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	<title>spesa sanitaria Archivi - ASSIDIM</title>
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	<description>Salute e Protezione dal 1981</description>
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	<title>spesa sanitaria Archivi - ASSIDIM</title>
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		<title>Tra aspettative irrealistiche e scenari di cambiamento: scoperchiato il vaso di Pandora sulla sanità italiana</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Francesco Capria]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 14 Feb 2025 08:34:51 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Sanità, welfare e terzo settore]]></category>
		<category><![CDATA[liste di attesa]]></category>
		<category><![CDATA[rapporto OASI 2024]]></category>
		<category><![CDATA[sanità]]></category>
		<category><![CDATA[sanità privata]]></category>
		<category><![CDATA[sanità pubblica]]></category>
		<category><![CDATA[spesa sanitaria]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Qual è lo stato dell’arte e quali sono le prospettive per la sanità italiana? Quali proposte di miglioramenti possibili in un contesto di risorse caratterizzate da una disponibilità limitata?</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.assidim.it/tra-aspettative-irrealistiche-e-scenari-di-cambiamento-scoperchiato-il-vaso-di-pandora-sulla-sanita-italiana/">Tra aspettative irrealistiche e scenari di cambiamento: scoperchiato il vaso di Pandora sulla sanità italiana</a> proviene da <a href="https://www.assidim.it">ASSIDIM</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Il Servizio Sanitario Nazionale (SSN) ha dato prova di grande resilienza negli anni ma, per preservare l’universalismo, l’equità e la solidarietà, colonne portanti della legge 833 del ’78, dovrà affrontare nuove sfide che, tuttavia, chiamano tutti all’impegno.</p>
<p>A partire da noi cittadini, come sottolineato da Rosanna Tarricone – ex direttrice Cergas SDA Bocconi – che, nell’articolo pubblicato sul Corriere della Sera lo scorso 26 gennaio, ci ricorda che il diritto di tutela della salute, sancito dall’articolo 32 della Costituzione, sia anche un dovere e una responsabilità collettiva; infatti, la più grande conquista di welfare del secolo &#8211; la sanità pubblica &#8211; è un privilegio garantitoci dai politici dell’immediato dopoguerra, i quali non andavano d’accordo sul nulla tranne che sul fatto di dover andare d’accordo.</p>
<p>Ciò detto, qual è lo stato dell’arte e quali sono le prospettive per la sanità italiana?</p>
<p>Quali proposte di miglioramenti possibili in un contesto di risorse caratterizzate da una disponibilità limitata?</p>
<p>Attingendo principalmente dai contenuti del Rapporto OASI 2024, a cura dell’Osservatorio Cergas SDA Bocconi, proviamo a sintetizzare i macro-trend e le evidenze più significative.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h4>Trend demografici ed epidemiologici</h4>
<p>L’Italia è un paese che, inesorabilmente, invecchia, con le persone sopra i 65 anni che, in base ai più recenti dati ISTAT, superano i 14 milioni; di questi, ben 4 milioni sono non autosufficienti.</p>
<p>La natalità continua la sua discesa e la mortalità cala: 6 neonati e 11 decessi per 1.000 abitanti.</p>
<p>Uno scenario in chiaroscuro poiché, se da una parte l’aspettativa di vita alla nascita cresce (83,1 anni, in recupero dopo il Covid-19), con l’Italia seconda in Europa alla sola Spagna, dall’altra, alla prospettiva demografica fa da contraltare quella epidemiologica: c’è, infatti, una differenza di 23,4 anni tra aspettativa di vita alla nascita e speranza di vita in buona salute, con marcate differenze regionali.</p>
<p>Queste ultime, oltre che negli esiti di salute, si riflettono negli indicatori di performance tra le aziende sanitarie e ospedaliere, con una crescente associazione negativa tra qualità delle istituzioni e mobilità passiva.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h4>Dinamiche di spesa</h4>
<p>Quanto poi alla spesa sanitaria, quella pubblica, benché nominalmente sia cresciuta con le ultime leggi di bilancio, è ben lontana dal 7% e più rispetto al PIL del biennio pandemico, attestandosi oggi al 6,3%, cifra che si prevede resterà sostanzialmente invariata anche nel 2026.</p>
