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	<title>stimulus Archivi - ASSIDIM</title>
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	<description>Salute e Protezione dal 1981</description>
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	<title>stimulus Archivi - ASSIDIM</title>
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	<item>
		<title>Relazione di coppia: fasi, dinamiche e soluzioni</title>
		<link>https://www.assidim.it/relazione-di-coppia-fasi-dinamiche-e-soluzioni/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Stimulus Italia]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 28 Jun 2024 07:00:20 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Mental health e benessere organizzativo]]></category>
		<category><![CDATA[ASSIDIM]]></category>
		<category><![CDATA[benesseredicoppia]]></category>
		<category><![CDATA[employeeassistanceprogram]]></category>
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		<category><![CDATA[stimulus]]></category>
		<category><![CDATA[welfareaziendale]]></category>
		<category><![CDATA[wellbeing]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Robert Neuburger definisce la coppia come l'incontro di due persone che, per varie ragioni, non si separano. Esistono coppie lavorative, amicali e affettive, e l'articolo si concentra sulle dinamiche e fasi delle coppie affettive. Le fasi di una relazione includono infatuazione, innamoramento, disillusione e amore, con sfide interne ed esterne. La comunicazione è fondamentale per la salute della relazione. Quando le difficoltà diventano insormontabili, la terapia di coppia può offrire supporto per ritrovare equilibrio o affrontare la fine della relazione.</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Robert Neuburger definisce la coppia <em>“come la storia di un incontro che dura, cioè di due persone che si sono incontrate e che per varie ragioni non si separano”</em>. Esistono diverse tipologie di coppie: lavorative, amicali e affettive. Ci soffermeremo sulla coppia affettiva e sulle dinamiche, gli equilibri e le fasi che la caratterizzano.</p>
<p>Una relazione di coppia dà origine a un sistema complesso, sia perché ci sono due individualità che entrano in contatto tra loro, ciascuna con la propria personalità, aspettative, interessi e desideri; sia perché significa coinvolgere diverse sfere della propria vita e di quella del partner. L’idea utopica di una relazione perfetta può rivelarsi frustrante, è importante quindi arrivare alla consapevolezza che la coppia è un divenire, che affronta continue sfide sia interne che esterne.</p>
<h3><strong>Le diverse fasi di una relazione di coppia</strong></h3>
<p>La relazione di coppia, così come i due individui che ne fanno parte, è soggetta al cambiamento. Essendo un sistema complesso si evolve e nel corso della sua durata attraversa diverse fasi:</p>
<p><strong>Prima fase, l’infatuazione:</strong> Si tratta del periodo iniziale di una relazione, quando due persone si incontrano e vivono una forte attrazione chimico-fisica. Questo periodo può durare diversi mesi ed è caratterizzato dall’idealizzazione dell’altro, notando maggiormente ciò che si ha in comune rispetto a ciò che differenzia.</p>
<p><strong>Seconda fase, l’innamoramento:</strong> l’attrazione e l’idealizzazione sono ancora presenti e si aggiunge un desiderio di conoscersi più a fondo. Questo periodo è definito “di simbiosi” perché si tende a essere maggiormente focalizzati sulla coppia e a chiudersi verso le relazioni esterne.</p>
<p><strong>Terza fase, la disillusione:</strong> questa fase è la più complessa perché arriva il momento in cui si inizia a vedere il proprio partner per quello che è. Emergono i difetti e le differenze, cade quindi l’idealizzazione iniziale e ciò può portare al conflitto o all’incomprensione. Per quanto difficile, è un momento necessario poiché rappresenta un’opportunità di crescita e di consolidamento del rapporto. È qui che si capisce se le divergenze possono essere affrontate e superate o se è necessario interrompere la relazione.</p>
<p><strong>Quarta fase, l’amore:</strong> È l’ultima quella che procede più lentamente perché l’amore ha bisogno di tempo e impegno per costruirsi. È una fase di benessere perché si è maggiormente allineati nell’affrontare le difficoltà, si ha fiducia e si impara a tollerare i difetti dell’altro vedendoli ora come un tratto di unicità.</p>
