per esempio, un assicuratore su cinque sta adeguando i premi del proprio piano sanitario in base allo stato di vaccinazione COVID-19 di un individuo.</span><span data-ccp-props="{&quot;201341983&quot;:2,&quot;335551550&quot;:6,&quot;335551620&quot;:6,&quot;335559739&quot;:0,&quot;335559740&quot;:360}"> </span></p>
<p><span data-contrast="none">Circa la </span><b><span data-contrast="none">metà degli assicuratori a livello globale non ha adeguato automaticamente franchigie e partecipazioni ai costi in linea con l&#8217;inflazione</span></b><span data-contrast="none"> e non ha intenzione di farlo al momento. </span><span data-ccp-props="{&quot;201341983&quot;:2,&quot;335551550&quot;:6,&quot;335551620&quot;:6,&quot;335559739&quot;:0,&quot;335559740&quot;:360}"> </span></p>
<p><span data-contrast="none">Pertanto, è importante che i datori di lavoro lavorino in modo proattivo con i propri consulenti per garantire che alcune caratteristiche di progettazione dei piani siano mantenute in linea con l&#8217;inflazione. I gestori dei benefit devono sviluppare strategie più solide. Dovrebbero anche prepararsi per sfide più complesse di sottoscrizione e progettazione dei piani. </span><span data-ccp-props="{&quot;201341983&quot;:2,&quot;335551550&quot;:6,&quot;335551620&quot;:6,&quot;335559739&quot;:0,&quot;335559740&quot;:360}"> </span></p>
<ul>
<li data-leveltext="" data-font="Wingdings" data-listid="5" data-list-defn-props="{&quot;335551671&quot;:4,&quot;335552541&quot;:1,&quot;335559684&quot;:-2,&quot;335559685&quot;:720,&quot;335559991&quot;:360,&quot;469769226&quot;:&quot;Wingdings&quot;,&quot;469769242&quot;:[8226],&quot;469777803&quot;:&quot;left&quot;,&quot;469777804&quot;:&quot;&quot;,&quot;469777815&quot;:&quot;hybridMultilevel&quot;}" aria-setsize="-1" data-aria-posinset="4" data-aria-level="1"><i><span data-contrast="none">Lo staff “Sviluppo Associativo” di ASSIDIM fornisce alle aziende un supporto gratuito e qualificato per identificare le soluzioni più adeguate, personalizzate e sostenibili nella progettazione di Piano Sanitari e di Protezione. Contatta </span></i><a href="mailto:sviluppoassociativo@assidim.it"><i><span data-contrast="none">sviluppoassociativo@assidim.it</span></i></a><i><span data-contrast="none"> </span></i><span data-ccp-props="{&quot;201341983&quot;:2,&quot;335551550&quot;:6,&quot;335551620&quot;:6,&quot;335559739&quot;:0,&quot;335559740&quot;:360}"> </span></li>
</ul>
<p><span data-contrast="none">Per chi desidera approfondire è disponibile il report completo </span><span data-ccp-props="{&quot;201341983&quot;:2,&quot;335551550&quot;:6,&quot;335551620&quot;:6,&quot;335559739&quot;:0,&quot;335559740&quot;:360}"> </span></p>
<p><a href="https://www.mercer.com/content/dam/mercer/attachments/private/mmb-htr/gl-2023-mmb-health-trends-global-report.pdf" target="_blank" rel="noopener"><span data-contrast="none">https://www.mercer.com/content/dam/mercer/attachments/private/mmb-htr/gl-2023-mmb-health-trends-global-report.pdf</span></a><span data-ccp-props="{&quot;201341983&quot;:2,&quot;335551550&quot;:6,&quot;335551620&quot;:6,&quot;335559739&quot;:0,&quot;335559740&quot;:360}"> </span></p>
<p style="text-align: right;"><em>A cura di Antonio Corrias<br />
</em><em>ASSIDIM<br />
</em><em>Marketing Comunicazione Sviluppo Associativo </em></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.assidim.it/piani-sanitari-nel-2023-ancora-condizionati-dal-covid-ma-piu-moderni-inclusivi-e-attenti-alle-evoluzioni-socio-demografiche/">Piani sanitari nel 2023 ancora condizionati dal covid, ma più moderni, inclusivi e attenti alle evoluzioni socio-demografiche</a> proviene da <a href="https://www.assidim.it">ASSIDIM</a>.</p>
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		<title>Prevenzione e cronicità: il futuro della sanità passa da qui</title>
		<link>https://www.assidim.it/prevenzione-e-cronicita-il-futuro-della-sanita-passa-da-qui/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Francesco Capria]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 13 Jan 2023 11:02:26 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Sanità, welfare e terzo settore]]></category>
		<category><![CDATA[ASSIDIM]]></category>
		<category><![CDATA[pnrr]]></category>
		<category><![CDATA[salute sostenibile]]></category>
		<category><![CDATA[sanità integrativa]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Allarme prevenzione e cronicità per un Servizio Sanitario Nazionale (SSN) sempre più in affanno. Ormai passata la tempesta del Covid-19 e con lo stanziamento di importanti risorse previsto dal Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR), è tempo di nuove sfide per il SSN.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.assidim.it/prevenzione-e-cronicita-il-futuro-della-sanita-passa-da-qui/">Prevenzione e cronicità: il futuro della sanità passa da qui</a> proviene da <a href="https://www.assidim.it">ASSIDIM</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Allarme prevenzione e cronicità per un Servizio Sanitario Nazionale (SSN) sempre più in affanno.</p>
<p>Ormai passata la tempesta del Covid-19 e con lo stanziamento di importanti risorse previsto dal Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR), è tempo di nuove sfide per il SSN.</p>
<p>In questa fase, le Regioni sono alle prese con la programmazione e la messa a terra dei progetti del PNRR, che prevede un orizzonte temporale ben definito per il completamento degli stessi.</p>
<p>C’è tempo fino al 2026 e confidiamo si possano realizzare le sinergie necessarie tra tutti gli attori coinvolti in questa fase molto delicata per il presente e soprattutto il futuro della sanità pubblica.</p>
<p>Le nuove sfide per il SSN sono correlate ai trend demografici ed epidemiologici per le quali servirà affrontare le criticità strutturali che lo contraddistinguono &#8211; liste d’attesa e carenza di personale in primis &#8211; per garantire un’assistenza ospedaliera e territoriale adeguata a bisogni ed esigenze delle persone.</p>
