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	<title>Servizio Sanitario Nazionale Archivi - ASSIDIM</title>
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	<description>Salute e Protezione dal 1981</description>
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		<title>Verso una salute più sostenibile ma non disuguale</title>
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		<dc:creator><![CDATA[ASSIDIM]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 11 Apr 2019 12:54:51 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Sanità, welfare e terzo settore]]></category>
		<category><![CDATA[non autosufficienza]]></category>
		<category><![CDATA[salute]]></category>
		<category><![CDATA[sanità integrativa]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Nonostante la crisi che, nell’ultimo decennio, ha prodotto un inevitabile calo dei consumi delle famiglie italiane, diverse ricerche fotografano una situazione in cui la spesa privata per consumi di beni [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.assidim.it/verso-una-salute-piu-sostenibile-ma-non-disuguale/">Verso una salute più sostenibile ma non disuguale</a> proviene da <a href="https://www.assidim.it">ASSIDIM</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Nonostante la crisi che, nell’ultimo decennio, ha prodotto un inevitabile calo dei consumi delle famiglie italiane, diverse ricerche fotografano una situazione in cui la spesa privata per consumi di beni e servizi sanitari si è consolidata nel tempo, attestandosi sui 40 miliardi di euro.</p>
<p>Un dato significativo se si considera che ben un quarto della spesa sanitaria totale, che ammonta a circa 160 miliardi di euro, è finanziato privatamente.</p>
<p>In un paese come l’Italia, caratterizzato da un sistema universalistico di welfare, sarebbe fin troppo semplice scorgere segnali di arretramento del ruolo dello Stato nel garantire livelli adeguati di protezione sociale a tutti i cittadini.</p>
<p>Se da una parte questo è indubbio, è altrettanto vero che una componente di spesa privata cosiddetta <strong>out of pocket</strong> è fisiologica, e non patologica, poiché dipende da una variabilità di fattori legati, ad esempio, ai comportamenti di consumo o all’elasticità della domanda di beni e servizi sanitari rispetto al reddito.</p>
<p>In tal senso, l’aumento del consumo pro capite di beni e servizi sanitari è determinato in funzione del reddito, al pari di altri variabili quali l’area geografica di appartenenza, la numerosità del nucleo familiare, ecc.</p>
<p>Dati e evidenze ci aiutano perciò a interpretare meglio il contesto attuale, in cui l’aumento della spesa sanitaria non è riconducibile soltanto alla minore efficienza e funzionalità del sistema pubblico.</p>
<p>Gli italiani, dal momento che vivono più a lungo, hanno bisogni nuovi diversi e chiedono risposte in quanto consapevoli dell’incidenza vieppiù elevata di non autosufficienza, disabilità e patologie croniche, che impattano negativamente sulla loro qualità della vita.</p>
<p>Cresce, all’interno della contrattazione di II livello, lo spazio per il <strong><a href="https://www.assidim.it/la-sanita-integrativa/il-welfare-aziendale" target="_blank" rel="noopener noreferrer">welfare aziendale</a></strong> e soprattutto per la <strong><a href="https://www.assidim.it/la-sanita-integrativa/cose" target="_blank" rel="noopener noreferrer">sanità integrativa</a></strong>, unitamente ai servizi legati al <strong>work-life balance</strong> e alla <strong>cura degli anziani</strong>.</p>
<p>In particolare, dalle principali evidenze e dai consueti report annuali sullo stato del welfare nelle aziende italiane, almeno una PMI su 2 adotta oggi soluzioni di welfare per i propri dipendenti e collaboratori.</p>
<p>Se a ciò si aggiunge che il numero di assistiti da fondi sanitari aziendali e assicurazioni individuali è ormai prossimo agli 11 milioni, emerge uno scenario in cui i temi della salute, della prevenzione e del benessere, oltre ad alimentare il dibattito pubblico, si fanno sempre più largo nelle aziende e risultano essere i desiderata dei dipendenti.</p>
<p>Pertanto, in funzione dei nuovi bisogni e della conseguente capacità di dare risposta agli stessi, che si traduce in una riorganizzazione della rete di offerta di servizi sanitari e sociosanitari, è quanto mai necessaria una collaborazione tra l’attore pubblico e i soggetti privati che operano nel campo della salute, a tutela di un diritto universale e non disuguale.</p>
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