<p>Queste fasi non seguono un ordine preciso e molto dipende da una moltitudine di fattori, tra cui le caratteristiche personologiche e le esperienze relazionali precedentemente vissute (a livello familiare, sentimentale, amicale). Capire che fase della relazione si sta vivendo, però, può aiutare a saperla gestire al meglio.</p>
<h3><strong>La rottura dell’equilibrio: difficoltà e cambiamenti</strong></h3>
<p>Come abbiamo visto, una relazione appena nata è un rapporto di grande vicinanza, è normale, però, che con il trascorrere del tempo questo legame tenda ad allentarsi. Le coppie più longeve sono quelle in cui è presente un buon livello di “automonitoraggio” nel tempo: riescono a riconoscere i cambiamenti che arrivano e a farvi fronte mettendo a fattor comune le risorse a disposizione.</p>
<p>Esistono diversi cambiamenti interni ed esterni che influiscono sulla vita di coppia. Nello specifico i cambiamenti esterni sono quelle situazioni fuori dal proprio controllo e assolutamente imprevedibili a cui la vita spesso pone dinanzi. Possono essere positivi o negativi come: un lutto, un trasferimento, un incidente, la nascita di un figlio, il matrimonio, ecc. Queste eventualità mettono alla prova la relazione, sono accompagnate da sentimenti di instabilità e necessitano una fase di riorganizzazione.</p>
<p>Per quanto riguarda i cambiamenti interni, invece, ci possono essere diverse questioni che mettono in difficoltà: come il fatto di riversare all’interno della coppia i propri conflitti interni irrisolti, o un’eccessiva gelosia nei confronti del partner, o ancora la mancanza di fiducia reciproca, ecc. Tutto ciò va inevitabilmente a minare la complicità necessaria per mantenere l’equilibrio e la serenità del rapporto.</p>
<h3><strong>L’importanza della comunicazione e 4 step per migliorare la relazione</strong></h3>
<p>Abbiamo visto una serie di elementi che possono inficiare sul benessere di una relazione. Va tenuto in considerazione che ogni relazione è unica nelle sue peculiarità, ma tutte godono di una comune risorsa da poter attivare: la comunicazione.</p>
<p>Come sosteneva Zygmunt Bauman, rinomato sociologo e filosofo polacco: <em>“Il fallimento di una relazione è quasi sempre un fallimento di comunicazione”</em>. Comunicare all’interno di una coppia è imprescindibile poiché consente di stare in relazione con l’altro, e benché quasi tutti ne riconosciamo l’importanza è utile chiedersi se lo si fa in modo efficace.</p>
<p>Innanzitutto, è bene tenere presente che non comunichiamo solo attraverso le parole, ma anche tramite un canale non verbale fatto di: atteggiamenti, comportamenti ed espressioni del volto. Riflettere su questo aspetto può aiutare a comprendere come spesso si riesca a parlare tanto ma non si arrivi a comunicare ciò che realmente si vorrebbe trasmettere all’altro, come pensieri, desideri oppure che a volte nel silenzio o nella distanza si comunica davvero più che a parole.</p>
<p>Ecco alcuni passi importanti che si possono mettere in pratica per venirsi incontro e per migliorare la propria relazione:</p>
<ul>
<li><strong>Ascoltare attivamente l’altro.</strong> Se comunicare è importante, non da meno lo è saper ascoltare. Le due cose sono strettamente collegate tra loro.<strong>Sapersi dedicare piccoli gesti di affetto.</strong> Ciò aiuta a non darsi mai per scontati e a dimostrare, anche attraverso gesti semplici, quanto l’altra persona sia importante per noi.</li>
<li><strong>Sapersi divertire.</strong> Essere capaci di ridere insieme e fare cose sciocche al solo scopo di divertirsi porta a una maggiore complicità e unione. Inoltre, si stimolano le sensazioni positive e di conseguenza migliora il rapporto.</li>
<li><strong>Metterci forza di volontà e impegno.</strong> Quanto più due persone mettono impegno e volontà nella propria relazione, tanto più si rivelerà duratura e stabile. Questo impegno può essere destinato verso il miglioramento di sé stessi così come del legame emotivo. Più si riuscirà a fare uno sforzo verso l’altro, più soddisfazioni si otterranno nel tempo.</li>
</ul>
<h3><strong>Terapia di coppia: una soluzione possibile</strong></h3>
