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	<title>sanità integrativa Archivi - ASSIDIM</title>
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	<description>Salute e Protezione dal 1981</description>
	<lastBuildDate>Thu, 20 Mar 2025 17:23:30 +0000</lastBuildDate>
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	<title>sanità integrativa Archivi - ASSIDIM</title>
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	<item>
		<title>Come sta la sanità integrativa?</title>
		<link>https://www.assidim.it/come-sta-la-sanita-integrativa/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Antonio Corrias]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 21 Mar 2025 08:00:47 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Sanità, welfare e terzo settore]]></category>
		<category><![CDATA[pmi]]></category>
		<category><![CDATA[sanità integrativa]]></category>
		<category><![CDATA[welfare aziendale]]></category>
		<category><![CDATA[XXL]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>15 milioni di lavoratori hanno diritto alla sanità integrativa, ma solo 8 milioni sono iscritti ai Fondi. 8,5 milioni di lavoratori restano senza copertura. Il sistema si sta trasformando: quali scenari futuri?</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.assidim.it/come-sta-la-sanita-integrativa/">Come sta la sanità integrativa?</a> proviene da <a href="https://www.assidim.it">ASSIDIM</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>La sanità integrativa, il &#8220;secondo pilastro&#8221; del welfare sanitario italiano, è destinata ad assumere un ruolo sempre più centrale nel garantire salute e benessere. La salute è il motore principale della qualità della vita: senza di essa, anche gli altri fattori del Benessere Equo e Sostenibile (BES) perdono valore. (*)</p>
<p>Tuttavia, con questo sistema sanitario pubblico in difficoltà, la sanità integrativa mostra segnali di criticità da non sottovalutare. <strong>Marzio Bartoloni</strong>, sul <strong>Sole 24 Ore</strong>, ha recentemente analizzato la situazione basandosi su dati di <strong>Ania</strong> e del <strong>Ministero della Salute</strong>. Già in fase di stagnazione, il settore rischia di perdere efficacia e sostenibilità economica senza interventi e riforme mirate.</p>
<p>Tre parole chiave fotografano la situazione attuale: <strong>Frenata, Contrazione ed Elusione</strong>.</p>
<ol>
<li><strong>Frenata</strong>: Dal 2021 la crescita si è arrestata. Dopo un decennio di espansione con un incremento medio di un milione di iscritti all&#8217;anno (passando da 5,8 milioni nel 2013 a oltre 16 milioni nel 2020), il numero si è stabilizzato, segnalando un rallentamento.</li>
<li><strong>Contrazione</strong>: Anche il numero di Fondi integrativi è in calo, passando da 327 nel 2021 a 334 nel 2022, per poi scendere a 324 nel 2023.</li>
<li><strong>Elusione</strong>: Uno dei principali sintomi di malessere riguarda l’elusione contributiva.</li>
</ol>
<p><img fetchpriority="high" decoding="async" class="alignnone wp-image-8083 size-full" src="https://www.assidim.it/wp-content/uploads/2025/03/come-sta-la-sanita-integrativa-1.jpg" alt="" width="541" height="220" srcset="https://www.assidim.it/wp-content/uploads/2025/03/come-sta-la-sanita-integrativa-1.jpg 541w, https://www.assidim.it/wp-content/uploads/2025/03/come-sta-la-sanita-integrativa-1-300x122.jpg 300w" sizes="(max-width: 541px) 100vw, 541px" /><strong> </strong></p>
<h3>L&#8217;IMPATTO DELL&#8217;ELUSIONE CONTRIBUTIVA</h3>
<p>Il divario tra i lavoratori che avrebbero diritto alla sanità integrativa tramite i contratti collettivi e quelli effettivamente iscritti ai Fondi sanitari è significativo.</p>
<ul>
<li>Secondo i dati <strong>ISTAT e INPS (2023-2024)</strong>, il numero complessivo di occupati in Italia è di circa <strong>23,5 milioni</strong>.</li>
<li>Di questi, <strong>15 milioni</strong> di lavoratori risultano coperti da contratti collettivi che prevedono la sanità integrativa (<strong>64% del totale</strong>).</li>
<li>Tuttavia, solo <strong>8 milioni</strong> risultano effettivamente iscritti ai Fondi sanitari (<strong>53% dei lavoratori aventi diritto</strong>).</li>
<li>A questi si aggiungono <strong>4 milioni di familiari iscritti, 2 milioni di liberi professionisti e 500.000 pensionati</strong>.</li>
<li><strong>8,5 milioni di lavoratori risultano dunque senza alcuna copertura sanitaria integrativa.</strong></li>
</ul>
<p><img decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-8081" src="https://www.assidim.it/wp-content/uploads/2025/03/come-sta-la-sanita-integrativa-2.jpg" alt="" width="559" height="362" srcset="https://www.assidim.it/wp-content/uploads/2025/03/come-sta-la-sanita-integrativa-2.jpg 559w, https://www.assidim.it/wp-content/uploads/2025/03/come-sta-la-sanita-integrativa-2-300x194.jpg 300w" sizes="(max-width: 559px) 100vw, 559px" /></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Questa situazione crea un cortocircuito finanziario: le aziende versano i contributi per la sanità integrativa, ma se i lavoratori non si iscrivono ai Fondi, i finanziamenti non confluiscono nel sistema, generando una copertura inefficace.</p>
<p><img decoding="async" class="alignnone wp-image-8079 size-full" src="https://www.assidim.it/wp-content/uploads/2025/03/come-sta-la-sanita-integrativa-3.jpg" alt="" width="643" height="371" srcset="https://www.assidim.it/wp-content/uploads/2025/03/come-sta-la-sanita-integrativa-3.jpg 643w, https://www.assidim.it/wp-content/uploads/2025/03/come-sta-la-sanita-integrativa-3-300x173.jpg 300w" sizes="(max-width: 643px) 100vw, 643px" /></p>
<h3>SPOSTARE L’ESIGIBILITÀ DEL DIRITTO AI FONDI</h3>
<p>Per garantire continuità e accesso alle cure, una riforma essenziale sarebbe il <strong>trasferimento dell&#8217;esigibilità del diritto alla sanità integrativa direttamente ai Fondi</strong>, anziché ai singoli lavoratori.</p>
<p><strong>📌 Flusso ideale (funzionamento corretto):</strong></p>
<p>1️. L’azienda → Versa i contributi direttamente ai Fondi di sanità integrativa.</p>
<p>2️. I lavoratori → Si iscrivono ai Fondi.</p>
<p>3️. I Fondi sanitari → Raccolgono i finanziamenti e garantiscono la copertura sanitaria.</p>
<p>✅ Risultato → Sistema funzionante, con copertura efficace per i lavoratori.</p>
<p><strong>📌 Cortocircuito finanziario (problema attuale):</strong></p>
<p>1️. L’azienda → versa i contributi all&#8217;INPS, che poi li destina ai Fondi Sanitari. Tuttavia, se i lavoratori non si iscrivono, i fondi non ricevono risorse, creando un blocco finanziario e una copertura inefficace.</p>
<p>2️. I lavoratori ❌ NON si iscrivono ai Fondi.</p>
<p>3️. I Fondi sanitari → Non ricevono abbastanza adesioni, risorse bloccate.</p>
<p>❌ Risultato → Finanziamenti che non confluiscono nel sistema, copertura inefficace.</p>
<p><strong>Benefici attesi:</strong></p>
<ul>
<li>Maggiore continuità assistenziale e accesso alle cure.</li>
<li>Eliminazione della necessità di adesione attiva da parte del lavoratore.</li>
<li>Maggiore potere negoziale per i Fondi, con un miglior rapporto costi/benefici.</li>
<li>Riduzione della frammentazione e semplificazione del sistema.</li>
</ul>
<h3>ALTRE AZIONI PER UNA MAGGIORE SOSTENIBILITÀ</h3>
<ol>
<li><strong><strong>COINVOLGERE UN NUMERO PIÙ ELEVATO DI PMI</strong></strong>&nbsp;
<p>Le PMI rappresentano il tessuto imprenditoriale più ampio in Italia, ma spesso faticano ad accedere a soluzioni di sanità integrativa.<strong>ISTAT:</strong></li>
</ol>
<ul>
<li style="list-style-type: none;">
<ul>
<li>Le imprese con meno di 250 dipendenti costituiscono <strong>oltre il 99%</strong> delle aziende italiane.</li>
<li>Le microimprese (&lt;10 addetti) rappresentano il <strong>94,9%</strong> del totale.</li>
<li>Le piccole imprese (10-49 addetti) e le medie imprese (50-249 addetti) costituiscono rispettivamente il <strong>4,5%</strong> e lo <strong>0,5%</strong>.</li>
</ul>
</li>
</ul>
<p style="padding-left: 40px;"><strong>Welfare Index PMI 2024:</strong></p>
<p style="padding-left: 40px;">Per quanto riguarda specificamente il <strong>welfare sanitario</strong>, il Rapporto indica che nonostante le aziende attive in questo ambito siano cresciute dal 38,5% nel 2022 al 43,4% nel 2024, le iniziative più propriamente definibili di welfare aziendale, come le polizze sanitarie aziendali, sono adottate solamente dal 10% delle imprese, mentre l&#8217;adesione a fondi o casse aperte riguarda solamente il 2,1% delle PMI. ​</p>
<p style="padding-left: 40px;">Sotto, un confronto tra <strong>distribuzione delle imprese per dimensione</strong> e il loro <strong>contributo al PIL</strong>:</p>
<ul>
<li style="list-style-type: none;">
<ul>
<li><strong>A sinistra:</strong> predominanza delle microimprese.</li>
<li><strong>A destra:</strong> impatto significativo delle grandi imprese sul PIL, nonostante la loro scarsa numerosità.</li>
</ul>
</li>
</ul>
<p style="padding-left: 40px;"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-8077" src="https://www.assidim.it/wp-content/uploads/2025/03/come-sta-la-sanita-integrativa-4.jpg" alt="" width="604" height="310" srcset="https://www.assidim.it/wp-content/uploads/2025/03/come-sta-la-sanita-integrativa-4.jpg 604w, https://www.assidim.it/wp-content/uploads/2025/03/come-sta-la-sanita-integrativa-4-300x154.jpg 300w" sizes="(max-width: 604px) 100vw, 604px" /></p>
<p>&nbsp;</p>
<ol>
<li><strong>ESTENDERE LA COPERTURA DELLA SANITÀ INTEGRATIVA ANCHE AI LIVELLI INTERMEDI E OPERATIVI,</strong> oltre agli apicali, migliorerebbe equità e sostenibilità del sistema, riducendo l&#8217;elusione contributiva.</li>
</ol>
<h3>LE ALTRE CRITICITÀ</h3>
<ul>
<li><strong>Copertura insufficiente:</strong> solo il <strong>24%</strong> degli italiani è coperto da sanità integrativa, contro il <strong>70%</strong> di Francia e Germania.</li>
<li><strong>Spesa sanitaria elevata:</strong> nel 2023, la spesa sanitaria italiana ha raggiunto <strong>133 miliardi di euro</strong>, con <strong>43 miliardi</strong> a carico diretto dei cittadini (out-of-pocket).</li>
<li><strong>Sostenibilità economica a rischio:</strong> il rapporto tra premi incassati e sinistri pagati è salito dal <strong>50% al 70%</strong>, riducendo la marginalità per Fondi e assicurazioni.</li>
</ul>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-8075" src="https://www.assidim.it/wp-content/uploads/2025/03/come-sta-la-sanita-integrativa-5.jpg" alt="" width="576" height="294" srcset="https://www.assidim.it/wp-content/uploads/2025/03/come-sta-la-sanita-integrativa-5.jpg 576w, https://www.assidim.it/wp-content/uploads/2025/03/come-sta-la-sanita-integrativa-5-300x153.jpg 300w" sizes="(max-width: 576px) 100vw, 576px" /></p>
