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	<title>worklifebalance Archivi - ASSIDIM</title>
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	<description>Salute e Protezione dal 1981</description>
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	<title>worklifebalance Archivi - ASSIDIM</title>
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		<title>Work-life balance: Come la Gen Z sta rivoluzionando il mondo del lavoro</title>
		<link>https://www.assidim.it/work-life-balance-come-la-gen-z-sta-rivoluzionando-il-mondo-del-lavoro/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[ASSIDIM]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 21 Nov 2025 10:25:38 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Sanità, welfare e terzo settore]]></category>
		<category><![CDATA[benessere]]></category>
		<category><![CDATA[genZ]]></category>
		<category><![CDATA[sostenibilità]]></category>
		<category><![CDATA[welfare]]></category>
		<category><![CDATA[worklifebalance]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Come ogni generazione, anche la Generazione Z si fa portatrice di cambiamenti in particolare sul modo di vedere il mondo del lavoro. </p>
<p>L'articolo <a href="https://www.assidim.it/work-life-balance-come-la-gen-z-sta-rivoluzionando-il-mondo-del-lavoro/">Work-life balance: Come la Gen Z sta rivoluzionando il mondo del lavoro</a> proviene da <a href="https://www.assidim.it">ASSIDIM</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Negli ultimi anni una nuova generazione ha iniziato a farsi strada nel mondo del lavoro: si tratta della Gen Z, che comprende le persone nate tra il 1997 e il 2012. Come ogni generazione, anche la Generazione Z si fa portatrice di cambiamenti in particolare sul modo di vedere il mondo del lavoro.</p>
<p>Il lavoro, infatti, non è più il centro della vita, ma solo una parte di essa. È così che la Gen Z sta riscrivendo le regole del gioco, portando al centro valori come flessibilità, il benessere e la crescita sostenibile. Ma cosa significa davvero work-life balance per i giovani talenti? E come possono le aziende adattarsi a questa rivoluzione culturale?</p>
<h3>Gen Z e mondo del lavoro</h3>
<p>La Generazione Z sta completamente ribaltando il paradigma delle generazioni precedenti: non si rivede più nell’espressione “vivere per il lavoro” come i Baby Boomers o la Generazione X, ma vede il lavoro come un elemento interdipendente alla propria vita privata e non come il cuore della propria essenza.<br />
La vita privata e la sfera professionale devono intrecciarsi e co-dipendere in modo sano ed equilibrato, così da garantire uno stile di vita soddisfacente e motivante.<br />
Per la Gen Z è impossibile avere una vita appagante se l’ambiente lavorativo non rispetta i loro valori e ideali. Considerando che passiamo tendenzialmente almeno 8 ore della nostra giornata al lavoro, è impensabile per loro credere che questo non abbia un ruolo centrale nel definire il proprio umore e benessere personale.<br />
Figli di persone che hanno sempre visto il lavoro come il centro della propria vita e ciò che definiva il loro valore personale, sanno bene quanto è importante tenersi lontani da ambienti tossici e dal burnout.<br />
Si tratta della prima generazione che vede la salute mentale come una priorità e non come un tabù destinato solo a chi vive un disagio più profondo.<br />
Per questo motivo il work-life balance non viene più considerato un benefit che un’azienda può dare o meno ai propri dipendenti, ma un diritto vero e proprio.</p>
<h3>Il declino della Hustle culture</h3>
<p>La Generazione Z non condivide i principi della “cultura dell’affannarsi” che ha definito la nostra società per molto tempo. La competizione e il voler cercare sempre di primeggiare sugli altri, la tendenza a voler lavorare sempre più ore a discapito della salute e della vita personale, la convinzione che il relax sia un lusso che in pochi si possono permettere non vanno più di moda.<br />
La necessità di occupare una posizione alta a tutti i costi non è più un’idea così tanto attraente: ciò che conta davvero è trovare un ambiente di lavoro sano, che rispetti le necessità dei singoli e sia favorevole a orari di lavoro ridotti, possibilità di lavoro da remoto, lavorare per obiettivi e non con orari rigidi. La flessibilità è un tema fondamentale per un’azienda che vuole risultare attrattiva agli occhi dei giovani talenti.</p>
<h3>Il concetto di life balance</h3>
