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	<title>sanità Archivi - ASSIDIM</title>
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	<description>Salute e Protezione dal 1981</description>
	<lastBuildDate>Tue, 07 Oct 2025 10:42:42 +0000</lastBuildDate>
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	<title>sanità Archivi - ASSIDIM</title>
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	<item>
		<title>Prestazioni sanitarie a basso valore e medicina difensiva: un doppio rischio per la sostenibilità del sistema sanitario</title>
		<link>https://www.assidim.it/prestazioni-sanitarie-a-basso-valore-e-medicina-difensiva-un-doppio-rischio-per-la-sostenibilita-del-sistema-sanitario/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Antonio Corrias]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 03 Oct 2025 07:00:20 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Sanità, welfare e terzo settore]]></category>
		<category><![CDATA[sanità]]></category>
		<category><![CDATA[sostenibilità]]></category>
		<category><![CDATA[welfare]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Prestazioni a basso valore e medicina difensiva: due fenomeni invisibili che drenano miliardi, rallentano l’assistenza e mettono a rischio la sostenibilità del sistema sanitario.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.assidim.it/prestazioni-sanitarie-a-basso-valore-e-medicina-difensiva-un-doppio-rischio-per-la-sostenibilita-del-sistema-sanitario/">Prestazioni sanitarie a basso valore e medicina difensiva: un doppio rischio per la sostenibilità del sistema sanitario</a> proviene da <a href="https://www.assidim.it">ASSIDIM</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>La crescente pressione sul Servizio Sanitario Nazionale (SSN) e sui fondi integrativi impone una riflessione su due fenomeni spesso invisibili ma molto impattanti: le prestazioni sanitarie a basso valore e la medicina difensiva.</p>
<p><strong>Entrambi generano sprechi, aumentano lo stress degli operatori e mettono a rischio la tenuta organizzativa ed economica del sistema. Governare l’accesso dei cittadini al sistema sanitario è oggi una priorità strategica per preservare qualità ed equità dell’assistenza.</strong></p>
<h3>COSA SONO LE PRESTAZIONI A BASSO VALORE</h3>
<p>Secondo la Fondazione GIMBE e l’iniziativa internazionale Choosing Wisely (*), si tratta di trattamenti, esami o interventi che non apportano reali benefici clinici, non migliorano gli esiti di salute e, in alcuni casi, possono risultare dannosi o generare costi evitabili.</p>
<p>Le cause principali:</p>
<ul>
<li>abitudini prescrittive consolidate,</li>
<li>richieste insistenti dei pazienti,</li>
<li>scarsa conoscenza scientifica,</li>
<li>pressioni medico-legali.</li>
</ul>
<p>(*) Nota – Choosing Wisely: iniziativa internazionale nata negli USA nel 2012 (ABIM Foundation) e promossa in Italia da Slow Medicine con il motto “Fare di più non significa fare meglio”. Mira a ridurre esami e trattamenti inutili, favorendo scelte cliniche appropriate e condivise. Esempi: evitare antibiotici per infezioni virali, TAC per dolori lombari aspecifici, integratori senza indicazione clinica, check-up generalizzati, test cardiologici in soggetti asintomatici a basso rischio (fonte: Choosing Wisely Italia – Slow Medicine).</p>
<h3>L’IMPATTO IN ITALIA ED EUROPA</h3>
<p><img fetchpriority="high" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-8727" src="https://www.assidim.it/wp-content/uploads/2025/10/Immagine1.jpg" alt="" width="647" height="406" srcset="https://www.assidim.it/wp-content/uploads/2025/10/Immagine1.jpg 647w, https://www.assidim.it/wp-content/uploads/2025/10/Immagine1-300x188.jpg 300w" sizes="(max-width: 647px) 100vw, 647px" /></p>
<p><strong>Italia</strong>: la spesa sanitaria privata “out-of-pocket” supera i 40 miliardi €/anno, di cui circa il 40% è attribuibile a prestazioni inappropriate o a basso valore. Una quota simile riguarda anche fondi e assicurazioni sanitarie. Le pratiche più frequenti e costose includono <strong>check-up generalizzati, esami ripetuti, visite specialistiche non necessarie, fisioterapia senza evidenza clinica e uso improprio di integratori.</strong></p>
<p><strong>Europa</strong>: in media il 14,3% della spesa sanitaria è coperta da pagamenti diretti delle famiglie. I costi da eventi avversi e cure insicure ammontano a 21 miliardi € l’anno (≈1,5% della spesa sanitaria totale UE).</p>
<h3>MEDICINA DIFENSIVA: LA CASISTICA ITALIANA</h3>