<p>Nei precedenti articoli abbiamo già avuto modo di illustrare l’impatto della pandemia sull’organizzazione dei servizi sanitari:</p>
<ol>
<li><a href="https://www.assidim.it/la-sanita-italiana-dopo-il-covid-leredita-del-passato-e-sfide-future/">https://www.assidim.it/la-sanita-italiana-dopo-il-covid-leredita-del-passato-e-sfide-future/</a></li>
<li><a href="https://www.assidim.it/londa-lunga-del-covid-sui-servizi-sanitari/">https://www.assidim.it/londa-lunga-del-covid-sui-servizi-sanitari/</a></li>
</ol>
<p>I più colpiti da questa paralisi sono stati e sono principalmente ed evidentemente i soggetti fragili e cronici.</p>
<p>Per spiegarlo guardiamo, come sempre, ai dati.</p>
<p>In particolare, i report realizzati dai <strong>sistemi PASSI e PASSI d’Argento</strong>, coordinati dall’Istituto Superiore di Sanità (ISS) in collaborazione con le Regioni e dedicati rispettivamente alla popolazione di 18-69 anni e agli over 65*, ci forniscono un quadro dettagliato sullo stato di salute di adulti e anziani nonché sui fattori di rischio comportamentali associati all’insorgenza di patologie croniche nella popolazione italiana.</p>
<p>Su un campione di oltre 130.000 persone coinvolte nell’indagine, emerge che:</p>
<ul>
<li>più del 50% di esse, con età compresa tra i 65 e i 75 anni, convive con una o più patologie croniche e questa percentuale aumenta gradualmente con l’età fino a interessare complessivamente il 75% degli over 85, di cui la metà è affetto da due o più patologie croniche;</li>
<li>le differenze di genere nelle cronicità, seppur ridotte, risultano statisticamente significative dopo i 65 anni e sembrano avvantaggiare le donne. Incidono su di esse, almeno parzialmente, l’esposizione a fattori di rischio (fumo, alcol, obesità), nonché l’accesso all’offerta di programmi per la diagnosi precoce delle malattie (programmi di screening oncologici o le campagne vaccinali), che depongono a favore della popolazione femminile**;</li>
<li>oltre 14 milioni di persone, si stima, convivono con almeno una patologia cronica e che di questi 8,4 milioni abbiano più di 65 anni.</li>
</ul>
<p>Dal <strong>XX Rapporto sulle politiche della cronicità di Cittadinanza Attiva</strong> e presentato dal Coordinamento Nazionale delle circa 100 associazioni di malati cronici e rari***, emergono invece le seguenti evidenze che, malgrado la portata del problema, ci dicono che tra le aspettative di queste persone e le risposte del SSN ci sia uno scarto ben lontano dall’essere colmato.</p>
<p>In particolare:</p>
<ul>
<li>1 paziente su 3 dichiara di aver atteso 10 anni per vedersi diagnosticare la patologia cronica di cui è affetto;</li>
<li>1 paziente su 4 tra coloro che soffrono di malattie rare ha dovuto spostarsi dalla propria regione di residenza per potersi curare;</li>
<li>Più di 1 paziente su 2 dichiara denuncia tempi lunghi di attesa per effettuare esami diagnostici e svolgere le periodiche visite di controllo.</li>
</ul>
<p>Inoltre, se aggiungiamo che il 36% delle associazioni dei malati cronici e rari dichiara la mancata attuazione del Piano Nazionale delle Cronicità &#8211; approvato nel 2016 e in attesa di essere aggiornato per adeguarlo ai cambiamenti intervenuti durante la pandemia &#8211; si coglie il senso del titolo “Fermi al Palo” dato alla ventesima edizione del Rapporto.</p>
<p>Secondo l’Agenzia Nazionale dei servizi sanitari regionali (Agenas), l’iniezione di liquidità – circa 3 miliardi di euro – garantita dei fondi del PNRR per rinforzare le tecnologie digitali applicate alla sanità dovrebbe consentire, da un lato, di migliorare l’assistenza ospedaliera e, dall’altro, di potenziare il territorio con la realizzazione di circa 600 Centrali Operative Territoriali (Cot), 1.350 Case e Ospedali di Comunità e con l’implementazione del fascicolo sanitario elettronico a beneficio della medicina di base.</p>
<p>Seguiremo l’evoluzione delle cose perché, da qui al 2026, i progetti di riforma della sanità, soprattutto di quella territoriale e di prossimità, dovranno vedere la luce.</p>
<p>Integrazione, innovazione e umanizzazione delle cure: i tre driver di sviluppo della sanità del domani.</p>
<p>Più connessa, inclusiva e sostenibile per essere più vicina ai bisogni di salute della popolazione.</p>
<p>La salute del domani passa invece dalla prevenzione, a partire dagli stili di vita.</p>
<p>L’aumento dell’incidenza dei tumori, ce lo dicono le più autorevoli ricerche scientifiche, potrebbe essere significativamente ridotto se ciascuno di noi modificasse il proprio stile di vita seguendo le raccomandazioni e le buone pratiche in materia di consumo di alcolici, fumo, alimentazione ed esercizio fisico.</p>
<p style="text-align: right;"><em>A cura di Francesco Capria<br />
</em>CENTRO STUDI ASSIDIM</p>
<p><strong>FONTI:</strong></p>
<p><strong>*</strong> <a href="https://www.epicentro.iss.it/coronavirus/sars-cov-2-flussi-dati-confronto-passi-pda-cronicita">https://www.epicentro.iss.it/coronavirus/sars-cov-2-flussi-dati-confronto-passi-pda-cronicita</a></p>
<p><strong>** </strong>Esistono differenze di genere non solo nell’esposizione ai principali fattori di rischio ma anche rispetto ad altre variabili come, per esempio, la percezione dello stress, prese in considerazione in un’indagine realizzata da ASSIDIM nel 2021 sugli stili di vita dei lavoratori durante la pandemia, i cui risultati sono stati oggetto di una pubblicazione scientifica: <a href="https://www.mdpi.com/1660-4601/18/17/8991">https://www.mdpi.com/1660-4601/18/17/8991</a></p>
<p>*** <a href="https://www.cittadinanzattiva.it/comunicati/15423-presentato-il-xx-rapporto-nazionale-sulle-politiche-della-cronicita-fermi-al-piano.html">https://www.cittadinanzattiva.it/comunicati/15423-presentato-il-xx-rapporto-nazionale-sulle-politiche-della-cronicita-fermi-al-piano.html</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.assidim.it/prevenzione-e-cronicita-il-futuro-della-sanita-passa-da-qui/">Prevenzione e cronicità: il futuro della sanità passa da qui</a> proviene da <a href="https://www.assidim.it">ASSIDIM</a>.</p>
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		<item>