<p>Per la Generazione Z il lavoro rappresenta solo uno degli spicchi che compone la loro vita. Non è corretto assumere che i giovani non vogliono più lavorare: semplicemente hanno una visione del mondo professionale diversa da chi li ha preceduti.<br />
I giovani talenti cercano ambienti di lavoro con valori chiari in cui rispecchiarsi, un team inclusivo e collaborativo e la possibilità di crescita personale e professionale. La differenza è che cercano tutto questo in una realtà che prediliga equilibrio tra tempo libero e professionale.<br />
Secondo una ricerca degli Stati Generali del Welfare, i giovani tra i 18 e i 34 anni cercano molto di più del classico posto fisso.<br />
Il 72% di loro aspira a un lavoro che gli consenta di esprimere sé stessi, generare impatto e, soprattutto, avere tempo per coltivare la propria vita privata.<br />
In Italia è presente un sistema che rende difficile l’applicazione del work-life balance. Non è sufficiente promettere flessibilità, se poi non sono presenti le condizioni strutturali per garantirne il corretto funzionamento.<br />
Le aziende devono accogliere il cambiamento e allinearsi al più presto per tentare di trattenere i talenti migliori. Si è ribaltato il rapporto tra HR e candidato: i giovani non si lasciano intimorire dalla disparità dei ruoli, ma rendono il colloquio un territorio alla pari, dove sbilanciarsi con domande che fino a poco tempo fa venivano considerate indicibili. È quasi il giovane a intervistare l’HR e non il contrario. Ed è il giovane ad avere l’ultima parola sull’accettare o meno l’offerta lavorativa, non con il solo criterio dello stipendio più alto, bensì valutando un pacchetto molto ampio di necessità a cui non sono disposti a rinunciare.</p>
<h3>Centralità dell’individuo in ogni aspetto: verso un equilibrio vita-lavoro autentico</h3>
<p>La nuova generazione di lavoratori ha compreso che per essere soddisfatti a livello personale e lavorativo è necessario trovare un’azienda che tuteli e che accresca tutti gli elementi che compongono il dipendente: il talento professionale, la salute fisica e mentale, l’organizzazione del tempo lavorativo e personale.<br />
Sicuramente in quest’ottica è necessario che le aziende inseriscano programmi di upskilling e reskilling per i manager, così da avere ai vertici delle figure che siano in grado di capire le necessità e le ambizioni di questa nuova generazione di lavoratori. Inoltre, è fondamentale che vengano introdotti percorsi di crescita professionale personalizzati al fine di valorizzare il merito e la responsabilizzazione delle risorse. Altro fattore di grande rilievo è la salute mentale, che merita cura e attenzione costante.<br />
Un altro grosso problema riguarda il mercato lavorativo in Italia, che risulta essere ancora troppo rigido sia lato dipendente che lato aziende. Una volta che l’azienda assume in modo stabile un candidato, diventa complesso per entrambe le parti cambiare. Questo porta tantissimi giovani a sentirsi intrappolati in delle posizioni che non sono in linea con le proprie attitudini e competenze, con un calo conseguente della produttività. Dall’altra parte abbiamo l’azienda a cui spesso non è concesso liberarsi di chi non si dimostra adatto al ruolo in cui è stato inserito. Non c’è nessun vincitore in tutto questo, ma solo sconfitti.<br />
Anche in questo caso la soluzione sta nella creazione di un mercato del lavoro flessibile e dinamico: la possibilità di cambiamento sia da parte dell’azienda che del collaboratore non deve essere vista come una minaccia, ma bensì come un’opportunità.</p>
<h3>Cosa cerca la Generazione Z?</h3>
<ul>
<li><strong>Orari flessibili e smart working</strong><br />
Secondo una ricerca di Ali Lavoro – Società italiana di consulenza e servizi HR – il 35% dei giovani talenti desidera che la flessibilità diventi normalità e non un’eccezione. La Gen Z auspica di avere la possibilità di scegliere in modo autonomo gli orari di inizio e fine della propria giornata lavorativa in base ai propri impegni ed esigenze e che i datori di lavoro considerino quanto il viaggio casa-lavoro possa influire sullo stress con cui un dipendente affronta la giornata e quanto, se si abita distanti, lo spostamento aumenti in modo significativo il numero di ore che una persona dedica al lavoro.<br />
Il 27%, invece, cerca un’occupazione che gli consenta di scegliere liberamente se lavorare in presenza, da remoto o in modalità ibrida.<br />