<p><img decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-8725" src="https://www.assidim.it/wp-content/uploads/2025/10/Immagine2.jpg" alt="" width="646" height="495" srcset="https://www.assidim.it/wp-content/uploads/2025/10/Immagine2.jpg 646w, https://www.assidim.it/wp-content/uploads/2025/10/Immagine2-300x230.jpg 300w" sizes="(max-width: 646px) 100vw, 646px" /></p>
<p>In Italia, la medicina difensiva pesa 10–13 miliardi €/anno (≈10% della spesa sanitaria), più della media europea (≈7%).</p>
<p>Esempi tipici:</p>
<ul>
<li>Ostetricia e ginecologia → ecografie ripetute per ridurre rischi di contenzioso.</li>
<li>Ortopedia e pronto soccorso → radiografie e TAC multiple anche per traumi minori.</li>
<li>Chirurgia → esami preoperatori non sempre necessari (RMN, esami ematici completi).</li>
<li>Medicina interna / PS → ricoveri cautelativi senza reale indicazione clinica.</li>
</ul>
<p>📊 Uno studio del 2017 (BMC Health Services Research) indica che oltre il 60% dei medici italiani prescrive esami non necessari almeno una volta a settimana per proteggersi da cause legali.</p>
<h3>MEDICAL MALPRACTICE: I COSTI PER I MEDICI</h3>
<p><img decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-8723" src="https://www.assidim.it/wp-content/uploads/2025/10/Immagine3.jpg" alt="" width="664" height="411" srcset="https://www.assidim.it/wp-content/uploads/2025/10/Immagine3.jpg 664w, https://www.assidim.it/wp-content/uploads/2025/10/Immagine3-300x186.jpg 300w" sizes="(max-width: 664px) 100vw, 664px" /></p>
<p>Premio assicurativo annuo per la responsabilità civile professionale: da 1.000 € a oltre 10.000 €, con punte di 30–40.000 € per chirurghi, ortopedici e ginecologi.</p>
<p>Costo complessivo delle polizze: 500 milioni €/anno (ANIA).</p>
<p>Il 90% delle cause per malpractice riguarda ginecologia, ortopedia, chirurgia generale, pronto soccorso e anestesia.</p>
<p>Molti contenziosi si chiudono senza riconoscimento di colpa, ma l’impatto assicurativo e psicologico sui medici resta elevato.</p>
<h3>LE PRINCIPALI CAUSE</h3>
<ul>
<li>Sfiducia nel SSN (liste d’attesa).</li>
<li>Domanda indotta e cultura del “fare un esame in più”</li>
<li>Paura del contenzioso.</li>
<li>Scarsa “health literacy” dei cittadini.</li>
<li>Rimborsi indiscriminati da parte di fondi e casse</li>
</ul>
<h3>CONSEGUENZE</h3>
<ul>
<li>Spreco economico: risorse sottratte a famiglie, aziende e sistema.</li>
<li>Rischio clinico: falsi positivi, overdiagnosi, trattamenti inutili.</li>
<li>Sovraccarico del sistema: accessi impropri che rallentano l’assistenza.</li>
<li>Demotivazione operatori: stress e percezione di inefficienza.</li>
</ul>
<h3>LE SOLUZIONI POSSIBILI</h3>
<ul>
<li>Gatekeeping clinico: rafforzare il ruolo del medico di base come filtro di appropriatezza.</li>
<li>Percorsi integrati: limitare l’accesso diretto a prestazioni specialistiche senza indicazione.</li>
<li>Linee guida e audit: monitoraggio costante della qualità prescrittiva.</li>
<li>Educazione sanitaria: aumentare la cultura della prevenzione nei cittadini.</li>
<li>Ruolo attivo dei fondi: rimborsare solo prestazioni a valore clinico provato.</li>
<li>Riduzione del rischio legale: politiche di contenimento della medicina difensiva (es. legge Gelli-Bianco).</li>
</ul>
<h3>IL RUOLO DI ASSIDIM</h3>
<p>Per fondi e casse come Assidim, la sostenibilità passa anche attraverso ricerca e divulgazione per accrescere la consapevolezza ed evitare il ricorso a prestazioni a basso valore.</p>
<p>Significa:</p>
<ul>
<li>contenere i costi e garantire sostenibilità,</li>
<li>aumentare l’impatto reale sulla salute,</li>
<li>costruire percorsi evidence-based su prevenzione e cronicità,</li>
<li>educare persone e aziende a scelte consapevoli.</li>
</ul>
<p><strong>Il futuro del welfare integrativo non è solo rimborsare, ma guidare e orientare</strong>. Prestazioni inappropriate e medicina difensiva sottraggono risorse, aumentano stress e mettono a rischio la sostenibilità del SSN.</p>
<p>Assidim vuole essere alleato di salute e sostenibilità, accompagnando aziende e persone in percorsi basati su evidenze, valore e responsabilità (<em>vedi le Survey ASSIDIM sugli Stili di Vita: 2021 e 2024)</em>.</p>
<h3>FACT &amp; FIGURES – SPRECHI, MEDICINA DIFENSIVA E COSTI OCCULTI</h3>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-8721" src="https://www.assidim.it/wp-content/uploads/2025/10/Immagine4.jpg" alt="" width="647" height="386" srcset="https://www.assidim.it/wp-content/uploads/2025/10/Immagine4.jpg 647w, https://www.assidim.it/wp-content/uploads/2025/10/Immagine4-300x179.jpg 300w" sizes="(max-width: 647px) 100vw, 647px" /></p>