<h3>IL RUOLO DI ASSIDIM</h3>
<p>Casse e Mutue sanitarie come <strong>Assidim</strong> giocano un ruolo chiave nella trasformazione e sostenibilità della sanità integrativa. Con particolare attenzione alle PMI, Assidim offre soluzioni innovative come <strong>ASSIDIM XXL</strong>, che favorisce:</p>
<ul>
<li>Coperture estese per categorie meno tutelate.</li>
<li>Tecnologie digitali per semplificare adesioni.</li>
<li>Programmi di formazione su corretti stili di vita per abbattere costi sanitari futuri.</li>
<li>Webinar e Talk gratuiti per sensibilizzare aziende e lavoratori.</li>
</ul>
<p>🔗 <strong>Scopri di più sulle soluzioni per le PMI</strong> <a href="https://www.assidim.it/sei-una-pmi/">www.assidim.it/sei-una-pmi</a></p>
<p>La Commissione Affari Sociali del Senato sta lavorando a una <strong>riforma organica della sanità integrativa</strong> per ampliarne le prestazioni e migliorarne l’accessibilità. Assidim partecipa attivamente al <strong>GdL 3 Salute di ASvIS</strong> – Alleanza Italiana per lo Sviluppo Sostenibile.</p>
<p>🔗 <strong>Scopri di più su ASvIS</strong> <a href="https://asvis.it/" target="_blank" rel="noopener">www.asvis.it</a></p>
<p style="text-align: right;"><em>Antonio Corrias<br />
</em><em>ASSIDIM<br />
Marketing Comunicazione Sviluppo Associativo</em></p>
<h3>NOTE</h3>
<p>(*) Il <strong>BES (Benessere Equo e Sostenibile)</strong> è un indice sviluppato dall&#8217;ISTAT per misurare il benessere della popolazione in Italia, andando oltre il PIL e includendo dimensioni sociali, economiche e ambientali.</p>
<p>Caratteristiche principali:</p>
<ul>
<li>Multidimensionale: Comprende 12 domini chiave come salute, istruzione, lavoro, benessere economico, ambiente e sicurezza.</li>
<li>Equità: Analizza le disuguaglianze tra fasce di popolazione e territori.</li>
<li>Sostenibilità: Considera il benessere attuale e la capacità di mantenerlo nel futuro.</li>
</ul>
<p>Struttura dell’indice:</p>
<ol>
<li>Condizioni economiche (reddito, lavoro, conciliazione vita-lavoro)</li>
<li>Salute e benessere (speranza di vita, accesso ai servizi sanitari)</li>
<li>Istruzione e competenze (livello di istruzione, partecipazione culturale)</li>
<li>Qualità della vita e relazioni sociali (sicurezza, fiducia nelle istituzioni)</li>
<li>Ambiente e sostenibilità (qualità dell’aria, consumo di suolo)</li>
<li>Disuguaglianze e parità di genere (differenze sociali ed economiche)</li>
<li>Benessere soggettivo (soddisfazione della vita)</li>
</ol>
<p>Utilizzo:</p>
<ul>
<li>Strumento per le politiche pubbliche (inserito nel DEF per valutare l&#8217;impatto delle scelte di governo).</li>
<li>Guida per imprese e istituzioni per sviluppare strategie orientate alla sostenibilità e inclusione.</li>
</ul>
<p>Il BES è fondamentale per monitorare lo sviluppo sostenibile e la qualità della vita in Italia.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.assidim.it/come-sta-la-sanita-integrativa/">Come sta la sanità integrativa?</a> proviene da <a href="https://www.assidim.it">ASSIDIM</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Sanità Integrativa: Un’Opportunità Ancora Troppo Ristretta ai Vertici?</title>
		<link>https://www.assidim.it/sanita-integrativa-unopportunita-ancora-troppo-ristretta-ai-vertici/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Alberto Castelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 14 Mar 2025 11:20:47 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Sanità, welfare e terzo settore]]></category>
		<category><![CDATA[benessere]]></category>
		<category><![CDATA[employee benefits]]></category>
		<category><![CDATA[engagement]]></category>
		<category><![CDATA[produttività]]></category>
		<category><![CDATA[retention]]></category>
		<category><![CDATA[sanità integrativa]]></category>
		<category><![CDATA[welfare]]></category>
		<category><![CDATA[welfare aziendale]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://assidim.it/?p=8008</guid>

					<description><![CDATA[<p>Il welfare pubblico arretra mentre avanza, sebbene ancora al piccolo trotto, quello integrativo. I benefit sono oggi estesi a platee sempre più numerose di dipendenti ma persiste l'asimmetria tra categorie professionali. </p>
<p>L'articolo <a href="https://www.assidim.it/sanita-integrativa-unopportunita-ancora-troppo-ristretta-ai-vertici/">Sanità Integrativa: Un’Opportunità Ancora Troppo Ristretta ai Vertici?</a> proviene da <a href="https://www.assidim.it">ASSIDIM</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Nonostante il quadro competitivo sempre più difficile per le piccole e medie imprese, il welfare aziendale rimane ancora un beneficio limitato quasi esclusivamente ai livelli apicali delle organizzazioni.</p>
<p>Ad oggi circa 16 milioni di dipendenti accedono a fondi e casse sanitarie per prestazioni di rimborso spese mediche (Fonte: Report Anagrafe FSI, 2024), alcune limitate al solo dipendente e non anche il nucleo familiare.</p>
<p>Le soluzioni integrative ai fondi e casse evidenziano che ne sono beneficiari, nella stragrande maggioranza, le figure ai vertici delle società: dirigenti e amministratori.</p>
<p>Se da un lato questa tendenza è comprensibile, dall’altro è un segnale preoccupante: il tessuto imprenditoriale italiano, caratterizzato dal 97% di PMI, che rappresentano il motore della nostra economia, rischia di rimanere indietro in una trasformazione che sta avvenendo dal basso.</p>
<p>Il Servizio Sanitario Nazionale (SSN) è in contrazione: nel 2023, secondo i dati dell’ultimo rapporto BES dell’ISTAT (2024), sono 4,5 milioni i cittadini che hanno rinunciato alle cure sanitarie e il crescente senso di insicurezza legato alla protezione della salute sta portando i talenti più qualificati a guardare con sempre maggiore attenzione alle aziende che offrono strumenti concreti di welfare aziendale.</p>
<h3>Rischio Perdita Talenti e Attrattività</h3>
<p>Il mercato del lavoro sta cambiando rapidamente. La fidelizzazione dei professionisti più competenti e l’attrazione di giovani ad alto potenziale non possono più basarsi solo su incentivi monetari.</p>
<p>Senza un sistema di welfare diffuso, molte società si troveranno progressivamente a perdere risorse chiave a favore di realtà più strutturate e lungimiranti.</p>
<p>Il benessere organizzativo e la protezione sanitaria integrativa sono oggi fattori decisivi nelle scelte professionali.</p>
<h3>Una Scossa Necessaria: Il Welfare Come Vantaggio Competitivo</h3>
<p>Le soluzioni di Employee Benefits favoriscono il clima aziendale, l’engagement, la retention delle persone che, al pari delle aziende, possono beneficiare di una fiscalità agevolata in virtù del principio mutualistico.</p>
<p>ASSIDIM, con soluzioni <em>tailor made</em>, consente alle società di “<em>ribaltare la piramide”</em>, permettendo a impiegati e operai, anche somministrati, di accedere a piani di assistenza sanitaria per una protezione completa.</p>
<p>Si tratta di strumenti di protezione accessibili e in grado di trasformare il welfare in un vero e proprio asset strategico per la crescita dell’impresa.</p>
<p>Le aziende che sapranno cogliere queste opportunità non solo garantiranno maggiore sicurezza ai propri collaboratori, ma diventeranno punti di riferimento nel loro settore, capaci di attrarre talenti e affrontare con maggiore serenità le sfide di un mercato sempre più esigente.</p>
<p>Il tempo di agire è adesso: il welfare aziendale è un’opportunità e una sfida per il successo di tutte le società!</p>
<p style="text-align: right;"><em>Alberto Castelli<br />
</em><em>Marketing &amp; Sviluppo associativo ASSIDIM</em></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.assidim.it/sanita-integrativa-unopportunita-ancora-troppo-ristretta-ai-vertici/">Sanità Integrativa: Un’Opportunità Ancora Troppo Ristretta ai Vertici?</a> proviene da <a href="https://www.assidim.it">ASSIDIM</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Anziani e non autosufficienza: qualcosa si muove</title>
		<link>https://www.assidim.it/anziani-e-non-autosufficienza-qualcosa-si-muove/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Marcello Marchese]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 27 Jan 2023 09:00:39 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Sanità, welfare e terzo settore]]></category>
		<category><![CDATA[anziani]]></category>
		<category><![CDATA[ASSIDIM]]></category>
		<category><![CDATA[long term care]]></category>
		<category><![CDATA[non autosufficienza]]></category>
		<category><![CDATA[pnrr]]></category>
		<category><![CDATA[salute sostenibile]]></category>
		<category><![CDATA[sanità integrativa]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://assidim.it/?p=3435</guid>

					<description><![CDATA[<p>Uno dei bisogni sempre più incalzanti, considerati i trend demografici ed epidemiologici, è collegato all’aumento della non autosufficienza e delle patologie croniche. Un fenomeno, quello della non autosufficienza, che in Italia, sulla base dei dati elaborati dall’Ufficio Studi di ASSIDIM, riguarda oltre 3 milioni di persone over 65 anni con gravi limitazioni, motorie, sensoriali e cognitive.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.assidim.it/anziani-e-non-autosufficienza-qualcosa-si-muove/">Anziani e non autosufficienza: qualcosa si muove</a> proviene da <a href="https://www.assidim.it">ASSIDIM</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Uno dei bisogni sempre più incalzanti, considerati i trend demografici ed epidemiologici, è collegato all’aumento della non autosufficienza e delle patologie croniche. Un fenomeno, quello della non autosufficienza, che in Italia, sulla base dei dati elaborati dall’<strong>Ufficio Studi di ASSIDIM</strong>, riguarda oltre 3 milioni di persone over 65 anni con gravi limitazioni, motorie, sensoriali e cognitive.</p>
<p>Coinvolge inoltre circa 2,9 milioni di <strong>caregiver familiari di cui 1,1 milione di badanti</strong>.</p>
<p>La spesa totale per la non autosufficienza nel 2020 sfiorava i 40 miliardi di euro, risultato dall’integrazione alla parte pubblica della spesa privata sostenuta dalle famiglie per i lavoratori domestici, compresi quelli irregolari, che ammonta a circa 15 miliardi di euro.</p>
<p>La spesa pubblica per la non autosufficienza (LTC) include, nel caso dell’Italia, le seguenti tre componenti: la spesa sanitaria per <strong>Long Term Care</strong>, le indennità di accompagnamento (importo mensile di circa 530 Euro) e gli interventi socio-assistenziali (ADI e SAD), erogati a livello locale, rivolti ai disabili e agli anziani non autosufficienti.</p>