Infine, il 20% spera che venga introdotta la settimana lavorativa di 4 giorni.</li>
<li><strong>Cultura aziendale sana</strong><br />
Non viene più apprezzata la cultura del terrore e le gerarchie rigide e autoritarie. È importante che il datore di lavoro collabori per creare un ambiente in cui le persone si sentano libere di esprimersi: un luogo dove sentirsi ascoltati, riconosciuti e presi realmente in considerazione.<br />
Secondo uno studio di Top Employers Institute, che ha raccolto le preferenze e opinioni della Generazione Z sul mondo del lavoro in otto paesi, la Gen Z apprezza particolarmente l’intelligenza emotiva quando si parla di leadership. Per il 55% dei rispondenti un bravo leader deve essere in grado di motivare e ispirare, mentre il 53% vede come fondamentale l’empatia e l’attenzione alle persone.</li>
<li><strong>Opportunità di crescita</strong><br />
La Generazione Z ha fame di crescere, semplicemente non è più disposta a farlo a discapito della propria vita personale. Ricercano una crescita sul lungo periodo che avvenga in modo equilibrato e sostenibile. Bisogna tenere conto delle esigenze personali e familiari e sognano di non dover più scegliere tra la crescita professionale e la propria salute.</li>
</ul>
<h3>La risposta delle aziende italiane</h3>
<p>Secondo un articolo del Sole 24 Ore: FONTE le aziende italiane per riuscire a conquistare i talenti migliori offrono sempre più benefit: welfare aziendale, smart working e orari flessibili. Tutti questi benefit possono sicuramente fare la differenza nel periodo iniziale, ma ciò che emerge è che dopo sei mesi la risorsa inizia a vederli come la normalità e il livello di scontentezza torna a crescere. Questo succede perché le aziende offrono benefit tramite attività isolate con progetti poco strutturati, senza tenere conto di una visione più ampia sul work-life balance e sul lavoratore, ma solo di una piccola porzione del problema.</p>
<h3>Conclusione: il futuro del lavoro è equilibrio</h3>
<p>La rivoluzione portata dalla Generazione Z non è una tendenza passeggera, ma un cambiamento strutturale che ridefinisce il concetto di successo professionale. Il work-life balance non è più un benefit, ma un diritto, e le aziende che sapranno abbracciare questa visione saranno quelle capaci di attrarre e trattenere i talenti migliori.<br />
Il messaggio è chiaro: investire in flessibilità, benessere e crescita sostenibile non è solo una scelta etica, ma una strategia vincente per costruire un futuro del lavoro più umano, motivante e produttivo.</p>
<p style="text-align: right;"><em>Articolo a cura di: </em><br />
<em>Alessia Morano</em></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.assidim.it/work-life-balance-come-la-gen-z-sta-rivoluzionando-il-mondo-del-lavoro/">Work-life balance: Come la Gen Z sta rivoluzionando il mondo del lavoro</a> proviene da <a href="https://www.assidim.it">ASSIDIM</a>.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Cos&#8217;è il work-life harmony e perché è importante parlarne</title>
		<link>https://www.assidim.it/cose-il-work-life-harmony-e-perche-e-importante-parlarne/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Stimulus Italia]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 17 Jan 2025 09:32:18 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Mental health e benessere organizzativo]]></category>
		<category><![CDATA[benessere]]></category>
		<category><![CDATA[benesserepsicologico]]></category>
		<category><![CDATA[conciliazionevitalavoro]]></category>
		<category><![CDATA[welfare]]></category>
		<category><![CDATA[welfareaziendale]]></category>
		<category><![CDATA[worklifearmony]]></category>
		<category><![CDATA[worklifebalance]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Negli ultimi anni si è sempre più diffuso il concetto di “work-life balance”, inteso come l’importanza di trovare un equilibrio tra vita professionale e personale.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.assidim.it/cose-il-work-life-harmony-e-perche-e-importante-parlarne/">Cos&#8217;è il work-life harmony e perché è importante parlarne</a> proviene da <a href="https://www.assidim.it">ASSIDIM</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Per il 25% dei lavoratori la conciliazione tra vita personale e professionale è il principale fattore che incide negativamente sulla salute mentale (<em>Mental Health at Work Report &#8211; Mind Share Partners’ &amp; Qualtrics, 2023</em>).</p>