		<title>“TUTTO CAMBIA PERCHÉ NULLA CAMBI”. L’ITALIA E IL POST PANDEMIA</title>
		<link>https://www.assidim.it/tutto-cambia-perche-nulla-cambi-litalia-e-il-post-pandemia/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Francesco Capria]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 23 Sep 2022 07:36:16 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Sanità, welfare e terzo settore]]></category>
		<category><![CDATA[ASSIDIM]]></category>
		<category><![CDATA[lavoro]]></category>
		<category><![CDATA[pnrr]]></category>
		<category><![CDATA[ricerca]]></category>
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		<category><![CDATA[smartworking]]></category>
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		<category><![CDATA[welfare sostenibile]]></category>
		<category><![CDATA[welfareaziendale]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Superata l’emergenza pandemica, il Governo è da mesi alle prese con i decreti attuativi del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR), che prevedono finanziamenti per circa 15 miliardi di euro destinati al comparto sanità.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Superata l’emergenza pandemica, il Governo è da mesi alle prese con i decreti attuativi del <strong>Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR)</strong>, che prevedono finanziamenti per circa 15 miliardi di euro destinati al comparto sanità.</p>
<p>Questi ultimi, ricordiamolo, sono finanziamenti in conto capitale, ovvero finalizzati alla realizzazione di investimenti formativi, strutturali e infrastrutturali nella sanità, e non possono essere utilizzati per acquistare beni di consumo o assumere nuovo personale.</p>
<p>Per questo c’è già il Fondo Sanitario Nazionale (FSN) che, durante il biennio 2020-21, è stato eccezionalmente aumentato di circa 10 miliardi di euro ma che oggi e fino al 2025, complici guerra e crisi energetica, non sembra destinato ad essere ulteriormente rimpolpato.</p>
<p>Anzi, secondo le previsioni del Ministero dell’Economia e delle Finanze, il rapporto della spesa sanitaria con il <strong>PIL</strong> passerà dal 7% del 2022 al 6,2% del 2025.</p>
<p>La pandemia ci ha lasciato oltretutto un altro grande insegnamento: servirà dotarsi di piani di ricerca scientifica con la flessibilità necessaria per far fronte a eventi non previsti ma prevedibili in futuro.</p>
<p><strong>Anche in questo caso però le evidenze disponibili non sono incoraggianti e anzi dimostrano lo stato di salute “precario” della ricerca nel nostro paese.</strong></p>
<p>Secondo l’Eurostat infatti, al 2019, l’Italia era tra i Paesi che finanziavano meno la ricerca scientifica, dacché investiva solo l’1,4% del Pil, decisamente meno rispetto alla media europea (2,1%) e a quella Ocse (2,5%).</p>
<p>La spesa pubblica nella sanità non può che passare attraverso la ricerca scientifica che, offrendo dati essenziali per la comprensione del mondo sanitario reale, rappresenta il volano per la crescita del Servizio Sanitario Nazionale (SSN). In tal senso, appare necessaria una drastica inversione di tendenza se si vuole preservare il diritto di tutela della salute nonché prevenire future emergenze sanitarie e conseguenti shock economici e sociali.</p>
<p>La pandemia, oltre alla sanità e al nostro rapporto con la salute in generale, avrebbe cambiato anche il lavoro – dinamiche occupazionali e organizzazione &#8211; e il nostro modo di lavorare.</p>
<p>Se si guarda alla relazione semestrale dell’<strong>INPS</strong>, sono oltre un milione le dimissioni dal lavoro registrate dall’Istituto con un aumento del 31,73% rispetto allo stesso periodo del 2021.</p>
<p>Il confronto con l’anno precedente risente però dal blocco dei licenziamenti che era ancora in vigore per fronteggiare la crisi economica determinata dalla pandemia.</p>
<p>Bisogna analizzano i dati in profondità per comprendere che, nel nostro paese, non c’è stata quella che è stata definita come una epocale “<strong>fuga dal lavoro</strong>”, bensì una più accentuata mobilità “<strong>job to job</strong>” che caratterizza, dalla fine degli anni Ottanta, le traiettorie e le transizioni di carriera dei lavoratori italiani.</p>
<p>In un contesto in cui le dimissioni si spalmano piuttosto uniformemente su lavoratori a termine o stabili e nel quale il tasso di occupazione è in leggera ripresa (con la disoccupazione che ricomincia a scendere), il risultato è di avere un mercato del lavoro con dinamiche interne più veloci ma non necessariamente un mercato del lavoro più dinamico.</p>
<p>Per quanto concerne invece l’organizzazione del lavoro, la riflessione da fare è la seguente: quello dello <strong>smart working</strong> da “congiunturale” è diventato fenomeno “strutturale”?</p>
<p>Dal 1° settembre il lavoro agile “emergenziale” è stato superato con la necessità di stipulare gli accordi individuali tra datore di lavoro e lavoratori per proseguire, ai sensi della legge 81/2017, con tale modalità di lavoro (anche se, in questi giorni, si fa largo l’ipotesi che il governo possa ripristinare lo “<strong>smart working</strong>” in deroga per tutti i dipendenti del settore privato almeno fino alla fine dell’anno).</p>
<p>La recente indagine a cura Randstad Research (2022), che elabora dati Eurostat e Istat, ci offre uno spaccato interessante sullo stato dell’arte nelle aziende italiane.</p>
<p>Dall’indagine emerge che, ad oggi, la diffusione dello <strong>smart working</strong> nel settore privato coinvolge poco più di un terzo (37,2%) dei potenziali beneficiari (circa 7-8 milioni di lavoratori).</p>
<p>Nel confronto con gli altri paesi europei, l’Italia è fanalino di coda, con una media del 13,6% contro quella UE pari al 20,6% e in grave ritardo rispetto a paesi come la Germania o la Francia, dove la percentuale di diffusione della modalità di lavoro agile è doppia (rispettivamente il 25% e oltre il 30%).</p>
<p>Una battuta d’arresto che segue lo stop allo <strong>smart working</strong> per i lavoratori del pubblico impiego iniziato un anno fa.</p>