<p>I criteri di definizione della condizione di non autosufficienza, per tutti i programmi diversi dall’indennità di accompagnamento, sono molto eterogenei da regione a regione, in assenza di linee guida unitarie a livello centrale.</p>
<p>Considerando lo scenario appena delineato è evidente l’urgenza di un intervento normativo volto al riordino della materia come già previsto dal <strong>PNRR</strong>.</p>
<p>Il Consiglio dei ministri del 19 gennaio 2023 ha varato il DISEGNO DI LEGGE RECANTE DELEGHE AL GOVERNO IN MATERIA DI POLITICHE IN FAVORE DELLE PERSONE ANZIANE che riforma profondamente le politiche per gli anziani, in particolare per quelli non autosufficienti, introducendo finalmente un sistema nazionale organico che prevede – tra l’altro – una “prestazione universale” graduata che dovrebbe unificare e assorbire i vari interventi oggi previsti.</p>
<p>Per passare alla fase operativa si dovrà aspettare ancora, ma in virtù del <strong>PNRR</strong> (nella cui cornice il provvedimento si inserisce come uno degli obiettivi da raggiungere per ottenere i finanziamenti) ci sono delle scadenze precise: entro marzo il Parlamento dovrà approvare il disegno di legge in cui sono fissati i criteri a cui il governo dovrà attenersi nell’emanare i decreti legislativi di attuazione. Solo allora si potrà dare una valutazione dettagliata che tenga conto anche delle risorse da investire (stimate in 7 miliardi).</p>
<p>In sintesi, il Governo “è delegato a adottare, entro il 31 gennaio 2024 uno o più decreti legislativi, finalizzati a riordinare, semplificare, coordinare e rendere più efficaci le attività di assistenza sociale, sanitaria e sociosanitaria per le persone anziane non autosufficienti, anche attraverso il coordinamento e il riordino delle risorse disponibili, nonché finalizzati a potenziare progressivamente le relative azioni, in attuazione della Missione 5, componente 2, riforma 2, del <strong>PNRR</strong>.”</p>
<p>Di seguito alcuni dei principi e criteri direttivi generali che troviamo nel <strong>DDL</strong>:</p>
<ul>
<li>riconoscimento del diritto delle persone anziane alla continuità di vita e di cure presso il proprio domicilio;</li>
</ul>
<ul>
<li>promozione della valutazione multidimensionale dei bisogni e delle capacità di natura sociale, sanitaria e sociosanitaria ai fini dell’accesso a un continuum di servizi per le persone anziane fragili e per le persone anziane non autosufficienti;</li>
</ul>
<ul>
<li>riconoscimento del diritto delle persone anziane alla somministrazione di cure palliative domiciliari e presso hospice;</li>
</ul>
<ul>
<li>riconoscimento degli specifici fabbisogni di assistenza delle persone anziane con pregresse condizioni di disabilità, al fine di promuoverne l’inclusione sociale e la partecipazione attiva alla comunità, assicurando loro i livelli di qualità di vita raggiunti e la continuità con i percorsi assistenziali già in atto;</li>
</ul>
<ul>
<li>promozione del miglioramento delle condizioni materiali e di benessere psico-sociale delle famiglie degli anziani fragili o non autosufficienti e di tutti coloro i quali sono impegnati nella loro cura, mediante un’allocazione più razionale ed efficace delle risorse disponibili a legislazione vigente.</li>
</ul>
<p>Il DDL istituisce, presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri, il <strong>Comitato Interministeriale per le Politiche in Favore della Popolazione Anziana</strong> (CIPA), con il compito di promuovere il coordinamento e la programmazione integrata delle politiche nazionali in favore delle persone anziane, con particolare riguardo alle politiche per la presa in carico delle fragilità e della non autosufficienza.</p>
<p>In particolare, il <strong>CIPA</strong>:</p>
<ol>
<li>adotta, con cadenza triennale e aggiornamento annuale il “Piano nazionale per l’invecchiamento attivo, l’inclusione sociale e la prevenzione delle fragilità nella popolazione anziana” e il “Piano nazionale per l’assistenza e la cura della fragilità e della non autosufficienza nella popolazione anziana”;</li>
<li>promuove, l’armonizzazione dei livelli essenziali delle prestazioni (LEPS) rivolti alle persone anziane non autosufficienti, con i livelli essenziali di assistenza sanitaria (LEA).</li>
</ol>
<p><strong>Nell&#8217;esercizio della delega il Governo si attiene ai seguenti ulteriori princìpi e criteri direttivi:</strong></p>
<ul>
<li>definizione del Sistema nazionale per la popolazione anziana non autosufficiente (SNAA), con il compito di procedere alla programmazione integrata, alla valutazione e al monitoraggio degli interventi e dei servizi statali e territoriali rivolti alle persone anziane non autosufficienti;</li>
</ul>
<ul>
<li>adozione di un sistema di monitoraggio dell’erogazione dei LEPS per le persone anziane non autosufficienti;</li>
</ul>
<ul>
<li>coordinamento, per i rispettivi ambiti territoriali di competenza, degli interventi e dei servizi sociali, sanitari e sociosanitari in favore degli anziani non autosufficienti erogati a livello regionale e locale;</li>
</ul>
<ul>
<li>semplificazione dell’accesso agli interventi e ai servizi sanitari, sociali e sociosanitari e messa a disposizione di punti unici di accesso (PUA), collocati presso le Case di Comunità, orientati ad assicurare alle persone anziane non autosufficienti e alle loro famiglie il supporto informativo e amministrativo;</li>
</ul>
<ul>
<li>semplificazione e integrazione delle procedure di accertamento e valutazione della condizione di persona anziana non autosufficiente mediante la previsione di una valutazione multidimensionale unificata, da effettuarsi secondo criteri standardizzati e omogenei a livello nazionale, finalizzata all’identificazione dei fabbisogni di natura sociale, sociosanitaria e sanitaria della persona anziana e del suo nucleo familiare.</li>
</ul>
<p>Infine, ma di grande importanza, il DDL propone l’introduzione, anche in via sperimentale e progressiva, per le persone anziane non autosufficienti che optino espressamente per essa, di una prestazione universale graduata secondo lo specifico bisogno assistenziale ed erogabile, a scelta del soggetto beneficiario, sotto forma di trasferimento monetario e di servizi alla persona di valore comunque non inferiore alle indennità di accompagnamento.</p>
<p>Una rivoluzione se andrà a regime perché di fatto la nuova misura predilige al trasferimento economico quello “in kind”, e quindi di tipo prettamente assistenziale, come avevamo avuto modo di spiegare in diversi nostri articoli precedenti sul blog nonché in occasione dell’EduWebinar tenutosi lo scorso 27 ottobre.</p>
<p style="text-align: right;"><em>A cura di Marcello Marchese<br />
</em><em>Presidente ASSIDIM</em></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.assidim.it/anziani-e-non-autosufficienza-qualcosa-si-muove/">Anziani e non autosufficienza: qualcosa si muove</a> proviene da <a href="https://www.assidim.it">ASSIDIM</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
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		<title>Piani sanitari nel 2023 ancora condizionati dal covid, ma più moderni, inclusivi e attenti alle evoluzioni socio-demografiche</title>
		<link>https://www.assidim.it/piani-sanitari-nel-2023-ancora-condizionati-dal-covid-ma-piu-moderni-inclusivi-e-attenti-alle-evoluzioni-socio-demografiche/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Antonio Corrias]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 19 Jan 2023 09:00:14 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Sanità, welfare e terzo settore]]></category>
		<category><![CDATA[ASSIDIM]]></category>
		<category><![CDATA[covid]]></category>
		<category><![CDATA[piani sanitari]]></category>
		<category><![CDATA[pnrr]]></category>
		<category><![CDATA[salute sostenibile]]></category>
		<category><![CDATA[sanità integrativa]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://assidim.it/?p=3422</guid>

					<description><![CDATA[<p>Sono queste alcune delle caratteristiche dell’assistenza sanitaria aziendale che un employer dovrà garantire nel 2023 per mantenere competitività, reputazione e attrattività.  Riportiamo una sintesi della survey che Mercer Marsh Benefit ha effettuato a livello globale coinvolgendo 226 assicuratori in 56 paesi</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><span data-contrast="auto">Sono queste alcune delle caratteristiche dell’assistenza sanitaria aziendale che un employer dovrà garantire nel 2023 per mantenere competitività, reputazione e attrattività. </span><span data-ccp-props="{&quot;201341983&quot;:0,&quot;335551550&quot;:6,&quot;335551620&quot;:6,&quot;335559739&quot;:160,&quot;335559740&quot;:259}"> </span></p>
<p><span data-contrast="auto">Riportiamo una sintesi della survey che </span><b><span data-contrast="auto">Mercer Marsh Benefit</span></b><span data-contrast="auto"> ha effettuato a livello globale coinvolgendo 226 assicuratori in 56 paesi e che</span> <span data-contrast="auto">fornisce una prima risposta a queste domande:</span><span data-ccp-props="{&quot;201341983&quot;:0,&quot;335551550&quot;:6,&quot;335551620&quot;:6,&quot;335559739&quot;:160,&quot;335559740&quot;:259}"> </span></p>
<ul>
<li data-leveltext="-" data-font="Calibri" data-listid="4" data-list-defn-props="{&quot;335551671&quot;:0,&quot;335552541&quot;:1,&quot;335559684&quot;:-2,&quot;335559685&quot;:1080,&quot;335559991&quot;:360,&quot;469769226&quot;:&quot;Calibri&quot;,&quot;469769242&quot;:[8226],&quot;469777803&quot;:&quot;left&quot;,&quot;469777804&quot;:&quot;-&quot;,&quot;469777815&quot;:&quot;hybridMultilevel&quot;}" aria-setsize="-1" data-aria-posinset="0" data-aria-level="1"><span data-contrast="auto">Quale il trend complessivo che caratterizzerà il 2023?</span><span data-ccp-props="{&quot;201341983&quot;:0,&quot;335551550&quot;:6,&quot;335551620&quot;:6,&quot;335559739&quot;:160,&quot;335559740&quot;:259}"> </span></li>
<li data-leveltext="-" data-font="Calibri" data-listid="4" data-list-defn-props="{&quot;335551671&quot;:0,&quot;335552541&quot;:1,&quot;335559684&quot;:-2,&quot;335559685&quot;:1080,&quot;335559991&quot;:360,&quot;469769226&quot;:&quot;Calibri&quot;,&quot;469769242&quot;:[8226],&quot;469777803&quot;:&quot;left&quot;,&quot;469777804&quot;:&quot;-&quot;,&quot;469777815&quot;:&quot;hybridMultilevel&quot;}" aria-setsize="-1" data-aria-posinset="0" data-aria-level="1"><span data-contrast="auto">Covid-19: influisce ancora sulle cause di malattia?</span><span data-ccp-props="{&quot;201341983&quot;:0,&quot;335551550&quot;:6,&quot;335551620&quot;:6,&quot;335559739&quot;:160,&quot;335559740&quot;:259}"> </span></li>