<p>Abbiamo visto i cambiamenti e le difficoltà a cui una coppia può andare incontro. Quando si affrontano momenti di crisi nella relazione, è normale sentirsi incapaci nell’affrontare la problematica e far fatica a non vedere una soluzione. Ci si può sentire bloccati in una fase di stallo e si può aver bisogno di un supporto concreto per imparare a comunicare con il proprio partner in modo efficace. In questo senso rivolgersi a un supporto professionale può essere un primo passo fondamentale per capire come affrontare e superare insieme la situazione</p>
<p>L’obiettivo della terapia di coppia è proprio quello di aiutare i partner a uscire da una situazione difficile recuperando una dimensione più equilibrata, arrivando a una situazione più soddisfacente e positiva. Lo psicoterapeuta, in quanto figura esterna, darà priorità ai bisogni della coppia e degli individui che ne fanno parte, facilitando la possibilità di trovare dei punti d’incontro.</p>
<p>Il supporto concreto di un professionista della salute mentale è determinante per superare la crisi o, in alcuni casi, accompagnare alla fine della relazione.</p>
<p style="text-align: right;"><em>A cura di Marisabel Iacopino,<br />
</em><em>Psicologa di Stimulus Italia</em></p>
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		<item>
		<title>Mental health e well-being: crescono la consapevolezza delle persone e le buone prassi aziendali</title>
		<link>https://www.assidim.it/mental-health-e-well-being-crescono-la-consapevolezza-delle-persone-e-le-buone-prassi-aziendali/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lisa Antonutti]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 14 Jun 2024 08:57:17 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Iniziative]]></category>
		<category><![CDATA[ASSIDIM]]></category>
		<category><![CDATA[benessereorganizzativo]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>In Italia, la salute mentale dei dipendenti è sempre più riconosciuta come un fattore chiave per il buon rendimento e funzionamento delle aziende.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>C’è un argomento che è sempre più al centro della conversazione in Italia, per quello che riguarda il buon rendimento e funzionamento delle aziende: la salute mentale dei suoi dipendenti, che è ora riconosciuto in tutto e per tutto come un fattore chiave di successo all’interno delle organizzazioni.</p>
<p>Ce lo dimostra anche il webinar di mercoledì 12 giugno dedicato proprio al tema: “Mental Health come fattore chiave di successo per le aziende. il programma EAP sviluppato con Stimulus”. Il programma ha visto lo scambio di idee, informazioni e indicazioni sul programma Employee Assistance Program (EAP) di Stimulus, a cura di Diego Scarselli, psicologo e operation manager presso Stimulus Italia e di Francesco Capria, del nostro Centro Studi.</p>
<p>La questione della salute mentale e del suo impatto sulla salute fisica e quindi anche sociale e lavorativa è delicato ed è stato posto particolarmente sotto i riflettori durante e post pandemia.</p>
<p>Da un sondaggio proposto <em>live, </em>emerge che l’87% dei partecipanti al webinar concepisce il benessere psicologico come un elemento cardine dei piani di welfare aziendale, considerando che i programmi di benessere contribuiscono a rendere le persone più serene e produttive.</p>
<p>Anche gli studi degli ultimi anni ci dimostrano come le problematiche legate alla salute mentale seguano un doppio trend: da un lato c’è sì maggior necessità e richiesta per un supporto di tipo psicologico (soprattutto tra i più giovani). Dall’altro, però, si è dimostrato come l’investimento di un’azienda in iniziative di miglioramento del benessere psicologico dei dipendenti comporti sempre un ritorno positivo (sia meramente economico per l’azienda, sia a livello personale che di atmosfera e collaborazione lavorativa).</p>
<p>Tra le ricerche menzionate, ad esempio, c’è quella dello Studio BVA Doxa (2023), che ha dimostrato come circa l’85% delle persone consideri il proprio benessere psicologico generale come correlato al benessere lavorativo; inoltre, il 75% dei dipendenti manifesterebbe apprezzamento nei confronti dell’implementazione di strumenti finalizzai alla cura del proprio benessere mentale.</p>