<p>Negli ultimi anni si è sempre più diffuso il concetto di “work-life balance”, inteso come l’importanza di trovare un <strong>equilibrio tra vita professionale e personale</strong>.</p>
<p>Con le evoluzioni più recenti nella società e nello stile di vita delle persone, che hanno sempre meno controllo sulla propria vita e sui propri impegni, si è arrivati a un’evoluzione del concetto e più che di equilibrio si parla di armonia e, dunque, di <strong>“work-life harmony”</strong>.</p>
<p>Proprio di fronte all’affermarsi di abitudini sempre più dinamiche e caotiche, risulta evidente come il tentativo di raggiungere l’equilibrio perfetto diventi controproducente. Per agire in funzione del proprio benessere occorre piuttosto <strong>ricercare l’armonia tra le due sfere di vita: lavorativa e privata</strong>.</p>
<h3><strong>Cosa si intende per work-life harmony</strong></h3>
<p>Il work-life harmony rappresenta <strong>una nuova prospettiva di gestione del proprio tempo e delle proprie risorse</strong>. È un nuovo modo di intendere la sfera lavorativa e quella privata non più in competizione tra loro, bensì integrate e coesistenti.</p>
<p>Il concetto si riferisce all’integrazione tra lavoro e vita privata, in modo da promuovere il benessere individuale. Il <strong>successo professionale e quello personale possono influenzarsi reciprocamente in modo positivo</strong>. La sfida principale è riuscire a bilanciare energia, obiettivi e bisogni in entrambi gli ambiti.</p>
<h3><strong>I benefici del work-life harmony</strong></h3>
<p>Mettere in pratica il work-life harmony comporta diversi benefici, tra cui:</p>
<ul>
<li><strong>un miglioramento della salute:</strong> la ricerca costante di un equilibrio genera stress e aumenta il rischio di burnout. Puntare sull&#8217;armonia, ascoltando i propri bisogni, invece, previene lo stress, l’irritabilità e l’insonnia.</li>
<li><strong>un aumento della produttività:</strong> raggiungere l’armonia tra vita privata e lavoro migliora la produttività e la motivazione, liberandoci dalla pressione di dover bilanciare rigidamente le due sfere. Di conseguenza, si è anche maggiormente in grado di svolgere le proprie attività rimanendo motivati.</li>
</ul>
<h3><strong>Quattro consigli pratici</strong></h3>
<p>Riuscire a trovare un’armonia tra vita privata e professionale non è facile, può essere utile focalizzarsi sul “perché” (<em>perché stiamo facendo una determinata attività? Perché proprio ora? Per chi lo facciamo? Con chi lo facciamo?</em>). Ragionare sui “perché” dà la possibilità di armonizzare le nostre energie in funzione dei nostri obiettivi, raggiungendo uno stato di armonia.</p>
<p>Ecco <strong>quattro consigli pratici</strong> che possono aiutare a raggiungere un <strong>buon work-life harmony</strong>:</p>
<ol>
<li><strong>Essere consapevole</strong><br />
Armonizzare i ruoli che ciascuno di noi ricopre. Per farlo è fondamentale capire chi si è e definire le proprie priorità, lavorative e personali. Solo con l’autoconsapevolezza si può scegliere come investire le proprie energie in ciò che conta davvero.</li>
<li><strong>Essere presente</strong><br />
Focalizzarsi su ciò che si fa nel momento presente: godersi le attività che si stanno svolgendo aumenta la soddisfazione e motivazione, aiutando a bilanciare vita e lavoro.</li>
<li><strong>Essere flessibile</strong><br />
Accogliere il cambiamento con serenità. Le priorità cambiano e la capacità di adattarsi e avere una mente aperta permette di affrontare con positività le novità.</li>
<li><strong>Concedersi pause</strong><br />
Rigenerare le energie con sport, meditazione o relax. Prendersi cura di sé è essenziale per mantenere l’armonia tra le diverse sfere della propria vita.</li>
</ol>
<h3><strong>Conclusione</strong></h3>
<p>I quattro consigli rappresentano un primo passo per avvicinarsi al work-life harmony, nonché una modalità per guardare alle proprie attività in una chiave di <strong>benessere e soddisfazione di vita</strong>. L’obiettivo è far sì che tutto funzioni, armonizzandosi e intrecciandosi in un’ottica di serenità generale.</p>
<p>È fondamentale <strong>imparare ad ascoltarsi e comprendere i propri bisogni e desideri</strong>, e sulla base di questi scegliere e organizzare le proprie attività, al fine del raggiungimento della propria soddisfazione.</p>
<p>In questo modo si riuscirà a ottenere l’armonia tra la <strong>sfera lavorativa e quella personale</strong>, superando la visione che le guarda come ambiti lontani tra loro, e accogliendo in modo positivo il loro <strong>influenzarsi vicendevolmente</strong>.</p>