<li data-leveltext="-" data-font="Calibri" data-listid="4" data-list-defn-props="{&quot;335551671&quot;:0,&quot;335552541&quot;:1,&quot;335559684&quot;:-2,&quot;335559685&quot;:1080,&quot;335559991&quot;:360,&quot;469769226&quot;:&quot;Calibri&quot;,&quot;469769242&quot;:[8226],&quot;469777803&quot;:&quot;left&quot;,&quot;469777804&quot;:&quot;-&quot;,&quot;469777815&quot;:&quot;hybridMultilevel&quot;}" aria-setsize="-1" data-aria-posinset="0" data-aria-level="1"><span data-ccp-props="{&quot;201341983&quot;:0,&quot;335551550&quot;:6,&quot;335551620&quot;:6,&quot;335559739&quot;:160,&quot;335559740&quot;:259}">S</span><span data-contrast="auto">tato dei piani sanitari? sono al passo con l’evoluzione della cultura e della società?</span><span data-ccp-props="{&quot;201341983&quot;:0,&quot;335551550&quot;:6,&quot;335551620&quot;:6,&quot;335559739&quot;:160,&quot;335559740&quot;:259}"> </span></li>
<li data-leveltext="-" data-font="Calibri" data-listid="4" data-list-defn-props="{&quot;335551671&quot;:0,&quot;335552541&quot;:1,&quot;335559684&quot;:-2,&quot;335559685&quot;:1080,&quot;335559991&quot;:360,&quot;469769226&quot;:&quot;Calibri&quot;,&quot;469769242&quot;:[8226],&quot;469777803&quot;:&quot;left&quot;,&quot;469777804&quot;:&quot;-&quot;,&quot;469777815&quot;:&quot;hybridMultilevel&quot;}" aria-setsize="-1" data-aria-posinset="0" data-aria-level="1"><span data-contrast="auto">Grandi aziende e Pmi: sono allineate nell’affrontare i nuovi bisogni dei dipendenti o persistono differenze sostanziali?</span><span data-ccp-props="{&quot;201341983&quot;:0,&quot;335551550&quot;:6,&quot;335551620&quot;:6,&quot;335559739&quot;:160,&quot;335559740&quot;:259}"> </span></li>
<li data-leveltext="-" data-font="Calibri" data-listid="4" data-list-defn-props="{&quot;335551671&quot;:0,&quot;335552541&quot;:1,&quot;335559684&quot;:-2,&quot;335559685&quot;:1080,&quot;335559991&quot;:360,&quot;469769226&quot;:&quot;Calibri&quot;,&quot;469769242&quot;:[8226],&quot;469777803&quot;:&quot;left&quot;,&quot;469777804&quot;:&quot;-&quot;,&quot;469777815&quot;:&quot;hybridMultilevel&quot;}" aria-setsize="-1" data-aria-posinset="0" data-aria-level="1"><span data-contrast="auto">Controllo e monitoraggio sull’andamento dei costi: quali azioni per una maggiore efficienza?</span><span data-ccp-props="{&quot;201341983&quot;:0,&quot;335551550&quot;:6,&quot;335551620&quot;:6,&quot;335559739&quot;:160,&quot;335559740&quot;:259}"> </span></li>
</ul>
<p><span data-contrast="none">Ecco &#8211; </span><i><span data-contrast="none">con alcune nostre riflessioni</span></i> <span data-contrast="none">&#8211; le 5 tendenze chiave che consentono di anticipare i contorni di quella che dovrebbe essere la strategia dell’Assistenza Sanitaria fornita dai datori di lavoro con i loro Piani Sanitari.</span><span data-ccp-props="{&quot;201341983&quot;:2,&quot;335551550&quot;:6,&quot;335551620&quot;:6,&quot;335559739&quot;:0,&quot;335559740&quot;:360}"> </span></p>
<h3><b><span data-contrast="none">I costi per le prestazioni sanitarie sono in salita e sono tornati ai livelli pre &#8211; Covid, ma l’offerta va comunque migliorata</span></b><span data-ccp-props="{&quot;201341983&quot;:2,&quot;335551550&quot;:6,&quot;335551620&quot;:6,&quot;335559739&quot;:0,&quot;335559740&quot;:435}"> </span></h3>
<p><span data-contrast="none">Nonostante siano previsti aumenti a due cifre, </span><b><span data-contrast="none">il 68% delle compagnie assicurative si aspetta che le aziende diano la priorità ad un miglioramento complessivo dell’offerta ai loro dipendenti.</span></b><span data-ccp-props="{&quot;201341983&quot;:2,&quot;335551550&quot;:6,&quot;335551620&quot;:6,&quot;335559739&quot;:0,&quot;335559740&quot;:435}"> </span></p>
<p><span data-contrast="none">Le principali cause degli aumenti sono </span><b><span data-contrast="none">l&#8217;aumento dei costi delle cure mediche</span></b><span data-contrast="none">, il loro </span><b><span data-contrast="none">maggiore utilizzo</span></b><span data-contrast="none"> (dopo il rallentamento durante la pandemia) e </span><b><span data-contrast="none">l’impatto delle diagnosi tardive</span></b><span data-contrast="none"> su situazioni di malattia in fase avanzata (che in genere richiede cure più costose).</span><span data-ccp-props="{&quot;201341983&quot;:2,&quot;335551550&quot;:6,&quot;335551620&quot;:6,&quot;335559739&quot;:0,&quot;335559740&quot;:360}"> </span></p>
<p><span data-contrast="none">C’è poi il dato dell’</span><b><span data-contrast="none">inflazione</span></b><span data-contrast="none"> che si presenta come fattore chiave nei criteri di pianificazione per il 2023.</span><span data-ccp-props="{&quot;201341983&quot;:2,&quot;335551550&quot;:6,&quot;335551620&quot;:6,&quot;335559739&quot;:0,&quot;335559740&quot;:360}"> </span></p>
<p><span data-contrast="none">E non va dimenticato che l’impennata dei tassi di inflazione colpisce soprattutto i lavoratori a bassa retribuzione.  </span><span data-ccp-props="{&quot;201341983&quot;:2,&quot;335551550&quot;:6,&quot;335551620&quot;:6,&quot;335559739&quot;:0,&quot;335559740&quot;:360}"> </span></p>
<p><i><span data-contrast="none">I datori di lavoro dovrebbero quindi pianificare i programmi di Employee Benefit per il 2023 anche considerando questa variabile in una logica di </span></i><b><i><span data-contrast="none">“inversione della piramide”</span></i></b><i><span data-contrast="none"> per estendere i programmi sanitari ad una popolazione più ampia e non solo alle fasce apicali dell’organizzazione. </span></i><span data-ccp-props="{&quot;201341983&quot;:2,&quot;335551550&quot;:6,&quot;335551620&quot;:6,&quot;335559739&quot;:0,&quot;335559740&quot;:360}"> </span></p>
<h3><b><span data-contrast="none">Il Covid continua ad avere ripercussioni importanti sulle tipologie di sinistri. L’importanza della comunicazione sul valore della prevenzione</span></b><span data-ccp-props="{&quot;201341983&quot;:2,&quot;335551550&quot;:6,&quot;335551620&quot;:6,&quot;335559739&quot;:0,&quot;335559740&quot;:435}"> </span></h3>
<p><span data-contrast="none">Le Compagnie segnalano </span><b><span data-contrast="none">un aumento delle diagnosi di malattia in “fase avanzata”</span></b><span data-contrast="none"> a causa di cure differite: è questa la principale conseguenza della pandemia che ha comportato l&#8217;interruzione delle visite mediche e del trattamento di molte situazioni con impatto sia sul volume che sui costi dei sinistri nel 2022. A livello globale, </span><b><span data-contrast="none">più di tre assicuratori su cinque (61%) affermano che le tipologie di sinistro sono cambiate nel 2022</span></b><span data-contrast="none"> e il </span><b><span data-contrast="none">55% riferiscono di aver visto più diagnosi di malattie in fase avanzata</span></b><span data-contrast="none">. A livello globale, gli assicuratori hanno segnalato il cancro come la causa principale dei costi dei sinistri nel 2021. Il </span><b><span data-contrast="none">cancro è stata anche una delle tre cause più frequenti di sinistri</span></b><span data-contrast="none">.  Poiché i servizi medici tornano alla normalità in molti Paesi, i datori di lavoro dovrebbero prendere in considerazione la promozione dell&#8217;</span><b><span data-contrast="none">importanza della diagnosi precoce e degli screening regolari</span></b><span data-contrast="none">, in particolare per il cancro.</span><span data-ccp-props="{&quot;201341983&quot;:2,&quot;335551550&quot;:6,&quot;335551620&quot;:6,&quot;335559739&quot;:0,&quot;335559740&quot;:435}"> </span></p>
<h3><b><span data-contrast="none">I PIANI SANITARI COMINCIANO AD ESSERE PIU’ INNOVATIVI, RISPONDENTI ALLE ESIGENZE EMERGENTI, MAGGIORMENTE INCLUSIVI E ATTENTI ALLA “SOSTENIBILITA’ SANITARIA”</span></b><span data-ccp-props="{&quot;201341983&quot;:2,&quot;335551550&quot;:6,&quot;335551620&quot;:6,&quot;335559739&quot;:0,&quot;335559740&quot;:435}"> </span></h3>
<p><span data-contrast="none">Lo stimolo a modernizzare e rendere più aderenti alla società i piani sanitari è forse l’aspetto “positivo” che possiamo attribuire alla pandemia da Covid. Si veda la diffusione dei nuovi strumenti e servizi digitali che supportano il benessere e la diagnostica. In particolare, le soluzioni di telemedicina, come le chat video con i medici, sono diventati una parte essenziale delle offerte di molti assicuratori.</span><span data-ccp-props="{&quot;201341983&quot;:2,&quot;335551550&quot;:6,&quot;335551620&quot;:6,&quot;335559739&quot;:0,&quot;335559740&quot;:360}"> </span></p>
<p><span data-contrast="none">Al fine di rendere le </span><b><span data-contrast="none">coperture più in linea con le politiche D&amp;I</span></b><span data-contrast="none">, un assicuratore su due ha cambiato o prevede di cambiare i requisiti di accesso e le spese ammissibili.</span><span data-ccp-props="{&quot;201341983&quot;:2,&quot;335551550&quot;:6,&quot;335551620&quot;:6,&quot;335559739&quot;:0,&quot;335559740&quot;:360}"> </span></p>
<p><span data-contrast="none">Anche se con alcune differenze, permangono ritardi in materia di </span><b><span data-contrast="none">sostenibilità sanitaria. </span></b><span data-contrast="none">Non tutte le compagnie di assicurazione sono allo stesso livello in termini di modifiche alle loro </span><b><span data-contrast="none">policy, operations e atteggiamenti culturali sul lavoro.</span></b><span data-ccp-props="{&quot;201341983&quot;:2,&quot;335551550&quot;:6,&quot;335551620&quot;:6,&quot;335559739&quot;:0,&quot;335559740&quot;:360}"> </span></p>
<p><span data-contrast="none">Fattori sociali, come i costi giornalieri aggiuntivi associati ai trattamenti sanitari, possono avere un significativo impatto materiale sugli individui. La maggior parte degli assicuratori non sta prendendo in considerazione eventuali modifiche alle politiche che potrebbero aiutare la sostenibilità delle cure, come per esempio includere costi di alloggio, trasporto e cibo nella gestione dei casi o nei pacchetti di riabilitazione, o benefit di viaggio che potrebbero migliorare il benessere complessivo dei richiedenti o l&#8217;accesso alle cure.</span><span data-ccp-props="{&quot;201341983&quot;:2,&quot;335551550&quot;:6,&quot;335551620&quot;:6,&quot;335559739&quot;:0,&quot;335559740&quot;:360}"> </span></p>