<p>Conosciamo le iniziative di tipo pubblico che sono state implementate sulla scia del crescente bisogno di sostegno psicologico nella popolazione italiana post Covid-19 (bonus psicologo, psicologo scolastico, psicologo di base), e per quanto riguarda le iniziative private delle aziende, invece? È inevitabile chiedersi se i progetti intrapresi dalle aziende per i propri dipendenti siano mera “mental health washing” (interventi di facciata) oppure cambiamenti sostanziali per migliorare la salute dei dipendenti. A far luce sulla questione, però, ci aiutano anche le parole di Diego Scarselli, che ricorda come dal 2018 ad oggi le aziende che hanno chiesto supporto a Stimulus per sostenere la salute mentale dei propri dipendenti sono raddoppiate e come nel 2023 l’impresa di Stimulus abbia superato i 23 mila casi.</p>
<p>Notevoli sono stati i passi in avanti rispetto al passato allorché la salute mentale rappresentava un tabù sul posto di lavoro e, più in generale, nell’immaginario collettivo; tuttavia, persiste, seppur in modo marginale, il pregiudizio dello psicologo come “strizzacervelli” e la resistenza delle persone ad esternare le proprie fragilità e debolezze, nonché un senso di riluttanza nell’affrontare tali problematiche ad alta voce, rivolgendosi ad un professionista.</p>
<p>Programmi come l’Employee Assistance Program rappresentano un passo in avanti nella concezione olistica della salute.</p>
<p>Si tratta di una partnership consolidata nel tempo tra Assidim e Stimulus, che intercetta l’esigenza delle persone e aiuta le aziende a costruire well-being e benessere aziendale, mettendo il benessere psicologico al centro delle attenzioni. Il servizio offre un supporto professionista su temi della sfera privata e lavorativa, sia di tipo psicologico, che legale, ma anche fiscale e socio-assistenziale. E’ gratuito, attivo 24 ore su 24, sette giorni su 7 e garantisce anonimato e riservatezza.</p>
<p>C’è poi l’importanza di usare i termini corretti: nel mondo del benessere, con il “welfare” si offrono dei servizi, mentre con il “well-being” si cerca di intervenire sulla qualità del lavoro. Un’azienda che si imbarchi in un percorso di sostegno per il well-being dei lavoratori non cambia né la sua visione né i suoi scopi, ma cambia aumentando la propria consapevolezza su quanto il benessere delle persone possa fare la differenza sui suoi risultati.</p>
<p style="text-align: right;"><em>A cura di Lisa Antonutti</em><br />
<em>Centro Studi ASSIDIM</em></p>
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		<item>
		<title>L’importanza della Customer Experience nel settore Welfare: coniugare la tecnologia alla sensibilita’ per realizzare un Customer Journey emotivo</title>
		<link>https://www.assidim.it/limportanza-della-customer-experience-nel-settore-welfare-coniugare-la-tecnologia-alla-sensibilita-per-realizzare-un-customer-journey-emotivo/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[ASSIDIM]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 10 Feb 2023 07:47:39 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Sanità, welfare e terzo settore]]></category>
		<category><![CDATA[ASSIDIM]]></category>
		<category><![CDATA[customerexperience]]></category>
		<category><![CDATA[customerjourney]]></category>
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		<category><![CDATA[healthcare]]></category>
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		<category><![CDATA[welfare]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>“Fare la differenza”, “essere riconoscibili”, avere una Proposizione di Valore immediatamente identificabile. Obiettivi essenziali in un mercato in continua trasformazione e sotto la lente di ingrandimento tutti i giorni.</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>“Fare la differenza”, “essere riconoscibili”, avere una Proposizione di Valore immediatamente identificabile. Obiettivi essenziali in un mercato in continua trasformazione e sotto la lente di ingrandimento tutti i giorni. Sono elementi chiave per gli operatori in ambito Sanitario e Assistenziale dove la qualità della “Customer-Patient” Experience (CX) è una vera cartina tornasole per misurarne la qualità. Da quando esiste un mercato competitivo, la capacità di una organizzazione di trasferire Valore ai suoi “clienti” è la chiave della sua crescita e successo. I clienti preferiranno nella scelta chi dà più valore.<br />