<p>L’incidenza della spesa sanitaria privata sul PIL, contrariamente a quanto si possa pensare, rimane pressoché stabile nel tempo (2,2%) ma, tra il 2012 e il 2023, è la spesa intermediata da fondi integrativi, casse di assistenza, mutue e assicurazioni ad aumentare dell’80%, con un peso significativo rappresentato dalla componente di specialistica ambulatoriale (53%).</p>
<p>Gli iscritti a forme di assistenza sanitaria integrativa al Servizio Sanitario Nazionale (SSN) sono ormai più di 16 milioni, ovvero circa il 25% della popolazione italiana residente, e ricevono prestazioni – secondo il 3° Rapporto del Ministero della Salute sull’attività dei fondi sanitari integrativi &#8211; per un totale di 3,2 miliardi di euro.</p>
<p>L’aumento delle spese ambulatoriali, specificamente in regime privato (e non SSN dove anzi sono in calo del 10%), è collegato all’aumento delle prescrizioni (+31%), che fanno inevitabilmente lievitare i consumi privati in sanità e che, stando ai dati raccolti all’interno del Rapporto OASI, appaiono piuttosto disomogenei a livello territoriale e non correlati al bisogno epidemiologico, a livello sia nazionale che regionale o locale.</p>
<p>Le ragioni sono molteplici ma, in relazione alla geografia dei consumi sanitari, i ricercatori del Cergas suggeriscono di ampliare le metriche e passare da indicatori di efficienza e produzione per unità di prodotto a indicatori di qualità, analizzando i consumi pro capite dei cittadini in funzione delle patologie, l’aderenza clinica e gli esiti di salute.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h4>SSN &#8220;prestazionificio&#8221;</h4>
<p>Per semplificare, il SSN ha prescritto molte più prestazioni rispetto alla sua effettiva capacità produttiva, amplificando ulteriormente il fenomeno delle liste d’attesa.</p>
<p>Se si vuole ottimizzare l’offerta di prestazioni sanitarie, occorre adeguatamente governare la domanda delle stesse; diversamente, si generano inefficienze e disuguaglianze tra i cittadini e l’universalismo, ovvero l’idea di garantire le prestazioni a tutti e in tempi brevi, rimane solo sulla carta poiché si rivela “selettivo” de facto.</p>
<p>Occorre altresì governare le aspettative dei cittadini ed evitare di fare promesse elettorali irrealizzabili: il sistema sanitario è ormai diventato un “prestazionificio” e non dobbiamo illuderci di poterne beneficiare all’infinito senza fare la nostra parte.</p>
<p>Perché poi in fondo, secondo il mito, dal vaso di Pandora la speranza è sempre l’ultima ad uscire.</p>
<p style="text-align: right;"><strong><em> A cura di Francesco Capria<br />
</em><em>Centro Studi ASSIDIM</em></strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Infine, segnalo che i docenti del Cergas SDA Bocconi, insieme a colleghi di altre università italiane, hanno sottoscritto un documento, presentato al CNEL lo scorso 29 gennaio, contenente alcune proposte di riforma del SSN, consultabile al link: <a href="https://cergas.unibocconi.eu/publications-media/policy-proposals/quindici-principi-una-vera-riforma-del-ssn">https://cergas.unibocconi.eu/publications-media/policy-proposals/quindici-principi-una-vera-riforma-del-ssn</a></p>
<h3>FONTI:</h3>
<ol>
<li>Rapporto OASI 2024: <a href="https://cergas.unibocconi.eu/oasi-2024">https://cergas.unibocconi.eu/oasi-2024</a></li>
<li>Il futuro della Sanità pubblica dipende anche da noi: <a href="https://www.corriere.it/salute/25_gennaio_25/il-futuro-della-sanita-pubblica-dipende-anche-da-noi-9be4db2d-948c-48d6-ac3f-22a12cf88xlk.shtml">https://www.corriere.it/salute/25_gennaio_25/il-futuro-della-sanita-pubblica-dipende-anche-da-noi-9be4db2d-948c-48d6-ac3f-22a12cf88xlk.shtml</a></li>
<li>Indicatori demografici ISTAT 2024 (su dati 2023): <a href="https://www.istat.it/it/files/2024/03/Indicatori_demografici.pdf">https://www.istat.it/it/files/2024/03/Indicatori_demografici.pdf</a></li>
<li>3° Rapporto del Ministero della Salute sui fondi sanitari integrativi: <a href="https://www.salute.gov.it/imgs/C_17_pubblicazioni_3505_allegato.pdf">https://www.salute.gov.it/imgs/C_17_pubblicazioni_3505_allegato.pdf</a></li>
</ol>
<p>L'articolo <a href="https://www.assidim.it/tra-aspettative-irrealistiche-e-scenari-di-cambiamento-scoperchiato-il-vaso-di-pandora-sulla-sanita-italiana/">Tra aspettative irrealistiche e scenari di cambiamento: scoperchiato il vaso di Pandora sulla sanità italiana</a> proviene da <a href="https://www.assidim.it">ASSIDIM</a>.</p>
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		<title>Verso una salute più sostenibile ma non disuguale</title>
