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	<title>sanitaprivata Archivi - ASSIDIM</title>
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	<description>Salute e Protezione dal 1981</description>
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	<title>sanitaprivata Archivi - ASSIDIM</title>
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		<title>Quanto costerebbe curarsi in Italia se la sanità fosse solo privata?</title>
		<link>https://www.assidim.it/quanto-costerebbe-curarsi-in-italia-se-la-sanita-fosse-solo-privata/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lisa Antonutti]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 11 Apr 2025 07:00:01 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Sanità, welfare e terzo settore]]></category>
		<category><![CDATA[assitenzasanitariaintegrativa]]></category>
		<category><![CDATA[cure]]></category>
		<category><![CDATA[salute]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Quanto ci costerebbe, concretamente, prenderci cura della nostra salute in un contesto completamente privatizzato?</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.assidim.it/quanto-costerebbe-curarsi-in-italia-se-la-sanita-fosse-solo-privata/">Quanto costerebbe curarsi in Italia se la sanità fosse solo privata?</a> proviene da <a href="https://www.assidim.it">ASSIDIM</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>In Italia siamo abituati a pensare che la salute sia un diritto. E in effetti lo è: la nostra Costituzione lo sancisce chiaramente, e il Servizio Sanitario Nazionale (SSN) è nato proprio per questo, per garantire a tutte e tutti l&#8217;accesso alle cure, indipendentemente dal reddito. Ma cosa succederebbe se questo sistema venisse meno? Quanto ci costerebbe, concretamente, prenderci cura della nostra salute in un contesto completamente privatizzato?</p>
<p>Uno studio realizzato nel 2023 da Anaao Assomed, il principale sindacato dei medici ospedalieri, ha provato a rispondere a questa domanda. E i numeri non lasciano spazio a molti dubbi: senza SSN, curarsi diventerebbe per molti un lusso.</p>
<h3>Cifre che fanno riflettere</h3>
<p>Secondo le stime dello studio, una famiglia media composta da quattro persone arriverebbe a spendere oltre <strong>10.000 euro all&#8217;anno</strong> per coprire visite, farmaci, esami, ricoveri, interventi. Un costo più che triplicato rispetto all&#8217;attuale contribuzione indiretta tramite tasse e ticket (che si aggira intorno ai 2.900 euro pro capite all&#8217;anno).</p>
<p>Vediamo qualche esempio pratico:</p>
<ul>
<li><strong>Visite specialistiche</strong>: con il SSN paghiamo un ticket di circa 30-50 euro. In regime privato, la stessa visita costa <strong>tra i 150 e i 250 euro</strong>.</li>
<li><strong>Esami diagnostici</strong>: una risonanza magnetica può costare <strong>fino a 400 euro</strong> privatamente, contro i 60-100 euro di ticket.</li>
<li><strong>Interventi chirurgici</strong>: un impianto di protesi d&#8217;anca, nel privato, arriva facilmente a <strong>20.000 euro</strong>.</li>
<li><strong>Assistenza continuativa</strong>: servizi fondamentali come l&#8217;assistenza domiciliare o le cure a lungo termine per anziani o persone fragili rischierebbero di diventare inaccessibili per chi non ha risorse adeguate.</li>
</ul>
<h3>La sanità integrativa come alleata</h3>
<p>In questo scenario, sempre più persone si stanno interrogando su come proteggersi. E una delle risposte possibili è rappresentata dalla <strong>sanità integrativa</strong>: sistemi di tutela complementari che affiancano il SSN e aiutano le persone a sostenere le spese sanitarie più rilevanti o non coperte dal pubblico.</p>
<p>I <strong>Fondi sanitari integrativi, le Mutue e le Casse di Assistenza</strong>, come <strong>ASSIDIM</strong>, sono realtà senza scopo di lucro nate proprio con questo obiettivo: garantire ai lavoratori (e spesso anche ai familiari) un supporto concreto per accedere a cure di qualità, in tempi rapidi e senza dover svuotare il portafogli.</p>