<p style="text-align: right;"><em>A cura di Guendalina Grossi</em><br />
<em>Psicologa di Stimulus Italia</em></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.assidim.it/cose-il-work-life-harmony-e-perche-e-importante-parlarne/">Cos&#8217;è il work-life harmony e perché è importante parlarne</a> proviene da <a href="https://www.assidim.it">ASSIDIM</a>.</p>
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		<item>
		<title>Effetti dello SMART WORKING sui ritmi di lavoro e sull&#8217;equilibrio psicologico delle persone</title>
		<link>https://www.assidim.it/effetti-dello-smart-working-sui-ritmi-di-lavoro-e-sullequilibrio-psicologico-delle-persone/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Antonio Corrias]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 04 Jun 2021 07:02:49 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Sanità, welfare e terzo settore]]></category>
		<category><![CDATA[ASSIDIM]]></category>
		<category><![CDATA[benessere]]></category>
		<category><![CDATA[covid-19]]></category>
		<category><![CDATA[produttività]]></category>
		<category><![CDATA[salute]]></category>
		<category><![CDATA[valoreassidim]]></category>
		<category><![CDATA[welfare]]></category>
		<category><![CDATA[welfare aziendale]]></category>
		<category><![CDATA[welfareaziendale]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>L’impatto della pandemia COVID sulla salute fisica è sotto gli occhi di tutti. Meno evidente, ma non per questo meno importante, è quello sulla “salute mentale” delle persone. Le azioni [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>L’impatto della pandemia COVID sulla salute fisica è sotto gli occhi di tutti.</p>
<p>Meno evidente, ma non per questo meno importante, è quello sulla “salute mentale” delle persone.</p>
<p>Le azioni di contenimento del virus, la crisi economica, il cambiamento del comportamento sociale e la paura del contagio hanno generato un <strong>aumento diffuso del livello di </strong><strong>ansia</strong><strong>.  </strong></p>
<p><strong>Sappiamo </strong>che ansia e stress sono i responsabili di patologie fisiche, anche molto debilitanti e che queste generano una significativa perdita di concentrazione sul lavoro e di produttività.</p>
<p>In Italia, l’<strong>Istituto Superiore di Sanità (ISS)</strong> evidenzia una crescita importante della domanda di “specialisti della salute mentale”, collegata all’ aumento dei livelli di malessere psicofisico e alla diffusione di sintomi ansiosi e depressivi nella popolazione.</p>
<p>Il più alto livello di stress è quello che hanno evidentemente sopportato gli operatori sanitari in prima linea. Altrettanto certo il fortissimo impatto sulla serenità dei lavoratori e delle lavoratrici che, a livello conscio o inconscio, hanno sentito minacciata la stabilità del proprio lavoro. Più pesante poi la situazione dei dipendenti che sono anche <strong>“<em>caregiver</em>”</strong> e si fanno carico contemporaneamente dell’assistenza di persone fragili, per lo più anziani, mentre devono lavorare.</p>
<p>È pertanto in aumento l’attenzione che le organizzazioni di imprese e lavoratori rivolgono ai <strong>“</strong><strong>generatori di ansia”</strong>, che stanno divenendo sempre più diffusi e producono importanti effetti sulla perdita di produttività lavorativa e sul livello di benessere organizzativo. Questi possono essere così classificati:</p>
<ul>
<li><strong>preoccupazioni legate alla salute;</strong></li>
<li>difficoltà nel gestire i figli e la didattica a distanza;</li>
<li>assistere e tutelare i familiari anziani;</li>
<li>s<strong>enso di incertezza</strong>rispetto all’andamento aziendale e alle <strong>possibili ripercussioni</strong> di una <strong>crisi anche economica;</strong></li>
<li><strong>restrizioni della mobilità.</strong></li>
</ul>
<p><strong>ASSIDIM,</strong> fin dal primo <em>lockdown</em>, ha rafforzato l’offerta delle proprie linee di Assistenza Sanitaria per dare una risposta adeguata a questo fenomeno.</p>
<p>Particolarmente utile ed apprezzato si è rivelato il rafforzamento del servizio di <strong>“Desk di Supporto Psicologico ed Ascolto Attivo”</strong>, gestito con il proprio partner Europ Assistance, che garantisce l’affidabilità di una vera <strong>Centrale Medica </strong>con personale esperto e competente, che risponde 24 ore su 24, 7 giorni su 7.</p>
