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	<title>Dipendenze Archivi - ASSIDIM</title>
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	<description>Salute e Protezione dal 1981</description>
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		<title>Le dipendenze non cambiano: cambiano gli oggetti da cui dipendiamo</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Francesco Capria]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 25 Jun 2026 07:00:51 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Sanità, welfare e terzo settore]]></category>
		<category><![CDATA[benessere]]></category>
		<category><![CDATA[Consapevolezza]]></category>
		<category><![CDATA[Dipendenze]]></category>
		<category><![CDATA[prevenzione]]></category>
		<category><![CDATA[salute]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Giornata Mondiale contro le dipendenze: Tanto è stato fatto e molta strada rimane ancora da fare, sia in termini di politiche ma soprattutto di consapevolezza, riconoscimento del problema e comportamenti conseguenti da adottare per prevenirle.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.assidim.it/le-dipendenze-non-cambiano-cambiano-gli-oggetti-da-cui-dipendiamo/">Le dipendenze non cambiano: cambiano gli oggetti da cui dipendiamo</a> proviene da <a href="https://www.assidim.it">ASSIDIM</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Oggi, 26 giugno 2026, celebriamo la Giornata Mondiale contro le dipendenze.</p>
<p>Tanto è stato fatto e molta strada rimane ancora da fare, sia in termini di politiche ma soprattutto di consapevolezza, riconoscimento del problema e comportamenti conseguenti da adottare per prevenirle.</p>
<p>Negli ultimi anni, il modo di parlare di dipendenze è cambiato. Non riguarda più solo alcol, tabacco o droghe, ma anche comportamenti quotidiani come il gioco d’azzardo o l’uso delle tecnologie. L’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) definisce la dipendenza come un bisogno difficile da controllare, che continua anche quando provoca conseguenze negative.</p>
<p>Questo significa che oggi le cosiddette “nuove dipendenze” – come quella da smartphone o social – non sono fenomeni marginali, ma parte dello stesso problema.</p>
<p>Le dipendenze tradizionali restano comunque molto rilevanti. In Italia, ad esempio, l’alcol continua ad avere un forte impatto sociale, mentre il tabacco è ancora tra le principali cause prevenibili di malattie gravi. A livello globale, come monitorato dall’OMS, i disturbi legati alle sostanze sono monitorati come una priorità sanitaria.</p>
<p>Accanto a questo quadro, però, stanno crescendo rapidamente le dipendenze legate alla tecnologia. L’uso dello smartphone è diventato così diffuso che una quota significativa di persone mostra comportamenti problematici: secondo un recente studio (2025), circa il 21% degli utenti presenta caratteristiche compatibili con una dipendenza. Il tempo di utilizzo supera spesso le quattro ore al giorno.</p>
<p>In Italia il fenomeno riguarda soprattutto i più giovani. Lo smartphone viene usato mediamente per circa tre ore al giorno, ma il tempo totale davanti agli schermi può arrivare anche a otto ore.</p>
<p>Uno studio osservazionale condotto nel 2025 su giovani adulti nel Sud Italia indica che oltre il 20% dei giovani adulti presenta segnali di dipendenza.</p>
<p>Un aspetto particolarmente delicato è l’età sempre più precoce di utilizzo. Molti bambini iniziano a usare lo smartphone in autonomia già nei primi anni di scuola, e iniziare troppo presto aumenta il rischio di sviluppare comportamenti problematici.</p>
<p>Il punto non è tanto lo strumento, ma il tipo di rapporto che sviluppiamo con esso. Le dipendenze, vecchie e nuove, hanno infatti radici comuni: fattori psicologici, relazionali e sociali.</p>
<p>In questo contesto, il Ministero della Salute richiama un aspetto cruciale: le tecnologie digitali sono sempre disponibili e socialmente accettate e, proprio per questo, risultano più difficili da riconoscere e gestire: “<em>Guardo un video e poi smetto</em>”, ma poi si continua con contenuti in loop (TikTok, Reels) per molto di più.</p>
<p>Da una prospettiva sociologica, la mancata consapevolezza del problema si manifesta in tre modi principali:</p>
<ul>
<li>Distorsione del tempo: “<em>Sono stati solo 5 minuti</em>”, quando in realtà è mezz’ora e oltre.</li>
<li>Normalizzazione del comportamento: <em>“Lo fanno tutti”; “È normale ormai…”. </em></li>
<li>Negazione del problema: <em>“Non sono dipendente”; “Posso smettere quando voglio”<strong>.</strong></em></li>
</ul>
<p>Per questo motivo, le risposte più efficaci non possono essere solo sanitarie. Servono educazione, consapevolezza e capacità di autoregolazione, soprattutto tra i più giovani.</p>
<p style="text-align: right;"><em>Francesco Capria</em><br />
<em>Centro Studi, Comunicazione &amp; Marketing ASSIDIM</em></p>
<h4>Bibliografia e sitografia:</h4>
<ol>
<li>World Health Organization, <em>Substance use disorders – data prevalence</em>, Global Health Observatory: <a href="https://www.who.int/data/gho/data/indicators/indicator-details/GHO/data-on-prevalence-of-substance-use--substance-use-disorders">https://www.who.int/data/gho/data/indicators/indicator-details/GHO/data-on-prevalence-of-substance-use&#8211;substance-use-disorders</a>.</li>
<li>WHO EMRO, Mobile phone use pattern and addiction in relation to depression and anxiety, Eastern Mediterranean Health Journal, 2020, <a href="https://www.emro.who.int/emhj-volume-26-2020/volume-26-issue-6/mobile-phone-use-pattern-and-addiction-in-relation-to-depression-and-anxiety.html">https://www.emro.who.int/emhj-volume-26-2020/volume-26-issue-6/mobile-phone-use-pattern-and-addiction-in-relation-to-depression-and-anxiety.html</a>.</li>
<li>Venuto R. et al., The digital tether: smartphone addiction among young adults in Southern Italy, Journal of Preventive Medicine and Hygiene, 2026, <a href="https://doi.org/10.15167/2421-4248/jpmh2025.66.4.3771">https://doi.org/10.15167/2421-4248/jpmh2025.66.4.3771</a>.</li>
<li><a href="https://www.salute.gov.it/new/it/tema/piano-nazionale-della-prevenzione/dipendenze-e-problemi-correlati/">https://www.salute.gov.it/new/it/tema/piano-nazionale-della-prevenzione/dipendenze-e-problemi-correlati/.</a></li>
</ol>
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