<p><strong>Eppure, in termini di produttività, sostenibilità e benessere dei dipendenti, i nuovi modelli organizzativi “misti”, con alternanza del lavoro tra ufficio e casa, hanno avuto un effetto senz’altro positivo.</strong></p>
<p>Lo testimoniano le conclusioni di diverse indagini e laboratori di ricerca, tra cui citiamo “Smart &amp; Value”, un progetto realizzato grazie alla partnership tra Stantec e Dilium con il ‘Sustainability &amp; Circular Economy Lab’, in collaborazione con l’Università di Bologna e Manageritalia Emilia-Romagna, e presentato lo scorso 15 settembre presso la Bologna Business School, che fotografano uno scenario di perfetta armonia tra le componenti sopraccitate.</p>
<p>Dal campione di dipendenti intervistati, risulta che oltre 300 dipendenti di 11 aziende ha:</p>
<ul>
<li>evitato spostamenti per oltre 700 mila chilometri ed emissioni di CO2 pari a quelle assorbite in un anno da una foresta di 32 ettari;</li>
<li>risparmiato 14.000 ore di spostamento casa-lavoro;</li>
<li>ha guadagnato in benessere e qualità della vita con un 37% degli intervistati che si è detto meno stressato, il 25% più concentrato e il 7% più creativo.</li>
</ul>
<p>Dunque, se il paese si è dimostrato resiliente nella fase più acuta dell’emergenza sanitaria, rischia oggi di vanificare gli sforzi fatti in materia di sanità, ricerca e innovazione organizzativa dimostrandosi incapace di trasformare, ancora una volta, la crisi in opportunità.</p>
<p>È il momento di realizzare il cambiamento che il post pandemia impone scacciando il fantasma dell’Italia sonnolenta e gattopardesca.</p>
<p style="text-align: right;"><em>A cura di Francesco Capria</em></p>
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		<title>Fascicolo Sanitario Elettronico (FSE): uno strumento fondamentale per l’integrazione sanità pubblica e sanità integrativa</title>
		<link>https://www.assidim.it/fascicolo-sanitario-elettronico-fse-uno-strumento-fondamentale-per-lintegrazione-sanita-pubblica-e-sanita-integrativa/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Marcello Marchese]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 29 Jul 2022 09:21:43 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Sanità, welfare e terzo settore]]></category>
		<category><![CDATA[ASSIDIM]]></category>
		<category><![CDATA[fascicolo sanitario elettronico]]></category>
		<category><![CDATA[fse]]></category>
		<category><![CDATA[mef]]></category>
		<category><![CDATA[pnrr]]></category>
		<category><![CDATA[sanitàintegrativa]]></category>
		<category><![CDATA[ssn]]></category>
		<category><![CDATA[welfare aziendale]]></category>
		<category><![CDATA[welfareaziendale]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Come noto, Il PNRR contiene un pacchetto di riforme strutturali e investimenti per il periodo 2021-2026 articolato in sei settori d'intervento prioritari e obiettivi (Missioni). Relativamente alla Missione 6 Salute e Resilienza, l’obiettivo è quello di rafforzare la prevenzione e i servizi sanitari sul territorio, modernizzare e digitalizzare il sistema sanitario e garantire equità di accesso alle cure.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Come noto, Il <strong>PNRR</strong> contiene un pacchetto di riforme strutturali e investimenti per il periodo 2021-2026 articolato in sei settori d&#8217;intervento prioritari e obiettivi (Missioni).</p>
<p>Relativamente alla <strong>Missione 6 Salute e Resilienza</strong>, l’obiettivo è quello di rafforzare la prevenzione e i servizi sanitari sul territorio, modernizzare e digitalizzare il sistema sanitario e garantire equità di accesso alle cure.</p>
<p>Il raggiungimento degli obiettivi sopra indicati non deve però essere avulso dal contesto attuale in merito all’accesso alle prestazioni sanitarie, basato ormai su un sistema multi-pilastro costituito dal <strong>SSN</strong>, dai fondi sanitari integrativi e dai trattamenti a cui il cittadino accede individualmente attraverso strutture sanitarie convenzionate/private finanziate out of pocket.</p>
<p>In quest’ottica il <strong>Fascicolo Sanitario Elettronico (FSE)</strong> è lo strumento attraverso il quale il cittadino può tracciare e consultare tutta la storia della propria vita sanitaria, condividendola in maniera sicura ed efficiente con gli operatori sanitari.</p>
<p>La Missione 6 del <strong>PNRR</strong> stanzia 1,38 miliardi di Euro per il potenziamento del Fascicolo Sanitario Integrato con l’obiettivo che l’85% dei medici di base lo alimentino entro il 2025 e che tutte le Regioni e Province Autonome lo adottino e lo utilizzino entro il 2026.</p>
<p>Lo scorso 18 maggio il Ministero della salute (MdS), il Ministero dell’economia e delle finanze (<strong>MEF</strong>) e il Ministro per l’innovazione tecnologica e la transizione digitale (MITD), sentita la Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le Regioni e le Province Autonome di Trento e di Bolzano, hanno adottato i decreti interministeriali che divulgano le nuove <strong>Linee Guida per l’Attuazione del Fascicolo Sanitario Elettronico</strong>.</p>
<p>Secondo le Linee Guida di Attuazione “il <strong>FSE</strong> deve diventare: il punto unico ed esclusivo di accesso per i cittadini ai servizi del Sistema Sanitario Nazionale; un ecosistema di servizi basati sui dati per i professionisti sanitari per la diagnosi e cura dei propri assistiti e per una assistenza sempre più personalizzata sul paziente, lo strumento per le strutture ed istituzioni sanitarie che potranno utilizzare le informazioni cliniche del <strong>FSE</strong> per effettuare analisi di dati clinici e migliorare l’erogazione dei servizi sanitari”.</p>
<p>Ciò significa che, grazie all’attuazione delle Linee Guida, sarà possibile definire ed attuare percorsi di cura per i cittadini che cambiano residenza tra Regioni e che pertanto potranno ricevere continuità assistenziale grazie alla condivisione della loro vita sanitaria tra professionisti e strutture sanitarie (sia pubbliche che private) ovunque si trovino ed indipendentemente dal fatto che l’accesso sia attraverso il <strong>SSN</strong>, il fondo di assistenza sanitaria integrativa o direttamente finanziato out of pocket.</p>