<p>Un altro “fenomeno nel fenomeno” è la gestione degli anziani di famiglia, che sta esplodendo in tutta la sua gravità ed evidenzia le fragilità del sistema socio &#8211; sanitario.</p>
<p><strong>ASSIDIM</strong> anche in questo caso ha risposto in modo innovativo e qualificato con la <strong>SUITE SENIOR CARE</strong> anch’essa garantita mediante Europ Assistance: <a href="https://campagne.assidim.it/senior-assistance/">https://campagne.assidim.it/senior-assistance/</a></p>
<p><strong>È ormai certo che questi servizi contribuiscano a potenziare la resilienza individuale,</strong> oltre a trasmettere ai dipendenti il messaggio che l’azienda abbia a cuore la loro serenità e il loro benessere secondo la prospettiva più evoluta del work – life balance.</p>
<p>Fornire questi servizi ha un grande <strong>beneficio in termini di </strong><strong>“<em>Return on Welfare</em>”</strong><strong>: </strong></p>
<ul>
<li><strong>per i dipendenti</strong><strong> che migliorano la loro consapevolezza e capacità di disporre di strumenti per la gestione di stress, traumi ed ansie;</strong></li>
<li><strong>per l’azienda</strong><strong> che rafforza i propri indicatori di </strong>efficienza della performance sul lavoro, della motivazione, della loyalty dei dipendenti più qualificati e vede ridurre il tasso di infortuni collegati alle malattie professionali e alla conflittualità interna con un miglioramento del clima aziendale. Importante è il valore sull’i<strong>mmagine aziendale, sulla reputazione </strong>e sullo <strong>sviluppo del senso di appartenenza dei dipendenti. </strong></li>
</ul>
<p style="text-align: right;"><em>A cura di Antonio Corrias</em></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.assidim.it/effetti-dello-smart-working-sui-ritmi-di-lavoro-e-sullequilibrio-psicologico-delle-persone/">Effetti dello SMART WORKING sui ritmi di lavoro e sull&#8217;equilibrio psicologico delle persone</a> proviene da <a href="https://www.assidim.it">ASSIDIM</a>.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Indagine online con assistiti ASSIDIM: le principali evidenze</title>
		<link>https://www.assidim.it/indagine-online-con-assistiti-assidim-le-principali-evidenze/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[ASSIDIM]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 23 Sep 2019 06:58:09 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Sanità, welfare e terzo settore]]></category>
		<category><![CDATA[ASSIDIM]]></category>
		<category><![CDATA[assistiti]]></category>
		<category><![CDATA[salute]]></category>
		<category><![CDATA[surveyonline]]></category>
		<category><![CDATA[welfareaziendale]]></category>
		<category><![CDATA[worklifebalance]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://blog.assidim.it/?p=83</guid>

					<description><![CDATA[<p>Nella seconda decade di luglio, ASSIDIM ha realizzato una breve indagine online con la propria community di assistiti su salute e welfare aziendale. Malgrado il dibattito sull’importanza della salute e [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.assidim.it/indagine-online-con-assistiti-assidim-le-principali-evidenze/">Indagine online con assistiti ASSIDIM: le principali evidenze</a> proviene da <a href="https://www.assidim.it">ASSIDIM</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Nella seconda decade di luglio, <strong>ASSIDIM</strong> ha realizzato una breve indagine online con la propria community di assistiti su salute e welfare aziendale.</p>
<p>Malgrado il dibattito sull’importanza della salute e del benessere in azienda sia apertissimo, ciò che emerge dai risultati del questionario è che, rispetto agli anni passati, i dipendenti hanno maggiore consapevolezza dei benefici del <strong>welfare aziendale</strong>.</p>
<p>Parlare però di piani di welfare è come parlare di un <em>mare magnum</em> contenente misure tra le più disparate, da un buono Amazon a un’assistenza per la non autosufficienza, per esempio. Un piano di welfare può contenere infatti sia i cosiddetti <em>employee</em> che i <em>flexible benefit</em>, entrambi disciplinati dalla stessa fonte normativa, ovvero l’art. 51 comma II del TUIR/86.</p>
<p>La scelta del datore di lavoro di adottare un piano di welfare dovrebbe essere dettata non tanto (e non solo) da logiche di budget, quanto dall’ascolto e dall’attenzione verso i bisogni espressi dalle persone che, inevitabilmente, generano un impatto sul benessere organizzativo e aziendale.</p>