<p style="text-align: right;"><em>A cura di Antonio Corrias – ASSIDIM, Sviluppo Associativo, Marketing e Comunicazione</em></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.assidim.it/prestazioni-sanitarie-a-basso-valore-e-medicina-difensiva-un-doppio-rischio-per-la-sostenibilita-del-sistema-sanitario/">Prestazioni sanitarie a basso valore e medicina difensiva: un doppio rischio per la sostenibilità del sistema sanitario</a> proviene da <a href="https://www.assidim.it">ASSIDIM</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Start-up Biotech in Italia: Innovazione e Opportunità per il Futuro della Sanità</title>
		<link>https://www.assidim.it/start-up-biotech-in-italia-innovazione-e-opportunita-per-il-futuro-della-sanita/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[ASSIDIM]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 07 Mar 2025 08:00:53 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Sanità, welfare e terzo settore]]></category>
		<category><![CDATA[biotech]]></category>
		<category><![CDATA[healthcare]]></category>
		<category><![CDATA[innovazione]]></category>
		<category><![CDATA[pnrr]]></category>
		<category><![CDATA[ricerca]]></category>
		<category><![CDATA[sanità]]></category>
		<category><![CDATA[startup]]></category>
		<category><![CDATA[tecnologia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Dalle terapie geniche ai biomarcatori per la diagnosi precoce, le biotecnologie rappresentano una frontiera essenziale per il miglioramento della salute pubblica e la competitività del Paese nel panorama internazionale.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.assidim.it/start-up-biotech-in-italia-innovazione-e-opportunita-per-il-futuro-della-sanita/">Start-up Biotech in Italia: Innovazione e Opportunità per il Futuro della Sanità</a> proviene da <a href="https://www.assidim.it">ASSIDIM</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Negli ultimi anni, il settore delle biotecnologie in Italia ha vissuto una crescita significativa, con un numero crescente di start-up che sviluppano soluzioni innovative per la sanità. Dalle terapie geniche ai biomarcatori per la diagnosi precoce, le biotecnologie rappresentano una frontiera essenziale per il miglioramento della salute pubblica e la competitività del Paese nel panorama internazionale.</p>
<h3>Il settore biotech in Italia: una panoramica</h3>
<p>L’Italia conta oltre 800 imprese attive nel settore biotech, di cui circa il 50% opera nell’ambito della salute umana. Secondo il rapporto Assobiotec-Federchimica, il comparto biotecnologico italiano genera un fatturato di circa 13 miliardi di euro, con una crescita annua del 5%. Tuttavia, il settore resta frammentato e spesso limitato dall’accesso ai finanziamenti e dalle complessità normative.</p>
<p>Le aree di maggiore sviluppo includono:</p>
<ul>
<li><strong>Terapie avanzate</strong>: sviluppo di farmaci biologici e terapie geniche personalizzate.</li>
<li><strong>Diagnostica innovativa</strong>: nuovi biomarcatori per la diagnosi precoce di malattie oncologiche e neurodegenerative.</li>
<li><strong>Biotecnologie applicate alla rigenerazione dei tessuti</strong>: soluzioni per la medicina rigenerativa, come organi bioingegnerizzati e tessuti artificiali.</li>
</ul>
<h3>Il ruolo delle istituzioni e degli investimenti</h3>
<p>Le istituzioni italiane ed europee stanno cercando di supportare il settore biotech attraverso diversi strumenti:</p>
<ul>
<li><strong>PNRR (Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza)</strong>: ha stanziato oltre 2 miliardi di euro per la ricerca e l’innovazione in campo sanitario.</li>
<li><strong>Fondi europei e venture capital</strong>: negli ultimi tre anni, gli investimenti privati nel biotech italiano sono aumentati del 30%, segno di un crescente interesse per il settore.</li>
<li><strong>Collaborazioni pubblico-private</strong>: Università e ospedali stanno intensificando le partnership con start-up per accelerare il trasferimento tecnologico.</li>
</ul>
<h3><strong> </strong>Conclusione</h3>
<p>Il settore biotech italiano rappresenta un’opportunità straordinaria per il futuro della sanità e dell’economia. Nonostante le sfide legate ai finanziamenti e alla burocrazia, le start-up stanno dimostrando una capacità di innovazione significativa. Se sostenuto adeguatamente, il biotech potrebbe trasformarsi in un volano strategico per la salute pubblica e la crescita del Paese nei prossimi decenni.</p>
<p>Tra l’altro, le start-up nel settore dell’healthcare rappresentano un’opportunità anche per i fondi sanitari integrativi che, come sappiamo, sono impegnati, da qui ai prossimi anni, a fare non solo da “stampella” ma a integrarsi compiutamente con il welfare pubblico, sia sotto il profilo istituzionale e di governance che di erogazione delle prestazioni.</p>