<p>A tal fine sarebbe però indispensabile un modello di nomenclatore tariffario condiviso tra tutti gli operatori della sanità o quantomeno un sistema di transcodifica di facile implementazione che consenta di valorizzare il patrimonio di dati ed informazioni già oggi disponibile seppur in maniera spesso disorganizzata e di difficile accesso.<br />
Rendendo condivisibili tutti i dati clinici acquisiti nelle attività di prevenzione, diagnosi e cura condotte dai professionisti sanitari, inoltre, si facilita la definizione di interventi di sanità pubblica e si riducono gli sprechi spesso dovuti alla ripetizione di prestazioni sanitarie a cui il cittadino accede attraverso il <strong>SSN</strong>, il fondo sanitario integrativo a cui è iscritto e spesso anche con il proprio finanziamento.</p>
<p>E’ però fondamentale che il Legislatore non trascuri, nell’attuazione del <strong>PNRR</strong>, l’attuale contesto sanitario multi-pilastro basato sui fondi di sanità integrativa che è ormai radicato e conta oltre 14 milioni di partecipanti. L’introduzione di una riforma che istituzionalizzi il ruolo della sanità integrativa sarebbe il primo passo.</p>
<p style="text-align: right;"><em>A cura di Marcello Marchese</em></p>
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		<title>Una sanità territoriale “su misura” per le fragilità</title>
		<link>https://www.assidim.it/una-sanita-territoriale-su-misura-per-le-fragilita/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Francesco Capria]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 22 Jul 2022 06:43:55 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Sanità, welfare e terzo settore]]></category>
		<category><![CDATA[ASSIDIM]]></category>
		<category><![CDATA[covid-19]]></category>
		<category><![CDATA[pnrr]]></category>
		<category><![CDATA[sanitàintegrativa]]></category>
		<category><![CDATA[sostenibilità]]></category>
		<category><![CDATA[welfare aziendale]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il Covid-19 esiste ancora e, benché mutato in una forma meno grave, continua a preoccupare gli esperti. In questa fase di transizione verso l’endemia, l’allarme lanciato dalle autorità sanitarie ma anche da parte di clinici e operatori è quello di proteggere le persone più fragili. Dai dati rilevati dall’Istituto Superiore di Sanità (ISS) al 10 gennaio 2022, sugli oltre 138 mila decessi censiti, gli over 80 costituiscono oltre il 60% del totale con una percentuale leggermente superiore tra le donne rispetto agli uomini (52 vs 48).</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Il Covid-19 esiste ancora e, benché mutato in una forma meno grave, continua a preoccupare gli esperti.</p>
<p>In questa fase di transizione verso l’endemia, l’allarme lanciato dalle autorità sanitarie ma anche da parte di clinici e operatori è quello di proteggere le persone più fragili.</p>
<p>Dai dati rilevati dall’<strong>Istituto Superiore di Sanità</strong> (<strong>ISS</strong>) al 10 gennaio 2022, sugli oltre 138 mila decessi censiti, gli over 80 costituiscono oltre il 60% del totale con una percentuale leggermente superiore tra le donne rispetto agli uomini (52 vs 48).</p>
<p>Per quanto riguarda i fragili, secondo un campione rappresentativo dei deceduti per i quali è stato possibile analizzare le cartelle cliniche inviate all’ISS dagli ospedali, il numero medio di patologie osservate in questa popolazione è di 3,7.</p>
<p>Questi dati, sebbene non aggiornati rispetto all’incidenza delle attuali sottovarianti di Omicron sulla popolazione deceduta, confermano che a pagare il prezzo più alto dell’infezione da Covid-19 siano proprio gli anziani e i fragili con più patologie preesistenti.</p>
<p>Ma quanti sono i fragili in Italia? E, soprattutto, come sono distribuiti geograficamente?</p>
<p>Secondo la recente indagine di Italia Longeva, di cui una rappresentazione sintetica è pubblicata nell’articolo di martedì 19 luglio su “Il Sole 24 Ore”, lo status di fragilità media o grave colpisce il 20% degli over 60 – ovvero 3,5 milioni di italiani – e ben il 75% dello stesso target d’età convive con almeno 5 patologie croniche.</p>
<p>Per rispondere invece alla seconda domanda, la prevalenza delle co-morbilità è decisamente più marcata nel centro-sud, con ben 9 province su 10, &#8211; in testa Salerno – che presentano una percentuale di persone fragili tra l’80 e il 90%.</p>
<p>Percentuali che sono superiori negli uomini rispetto alle donne e che aumentano con l’età.</p>
<p>Diverse le implicazioni per la riforma della sanità territoriale che dovranno mettere in atto le regioni con i rispettivi piani operativi.</p>
<p>Nell’ambito dei fondi del <strong>Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza</strong> (PNRR) destinati al comparto sanità, sono state previsti oltre 1.300 Case della Comunità, 400 Ospedali di Comunità e 600 Centrali Operative Territoriali per rispondere a logiche di riorganizzazione della sanità territoriale. [Fonte: Osservatorio Cittadinanzattiva]
<p>Gli investimenti del PNRR, che dovranno rispondere alle nuove necessità legate alle co-morbilità e favorire un alleggerimento del carico per gli ospedali per quei pazienti che necessitano di cure a “intensità clinica medio-bassa” e di degenze di breve durata, dovrebbero però essere programmati e finalizzati tenendo conto della mappatura delle co-morbilità.</p>
<p>In tal senso, quanto emerge dall&#8217;indagine Italia Longeva sembra suggerire di disegnare gli interventi e, nel caso specifico, di realizzare le Case della Comunità e gli altri presidi delle cure intermedie sulla base del maggiore fabbisogno a livello territoriale, e non indifferenziatamente su tutto il territorio nazionale.</p>
<p style="text-align: right;"><em>A cura di Francesco Capria</em></p>
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		<item>
		<title>La sanità italiana oltre la pandemia</title>