<p>ASSIDIM, che da sempre tutela i fondamentali della salute, incoraggia le aziende a proteggere la salute dei propri dipendenti e familiari, non ha dubbi a riguardo.</p>
<p>L’obiettivo &#8211; testimoniato anche dall’intervista di <strong>Antonio Corrias</strong> per <strong>tuttowelfare.info</strong>: <a href="https://youtu.be/NbfWarMgnXc" target="_blank" rel="noopener noreferrer">https://youtu.be/NbfWarMgnXc</a>  è quello di mettere la persona al centro e puntare al suo benessere, nella ferma convinzione che una buona vita fuori dall’azienda vada di pari passo con una buona produttività dentro l’azienda.</p>
<p>Tornando alla survey online, la cui copertura ha raggiunto livelli statisticamente rappresentativi di persone assistite e non da fondi sanitari, si è voluto indagare il livello di conoscenza e soprattutto di percezione dei nuovi bisogni legati alla salute e alla conciliazione vita – lavoro.</p>
<p>Dall’analisi delle risposte al questionario, quello delineato è un quadro che riflette in buona parte quanto dimostrato da numerose ricerche e indagini rispetto al ruolo che dovrebbe assumere la sanità integrativa, non solo in riferimento alla sfera lavorativa, bensì alla funzione sempre più complementare rispetto al Servizio Sanitario Nazionale (SSN), in uno scenario in cui l’SSN sembra arretrare e non riuscire più a garantire, specialmente in alcune regioni, i livelli essenziali di assistenza (LEA).</p>
<p>Se, allo stato attuale, i lavoratori associano ancora il tema del welfare aziendale a misure di breve termine e di sostegno al reddito (flexible benefit), si registra una consapevolezza sempre più emergente della necessità di avere un’<strong>assistenza garantita dall’azienda contro il rischio di infortuni, invalidità, premorienza, non autosufficienza</strong> (employee benefit).</p>
<p>Sulla prevenzione, c’è da rilevare la scarsa conoscenza da parte delle persone coinvolte nel questionario della possibilità di beneficiare di programmi gratuiti di screening garantiti dal SSN, sebbene quasi la totalità dei rispondenti dimostri più sensibilità e attenzione a stili di vita sani e corretta alimentazione (prevenzione primaria).</p>
<p>Infine, sul tema dell’integrazione pubblico-privato per rispondere ai crescenti ed emergenti bisogni di salute dei cittadini, emergono due correnti di pensiero opposte: da una parte, c’è chi sostiene che l’integrazione mina alle fondamenta il principio universalistico sotteso al <em>Welfare State</em>, nonché il diritto individuale alla tutela della salute; dall’altra parte &#8211; ed è la parte maggioritaria dei rispondenti &#8211; si ritiene invece fondamentale l’integrazione a fronte del costante definanziamento del SSN e dell’<strong>aumento contestuale della spesa privata <em>out of pocket</em> delle famiglie</strong>.</p>
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		<title>Aderenza terapeutica e cronicità: scatta l’alert di ASSIDIM</title>
		<link>https://www.assidim.it/aderenza-terapeutica-e-cronicita-scatta-lalert-di-assidim/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[ASSIDIM]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 29 Apr 2019 09:24:47 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Iniziative]]></category>
		<category><![CDATA[aderenzaterapeutica]]></category>
		<category><![CDATA[caregiver]]></category>
		<category><![CDATA[cronicità]]></category>
		<category><![CDATA[nonautosufficienza]]></category>
		<category><![CDATA[sanitàdigitale]]></category>
		<category><![CDATA[worklifebalance]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Come già espresso nell’articolo precedente, il concetto di salute ha subìto con gli anni un’evoluzione significativa. È cambiata infatti la percezione di salute delle persone, legata e bisogni non strettamente [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Come già espresso nell’articolo precedente, il concetto di salute ha subìto con gli anni un’evoluzione significativa.</p>
<p>È cambiata infatti la percezione di salute delle persone, legata e bisogni non strettamente sanitari bensì più propriamente socio – sanitari. Tant’è vero che, nel dibattito pubblico, si discute della possibilità di ripensare il Servizio Sanitario Nazionale, integrando servizi sanitari e socio &#8211; sanitari.</p>
<p>In attesa allora di ribattezzarlo “Servizio Socio – Sanitario”, tutti gli stakeholders – pubblici e privati – che operano nel settore sono chiamati a dare risposta ai bisogni conseguenti all’aumento della speranza di vita alla nascita e dell’aspettativa di vita oltre i 65 anni (ISTAT, 2019).</p>