In questo numero del Blog ASSIDIM diamo ai nostri lettori qualche stimolo di riflessione sull’importanza del <strong>Customer Journey</strong> in un ambito molto particolare, quello della Salute, che ha dei “<strong>momenti della verità</strong>” speciali, perché oltre ad essere i punti chiave in cui il cliente misura il valore percepito, sono caratterizzati da <strong>una “super” componente emotiva e di pathos legata alla situazione</strong> di preoccupazione che condiziona le persone quando si tratta di salute, esami, accertamenti.<br />
Affrontiamo <strong>la connessione fra evoluzione tecnologica e digitale e qualità della componente relazionale</strong>, che nell’ambito dei servizi alla persona può essere determinante. Può la tecnologia, in particolare i nuovi paradigmi digitali di contatto con il pubblico, fornire una Customer Experience positiva?<br />
La necessità di avere operatori preparati a gestire anche “virtualmente” quel livello di “<em>intimacy</em>” e pathos relazionale è un imperativo. Trasmettere empatia in tutto il percorso del customer journey è un fattore distintivo. Durante il picco pandemico COVID questa esigenza è emersa con grande evidenza. I canali e le modalità di gestione di processi e interazioni hanno subito una straordinaria accelerazione e una vera e propria trasformazione. Metodi alternativi di assistenza, come la <strong>telemedicina</strong>, sono diventati uno standard, e hanno permesso di gestire un buon livello di empatia nonostante il trauma prodotto dal distanziamento sociale.<br />
Il Direttore Sanitario della Centrale Medica di <strong>Europ-Assistance,</strong> partner di <strong>ASSIDIM</strong>, riportando in un webinar i dati di una recente survey commissionata al Politecnico di Milano, ha anche sottolineato come i medici, anche i più resistenti al cambiamento, abbiano abbracciato con positività le nuove modalità di connessione con i pazienti: video call, chat, sms, APP.<br />
Se si guardano dati globali emerge quello fornito da <strong>Deloitte Insights</strong>, che segnala una crescita delle <strong>visite virtuali</strong> negli Stati Uniti passate dal 15% del 2019 al 28% dell’aprile 2020. E anche nel post pandemia ben l’80% dei “pazienti-consumatori” ha continuato ad utilizzare il canale “virtuale” per fruire di servizi legati alla Sanità. Ma la “vera notizia” è che la maggior parte dei “customer” dichiara di essere rimasta soddisfatta da questa modalità di assistenza.<br />
Anche un altro partner di <strong>ASSIDIM, STIMULUS</strong>, che fornisce ai beneficiari della Cassa di Assistenza un range di servizi socio assistenziali e di supporto psicologico (<strong>EAP</strong>-Employee Assistence Program), conferma che il <strong>canale video-call</strong> resta quello principale (<strong>33.70</strong>%), superato solo dalla telefonata classica (48%). Il colloquio in presenza, che pure è disponibile, non arriva al 17% (dati 2022).<br />
Lo sviluppo dell’intelligenza artificiale (<strong>AI</strong>) e delle piattaforme dati sempre più evolute facilita il cambiamento, favorendo i pazienti nell’adozione di queste nuove prassi di interazione e utilizzo. E persino i “chatbot” molto più “umani” nelle risposte, hanno fatto enormi passi in avanti facilitando i clienti nello svolgimento di molte interazioni senza fare sentire la mancanza dell’intervento di persone in carne ed ossa.<br />
Anche i <strong>medici</strong> fruiscono dei vantaggi della digitalizzazione, potendo accedere da remoto a contenuti e competenze globali e fruendo di nuovi supporti diagnostici sempre più collaudati e dotati di sofisticati algoritmi di AI.<br />
Nel mondo sanitario, sta cambiando sempre più velocemente il paradigma classico delle interazioni. Il ruolo più centrale e più proattivo del “paziente, impone una rivisitazione della sua customer experience complessiva.<br />