<p><i><span data-contrast="none">E ancora emerge il concetto: </span></i><b><i><span data-contrast="none">“flip the pyramid”</span></i></b><i><span data-contrast="none">!  I datori di lavoro dovrebbero considerare se i loro programmi soddisfino le esigenze dell&#8217;intera forza lavoro e se tengano in considerazione le esigenze dei lavoratori meno pagati.</span></i><span data-ccp-props="{&quot;201341983&quot;:2,&quot;335551550&quot;:6,&quot;335551620&quot;:6,&quot;335559739&quot;:160,&quot;335559740&quot;:360}"> </span></p>
<h3><b><span data-contrast="none">Il benessere psicologico sempre di più elemento chiave nell’offerta dei piani sanitari</span></b><span data-ccp-props="{&quot;201341983&quot;:2,&quot;335551550&quot;:6,&quot;335551620&quot;:6,&quot;335559739&quot;:160,&quot;335559740&quot;:360}"> </span></h3>
<p><b><span data-contrast="none">Si riduce la percentuale degli assicuratori, il 16%, che dichiara di non fornire piani che coprano i servizi di “mental health”</span></b><span data-contrast="none"> (erano il 26% nel 2022). Nel 2021, </span><b><span data-contrast="none">le condizioni di salute mentale sono state una delle prime cinque cause di costi dei sinistri in Europa</span></b><span data-contrast="none">. Il Benessere Psicologico è già stato identificato come uno dei primi cinque problemi in qualsiasi Paese. Tuttavia, nonostante i progressi fatti, molti piani continuano a escludere l&#8217;assistenza sanitaria relativa alla “mental health” o fornire solo una copertura minima. </span><span data-ccp-props="{&quot;201341983&quot;:2,&quot;335551550&quot;:6,&quot;335551620&quot;:6,&quot;335559739&quot;:160,&quot;335559740&quot;:360}"> </span></p>
<p><span data-contrast="none">I datori di lavoro dovrebbero colmare il divario fornendo accesso sessioni di consulenza psicologica, per assicurarsi che soddisfino le esigenze dei dipendenti e delle persone a loro carico. In questo ambito il divario fra PMI e Grandi Aziende è ancora molto elevato, anche se la sensibilità fra gli imprenditori medio piccoli, su questo punto, è in crescita. Inoltre, più che focalizzarsi sui meri rimborsi delle prestazioni, i piani aziendali dovrebbero avere un orizzonte di più ampio respiro, con un focus sui percorsi finalizzati al well being: il concetto di benessere non è un fatto puntuale, ma si sviluppa in un continuum.</span><span data-ccp-props="{&quot;201341983&quot;:2,&quot;335551550&quot;:6,&quot;335551620&quot;:6,&quot;335559739&quot;:160,&quot;335559740&quot;:360}"> </span></p>
<h3><b><span data-contrast="none">Più rigore e controllo nella gestione dei piani sanitari </span></b><span data-ccp-props="{&quot;201341983&quot;:2,&quot;335559739&quot;:0,&quot;335559740&quot;:435}"> </span></h3>
<p><span data-contrast="none">Sebbene le tendenze mediche previste per il 2023 siano vicine ai livelli del 2022, vi è una notevole incertezza su ciò che riserva il futuro.</span><span data-ccp-props="{&quot;201341983&quot;:2,&quot;335551550&quot;:6,&quot;335551620&quot;:6,&quot;335559739&quot;:0,&quot;335559740&quot;:360}"> </span></p>
<p><span data-contrast="none">In Asia, per esempio, un assicuratore su cinque sta adeguando i premi del proprio piano sanitario in base allo stato di vaccinazione COVID-19 di un individuo.</span><span data-ccp-props="{&quot;201341983&quot;:2,&quot;335551550&quot;:6,&quot;335551620&quot;:6,&quot;335559739&quot;:0,&quot;335559740&quot;:360}"> </span></p>
<p><span data-contrast="none">Circa la </span><b><span data-contrast="none">metà degli assicuratori a livello globale non ha adeguato automaticamente franchigie e partecipazioni ai costi in linea con l&#8217;inflazione</span></b><span data-contrast="none"> e non ha intenzione di farlo al momento. </span><span data-ccp-props="{&quot;201341983&quot;:2,&quot;335551550&quot;:6,&quot;335551620&quot;:6,&quot;335559739&quot;:0,&quot;335559740&quot;:360}"> </span></p>
<p><span data-contrast="none">Pertanto, è importante che i datori di lavoro lavorino in modo proattivo con i propri consulenti per garantire che alcune caratteristiche di progettazione dei piani siano mantenute in linea con l&#8217;inflazione. I gestori dei benefit devono sviluppare strategie più solide. Dovrebbero anche prepararsi per sfide più complesse di sottoscrizione e progettazione dei piani. </span><span data-ccp-props="{&quot;201341983&quot;:2,&quot;335551550&quot;:6,&quot;335551620&quot;:6,&quot;335559739&quot;:0,&quot;335559740&quot;:360}"> </span></p>
<ul>
<li data-leveltext="" data-font="Wingdings" data-listid="5" data-list-defn-props="{&quot;335551671&quot;:4,&quot;335552541&quot;:1,&quot;335559684&quot;:-2,&quot;335559685&quot;:720,&quot;335559991&quot;:360,&quot;469769226&quot;:&quot;Wingdings&quot;,&quot;469769242&quot;:[8226],&quot;469777803&quot;:&quot;left&quot;,&quot;469777804&quot;:&quot;&quot;,&quot;469777815&quot;:&quot;hybridMultilevel&quot;}" aria-setsize="-1" data-aria-posinset="4" data-aria-level="1"><i><span data-contrast="none">Lo staff “Sviluppo Associativo” di ASSIDIM fornisce alle aziende un supporto gratuito e qualificato per identificare le soluzioni più adeguate, personalizzate e sostenibili nella progettazione di Piano Sanitari e di Protezione. Contatta </span></i><a href="mailto:sviluppoassociativo@assidim.it"><i><span data-contrast="none">sviluppoassociativo@assidim.it</span></i></a><i><span data-contrast="none"> </span></i><span data-ccp-props="{&quot;201341983&quot;:2,&quot;335551550&quot;:6,&quot;335551620&quot;:6,&quot;335559739&quot;:0,&quot;335559740&quot;:360}"> </span></li>
</ul>
<p><span data-contrast="none">Per chi desidera approfondire è disponibile il report completo </span><span data-ccp-props="{&quot;201341983&quot;:2,&quot;335551550&quot;:6,&quot;335551620&quot;:6,&quot;335559739&quot;:0,&quot;335559740&quot;:360}"> </span></p>
<p><a href="https://www.mercer.com/content/dam/mercer/attachments/private/mmb-htr/gl-2023-mmb-health-trends-global-report.pdf" target="_blank" rel="noopener"><span data-contrast="none">https://www.mercer.com/content/dam/mercer/attachments/private/mmb-htr/gl-2023-mmb-health-trends-global-report.pdf</span></a><span data-ccp-props="{&quot;201341983&quot;:2,&quot;335551550&quot;:6,&quot;335551620&quot;:6,&quot;335559739&quot;:0,&quot;335559740&quot;:360}"> </span></p>
<p style="text-align: right;"><em>A cura di Antonio Corrias<br />
</em><em>ASSIDIM<br />
</em><em>Marketing Comunicazione Sviluppo Associativo </em></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.assidim.it/piani-sanitari-nel-2023-ancora-condizionati-dal-covid-ma-piu-moderni-inclusivi-e-attenti-alle-evoluzioni-socio-demografiche/">Piani sanitari nel 2023 ancora condizionati dal covid, ma più moderni, inclusivi e attenti alle evoluzioni socio-demografiche</a> proviene da <a href="https://www.assidim.it">ASSIDIM</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
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		<title>Prevenzione e cronicità: il futuro della sanità passa da qui</title>
		<link>https://www.assidim.it/prevenzione-e-cronicita-il-futuro-della-sanita-passa-da-qui/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Francesco Capria]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 13 Jan 2023 11:02:26 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Sanità, welfare e terzo settore]]></category>
		<category><![CDATA[ASSIDIM]]></category>
		<category><![CDATA[pnrr]]></category>
		<category><![CDATA[salute sostenibile]]></category>
		<category><![CDATA[sanità integrativa]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Allarme prevenzione e cronicità per un Servizio Sanitario Nazionale (SSN) sempre più in affanno. Ormai passata la tempesta del Covid-19 e con lo stanziamento di importanti risorse previsto dal Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR), è tempo di nuove sfide per il SSN.</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Allarme prevenzione e cronicità per un Servizio Sanitario Nazionale (SSN) sempre più in affanno.</p>
<p>Ormai passata la tempesta del Covid-19 e con lo stanziamento di importanti risorse previsto dal Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR), è tempo di nuove sfide per il SSN.</p>
<p>In questa fase, le Regioni sono alle prese con la programmazione e la messa a terra dei progetti del PNRR, che prevede un orizzonte temporale ben definito per il completamento degli stessi.</p>
<p>C’è tempo fino al 2026 e confidiamo si possano realizzare le sinergie necessarie tra tutti gli attori coinvolti in questa fase molto delicata per il presente e soprattutto il futuro della sanità pubblica.</p>
<p>Le nuove sfide per il SSN sono correlate ai trend demografici ed epidemiologici per le quali servirà affrontare le criticità strutturali che lo contraddistinguono &#8211; liste d’attesa e carenza di personale in primis &#8211; per garantire un’assistenza ospedaliera e territoriale adeguata a bisogni ed esigenze delle persone.</p>
<p>Nei precedenti articoli abbiamo già avuto modo di illustrare l’impatto della pandemia sull’organizzazione dei servizi sanitari:</p>
<ol>
<li><a href="https://www.assidim.it/la-sanita-italiana-dopo-il-covid-leredita-del-passato-e-sfide-future/">https://www.assidim.it/la-sanita-italiana-dopo-il-covid-leredita-del-passato-e-sfide-future/</a></li>
<li><a href="https://www.assidim.it/londa-lunga-del-covid-sui-servizi-sanitari/">https://www.assidim.it/londa-lunga-del-covid-sui-servizi-sanitari/</a></li>
</ol>
<p>I più colpiti da questa paralisi sono stati e sono principalmente ed evidentemente i soggetti fragili e cronici.</p>
<p>Per spiegarlo guardiamo, come sempre, ai dati.</p>
<p>In particolare, i report realizzati dai <strong>sistemi PASSI e PASSI d’Argento</strong>, coordinati dall’Istituto Superiore di Sanità (ISS) in collaborazione con le Regioni e dedicati rispettivamente alla popolazione di 18-69 anni e agli over 65*, ci forniscono un quadro dettagliato sullo stato di salute di adulti e anziani nonché sui fattori di rischio comportamentali associati all’insorgenza di patologie croniche nella popolazione italiana.</p>
<p>Su un campione di oltre 130.000 persone coinvolte nell’indagine, emerge che:</p>
<ul>
<li>più del 50% di esse, con età compresa tra i 65 e i 75 anni, convive con una o più patologie croniche e questa percentuale aumenta gradualmente con l’età fino a interessare complessivamente il 75% degli over 85, di cui la metà è affetto da due o più patologie croniche;</li>