		<link>https://www.assidim.it/la-sanita-italiana-oltre-la-pandemia/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Francesco Capria]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 01 Jun 2022 08:09:26 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Sanità, welfare e terzo settore]]></category>
		<category><![CDATA[ASSIDIM]]></category>
		<category><![CDATA[nonautosufficienza]]></category>
		<category><![CDATA[pnrr]]></category>
		<category><![CDATA[prevenzione]]></category>
		<category><![CDATA[salute]]></category>
		<category><![CDATA[sanità]]></category>
		<category><![CDATA[sanitàintegrativa]]></category>
		<category><![CDATA[telemedicina]]></category>
		<category><![CDATA[welfare aziendale]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Dal Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) in arrivo circa 15 miliardi per la sanità a cui si aggiungono le risorse destinate all’innovazione e alla digitalizzazione della Pubblica Amministrazione. Risorse che serviranno a rimpolpare il sistema che, durante il biennio 2020-21, per resistere all’emergenza sanitaria causata dalla pandemia, ha ricevuto un’iniezione di liquidità di circa 4 miliardi aggiuntivi a quelli già stanziati mediante il Fondo Sanitario Nazionale.</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Dal <strong>Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza</strong> (<strong>PNRR</strong>) in arrivo circa 15 miliardi per la sanità a cui si aggiungono le risorse destinate all’innovazione e alla digitalizzazione della Pubblica Amministrazione.</p>
<p>Risorse che serviranno a rimpolpare il sistema che, durante il biennio 2020-21, per resistere all’emergenza sanitaria causata dalla pandemia, ha ricevuto un’iniezione di liquidità di circa 4 miliardi aggiuntivi a quelli già stanziati mediante il Fondo Sanitario Nazionale.</p>
<p>Prima dell’emergenza, il Servizio Sanitario Nazionale (SSN) e il suo impianto «universalistico» sembravano inesorabilmente scricchiolare a causa di:</p>
<ul>
<li>un costante de-finanziamento pubblico nell’ultimo decennio e conseguente incapacità di soddisfare fabbisogni attuali e potenziali legati ai principali trend demografici ed epidemiologici;</li>
<li>tagli di posti letti e accorpamenti di presidi che, in alcuni territori, si è tradotto in un peggioramento dell’outcome per il cittadino/paziente con marcate differenze regionali nell’erogazione dei Livelli Essenziali di Assistenza (LEA);</li>
<li>un blocco del turnover del personale;</li>
<li>un aumento della mobilità sanitaria passiva (da sud verso nord);</li>
<li>un aumento della spesa sanitaria privata;</li>
<li>un impoverimento dei consumi sanitari e rinunce alle cure per motivi economici.</li>
</ul>
<p>Durante l’emergenza, il sistema sanitario ha retto l’urto ma si sono palesate alcune difficoltà di governo e programmazione. Basti pensare all’equilibrio precario tra livelli decisionali con una dialettica difficile tra Stato e Regioni per cui queste ultime, nella difficoltà di mettere in pratica le linee guida nazionali, hanno spesso agito in autonomia.</p>
<p>Il Servizio Sanitario Nazionale si è dimostrato troppo «ospedalocentrico» con la medicina territoriale abbandonata a sé stessa; ciononostante, per fronteggiare le ospedalizzazioni e la gestione via via più mirata nel trattamento dei pazienti con infezione da Covid-19. si sono strette alleanze tra attori pubblici, privati e singoli professionisti che bisogna valorizzare e dalle quali serve necessariamente ripartire se si vuole garantire la sostenibilità del sistema sanitario.</p>
<p>Una fotografia del sistema durante la pandemia ce la fornisce l’ultimo Rapporto “Outlook Salute Italia” di Deloitte, che conferma alcune evidenze note e ne aggiunge di ulteriori che meritano una riflessione.</p>
<p>Per esempio, l’offerta sanitaria privata supera quella pubblica nel gradimento dei cittadini coinvolti nell’indagine (7,3 vs 6,6 su scala da 1 a 10) con gradiente geografico nord – sud significativo come in rilevazioni di altro genere.</p>
<p>Il reddito si conferma un fattore discriminante nell’erogazione delle prestazioni, con una rinuncia alle cure per motivi economici più elevata nelle fasce di reddito più basse rispetto alle persone con reddito più alto, con punte di 60% tra le prime rispetto al più contenuto 34% tra le seconde.</p>
<p><strong>Trend in crescita per quel che riguarda l’utilizzo dei servizi di telemedicina</strong>, benché sia ancora limitata la consapevolezza sulle potenzialità offerte dalle tecnologie applicate alla salute con meno di un italiano su tre che dichiara di conoscerle.</p>
<p>Più specificamente, l’indagine Deloitte rileva nel 2021 le seguenti variazioni rispetto al 2019:</p>
<ul>
<li>cresce dal 37% al 52% la quota di persone che ha richiesto e ricevuto un referto medico online;</li>
<li>cresce dal 35% al 47% la quota di persone che ha prenotato prestazioni sanitarie online;</li>
<li>cresce considerevolmente, più che raddoppiando, la percentuale di persone che ha comunicato con il proprio medico via app o chat (dal 23 al 51).</li>
</ul>
<p>L’auspicio per i prossimi anni è che, sfruttando l’occasione storica di attingere da cospicui finanziamenti in conto capitale garantiti dal <strong>PNRR</strong>, si riesca a rendere il sistema sanitario più innovativo e sostenibile.</p>
<p>Quello della salute è un ecosistema che sta cambiando e sono numerosi gli attori coinvolti in questo cambiamento. Occorre cogliere le potenzialità della sanità privata che si affianca a quella pubblica per rispondere in modo efficiente ed efficace alla domanda inevasa prestazioni sanitarie nonché ai nuovi fabbisogni di salute.</p>
<p>In tutto questo, un ruolo fondamentale potrà essere giocato dai fondi sanitari integrativi, che raggiungono ormai una platea di circa 15 milioni di lavoratori e che si sono caratterizzati, specie durante questo difficile biennio pandemico, per un approccio mirato di presa in carico e monitoraggio dei propri assistiti.</p>