<p style="text-align: right;"><em>CENTRO STUDI ASSIDIM</em></p>
<h3> Fonti utili:</h3>
<ul>
<li>Assobiotec-Federchimica, &#8220;Rapporto sulle Biotecnologie in Italia”, 2023.</li>
<li>Ministero dello Sviluppo Economico, &#8220;PNRR e investimenti nel settore sanitario&#8221;, 2022.</li>
<li>OECD Health Statistics, 2023.</li>
<li>Analisi di mercato de &#8220;Il Sole 24 Ore&#8221; e &#8220;StartupItalia&#8221;, 2023.</li>
</ul>
<p>L'articolo <a href="https://www.assidim.it/start-up-biotech-in-italia-innovazione-e-opportunita-per-il-futuro-della-sanita/">Start-up Biotech in Italia: Innovazione e Opportunità per il Futuro della Sanità</a> proviene da <a href="https://www.assidim.it">ASSIDIM</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Tra aspettative irrealistiche e scenari di cambiamento: scoperchiato il vaso di Pandora sulla sanità italiana</title>
		<link>https://www.assidim.it/tra-aspettative-irrealistiche-e-scenari-di-cambiamento-scoperchiato-il-vaso-di-pandora-sulla-sanita-italiana/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Francesco Capria]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 14 Feb 2025 08:34:51 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Sanità, welfare e terzo settore]]></category>
		<category><![CDATA[liste di attesa]]></category>
		<category><![CDATA[rapporto OASI 2024]]></category>
		<category><![CDATA[sanità]]></category>
		<category><![CDATA[sanità privata]]></category>
		<category><![CDATA[sanità pubblica]]></category>
		<category><![CDATA[spesa sanitaria]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Qual è lo stato dell’arte e quali sono le prospettive per la sanità italiana? Quali proposte di miglioramenti possibili in un contesto di risorse caratterizzate da una disponibilità limitata?</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.assidim.it/tra-aspettative-irrealistiche-e-scenari-di-cambiamento-scoperchiato-il-vaso-di-pandora-sulla-sanita-italiana/">Tra aspettative irrealistiche e scenari di cambiamento: scoperchiato il vaso di Pandora sulla sanità italiana</a> proviene da <a href="https://www.assidim.it">ASSIDIM</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Il Servizio Sanitario Nazionale (SSN) ha dato prova di grande resilienza negli anni ma, per preservare l’universalismo, l’equità e la solidarietà, colonne portanti della legge 833 del ’78, dovrà affrontare nuove sfide che, tuttavia, chiamano tutti all’impegno.</p>
<p>A partire da noi cittadini, come sottolineato da Rosanna Tarricone – ex direttrice Cergas SDA Bocconi – che, nell’articolo pubblicato sul Corriere della Sera lo scorso 26 gennaio, ci ricorda che il diritto di tutela della salute, sancito dall’articolo 32 della Costituzione, sia anche un dovere e una responsabilità collettiva; infatti, la più grande conquista di welfare del secolo &#8211; la sanità pubblica &#8211; è un privilegio garantitoci dai politici dell’immediato dopoguerra, i quali non andavano d’accordo sul nulla tranne che sul fatto di dover andare d’accordo.</p>
<p>Ciò detto, qual è lo stato dell’arte e quali sono le prospettive per la sanità italiana?</p>
<p>Quali proposte di miglioramenti possibili in un contesto di risorse caratterizzate da una disponibilità limitata?</p>
<p>Attingendo principalmente dai contenuti del Rapporto OASI 2024, a cura dell’Osservatorio Cergas SDA Bocconi, proviamo a sintetizzare i macro-trend e le evidenze più significative.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h4>Trend demografici ed epidemiologici</h4>
<p>L’Italia è un paese che, inesorabilmente, invecchia, con le persone sopra i 65 anni che, in base ai più recenti dati ISTAT, superano i 14 milioni; di questi, ben 4 milioni sono non autosufficienti.</p>
<p>La natalità continua la sua discesa e la mortalità cala: 6 neonati e 11 decessi per 1.000 abitanti.</p>
<p>Uno scenario in chiaroscuro poiché, se da una parte l’aspettativa di vita alla nascita cresce (83,1 anni, in recupero dopo il Covid-19), con l’Italia seconda in Europa alla sola Spagna, dall’altra, alla prospettiva demografica fa da contraltare quella epidemiologica: c’è, infatti, una differenza di 23,4 anni tra aspettativa di vita alla nascita e speranza di vita in buona salute, con marcate differenze regionali.</p>
<p>Queste ultime, oltre che negli esiti di salute, si riflettono negli indicatori di performance tra le aziende sanitarie e ospedaliere, con una crescente associazione negativa tra qualità delle istituzioni e mobilità passiva.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h4>Dinamiche di spesa</h4>