<li>le differenze di genere nelle cronicità, seppur ridotte, risultano statisticamente significative dopo i 65 anni e sembrano avvantaggiare le donne. Incidono su di esse, almeno parzialmente, l’esposizione a fattori di rischio (fumo, alcol, obesità), nonché l’accesso all’offerta di programmi per la diagnosi precoce delle malattie (programmi di screening oncologici o le campagne vaccinali), che depongono a favore della popolazione femminile**;</li>
<li>oltre 14 milioni di persone, si stima, convivono con almeno una patologia cronica e che di questi 8,4 milioni abbiano più di 65 anni.</li>
</ul>
<p>Dal <strong>XX Rapporto sulle politiche della cronicità di Cittadinanza Attiva</strong> e presentato dal Coordinamento Nazionale delle circa 100 associazioni di malati cronici e rari***, emergono invece le seguenti evidenze che, malgrado la portata del problema, ci dicono che tra le aspettative di queste persone e le risposte del SSN ci sia uno scarto ben lontano dall’essere colmato.</p>
<p>In particolare:</p>
<ul>
<li>1 paziente su 3 dichiara di aver atteso 10 anni per vedersi diagnosticare la patologia cronica di cui è affetto;</li>
<li>1 paziente su 4 tra coloro che soffrono di malattie rare ha dovuto spostarsi dalla propria regione di residenza per potersi curare;</li>
<li>Più di 1 paziente su 2 dichiara denuncia tempi lunghi di attesa per effettuare esami diagnostici e svolgere le periodiche visite di controllo.</li>
</ul>
<p>Inoltre, se aggiungiamo che il 36% delle associazioni dei malati cronici e rari dichiara la mancata attuazione del Piano Nazionale delle Cronicità &#8211; approvato nel 2016 e in attesa di essere aggiornato per adeguarlo ai cambiamenti intervenuti durante la pandemia &#8211; si coglie il senso del titolo “Fermi al Palo” dato alla ventesima edizione del Rapporto.</p>
<p>Secondo l’Agenzia Nazionale dei servizi sanitari regionali (Agenas), l’iniezione di liquidità – circa 3 miliardi di euro – garantita dei fondi del PNRR per rinforzare le tecnologie digitali applicate alla sanità dovrebbe consentire, da un lato, di migliorare l’assistenza ospedaliera e, dall’altro, di potenziare il territorio con la realizzazione di circa 600 Centrali Operative Territoriali (Cot), 1.350 Case e Ospedali di Comunità e con l’implementazione del fascicolo sanitario elettronico a beneficio della medicina di base.</p>
<p>Seguiremo l’evoluzione delle cose perché, da qui al 2026, i progetti di riforma della sanità, soprattutto di quella territoriale e di prossimità, dovranno vedere la luce.</p>
<p>Integrazione, innovazione e umanizzazione delle cure: i tre driver di sviluppo della sanità del domani.</p>
<p>Più connessa, inclusiva e sostenibile per essere più vicina ai bisogni di salute della popolazione.</p>
<p>La salute del domani passa invece dalla prevenzione, a partire dagli stili di vita.</p>
<p>L’aumento dell’incidenza dei tumori, ce lo dicono le più autorevoli ricerche scientifiche, potrebbe essere significativamente ridotto se ciascuno di noi modificasse il proprio stile di vita seguendo le raccomandazioni e le buone pratiche in materia di consumo di alcolici, fumo, alimentazione ed esercizio fisico.</p>
<p style="text-align: right;"><em>A cura di Francesco Capria<br />
</em>CENTRO STUDI ASSIDIM</p>
<p><strong>FONTI:</strong></p>
<p><strong>*</strong> <a href="https://www.epicentro.iss.it/coronavirus/sars-cov-2-flussi-dati-confronto-passi-pda-cronicita">https://www.epicentro.iss.it/coronavirus/sars-cov-2-flussi-dati-confronto-passi-pda-cronicita</a></p>
<p><strong>** </strong>Esistono differenze di genere non solo nell’esposizione ai principali fattori di rischio ma anche rispetto ad altre variabili come, per esempio, la percezione dello stress, prese in considerazione in un’indagine realizzata da ASSIDIM nel 2021 sugli stili di vita dei lavoratori durante la pandemia, i cui risultati sono stati oggetto di una pubblicazione scientifica: <a href="https://www.mdpi.com/1660-4601/18/17/8991">https://www.mdpi.com/1660-4601/18/17/8991</a></p>
<p>*** <a href="https://www.cittadinanzattiva.it/comunicati/15423-presentato-il-xx-rapporto-nazionale-sulle-politiche-della-cronicita-fermi-al-piano.html">https://www.cittadinanzattiva.it/comunicati/15423-presentato-il-xx-rapporto-nazionale-sulle-politiche-della-cronicita-fermi-al-piano.html</a></p>
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		<title>Benessere psicologico: un obiettivo per tutti i datori di lavoro</title>
		<link>https://www.assidim.it/benessere-psicologico-un-obiettivo-per-tutti-i-datori-di-lavoro/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[ASSIDIM]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 16 Dec 2022 09:00:36 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Sanità, welfare e terzo settore]]></category>
		<category><![CDATA[ASSIDIM]]></category>
		<category><![CDATA[benessere psicologico]]></category>
		<category><![CDATA[covid-19]]></category>
		<category><![CDATA[mentalhealth]]></category>
		<category><![CDATA[post-covid]]></category>
		<category><![CDATA[salute sostenibile]]></category>
		<category><![CDATA[salutementale]]></category>
		<category><![CDATA[sanità integrativa]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>A 80 anni dalla celebre pubblicazione del Rapporto Beveridge, che segnò l’avvio di un percorso virtuoso culminato con la nascita del moderno Welfare State e l’istituzione del Servizio Sanitario Nazionale, nel Regno Unito prima (1948) e negli altri paesi europei poi (in Italia ci si arrivò nel 1978), il fondamento universalistico di quel prezioso modello sembra pericolosamente scricchiolare.</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Il McKinsey Mental Health Institute (MHI) ha effettuato un sondaggio <strong>(1)</strong> in 15 paesi del mondo da cui emerge ancora &#8211; se ce ne fosse bisogno &#8211; come il Benessere Psicologico sia un Fattore Critico (di Successo) per le aziende e soprattutto per i giovani lavoratori. Ne riportiamo una sintesi con alcune nostre considerazioni. La pubblicazione è del 10 ottobre 2022.</p>
<p>Garantire la Mental-Health (Benessere Psicologico) è ormai una priorità che condizionerà sempre di più le potenzialità di crescita e sviluppo delle aziende. L&#8217;Organizzazione mondiale della sanità (OMS) ha addirittura esortato a rendere &#8220;la salute mentale e il benessere per tutti una priorità globale&#8221;.</p>
<p><strong>In Italia il baricentro del sistema economico produttivo è garantito dalle PMI che ne rappresentano oltre il 97%. E’ quindi essenziale che la sensibilità su questo argomento, già diffusa nelle grandi aziende, cresca fra gli imprenditori e si diffonda in modo più capillare in questo segmento, architrave del nostro PIL.</strong></p>
<p>Il triennio 2020-2022 ha fatto esplodere un carico di tensioni e paure a cui da decenni non si assisteva: pandemia covid, lockdown, stravolgimento delle modalità di lavoro, nuove precarietà economiche, obsolescenza di alcune competenze e crescita di domanda di nuove abilità. Un <strong>“<em>new normal</em>”</strong> a cui si è aggiunto lo shock della guerra in Ucraina con le sue drammatiche ripercussioni globali. <strong>Lavoratori e le lavoratrici hanno subito in pieno questa onda d’urto emotivamente pesantissima.</strong></p>
<p>Stabilità emotiva, stress, burnout, continuità della prestazione, <em>“quiet-quitting”, “great resignation” </em><strong>(2)</strong> sono elementi e termini che prepotentemente sono balzati all’ordine del giorno e sui quali tutti gli imprenditori hanno capito che devono confrontarsi. Tutti, anche i nostri “imprenditori a conduzione familiare”, i titolari e i fondatori delle nostre PMI. E infatti anche nelle PMI, sempre di più, il termine “<em>employer-branding</em>” è diventato comune e viene inserito ricorrentemente fra i temi da gestire e come elemento a cui dare giusta priorità per la “business-continuity”.</p>
<p><strong>Le nostre PMI</strong>: da un lato, <strong>perdono figure professionali</strong> esperte (perché cercano altrove più “attenzioni” e “cura” in termini di <strong>qualità complessiva di vita aziendale e di bilanciamento lavoro-privato</strong>), dall’altro <strong>non trovano</strong> e non attraggono giovani motivati e preparati, con le competenze che servono per stare sul mercato, interessati a sceglierle come sbocco professionale interessante e di prospettiva. <strong>E non basta la leva salariale per essere attrattivi</strong>. <strong>Ormai le persone cercano un approdo professionale che appaghi anche il benessere e la serenità complessiva della loro vita, al di là dello stipendio.</strong> Cercano sempre di più formule di “Total Rewarding” che includano componenti di welfare avanzato. I datori di lavoro svolgono quindi un ruolo fondamentale in questo grandissimo cambiamento di scenario. E lo possono fare con l’adozione di forme di welfare adeguato che comprenda anche strumenti e soluzioni per garantire il sempre più ricercato Benessere Psicologico che è il fattore la cui domanda cresce maggiormente fra i lavoratori.</p>
<p>Lo studio del McKinsey Health Institute ci propone un quadro molto articolato sui soggetti più colpiti dal disagio psicologico e come sia possibile migliorare la salute mentale e il benessere dei dipendenti su larga scala, “<em>ripensando il posto di lavoro</em>” e leggendolo attraverso una lente che consenta una più attuale comprensione del concetto di “salute”.</p>
<h2><strong>SODDISFAZIONE E IMPEGNO SONO STRETTAMENTE CORRELATI A INCLUSIONE, WORK BALANCE E ASSENZA DI STEREOTIPI CULTURALI.</strong></h2>
<p>La ricerca indica che i risultati positivi che si vogliono raggiungere, come <strong>la soddisfazione sul lavoro</strong> e <strong>l&#8217;impegno lavorativo</strong>, sono correlati con il <strong>sentirsi inclusi</strong> <strong>e supportati</strong> (dall’azienda), con un <strong>miglior bilanciamento del carico di lavoro</strong> e degli <strong>equilibri di vita</strong>, con l’abbandono degli stereotipi tradizionali con cui si misura la vita professionale (<em>per esempio:  produttività <strong>=</strong> stare tante ore in ufficio </em>I<em> donne <strong>=</strong> meno prospettive e spazi di carriera perché condizionate dai figli  </em>I <em> etc.…</em>)</p>
<h2><strong>MENTAL HEALTH: UN CONTINUUM, NON UNA SITUAZIONE PUNTUALE</strong></h2>
<p>Come anticipato il <strong>sondaggio MHI </strong>è stato condotto su scala mondiale <strong>(1)</strong> su 15.000 dipendenti, la maggior parte dei quali ha sperimentato problemi di salute mentale e benessere. Questo perché la salute mentale non è una condizione “puntuale”, ma esiste e si sviluppa lungo tutto l’arco della vita lavorativa, attraverso un “continuum”.  Ecco perché la maggior parte dei dipendenti intervistati risulta aver sperimentato alcuni sintomi di scarso benessere psicologico ad un certo punto della vita professionale.</p>