<p>Telemedicina, non autosufficienza e prevenzione sono temi attorno ai quali si possono realizzare sinergie positive tra pubblico e privati poiché l’invecchiamento della popolazione e l’aumento delle cronicità portano con sé un aumento della spesa che, nonostante le risorse del <strong>PNRR</strong>, difficilmente potrà essere assorbito dal <strong>SSN</strong>.</p>
<p style="text-align: right;"><em>a cura di </em><br />
<em>Francesco Capria</em></p>
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		<item>
		<title>Investire nella prevenzione per il welfare che verrà</title>
		<link>https://www.assidim.it/investire-nella-prevenzione-per-il-welfare-che-verra/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Francesco Capria]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 06 May 2022 07:09:18 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Sanità, welfare e terzo settore]]></category>
		<category><![CDATA[ASSIDIM]]></category>
		<category><![CDATA[pnrr]]></category>
		<category><![CDATA[prevenzione]]></category>
		<category><![CDATA[stilidivita]]></category>
		<category><![CDATA[telemedicina]]></category>
		<category><![CDATA[valoreassidim]]></category>
		<category><![CDATA[welfare aziendale]]></category>
		<category><![CDATA[welfareaziendale]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il Covid-19 in questi due anni di pandemia ha avuto un impatto sull’aspettativa di vita delle persone ma l’Italia rimane ancora uno dei paesi più longevi al mondo. Nello scenario pre-pandemico, in un paese che continua ad invecchiare, migliora la salute della popolazione con un graduale spostamento verso età progressivamente più avanzate dell’insorgere di condizioni di salute severe.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.assidim.it/investire-nella-prevenzione-per-il-welfare-che-verra/">Investire nella prevenzione per il welfare che verrà</a> proviene da <a href="https://www.assidim.it">ASSIDIM</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Il Covid-19 in questi due anni di pandemia ha avuto un impatto sull’aspettativa di vita delle persone ma l’Italia rimane ancora uno dei paesi più longevi al mondo.</p>
<p>Nel solo 2020:</p>
<ul>
<li>l’aspettativa di vita alla nascita è di 82 anni in calo di 1,2 anni rispetto al 2019;</li>
<li>si è verificato un importante aumento della mortalità in Italia con 49.242 decessi in più, ovvero il 45% rispetto agli stessi mesi del quinquennio precedente;</li>
<li>l’età media degli italiani si attesta a 46 anni e 1 italiano su 4 è Over 65;</li>
<li>prosegue inesorabile la decrescita della popolazione: 7 nati per ogni 13 decessi.</li>
</ul>
<p style="text-align: right;">[<strong>Fonte</strong>: Elaborazioni Centro Studi ASSIDIM da ISTAT – Tavole di mortalità, 2021]
<p>&nbsp;</p>
<p>Nello scenario pre-pandemico, in un paese che continua ad invecchiare, migliora la salute della popolazione con un graduale spostamento verso età progressivamente più avanzate dell’insorgere di condizioni di salute severe. In particolare:</p>
<ul>
<li>1 persona su 3, tra gli over 65, presenta gravi patologie croniche e comorbilità che, tra gli over 85, diventano 1 su 2;</li>
<li>3,8 milioni di persone versano in uno stato di non autosufficienza, con gravi limitazioni motorie, sensoriali e cognitive.</li>
</ul>
<p style="text-align: right;">[<strong>Fonte</strong>: Elaborazioni Centro Studi ASSIDIM da Report ISTAT &#8211; Le condizioni di salute della popolazione anziana in Italia, 2019]
<p>&nbsp;</p>
<p>Questi dati confermano la necessità di investire nella prevenzione e promozione della salute con servizi connessi al benessere, alla longevità e all’invecchiamento attivo.</p>
<p>Il governo con i fondi del PNRR ha stanziato circa 20 miliardi di euro per il comparto “sanità” con il duplice obiettivo di “<em>potenziare la capacità di prevenzione e cura del sistema sanitario nazionale a beneficio di tutti i cittadini, garantendo un accesso equo e capillare alle cure e promuovere l’utilizzo di tecnologie innovative nella medicina</em>”.</p>
<p style="text-align: right;">[<strong>Fonte</strong>: <a href="https://www.governo.it/it/approfondimento/pnrr-salute/16707" target="_blank" rel="noopener">https://www.governo.it/it/approfondimento/pnrr-salute/16707</a>]
<p>&nbsp;</p>
<p>In questi due anni di pandemia, gli attori privati che operano nell’ecosistema Salute hanno migliorato l’offerta assistenziale a disposizione di aziende e persone assistite introducendo o, come nel caso di ASSIDIM, consolidando prestazioni e servizi per la salute digitale ed intercettando così la crescita esponenziale della domanda di assistenza a distanza da parte dei cittadini.</p>
<p>Sistemi di telemonitoraggio e di “presa in carico” degli assistiti dovrebbero sempre più costituire un’opportunità per migliorare la qualità e l’appropriatezza delle prestazioni per gli assistiti del SSN piuttosto che dai fondi sanitari integrativi, soprattutto nell’ambito delle cronicità e della non autosufficienza.</p>
<p>Le evidenze fornite dall’Health Trends 2022, il report di Mercer Marsh Benefits che analizza le indicazioni di 210 compagnie assicurative in 59 paesi del mondo, avvalorano la tendenza da parte delle persone a prendersi sempre più cura della propria salute anche grazie all’offerta di soluzioni di digital health introdotte dal 70% delle compagnie di tutto il mondo.</p>
<p>Secondo il rapporto, i cittadini a livello globale sono sempre più “empowered” e consapevoli che il <em>self care </em>sia indispensabile per prevenire l’insorgenza di patologie metaboliche e cardiovascolari.</p>
<p>ASSIDIM, dal canto suo, ha realizzato durante la pandemia una survey con le aziende che ha coinvolto oltre 1.300 collaboratori i cui risultati sono stati oggetto di pubblicazione scientifica: <a href="https://www.mdpi.com/1660-4601/18/17/8991" target="_blank" rel="noopener">https://www.mdpi.com/1660-4601/18/17/8991</a>.</p>
<p>Le evidenze della ricerca sono molto interessanti per le implicazioni sia a livello individuale che per le aziende impegnate nella costruzione di programmi di Workplace Health Promotion (WHP) per i propri collaboratori.</p>