<p>Scegliere un fondo sanitario significa:</p>
<ul>
<li>avere <strong>più libertà nella scelta</strong> di specialisti e strutture;</li>
<li>ridurre drasticamente i <strong>tempi di attesa</strong>;</li>
<li>ricevere <strong>rimborso</strong> per visite, esami, interventi, farmaci;</li>
<li>accedere a <strong>programmi di prevenzione</strong> e check-up personalizzati.</li>
</ul>
<h3>La salute è un bene comune. Proteggerla è una responsabilità condivisa</h3>
<p>Il SSN, pur con le sue fragilità, rappresenta un presidio irrinunciabile di equità e giustizia sociale. Ma da solo, oggi, fatica a reggere il carico di bisogni di una popolazione che invecchia e si ammala più a lungo. Rafforzarlo con strumenti integrativi intelligenti e sostenibili è una strada concreta per assicurare a tutti il diritto alla cura.</p>
<p>ASSIDIM crede in questo approccio: nella complementarità tra pubblico e privato, nell&#8217;importanza della prevenzione, nel valore sociale della salute.</p>
<p>E se è vero che la salute non ha prezzo, è altrettanto vero che ha un costo. Meglio non scoprirlo troppo tardi.</p>
<p style="text-align: right;"><em>A cura di LISA ANTONUTTI</em><br />
<em>Centro Studi ASSIDIM</em></p>
<h3>Fonti:</h3>
<ul>
<li>Anaao Assomed, <em>&#8220;Sanità pubblica: quanto ci costerebbe perderla&#8221;</em>, 2023. https://www.anaao.it/</li>
<li>ISTAT, <em>Spesa sanitaria delle famiglie</em>, 2022.</li>
<li>Ministero della Salute, <em>Rapporto annuale sullo stato del SSN</em>, 2023.</li>
</ul>
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		<title>Sanità pubblica e privata, una bilancia in equilibrio precario</title>
		<link>https://www.assidim.it/sanita-pubblica-e-privata-una-bilancia-in-equilibrio-precario/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[ASSIDIM]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 07 Nov 2019 09:44:29 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Sanità, welfare e terzo settore]]></category>
		<category><![CDATA[ASSIDIM]]></category>
		<category><![CDATA[salute]]></category>
		<category><![CDATA[sanitaprivata]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Che rapporto intercorre oggi tra sanità pubblica e sanità privata in Italia? Ne traccia il quadro, indagando i possibili scenari futuri, Francesco Capria del Centro Studi ASSIDIM. La legge di [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Che rapporto intercorre oggi tra <strong>sanità pubblica</strong> e <strong>sanità privata</strong> in Italia? Ne traccia il quadro, indagando i possibili scenari futuri, <strong>Francesco Capria</strong> del <strong>Centro Studi ASSIDIM</strong>.</p>
<p>La legge di Bilancio 2020 porta con sé numerose novità che riguardano l’ambito sanitario. In particolare, a essa è collegato il <strong>Ddl Sanità 2020</strong>, che prevede un riordino dei ticket sulla base di un principio di progressività, ovvero in rapporto al reddito e alla composizione del nucleo familiare.</p>
<p>Non solo: sarà abolito il cosiddetto ‘<strong>superticket</strong>’ da 10 euro che, dal 2011, veniva applicato alle prescrizioni di visite ed esami a discrezionalità delle Regioni, per far fronte al taglio dei trasferimenti di fondi verso le amministrazioni locali.</p>
<p>Ma proprio perché uguale per tutti i redditi (dunque più ‘pesante’ per quelli bassi) e discrezionale territorialmente, questo balzello veniva definito da molti (uno su tutti, Nino Cartabellotta, Presidente di Gimbe) iniquo e fonte di ulteriori diseguaglianze. Questa situazione rendeva particolarmente appetibile il mercato privato nelle Regioni in cui si applicava la tassa.</p>
<p>Leggi l&#8217;intervista completa al nostro Francesco Capria su <a href="https://www.tuttowelfare.info/sanita-welfare/sanita-pubblica-e-privata-una-bilancia-in-equilibrio-precario" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Tuttowelfare.info »</a></p>
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