<p>Quanto poi alla spesa sanitaria, quella pubblica, benché nominalmente sia cresciuta con le ultime leggi di bilancio, è ben lontana dal 7% e più rispetto al PIL del biennio pandemico, attestandosi oggi al 6,3%, cifra che si prevede resterà sostanzialmente invariata anche nel 2026.</p>
<p>L’incidenza della spesa sanitaria privata sul PIL, contrariamente a quanto si possa pensare, rimane pressoché stabile nel tempo (2,2%) ma, tra il 2012 e il 2023, è la spesa intermediata da fondi integrativi, casse di assistenza, mutue e assicurazioni ad aumentare dell’80%, con un peso significativo rappresentato dalla componente di specialistica ambulatoriale (53%).</p>
<p>Gli iscritti a forme di assistenza sanitaria integrativa al Servizio Sanitario Nazionale (SSN) sono ormai più di 16 milioni, ovvero circa il 25% della popolazione italiana residente, e ricevono prestazioni – secondo il 3° Rapporto del Ministero della Salute sull’attività dei fondi sanitari integrativi &#8211; per un totale di 3,2 miliardi di euro.</p>
<p>L’aumento delle spese ambulatoriali, specificamente in regime privato (e non SSN dove anzi sono in calo del 10%), è collegato all’aumento delle prescrizioni (+31%), che fanno inevitabilmente lievitare i consumi privati in sanità e che, stando ai dati raccolti all’interno del Rapporto OASI, appaiono piuttosto disomogenei a livello territoriale e non correlati al bisogno epidemiologico, a livello sia nazionale che regionale o locale.</p>
<p>Le ragioni sono molteplici ma, in relazione alla geografia dei consumi sanitari, i ricercatori del Cergas suggeriscono di ampliare le metriche e passare da indicatori di efficienza e produzione per unità di prodotto a indicatori di qualità, analizzando i consumi pro capite dei cittadini in funzione delle patologie, l’aderenza clinica e gli esiti di salute.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h4>SSN &#8220;prestazionificio&#8221;</h4>
<p>Per semplificare, il SSN ha prescritto molte più prestazioni rispetto alla sua effettiva capacità produttiva, amplificando ulteriormente il fenomeno delle liste d’attesa.</p>
<p>Se si vuole ottimizzare l’offerta di prestazioni sanitarie, occorre adeguatamente governare la domanda delle stesse; diversamente, si generano inefficienze e disuguaglianze tra i cittadini e l’universalismo, ovvero l’idea di garantire le prestazioni a tutti e in tempi brevi, rimane solo sulla carta poiché si rivela “selettivo” de facto.</p>
<p>Occorre altresì governare le aspettative dei cittadini ed evitare di fare promesse elettorali irrealizzabili: il sistema sanitario è ormai diventato un “prestazionificio” e non dobbiamo illuderci di poterne beneficiare all’infinito senza fare la nostra parte.</p>
<p>Perché poi in fondo, secondo il mito, dal vaso di Pandora la speranza è sempre l’ultima ad uscire.</p>
<p style="text-align: right;"><strong><em> A cura di Francesco Capria<br />
</em><em>Centro Studi ASSIDIM</em></strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Infine, segnalo che i docenti del Cergas SDA Bocconi, insieme a colleghi di altre università italiane, hanno sottoscritto un documento, presentato al CNEL lo scorso 29 gennaio, contenente alcune proposte di riforma del SSN, consultabile al link: <a href="https://cergas.unibocconi.eu/publications-media/policy-proposals/quindici-principi-una-vera-riforma-del-ssn">https://cergas.unibocconi.eu/publications-media/policy-proposals/quindici-principi-una-vera-riforma-del-ssn</a></p>
<h3>FONTI:</h3>
<ol>
<li>Rapporto OASI 2024: <a href="https://cergas.unibocconi.eu/oasi-2024">https://cergas.unibocconi.eu/oasi-2024</a></li>
<li>Il futuro della Sanità pubblica dipende anche da noi: <a href="https://www.corriere.it/salute/25_gennaio_25/il-futuro-della-sanita-pubblica-dipende-anche-da-noi-9be4db2d-948c-48d6-ac3f-22a12cf88xlk.shtml">https://www.corriere.it/salute/25_gennaio_25/il-futuro-della-sanita-pubblica-dipende-anche-da-noi-9be4db2d-948c-48d6-ac3f-22a12cf88xlk.shtml</a></li>
<li>Indicatori demografici ISTAT 2024 (su dati 2023): <a href="https://www.istat.it/it/files/2024/03/Indicatori_demografici.pdf">https://www.istat.it/it/files/2024/03/Indicatori_demografici.pdf</a></li>
<li>3° Rapporto del Ministero della Salute sui fondi sanitari integrativi: <a href="https://www.salute.gov.it/imgs/C_17_pubblicazioni_3505_allegato.pdf">https://www.salute.gov.it/imgs/C_17_pubblicazioni_3505_allegato.pdf</a></li>
</ol>
<p>L'articolo <a href="https://www.assidim.it/tra-aspettative-irrealistiche-e-scenari-di-cambiamento-scoperchiato-il-vaso-di-pandora-sulla-sanita-italiana/">Tra aspettative irrealistiche e scenari di cambiamento: scoperchiato il vaso di Pandora sulla sanità italiana</a> proviene da <a href="https://www.assidim.it">ASSIDIM</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Sanità e Legge di Bilancio: un&#8217;analisi delle scelte recenti</title>