<p>Tra i tanti, uno di questi bisogni è quello dell’aderenza terapeutica, un problema di crescente rilievo per molti paesi e, nel caso specifico, per l’Italia che è oggi il secondo paese più longevo al mondo dopo il Giappone (ISTAT, 2018).</p>
<p>L’<strong>aderenza terapeutica</strong> è definita come il rispetto delle prescrizioni e raccomandazioni del medico da parte delle persone che seguono un determinato protocollo medico o terapia farmacologica. La scarsa aderenza terapeutica ha un impatto significativo sia sotto il profilo clinico che della sostenibilità dei sistemi sanitari. È infatti associata a un aumento degli interventi di assistenza sanitaria, della mortalità e delle morbilità: ogni anno muoiono circa 200 mila persone in Europa per mancata aderenza alle terapie, mentre l’impatto sui costi per i ricoveri evitabili è di 130 miliardi di euro (Raccomandazione civica per l’aderenza terapeutica, Cittadinanzattiva, 2018).</p>
<p>L’aderenza terapeutica investe inevitabilmente il tema della cronicità, della disabilità e della non autosufficienza, di cui in Italia si contano rispettivamente 11 e 4 milioni di persone (OASI, 2018).<br />
La gestione della terapia è ancor più difficile infatti quando la condizione è cronica e implica, pertanto, una relazione costante con la malattia nel corso della propria vita.</p>
<p>Secondo i dati ISTAT (2018), in Italia 8 milioni di persone si prendono cura dei propri genitori o familiari anziani e la preoccupazione che ne consegue può essere fonte di stress e diminuzione delle performances anche sul lavoro.</p>
<p>Al fine di migliorare benessere e qualità della vita dei dipendenti, conciliare tempi di vita e lavoro (work life balance), ASSIDIM ha identificato <a href="http://www.trillio.org/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Trillío</a> come una delle soluzioni più adeguate e innovative presenti sul mercato. <a href="http://www.trillio.org/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Trillío</a>, ideato dalla start-up italiana <a href="http://www.lacomanda.it/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">La Comanda</a>, si presenta come una sveglia-promemoria per l’assunzione di medicine, ma in realtà è un dispositivo collegato in rete a una piattaforma che si attiva in caso di emergenza. Il suo funzionamento è molto facile e intuitivo anche per l’anziano: <a href="http://www.trillio.org/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Trillío</a> suona e lampeggia quando il paziente deve assumere le medicine e si disattiva come una normale sveglia; è connesso con i device dei parenti o assistenti più prossimi per avvertirli che il genitore abbia assunto correttamente i medicinali; se non viene interrotta la suoneria, si attiva la rete di sostegno di chi si prende cura dell’anziano.</p>
<p>Il valore aggiunto della partnership <strong>ASSIDIM – <a href="http://www.trillio.org/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Trillío</a></strong> consiste nella possibilità di: monitorare i dati della persona che utilizza il dispositivo; sensibilizzare il caregiver chiamato a rimodellare spesso a fatica i propri equilibri esistenziali; contribuire all’estrinsecazione dell’emporwement della persona affetta da patologie croniche, facendo in modo che sia sempre “connessa” con gli altri soggetti coinvolti nel processo (caregiver, medico, farmacista, specialistica, ecc…).</p>
<p>I vantaggi che ne derivano impattano sul benessere individuale, familiare e aziendale, oltreché a garantire una maggiore efficienza del sistema sanitario.</p>
<p>Per approfondimenti, ti invitiamo a visitare il sito di <a href="https://www.assidim.it/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">ASSIDIM</a> e quello di <a href="http://www.trillio.org/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Trillío</a>.</p>
<p>Per leggere l&#8217;articolo pubblicato su Tuttowelfare cliccare sul link seguente: <a href="https://www.tuttowelfare.info/sanita-welfare/basta-un-trillio-e-la-pillola-va-giu" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Basta un Trillio e la pillola va giù</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.assidim.it/aderenza-terapeutica-e-cronicita-scatta-lalert-di-assidim/">Aderenza terapeutica e cronicità: scatta l’alert di ASSIDIM</a> proviene da <a href="https://www.assidim.it">ASSIDIM</a>.</p>
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