<p>Secondo il sondaggio, infatti sono <strong>il 60% i dipendenti che hanno denunciato disagi con impatto sulla loro salute mentale </strong>(percentuale importante ma che è ritenuta coerente se confrontata con altre ricerche globali svolte dall’Istituto), ovvero: la stragrande maggioranza dei dipendenti è direttamente o indirettamente influenzata dalle sfide legate alla salute mentale.</p>
<p><strong>Le aziende, gli imprenditori, hanno un ruolo da svolgere essenziale: le implicazioni della “non azione” in risposta a questa criticità sono enormi. </strong>Chi è toccato da un problema di equilibrio psicologico che impatta sul suo benessere mentale non può essere semplicemente escluso o isolato, perché costituisce <strong><em>la</em> </strong>forza lavoro su cui si poggiano le performance aziendali.</p>
<h2><strong>NESSUNO È IMMUNE</strong></h2>
<p>Nessuna fascia demografica sembra immune alle sfide per la salute mentale, indipendentemente dal paese, settore, fascia d&#8217;età, ruolo o genere. <strong>I più colpiti, in Europa, sono proprio i più giovani</strong>, la cosiddetta <strong>Generazione Z, cioè i nati fra il 1997 e il 2012</strong> <strong>(1)</strong></p>
<h2><strong>RISCHIO BURNOUT E DIMISSIONI </strong></h2>
<p>Quasi <strong>tre su cinque</strong> dipendenti dichiarano problemi e disagi attinenti al benessere psicologico. Questi sono coloro che hanno più probabilità di agire “comportamenti tossici” <strong>(3)</strong> per la vita dell’azienda, sono a rischio “burnout” e sono propensi ad abbandonare la loro azienda ben <strong>quattro volte di più</strong> di coloro che “stanno bene”.</p>
<p><strong>Il monitoraggio del clima aziendale è importante</strong>, sottolinea lo studio, per scoprire e “stanare” quei dipendenti che non sono a loro agio ma che si vergognano di dichiararlo. <strong>Anche questo tema, l’attenzione al “clima aziendale”, è una nuova variabile da mettere sulla bilancia, soprattutto nelle PMI.</strong></p>
<h2><strong>BENE I PROGRAMMI A SUPPORTO DEL BENESSERE, PURCHE’ SOSTENIBILI E PERSONALIZZATI</strong></h2>
<p>Molte organizzazioni hanno risposto alla sfida della salute mentale introducendo forme di welfare di supporto, dedicando investimenti per programmi per la salute mentale e il benessere dei dipendenti. <strong>Ma questi programmi devono poter essere accessibili e sostenibili economicamente anche da parte delle PMI.</strong> Il rapporto MHI sottolinea che non basta dedicare risorse economiche a sostegno del Benessere Organizzativo ma che <strong>i programmi welfare devono essere personalizzati</strong> in relazione agli specifici contesti lavorativi e ruoli di lavoro.</p>
<p><strong><em>L’esigenza di un approccio personalizzato è emersa anche dalla “Survey Life Style” </em></strong><strong>(4)</strong><strong><em> effettuata da ASSIDIM nel 2020 su un campione di 1400 soggetti che evidenziava la necessità di interventi non standard come condizione per la loro efficacia.</em></strong></p>
<p>Il sondaggio MHI continua: la riduzione dei fattori che generano “comportamenti tossici”, più inclusività e condizioni di lavoro più sostenibile, sono gli indicatori più predittivi di una situazione che predispone condizioni di benessere psicologico diffuso. I datori di lavoro hanno quindi l&#8217;opportunità di aiutare concretamente i <a href="https://www.mckinsey.com/mhi/our-insights/heat-waves-the-war-in-ukraine-and-stigma-gen-zs-perspectives-on-mental-health">lavoratori</a> alle prese con le fide di salute mentale e benessere e <a href="https://www.mckinsey.com/mhi/our-insights/addressing-employee-burnout-are-you-solving-the-right-problem">creare ambienti più sani per i dipendenti</a> con ricadute positive su produttività, reputazione ed attrattività.</p>
<h2><strong>RACCOMANDAZIONI PER I DATORI DI LAVORO</strong></h2>
<p>Il MHI raccomanda ai datori di lavoro di porre la <strong>Mental Health come priorità strategica</strong>, di <strong>affrontare con decisione l’insorgenza di comportamenti tossici, di curare la creazione di ambienti di lavoro inclusivi e di promuovere condizioni di lavoro sostenibili e ambienti che non siano condizionati da pregiudizi culturali obsoleti. </strong></p>
<p>Spendere “bene” i budget destinati al welfare, adottando programmi effettivamente rispondenti alle esigenze specifiche di ciascuna realtà, con analisi preventive finalizzate a scegliere soluzioni mirate e non generiche.  <strong>Le aziende che sapranno cogliere e valorizzare tutti i benefici derivanti dal miglioramento della salute dei dipendenti sono quelle che maggiormente saranno più competitive nei nuovi scenari che il futuro ci propone.</strong></p>
<p><strong>ASSIDIM</strong> <strong>punta a diffondere in tutte le imprese una maggiore sensibilità sull’importanza dei due pilastri del Vero Welfare: Salute e Protezione. Elementi che garantiscono un vero sviluppo nel tempo e che sono i presupposti di un concreto Benessere Organizzativo. In tutti i programmi di assistenza sanitaria ASSIDIM sono inclusi come standard molti specifici servizi di Supporto Psicologico e Ascolto Attivo, garantiti da partner di eccellenza, finalizzati a sostenere il Benessere e la Qualità della Vita dei collaboratori e delle loro famiglie, per le aziende di ogni dimensione e a condizioni economicamente sostenibili.</strong></p>
<p style="text-align: right;"><strong><em>A cura di Antonio Corrias<br />
</em></strong><strong><em>Marketing Sviluppo e Comunicazione<br />
</em></strong><strong><em>ASSIDIM</em></strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<hr />
<p><strong>RIFERIMENTI BIBLIOGRAFICI E FONTI</strong></p>
<ul>
<li>ESTRATTO DELL’ARTICOLO PUBBLICATO IL 10 OTTOBRE 2022 DA <strong>Elizabeth Newman</strong> sul sito del <strong>McKinsey Health Institute – MHI</strong></li>
<li><a href="https://www.mckinsey.com/mhi/our-insights/present-company-included-prioritizing-mental-health-and-well-being-for-all"><strong>https://www.mckinsey.com/mhi/our-insights/present-company-included-prioritizing-mental-health-and-well-being-for-all</strong></a></li>
</ul>
<hr />
<p><strong>DATI QUANTITATIVI DEL SONDAGGIO/RICERCA WORLDWIDE MHI</strong></p>
<ul>
<li><strong>SOGGETTI COINVOLTI:</strong> +15.000</li>
<li><strong>PAESI:</strong> India / Egitto / Brasile /Sud Africa /Argentina /Messico /Turchia/ Cina / Australia /USA / UK /Francia /Svizzera/ Germania /Giappone</li>
<li><strong>SETTORI:</strong> Tech Media e TLC, Travel &amp; Transport, Infrastrutture, Asset Mgmt e Assicurazioni, Energy, Health-Care Services, Consumer &amp; Retail, Professional Services, Public Sector/PA, Industria Avanzata</li>
<li><strong>CLUSTER ANAGRAFICI</strong> (età): 18-20 I 21-24 I 25-29 I 30-34 I 35-39 I 40-44 I 45-49 I 50-54 I 55-59 I 60+</li>
<li><strong>RUOLO in AZIENDA</strong>: Manager / Executive / Non Manager</li>
<li><strong>GENDER</strong>: 51% <strong>f</strong> i 49% <strong>m</strong> (<em>circa</em>)</li>
</ul>
<hr />
<p><strong>PER CHI DESIDERA APPROFONDIRE</strong></p>
<ul>
<li><span> </span><a href="https://www.mckinsey.com/mhi/our-insights/addressing-employee-burnout-are-you-solving-the-right-problem"><strong>Addressing employee burnout: Are you solving the right problem? | McKinsey</strong></a></li>
</ul>
<hr />
<p><strong>(2) </strong><strong>“QUIET-QUITTING” </strong>Consiste nel lavorare nei tempi e nei modi indicati dal contratto, senza fare straordinari o assumersi responsabilità straordinarie, e nel periodo post-pandemia questo fenomeno, non nuovo, è sempre più visibile I <strong>“GREAT RESIGNATION” </strong>è una <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Economic_trend">tendenza economica</a> in corso in cui i dipendenti si sono volontariamente <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Resignation">dimessi</a> dal lavoro <em>in massa,</em> a partire dall&#8217;inizio del 2021 nel scia della <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/COVID-19_pandemic">pandemia di COVID-19</a></p>
<hr />
<p><strong>(3)</strong> <strong>COMPORTAMENTI TOSSICI PREDITTIVI DEL BURNOUT</strong>: demotivazione, distacco emotivo, apatia o cinismo, difficoltà di concentrazione, irritabilità e nervosismo, ansia e preoccupazione costante, delusione e disinteresse verso il proprio lavoro</p>
<hr />
<p><strong>(4) </strong><strong>LA SURVEY ASSIDIM: https://www.assidim.it/indagine-assidim-sugli-stili-di-vita-pubblicati-i-risultati-su-rivista-scientifica/</strong></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.assidim.it/benessere-psicologico-un-obiettivo-per-tutti-i-datori-di-lavoro/">Benessere psicologico: un obiettivo per tutti i datori di lavoro</a> proviene da <a href="https://www.assidim.it">ASSIDIM</a>.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>La sanità italiana dopo il COVID. L&#8217;eredità del passato e sfide future</title>
		<link>https://www.assidim.it/la-sanita-italiana-dopo-il-covid-leredita-del-passato-e-sfide-future/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Francesco Capria]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 09 Dec 2022 09:00:58 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Sanità, welfare e terzo settore]]></category>
		<category><![CDATA[ASSIDIM]]></category>
		<category><![CDATA[covid-19]]></category>
		<category><![CDATA[post-covid]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>A 80 anni dalla celebre pubblicazione del Rapporto Beveridge, che segnò l’avvio di un percorso virtuoso culminato con la nascita del moderno Welfare State e l’istituzione del Servizio Sanitario Nazionale, nel Regno Unito prima (1948) e negli altri paesi europei poi (in Italia ci si arrivò nel 1978), il fondamento universalistico di quel prezioso modello sembra pericolosamente scricchiolare.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.assidim.it/la-sanita-italiana-dopo-il-covid-leredita-del-passato-e-sfide-future/">La sanità italiana dopo il COVID. L&#8217;eredità del passato e sfide future</a> proviene da <a href="https://www.assidim.it">ASSIDIM</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Arrivata la (relativa) quiete dopo la tempesta, è tempo di nuove e importanti sfide per il <strong>Servizio Sanitario Nazionale</strong>.</p>
<p>A 80 anni dalla celebre pubblicazione del <strong>Rapporto Beveridge</strong>, che segnò l’avvio di un percorso virtuoso culminato con la nascita del moderno Welfare State e l’istituzione del Servizio Sanitario Nazionale, nel Regno Unito prima (1948) e negli altri paesi europei poi (in Italia ci si arrivò nel 1978), il fondamento universalistico di quel prezioso modello sembra pericolosamente scricchiolare.</p>