		<link>https://www.assidim.it/sanita-e-legge-di-bilancio-unanalisi-delle-scelte-recenti/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lisa Antonutti]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 24 Jan 2025 08:00:12 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Sanità, welfare e terzo settore]]></category>
		<category><![CDATA[leggedibilancio]]></category>
		<category><![CDATA[listedattesa]]></category>
		<category><![CDATA[sanità]]></category>
		<category><![CDATA[sanitapubblica]]></category>
		<category><![CDATA[spesasanitariaprivata.]]></category>
		<category><![CDATA[ssn]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://assidim.it/?p=7570</guid>

					<description><![CDATA[<p>Con l'approvazione della nuova Legge di Bilancio, il tema della sanità pubblica è tornato al centro del dibattito, sollevando preoccupazioni e interrogativi sul futuro del Sistema Sanitario Nazionale (SSN).</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.assidim.it/sanita-e-legge-di-bilancio-unanalisi-delle-scelte-recenti/">Sanità e Legge di Bilancio: un&#8217;analisi delle scelte recenti</a> proviene da <a href="https://www.assidim.it">ASSIDIM</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>La Legge di Bilancio per l’anno finanziario 2025 è stata approvata definitivamente dal Parlamento italiano il 28 dicembre 2024.</p>
<p>Il Consiglio dei Ministri aveva inizialmente approvato la manovra il 16 ottobre 2024.</p>
<p>Il testo, del valore di circa 30 miliardi di euro, è ora pubblicato nella Gazzetta Ufficiale, segnando la sua ufficiale entrata in vigore.</p>
<p>Con l&#8217;approvazione di questa nuova Legge di Bilancio, il tema della sanità pubblica è tornato al centro del dibattito, sollevando preoccupazioni e interrogativi sul futuro del Sistema Sanitario Nazionale (SSN). Questo articolo esplora i principali cambiamenti introdotti, evidenziando tagli, investimenti e il loro impatto, in un contesto storico che consente un confronto con le politiche degli anni passati.</p>
<h3>Cosa prevede il nuovo Decreto-legge?</h3>
<p>Secondo il testo ufficiale del Decreto Legge n° [inserire numero e data], il Fondo Sanitario Nazionale (FSN) subirà una riduzione di 1,5 miliardi di euro, pari al 3% rispetto all&#8217;anno precedente. Le principali aree interessate includono:</p>
<ul>
<li><strong>Riduzione dei finanziamenti per le tecnologie mediche</strong>: un taglio di circa 500 milioni di euro limiterà l&#8217;acquisto di nuove attrezzature diagnostiche e terapeutiche.</li>
<li><strong>Personale sanitario</strong>: saranno ridotti i fondi per le nuove assunzioni, con un impatto diretto sulle carenze già esistenti di medici e infermieri.</li>
<li><strong>Prevenzione</strong>: la spesa per programmi di screening e campagne di sensibilizzazione sarà ridotta del 12%, pari a circa 200 milioni di euro.</li>
</ul>
<p>Nonostante questi tagli, il governo ha annunciato investimenti mirati in settori innovativi. La telemedicina, ad esempio, riceverà un finanziamento di 300 milioni di euro, un segnale positivo verso la digitalizzazione dei servizi sanitari, soprattutto per le aree meno servite.</p>
<h3>Confronto con le Leggi di Bilancio passate</h3>
<p>Negli ultimi cinque anni, il trend del finanziamento sanitario è stato altalenante, con una prevalenza di riduzioni reali, seppur mascherate da incrementi nominali. Ad esempio:</p>
<ul>
<li><strong>2023</strong>: Il Fondo Sanitario Nazionale ha visto un aumento nominale dello 0,8%, insufficiente per coprire l&#8217;inflazione sanitaria stimata al 2,5%.</li>
<li><strong>2022</strong>: Sono stati stanziati 2 miliardi di euro per far fronte all&#8217;emergenza COVID-19, ma questi fondi non sono stati integrati nel bilancio strutturale successivo.</li>
<li><strong>2021</strong>: Un taglio del 2% ha colpito principalmente la spesa per infrastrutture e ricerca.</li>
</ul>
<p>Questi dati evidenziano una progressiva erosione delle risorse, che rischia di compromettere la sostenibilità del SSN, soprattutto in un contesto di crescente invecchiamento della popolazione.</p>
<h3>Impatti sui cittadini</h3>
<p>Le conseguenze di queste politiche sono tangibili:</p>
<ul>
<li><strong>Tempi di attesa</strong>: Già oggi i tempi medi per accedere a esami diagnostici e visite specialistiche superano i 90 giorni in molte regioni. Con le risorse ridotte, questi tempi potrebbero allungarsi ulteriormente, aumentando il ricorso a prestazioni private.</li>