Nel corso del 2021 <strong>Genesys</strong> &#8211; leader internazionale del settore cloud e customer services &#8211; ha svolto una ricerca sui trend che caratterizzano la Customer Experience in ambito Sanitario. L’impatto della trasformazione digitale in questo settore è sicuramente il fattore più importante e coinvolge tutti: pazienti, equipe sanitarie, le strutture ospedaliere e quelle che si occupano di amministrazione (come il booking di appuntamenti o prenotazione visite/esami…). Genesys ha intervistato 2.629 soggetti e 690 manager responsabili della Customer Experience nelle aree geografiche Asia-Pacifico, Europa, America Latina, Medio Oriente/Africa e Nord America sullo stato della CX. <strong>La survey fornisce l’indicazione che le interazioni digitali stanno rimodellando le esperienze fra pazienti e provider</strong>.<br />
Durante la pandemia di COVID-19 le interazioni digitali svolte sono aumentate significativamente per le aziende che operano in ambito sanitario. Confrontando maggio-luglio 2021 con lo stesso periodo del 2020, quelle via <strong>SMS e MMS</strong> sono triplicate; le <strong>e-mail</strong> sono raddoppiate; le interazioni via <strong>social, web messaging e chat sono cresciute di oltre il 150%</strong>.<br />
Un terzo degli operatori intervistati da Genesys ha dichiarato che la gestione della crescita delle interazioni e della complessità dei canali rappresentano le sfide maggiori per le proprie organizzazioni nei prossimi tre anni. Secondo l’indagine, voce, e-mail sono i principali canali di interazione con il cliente utilizzati in ambito sanitario, seguiti da web chat, video chiamate e messaggistica.<br />
Le <strong>video chiamate</strong> prevalgono leggermente rispetto a quanto avviene in altri settori: <strong>il 60% dei delle aziende operanti in ambito sanitario ha indicato la video chiamata come altamente efficace nel soddisfare le aspettative di pazienti/clienti</strong>.<br />
I “<strong>chatbot</strong>”, sebbene sempre più umanizzati, vengono impiegati con meno frequenza. Solo un terzo degli operatori considera i propri chatbot “altamente efficaci”. E questo dato rispecchia il parere dei consumatori. Solo terzo si dichiara soddisfatto delle esperienze vissute con i “chatbot”, il risultato più basso fra tutti i canali esaminati dallo studio.<br />
<strong>Il canale vocale è quello che in ambito sanitario soddisfa maggiormente le aspettative dei clienti/pazienti, seguito dalla e-mail.</strong></p>
<p>Quindi per una CX che generi Valore occorre dedicare la massima attenzione alle attività che il “cliente-paziente” può svolgere autonomamente, attraverso canali digitali, Mobile-APP (come la <strong>APP ASSIDIM-MyClinic</strong>) e la disponibilità di accesso a servizi 24/7. Essenziale anche curare la qualità della relazione con il pubblico che ancora viene affidata ad operatori in “carne e ossa”, investendo in formazione specifica sulle risorse dedicate al contatto con il pubblico, non solo sull’innovazione e digitalizzazione dei processi e dei canali di contatto.<br />
Soluzioni sempre più tecnologiche e sofisticate, associate alla formazione alla <em>Cultura del Valore</em> per il Cliente, consentono infatti di garantire quel “<em>customer journey emotivo</em>” che può fare la differenza se viene affrontato in modo olistico: <em>testa – pancia – cuore</em>.</p>
<p>Per approfondire:</p>
<ul>
<li><a href="https://www.genesys.com/it-it/article/the-state-of-customer-experience-three-cx-trends-for-healthcare">https://www.genesys.com/it-it/article/the-state-of-customer-experience-three-cx-trends-for-healthcare</a></li>
<li><a href="https://assidim.innova.ms/myclinic-assidim-europ-assistance/">https://assidim.innova.ms/myclinic-assidim-europ-assistance/</a></li>
<li><a href="https://assidim.innova.ms/employee-assistance/">https://assidim.innova.ms/employee-assistance/</a></li>
</ul>
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: right;"><em>A cura di Antonio Corrias<br />
</em><em>Sviluppo associativo, marketing e comunicazione</em></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.assidim.it/limportanza-della-customer-experience-nel-settore-welfare-coniugare-la-tecnologia-alla-sensibilita-per-realizzare-un-customer-journey-emotivo/">L’importanza della Customer Experience nel settore Welfare: coniugare la tecnologia alla sensibilita’ per realizzare un Customer Journey emotivo</a> proviene da <a href="https://www.assidim.it">ASSIDIM</a>.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Post pandemia e allarme burnout. L&#8217;importanza del benessere psicologico in azienda</title>