<p>Non che non si voglia continuare a mantenere un sistema che garantisca a tutti i cittadini la possibilità di curarsi ma il dubbio è: ci si sta davvero riuscendo? E, soprattutto, fino a quando il sistema è sostenibile?</p>
<p>La scure del Covid ha letteralmente messo in ginocchio gli ospedali, sebbene ci sia stata una straordinaria prova di resilienza da parte di medici, infermieri e di tutto il personale sanitario e amministrativo.</p>
<p>La sanità italiana è oggi di fronte a un bivio molto importante: rilanciare o smantellare?</p>
<p>Nel provare a dare una risposta a questo interrogativo, avvaliamoci del supporto dei dati.</p>
<p>Negli ultimi tre anni, la spesa sanitaria pubblica è progressivamente aumentata: dai 120 miliardi del 2019 ai 127 del 2020 fino ai 130 del 2022.</p>
<p>Il crollo del PIL, dovuto alla pandemia, ha portato al 7,2 -7,3% l’incidenza della spesa rispetto al PIL, dandoci l’illusione che fosse stato adottato un approccio espansivo della spesa pubblica.</p>
<p>Così non è stato e anzi l’incidenza della spesa è prevista in calo da qui al 2025 per tornare ai livelli pre-pandemici e, precisamente, al 6,1% nel 2025. (<strong>NADEF,</strong> 2022)</p>
<p>La distanza tra la sanità pubblica italiana e quella tedesca e francese &#8211; come dimostrano le evidenze dell’edizione 2022 del <strong>Rapporto OASI </strong>a cura del Cergas Bocconi &#8211; che hanno superato la soglia del 10% del PIL, è pressocché stabile e non accenna a colmarsi.</p>
<p>Per dare la misura del gap tra l’Italia, la Germania e Francia, al netto del già citato incremento della spesa sanitaria pubblica rispetto al PIL nel biennio pandemico, il nostro paese spende poco più di 2.000 euro per cittadino contro i 4.500 e i 3.500 euro di Germania e Francia, rispettivamente al primo e secondo posto in Europa per spesa sanitaria pubblica pro capite.</p>
<p>Ma quello economico non è l’unico costo che i cittadini italiani devono sopportare in questo momento rispetto ai loro omologhi in Europa.</p>
<p>A pesare sulle loro spalle c’è il costo conseguente all’<em>insostenibile leggerezza delle liste d’attesa</em>.</p>
<p>Già prima del Covid, i tempi di attesa per prenotare una visita erano importanti ma, a seguito del <em>lockdown dei servizi sanitari</em> (a tal proposito, rimandiamo a un nostro precedente articolo: <a href="https://www.assidim.it/londa-lunga-del-covid-sui-servizi-sanitari/">https://www.assidim.it/londa-lunga-del-covid-sui-servizi-sanitari/</a>), sono diventati insopportabili con un impatto non trascurabile sulla salute delle persone.</p>
<p>I piani straordinari per il recupero delle liste d’attesa che le Regioni hanno messo a punto di fatto riflettono di fatto le differenze esistenti in termini di esiti e performance: nei primi sei mesi di quest’anno, le Regioni italiane hanno fatto circa 13,7 milioni di accertamenti di questo tipo, vale a dire il 20% in meno rispetto al 2019.</p>
<p>I dati sono di Agenas (Agenzia Sanitaria Nazionale delle Regioni) che ha un monitoraggio molto aggiornato sul lavoro degli enti locali. La Regione più in difficoltà è la Sardegna (-36%), seguita dalla Calabria (-30%) e dalla Sicilia (-29%). La migliore invece è la Toscana, (-10%), seguita da Marche, Puglia, Emilia-Romagna e Lombardia (- 15%).</p>
<p>Se si guarda invece al trend della spesa sanitaria privata (cosiddetta <em>out of pocket</em>), le famiglie hanno ricominciato a spendere per beni dopo il rallentamento registrato allo scoppio della pandemia: invero, come evidenziano i ricercatori del Cergas Bocconi, già nel 2021 tale spesa è ripartita in misura significativa soprattutto nella componente dei servizi, la più colpita dalle restrizioni.</p>
<p>Ciò confermerebbe la tesi per cui l’andamento della spesa sanitaria privata non è solo direttamente imputabile alle carenze dell’offerta pubblica ma è anche legato alle dinamiche del reddito e dei consumi, ragion per cui la spesa privata costituisce una componente fisiologica e ineliminabile del sistema, che necessita di essere compresa al di là del rigido dualismo con quella pubblica e governata.</p>
<p>Le riflessioni e le evidenze contenute nell’articolo non sono certamente esaustive nel fornire un quadro diagnostico sullo stato di salute della sanità italiana.</p>
<p>Alle criticità ormai strutturali si aggiungono gli strascichi pesanti e persistenti della pandemia per cui un’iniezione straordinaria di liquidità è stata utile per tamponare ma certamente non guarire la ferita.</p>
<p>Per garantire insieme la sostenibilità del sistema e il diritto di tutela della salute per tutti i cittadini, accettando la sfida dell’efficienza, dell’appropriatezza e dell’innovazione, servirà de-ideologizzare il dibattito pubblico per superare la dicotomia pubblico – privato e rendere virtuoso l’intervento del “terzo pagante” al fine di rispondere alla complessità delle domande di salute indotte dall’invecchiamento della popolazione e dell’aumento delle cronicità.</p>
<p>Un sistema “misto” di finanziamento nell’erogazione delle prestazioni che afferiscono alla salute e alla protezione delle persone esiste già di fatto in un paese come il nostro.</p>
<p>Un’ibridazione pubblico – privata caratterizza al contempo i consumi sanitari, in quanto la loro composizione varia significativamente a seconda dell’area di beni e servizi coinvolta nella risposta ai bisogni di salute.</p>
<p>Pensiamo, per esempio, alla specialistica ambulatoriale e al pagamento del ticket per una visita in regime SSN: quella spesa confluisce nel circuito dei consumi pubblici finanziati in parte privatamente.</p>
<p>I confini fra pubblico e privato non sono perciò così nitidi nella sanità e, per affrontare le sfide che attendono il SSN in uno scenario di crescente disallineamento tra aspettative, bisogni e risorse, come suggeriscono le opinioni avanzate dagli studiosi del Cergas nell’introduzione del Rapporto OASI 2022, servirà un dibattito aperto tra i policy maker e i manager della sanità per affrontare le grandi criticità irrisolte (i cosiddetti “wicked problem”), basandosi su fatti ed evidenze comprovate e, aggiungo, superando gli steccati ideologici e culturali.</p>
<p style="text-align: right;"><em>A cura di Francesco Capria</em></p>
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		<title>Verso una salute più sostenibile ma non disuguale</title>
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		<dc:creator><![CDATA[ASSIDIM]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 11 Apr 2019 12:54:51 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Sanità, welfare e terzo settore]]></category>
		<category><![CDATA[non autosufficienza]]></category>
		<category><![CDATA[salute]]></category>
		<category><![CDATA[sanità integrativa]]></category>
		<category><![CDATA[Servizio Sanitario Nazionale]]></category>
		<category><![CDATA[spesa sanitaria]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Nonostante la crisi che, nell’ultimo decennio, ha prodotto un inevitabile calo dei consumi delle famiglie italiane, diverse ricerche fotografano una situazione in cui la spesa privata per consumi di beni [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Nonostante la crisi che, nell’ultimo decennio, ha prodotto un inevitabile calo dei consumi delle famiglie italiane, diverse ricerche fotografano una situazione in cui la spesa privata per consumi di beni e servizi sanitari si è consolidata nel tempo, attestandosi sui 40 miliardi di euro.</p>
<p>Un dato significativo se si considera che ben un quarto della spesa sanitaria totale, che ammonta a circa 160 miliardi di euro, è finanziato privatamente.</p>
<p>In un paese come l’Italia, caratterizzato da un sistema universalistico di welfare, sarebbe fin troppo semplice scorgere segnali di arretramento del ruolo dello Stato nel garantire livelli adeguati di protezione sociale a tutti i cittadini.</p>
<p>Se da una parte questo è indubbio, è altrettanto vero che una componente di spesa privata cosiddetta <strong>out of pocket</strong> è fisiologica, e non patologica, poiché dipende da una variabilità di fattori legati, ad esempio, ai comportamenti di consumo o all’elasticità della domanda di beni e servizi sanitari rispetto al reddito.</p>
<p>In tal senso, l’aumento del consumo pro capite di beni e servizi sanitari è determinato in funzione del reddito, al pari di altri variabili quali l’area geografica di appartenenza, la numerosità del nucleo familiare, ecc.</p>
<p>Dati e evidenze ci aiutano perciò a interpretare meglio il contesto attuale, in cui l’aumento della spesa sanitaria non è riconducibile soltanto alla minore efficienza e funzionalità del sistema pubblico.</p>
<p>Gli italiani, dal momento che vivono più a lungo, hanno bisogni nuovi diversi e chiedono risposte in quanto consapevoli dell’incidenza vieppiù elevata di non autosufficienza, disabilità e patologie croniche, che impattano negativamente sulla loro qualità della vita.</p>
<p>Cresce, all’interno della contrattazione di II livello, lo spazio per il <strong><a href="https://www.assidim.it/la-sanita-integrativa/il-welfare-aziendale" target="_blank" rel="noopener noreferrer">welfare aziendale</a></strong> e soprattutto per la <strong><a href="https://www.assidim.it/la-sanita-integrativa/cose" target="_blank" rel="noopener noreferrer">sanità integrativa</a></strong>, unitamente ai servizi legati al <strong>work-life balance</strong> e alla <strong>cura degli anziani</strong>.</p>
<p>In particolare, dalle principali evidenze e dai consueti report annuali sullo stato del welfare nelle aziende italiane, almeno una PMI su 2 adotta oggi soluzioni di welfare per i propri dipendenti e collaboratori.</p>
<p>Se a ciò si aggiunge che il numero di assistiti da fondi sanitari aziendali e assicurazioni individuali è ormai prossimo agli 11 milioni, emerge uno scenario in cui i temi della salute, della prevenzione e del benessere, oltre ad alimentare il dibattito pubblico, si fanno sempre più largo nelle aziende e risultano essere i desiderata dei dipendenti.</p>
<p>Pertanto, in funzione dei nuovi bisogni e della conseguente capacità di dare risposta agli stessi, che si traduce in una riorganizzazione della rete di offerta di servizi sanitari e sociosanitari, è quanto mai necessaria una collaborazione tra l’attore pubblico e i soggetti privati che operano nel campo della salute, a tutela di un diritto universale e non disuguale.</p>
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