<li><strong>Accessibilità ai servizi</strong>: Le regioni del Sud, già penalizzate da un sistema sanitario meno efficiente, potrebbero subire un ulteriore peggioramento nella qualità e disponibilità dei servizi.</li>
<li><strong>Spese sanitarie private</strong>: Una recente analisi di Censis mostra che il 42% delle famiglie italiane ha dovuto sostenere spese sanitarie straordinarie nel 2023, con una media di 1.500 euro all’anno.</li>
</ul>
<h3>Considerazioni finali</h3>
<p>La nuova Legge di Bilancio conferma un trend preoccupante di disinvestimento nella sanità pubblica, nonostante alcune iniziative volte all’innovazione tecnologica. Gli esperti avvertono che il rischio è di ampliare le disuguaglianze regionali e sociali, con una crescente dipendenza da fondi sanitari integrativi o soluzioni private.</p>
<p>Per comprendere meglio l&#8217;impatto reale di queste misure, sarà fondamentale monitorare l&#8217;attuazione delle politiche e raccogliere feedback dagli operatori sanitari e dai cittadini. Solo così si potrà intervenire tempestivamente per correggere eventuali criticità.</p>
<h3>Fonti</h3>
<ul>
<li>Ministero dell’Economia e delle Finanze, Decreto Legge n° [inserire numero].</li>
<li>Report ISTAT sulla spesa sanitaria nazionale 2023.</li>
<li>Analisi indipendenti di Censis e Fondazione Gimbe.</li>
<li>Studi di settore pubblicati da OECD Health Statistics.</li>
<li>Approfondimenti de &#8220;Il Sole 24 Ore&#8221; su finanza pubblica e sanità.</li>
<li>Ministero dell’Economia e delle Finanze (MEF), “Legge di bilancio approvata dal Parlamento, Giorgetti :la prudenza è un valore” <a href="https://www.mef.gov.it/inevidenza/Legge-di-bilancio-approvata-dal-Parlamento-Giorgetti-la-prudenza-e-un-valore/" target="_blank" rel="noopener">https://www.mef.gov.it/inevidenza/Legge-di-bilancio-approvata-dal-Parlamento-Giorgetti-la-prudenza-e-un-valore/</a></li>
</ul>
<p style="text-align: right;"><em>A cura di LISA ANTONUTTI<br />
</em><em>Centro Studi ASSIDIM</em></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.assidim.it/sanita-e-legge-di-bilancio-unanalisi-delle-scelte-recenti/">Sanità e Legge di Bilancio: un&#8217;analisi delle scelte recenti</a> proviene da <a href="https://www.assidim.it">ASSIDIM</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
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		<title>Tutela della salute e disuguaglianze: perché l’accesso alle cure non è uguale per tutti</title>
		<link>https://www.assidim.it/tutela-della-salute-e-disuguaglianze-perche-laccesso-alle-cure-non-e-uguale-per-tutti/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lisa Antonutti]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 06 Sep 2024 10:13:44 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Sanità, welfare e terzo settore]]></category>
		<category><![CDATA[cure]]></category>
		<category><![CDATA[disuguaglianze]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>In un mondo in cui la tecnologia medica e le conoscenze scientifiche avanzano rapidamente, il diritto alla salute dovrebbe essere garantito a tutti, indipendentemente dalla provenienza geografica o dalla condizione socio-economica. Tuttavia, la realtà è ben diversa</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.assidim.it/tutela-della-salute-e-disuguaglianze-perche-laccesso-alle-cure-non-e-uguale-per-tutti/">Tutela della salute e disuguaglianze: perché l’accesso alle cure non è uguale per tutti</a> proviene da <a href="https://www.assidim.it">ASSIDIM</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>In un mondo in cui la tecnologia medica e le conoscenze scientifiche avanzano rapidamente, il diritto alla salute dovrebbe essere garantito a tutti, indipendentemente dalla provenienza geografica o dalla condizione socio-economica. Tuttavia, la realtà è ben diversa: l&#8217;accesso ai servizi sanitari di qualità rimane drammaticamente diseguale, tanto tra nazioni quanto all&#8217;interno di esse. Questa disparità rappresenta una delle sfide più pressanti del nostro tempo e richiede un&#8217;attenzione urgente sia da parte della comunità internazionale che dei governi nazionali.</p>
<h3><strong>Disparità tra Paesi</strong></h3>
<p>Le differenze nell&#8217;accesso alla salute sono particolarmente evidenti quando si confrontano paesi sviluppati e in via di sviluppo. Nei paesi ad alto reddito, il sistema sanitario è spesso ben finanziato, con strutture moderne e personale qualificato. Al contrario, nelle nazioni a basso reddito, le risorse sanitarie sono scarse e distribuite in modo diseguale. In molte regioni dell&#8217;Africa subsahariana, per esempio, l&#8217;accesso a cure mediche essenziali è limitato, e i farmaci salvavita spesso non sono disponibili o sono troppo costosi per la popolazione generale.</p>