		<link>https://www.assidim.it/post-pandemia-e-allarme-burnout-limportanza-del-benessere-psicologico-in-azienda/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Antonio Corrias]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 14 Oct 2022 07:35:37 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Sanità, welfare e terzo settore]]></category>
		<category><![CDATA[ASSIDIM]]></category>
		<category><![CDATA[benessere psicologico]]></category>
		<category><![CDATA[mentalhealth]]></category>
		<category><![CDATA[stimulus]]></category>
		<category><![CDATA[welfareaziendale]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Lo scorso 10 ottobre 2022 è stata la giornata della Salute Mentale. Non sono mancati fattori scatenanti esterni che l’hanno influenzata con impatti sul nostro benessere: la pandemia di COVID-19, il conseguente burnout diffuso dei dipendenti e altre crisi globali e regionali come il cambiamento climatico. Non ultima la grave situazione in Ucraina. In occasione di questa ricorrenza, proponiamo in questo articolo una sintesi delle interessanti evidenze che emergono da uno studio McKinsey, che analizza in particolare il fenomeno del burnout, in costante aumento secondo il prestigioso Istituto di consulenza.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.assidim.it/post-pandemia-e-allarme-burnout-limportanza-del-benessere-psicologico-in-azienda/">Post pandemia e allarme burnout. L&#8217;importanza del benessere psicologico in azienda</a> proviene da <a href="https://www.assidim.it">ASSIDIM</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Lo scorso 10 ottobre 2022 è stata la <strong>giornata della Salute Mentale</strong>. Non sono mancati fattori scatenanti esterni che l’hanno influenzata con impatti sul nostro benessere: la pandemia di <strong>COVID-19</strong>, il conseguente burnout diffuso dei dipendenti e altre crisi globali e regionali come il cambiamento climatico. Non ultima la grave situazione in Ucraina.</p>
<p>In occasione di questa ricorrenza, proponiamo in questo articolo una sintesi delle interessanti evidenze che emergono da uno studio <strong>McKinsey</strong> (<a href="https://www.mckinsey.com/mhi/our-insights/" target="_blank" rel="noopener">https://www.mckinsey.com/mhi/our-insights/</a>), che analizza in particolare il fenomeno del burnout, in costante aumento secondo il prestigioso Istituto di consulenza.</p>
<p>Se da un lato la pandemia non è più al centro dei riflettori, sono però presenti importanti strascichi e una nuova realtà da gestire per i datori di lavoro che devono lottare per arginare il fenomeno in crescita esponenziale dei dipendenti colpiti da burnout.</p>
<p>Secondo il Rapporto, un dipendente su quattro, in tutto il mondo, sperimenta “comportamenti tossici” sul posto di lavoro. Alcuni lo subiscono in silenzio. Alcuni si ribellano. Alcuni semplicemente se ne vanno.</p>
<p>Questo ripropone l’importanza che le aziende e gli imprenditori devono dare alla salute mentale e al benessere psicologico nei luoghi di lavoro. E impone una riflessione su come impostare le strategie aziendali perché ci si attivi in tal senso.</p>
<p>Il McKinsey Health Institute cita gli studi dell&#8217;autrice di “Jerks at Work” Tessa West, docente di Psicologia dell’Università di New York, (Jerks at Work: Toxic Coworkers and What to Do About Them &#8211; Portfolio, gennaio 2022), ne condivide ricerche e approfondimenti sull&#8217;effetto dannoso del comportamento tossico sul posto di lavoro e offre strategie per affrontarlo efficacemente. “Proprio come una lampadina tremolante segnala che sta per spegnersi, i dipendenti spesso segnalano che stanno per esaurirsi”, dice Tessa, “innescando il fenomeno del burnout”.</p>
<h3><strong>Riportiamo alcuni stralci degli studi della professoressa West</strong></h3>
<p>Tessa West, con Jacqueline Brassey (manager del MHI e referente di McKinsey in qualità di direttore della ricerca per People &amp; Organizational Performance Practice) hanno discusso dello studio <strong>MHI sul burnout</strong>, e degli effetti cognitivi, emotivi e fisiologici che la tossicità sul posto di lavoro può avere sugli individui e sui loro colleghi: lo stress può “avere ricadute a cascata” attraverso i livelli organizzativi.</p>