<p>Uno stile di vita corretto – alimentazione sana, esercizio fisico, gestione dello stress, … –  è infatti essenziale per la sostenibilità individuale e sociale: fare qualcosa oggi per preservare un bene prezioso come la salute.</p>
<p>La possibilità di valutare gli stili di vita tramite una survey interna consente altresì alle aziende di raccogliere informazioni per definire programmi di WHP su misura e orientati sul miglioramento di specifici comportamenti (come, per esempio, fare attività fisica) che ci permettono di tenere sotto controllo i cosiddetti fattori di rischio “modificabili”.</p>
<p>La prevenzione comincia dagli stili di vita e costituisce uno dei principali elementi alla base della sostenibilità ed efficienza dei sistemi sanitari e sociali.</p>
<p style="text-align: right;"><em>Francesco Capria<br />
ASSIDIM</em></p>
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		<title>Il post pandemia per anziani e non autosufficienti</title>
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		<dc:creator><![CDATA[ASSIDIM]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 21 Feb 2022 14:47:33 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Sanità, welfare e terzo settore]]></category>
		<category><![CDATA[ASSIDIM]]></category>
		<category><![CDATA[nonautosufficienza]]></category>
		<category><![CDATA[pnrr]]></category>
		<category><![CDATA[salute]]></category>
		<category><![CDATA[salutesostenibile]]></category>
		<category><![CDATA[valoreassidim]]></category>
		<category><![CDATA[welfare aziendale]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Qualche giorno fa il Corriere della Sera ha pubblicato un articolo in cui si evidenziava il risparmio per l’INPS conseguente ai decessi per Covid. Ammonterebbe a circa 1,1 miliardi di [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Qualche giorno fa il Corriere della Sera ha pubblicato un articolo in cui si evidenziava il risparmio per l’I<strong>NPS</strong> conseguente ai decessi per Covid.</p>
<p>Ammonterebbe a circa 1,1 miliardi di euro per il solo 2020 a cui si aggiungono circa 12 miliardi di spesa in meno per l’istituto nel prossimo decennio.</p>
<p>L’articolo riporta una sintesi del nono <strong>Rapporto di Itinerari Previdenziali</strong> che offre un quadro sulla sostenibilità finanziaria e sociale del sistema pensionistico.</p>
<p>Il sistema ha tenuto durante l’emergenza, benché la storica e ancora dibattuta mancata separazione tra assistenza e previdenza pesi sui conti dell’ente dando l’idea di una spesa fuori controllo.</p>
<p>Tanti sono i nostri anziani che purtroppo ci hanno lasciati dall’inizio della pandemia da oggi: degli oltre 138 mila censiti dall’<strong>Istituto Superiore di Sanità</strong> [agg. 10 gennaio 2022], gli Over 80 costituiscono oltre il 60% del totale con una percentuale leggermente superiore tra le donne rispetto agli uomini (52 vs 48).</p>
<p>Al di là del fatto che siano gli anziani e i fragili a pagare il prezzo più alto della pandemia, bisogna ricordare quanto certificato dai trend demografici, ovvero il progressivo invecchiamento della popolazione.</p>
<p>Oggi, secondo l’ultima rilevazione <strong>ISTAT</strong>, 1 italiano su 4 circa è Over 65 e l’età media della popolazione è di 46 anni.</p>
<p>La popolazione invecchia e, ahimè, non in “buona salute” dacché, secondo elaborazioni Cergas Bocconi da dati ISTAT, nel 2019 i non autosufficienti sono 3 milioni e 800 mila persone, in aumento di un milione rispetto alla rilevazione del 2016 perché nel computo rientrano anche le demenze.</p>
<p>A queste persone si aggiungono i circa 7 milioni di Over 65 che dichiarano di avere almeno 3 patologie croniche e che pertanto necessitano di essere prese in carico dal Servizio Sanitario Nazionale (SSN).</p>
<p>Dalla quarta edizione del report Cergas Essity sulla non autosufficienza emergono importanti evidenze che qui sintetizziamo:</p>
<ul>
<li>Tasso di copertura del fabbisogno basso: in media, 15 ore annue per anziano e 3 operatori socio sanitari ogni 100 mila Over 65.</li>
<li>Marcate disuguaglianze territoriali nella risposta al tipo di bisogno socio &#8211; sanitario. Al meridione, dove la prevalenza dei cronici è superiore rispetto al settentrione, i ricoveri ospedalieri costituiscono la risposta prevalente stante la carenza di alternative per la presa in carico sul territorio.</li>
<li>Reddito e istruzione variabili che determinano l’accesso ai servizi: i meno abbienti e meno istruiti sono coloro che dichiarano di avere più patologie croniche rispetto al resto della popolazione e rinunciano alle cure per motivi economici.</li>
<li>Disuguaglianze di genere nella prevalenza delle patologie e nell’accesso ai servizi.</li>
<li>Carenza strutturale di professionisti formati e scarsa motivazione del personale socio &#8211; sanitario legata a retribuzioni e condizioni contrattuali precarie, con l’aggravante del carico emotivo conseguente al Covid-19 che ha determinato la crescita di assenze e permessi.</li>
<li>Mix professionale subordinato a una revisione del modello di servizio: serve uscire dal perimetro degli standard amministrativi per focalizzarsi sulla creazione di valore (employer branding).</li>
</ul>
<p>Per concludere, gli studi e le indagini più recenti sui fenomeni della disabilità e della non autosufficienza stimolano la riflessione su come migliorare, da qui a prossimi anni, l’assistenza nei confronti di una popolazione che invecchia e invecchia male.</p>
<p>Le risorse pubbliche sono limitate ma l’occasione arriva con il <strong>PNRR</strong> che mette a disposizione per il settore salute più 15 miliardi di euro, articolate in due componenti fondamentali: l’assistenza territoriale e l’ammodernamento delle strutture tecnologiche e digitali esistenti (telemedicina).</p>
<p>Tuttavia, per sopperire alle debolezze e alle incognite del sistema pubblico, si registra una crescita di interesse da parte dei più giovani nel ricercare sul mercato assicurativo adeguate soluzioni che li tutelino contro il rischio di non autosufficienza.</p>
<p style="text-align: right;"><em>Centro studi ASSIDIM</em></p>
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