		<link>https://www.assidim.it/verso-una-salute-piu-sostenibile-ma-non-disuguale/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[ASSIDIM]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 11 Apr 2019 12:54:51 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Sanità, welfare e terzo settore]]></category>
		<category><![CDATA[non autosufficienza]]></category>
		<category><![CDATA[salute]]></category>
		<category><![CDATA[sanità integrativa]]></category>
		<category><![CDATA[Servizio Sanitario Nazionale]]></category>
		<category><![CDATA[spesa sanitaria]]></category>
		<category><![CDATA[welfare]]></category>
		<category><![CDATA[work-life balance]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Nonostante la crisi che, nell’ultimo decennio, ha prodotto un inevitabile calo dei consumi delle famiglie italiane, diverse ricerche fotografano una situazione in cui la spesa privata per consumi di beni [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.assidim.it/verso-una-salute-piu-sostenibile-ma-non-disuguale/">Verso una salute più sostenibile ma non disuguale</a> proviene da <a href="https://www.assidim.it">ASSIDIM</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Nonostante la crisi che, nell’ultimo decennio, ha prodotto un inevitabile calo dei consumi delle famiglie italiane, diverse ricerche fotografano una situazione in cui la spesa privata per consumi di beni e servizi sanitari si è consolidata nel tempo, attestandosi sui 40 miliardi di euro.</p>
<p>Un dato significativo se si considera che ben un quarto della spesa sanitaria totale, che ammonta a circa 160 miliardi di euro, è finanziato privatamente.</p>
<p>In un paese come l’Italia, caratterizzato da un sistema universalistico di welfare, sarebbe fin troppo semplice scorgere segnali di arretramento del ruolo dello Stato nel garantire livelli adeguati di protezione sociale a tutti i cittadini.</p>
<p>Se da una parte questo è indubbio, è altrettanto vero che una componente di spesa privata cosiddetta <strong>out of pocket</strong> è fisiologica, e non patologica, poiché dipende da una variabilità di fattori legati, ad esempio, ai comportamenti di consumo o all’elasticità della domanda di beni e servizi sanitari rispetto al reddito.</p>
<p>In tal senso, l’aumento del consumo pro capite di beni e servizi sanitari è determinato in funzione del reddito, al pari di altri variabili quali l’area geografica di appartenenza, la numerosità del nucleo familiare, ecc.</p>
<p>Dati e evidenze ci aiutano perciò a interpretare meglio il contesto attuale, in cui l’aumento della spesa sanitaria non è riconducibile soltanto alla minore efficienza e funzionalità del sistema pubblico.</p>
<p>Gli italiani, dal momento che vivono più a lungo, hanno bisogni nuovi diversi e chiedono risposte in quanto consapevoli dell’incidenza vieppiù elevata di non autosufficienza, disabilità e patologie croniche, che impattano negativamente sulla loro qualità della vita.</p>
<p>Cresce, all’interno della contrattazione di II livello, lo spazio per il <strong><a href="https://www.assidim.it/la-sanita-integrativa/il-welfare-aziendale" target="_blank" rel="noopener noreferrer">welfare aziendale</a></strong> e soprattutto per la <strong><a href="https://www.assidim.it/la-sanita-integrativa/cose" target="_blank" rel="noopener noreferrer">sanità integrativa</a></strong>, unitamente ai servizi legati al <strong>work-life balance</strong> e alla <strong>cura degli anziani</strong>.</p>
<p>In particolare, dalle principali evidenze e dai consueti report annuali sullo stato del welfare nelle aziende italiane, almeno una PMI su 2 adotta oggi soluzioni di welfare per i propri dipendenti e collaboratori.</p>
<p>Se a ciò si aggiunge che il numero di assistiti da fondi sanitari aziendali e assicurazioni individuali è ormai prossimo agli 11 milioni, emerge uno scenario in cui i temi della salute, della prevenzione e del benessere, oltre ad alimentare il dibattito pubblico, si fanno sempre più largo nelle aziende e risultano essere i desiderata dei dipendenti.</p>
<p>Pertanto, in funzione dei nuovi bisogni e della conseguente capacità di dare risposta agli stessi, che si traduce in una riorganizzazione della rete di offerta di servizi sanitari e sociosanitari, è quanto mai necessaria una collaborazione tra l’attore pubblico e i soggetti privati che operano nel campo della salute, a tutela di un diritto universale e non disuguale.</p>
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