<p>Le conclusioni a cui arrivano sono che comportamento tossico sul posto di lavoro e burnout dei dipendenti sono strettamente collegati e se risolvi uno, risolvi entrambi.</p>
<p>Gran parte della ricerca si concentra su come eliminare le cattive intenzioni da parte della persona che esibisce un comportamento tossico, e su come sia importante esaminare vari fattori che possono essere in gioco per il &#8220;mittente&#8221; e il &#8220;ricevitore&#8221; di vibrazioni e scherzi tossici. Entrambi possono trarre vantaggio dall&#8217;apprendimento e dall&#8217;impiego di capacità di adattabilità che consentono loro di fare le scelte giuste in situazioni difficili.</p>
<p>Tessa West sottolinea inoltre che la maggior parte di noi sperimenterà la tossicità ad un certo punto della vita aziendale, da un capo o da un collega. Che ce ne rendiamo conto o meno, potremmo anche essere parte del problema.</p>
<p>La ricerca ha rilevato che la risposta dominante da parte di coloro che assistono a comportamenti tossici sul lavoro è: &#8220;Non faccio parte del problema” piuttosto che “Non voglio essere parte della soluzione&#8221;.</p>
<p>È importante notare che spesso si hanno buone ragioni per non intervenire: paura di ritorsioni, incapacità di gestire la conversazione o stati di esaurimento e/o sovraccarichi di lavoro.</p>
<p>Si innesca quindi un circolo vizioso di comportamenti tossici, che coinvolge magari pochi soggetti, ma che viene “sopportato” da molti per incapacità e indifferenza.</p>
<p>Le persone però sono stanche di questo, non sono più disponibili a sopportare.</p>
<p>Il rapporto MHI sul burnout dimostra che i dipendenti ora lasciano il posto di lavoro piuttosto che rimanere in un ambiente in cui sentono di avere un “locus of control” molto basso. Questa è una tendenza interessante.</p>
<h3><strong>Quando le pressioni di lavoro aumentano, la tolleranza diminuisce</strong></h3>
<p>Jacqueline Brassey cita anche un articolo del <strong>Financial Times</strong> sull&#8217;aumento della &#8220;intensificazione del lavoro&#8221; che determina un numero crescente di persone che lavora di più con scadenze più strette. Ciò potrebbe alimentare comportamenti tossici. Nota nel libro “Authentic Confidence” che maggiore è la pressione a cui siamo sottoposti, più difficile è regolare le emozioni.</p>
<p>Tessa West conclude: “Quando ti senti oberato di lavoro e sopraffatto, la tua tolleranza nell&#8217;affrontare le difficoltà sul lavoro diminuisce davvero. Puoi sperimentare solo così tanti fattori di stress quotidiani, picchi di pressione sanguigna e picchi di cortisolo. Alla fine, ottieni quella che viene chiamata una risposta attenuata. Hai chiuso. Non hai le risorse cognitive, emotive e fisiologiche necessarie per interagire con qualcuno che è difficile sul lavoro”.</p>
<p>La ricerca mostra che, quando le persone sono troppo stressate, si perde la loro capacità di leggere accuratamente le situazioni e regolare i loro comportamenti. Se sei un capo e sei stressato, potresti non cogliere i segnali che un “componente tossico del team” sta devastando la tua squadra.</p>
<p>ASSIDIM, che nell’offerta di assistenze sanitarie include una linea specifica per sostenere il benessere psicologico dei dipendenti delle aziende associate, celebra la <strong>Settimana della Salute Mentale</strong> plaudendo alla pubblicazione – dello scorso 28 settembre &#8211; delle nuove Linee Guida dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) per la Salute Mentale nei luoghi di lavoro.</p>
<p>Una svolta importante per le aziende che adottano politiche di welfare aziendale atte a soddisfare il binomio virtuoso produttività &#8211; benessere delle persone.</p>
<p style="text-align: right;"><em>a cura di Antonio Corrias &#8211; Francesco Capria<br />
Marketing e Sviluppo Associativo ASSIDIM</em></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.assidim.it/post-pandemia-e-allarme-burnout-limportanza-del-benessere-psicologico-in-azienda/">Post pandemia e allarme burnout. L&#8217;importanza del benessere psicologico in azienda</a> proviene da <a href="https://www.assidim.it">ASSIDIM</a>.</p>
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