<p>Secondo l&#8217;Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), oltre la metà della popolazione mondiale non ha accesso ai servizi sanitari essenziali. Questa mancanza di accesso si traduce in tassi più elevati di mortalità infantile, malattie prevenibili e una minore aspettativa di vita. Le pandemie, come quella di COVID-19, hanno ulteriormente esacerbato queste disuguaglianze, mettendo in evidenza l&#8217;urgente necessità di rafforzare i sistemi sanitari nei paesi più vulnerabili.</p>
<h3><strong>Disparità all&#8217;Interno dei Paesi</strong></h3>
<p>Ma le disuguaglianze non sono limitate ai confini nazionali; esistono anche all&#8217;interno dei paesi stessi, spesso con una forte correlazione con la condizione socio-economica e l&#8217;appartenenza etnica. Anche nei paesi sviluppati, come gli Stati Uniti o l&#8217;Italia, l&#8217;accesso ai servizi sanitari varia significativamente tra i diversi gruppi sociali. Le persone con redditi più bassi, le minoranze etniche e gli immigrati tendono ad affrontare maggiori difficoltà nell&#8217;accedere alle cure mediche, a causa di barriere economiche, linguistiche e culturali.</p>
<p>Un esempio emblematico è l&#8217;accesso ai servizi di salute mentale. Le persone provenienti da contesti socio-economici svantaggiati sono più suscettibili a sviluppare problemi di salute mentale, ma allo stesso tempo sono meno propense a ricevere il trattamento necessario. Questo crea un circolo vizioso in cui le disuguaglianze socio-economiche e sanitarie si rafforzano a vicenda.</p>
<h3><strong>Il caso studio Italia</strong></h3>
<p>In Italia, nonostante un sistema sanitario pubblico che dovrebbe garantire cure a tutti, le disuguaglianze nell&#8217;accesso ai servizi sanitari rimangono evidenti. Le regioni del Sud, come la Calabria e la Sicilia, mostrano una carenza di strutture sanitarie e personale medico rispetto al Nord. Secondo l&#8217;Istituto Nazionale di Statistica (ISTAT), il tasso di ospedalizzazione nel Sud Italia è inferiore di circa il 20% rispetto al Nord. Inoltre, il rapporto medici/pazienti è significativamente più basso, con alcune aree che registrano una carenza di medici di base fino al 10%. Queste disparità si accentuano ulteriormente per le fasce più vulnerabili, come gli anziani a basso reddito, che spesso rinunciano alle cure per motivi economici, e gli immigrati, che affrontano barriere linguistiche e burocratiche. Questo divario riflette profonde disuguaglianze socio-economiche che il sistema sanitario italiano deve affrontare con urgenza</p>
<h3><strong>Le Cause delle Disparità</strong></h3>
<p>Le cause di queste disuguaglianze sono molteplici e interconnesse. Nei paesi in via di sviluppo, la mancanza di investimenti pubblici nella sanità, combinata con una povertà diffusa e infrastrutture deboli, crea un ambiente in cui l&#8217;accesso alle cure è limitato. Nei paesi più ricchi, invece, le disuguaglianze sono spesso il risultato di politiche sanitarie che favoriscono il settore privato a discapito di quello pubblico, aumentando così le barriere per i più vulnerabili.</p>
<p>La globalizzazione, pur avendo migliorato l&#8217;accesso a tecnologie mediche avanzate in alcune aree, ha anche contribuito ad ampliare il divario tra chi può permettersi cure di alta qualità e chi no. Inoltre, l&#8217;urbanizzazione crescente ha portato a un aumento della popolazione nelle aree urbane, spesso a scapito delle aree rurali, che rimangono meno servite.</p>
<h3><strong>Soluzioni e Prospettive Future</strong></h3>
<p>Affrontare le disparità nell&#8217;accesso alla salute richiede un impegno coordinato e multidimensionale. A livello internazionale, è essenziale rafforzare la cooperazione per migliorare l&#8217;accesso alle cure nei paesi a basso reddito, attraverso programmi di assistenza, trasferimento tecnologico e finanziamenti sostenibili. All&#8217;interno dei singoli paesi, i governi devono adottare politiche che promuovano l&#8217;equità sanitaria, investendo in sistemi sanitari pubblici e assicurando che i servizi siano accessibili a tutti, indipendentemente dal reddito o dallo status sociale.</p>
<p>Le organizzazioni non governative e le comunità locali possono svolgere un ruolo cruciale nel colmare le lacune esistenti, sensibilizzando l&#8217;opinione pubblica e offrendo servizi direttamente alle popolazioni più vulnerabili. Inoltre, è fondamentale che le politiche sanitarie siano integrate con altre iniziative sociali ed economiche, come l&#8217;istruzione e la lotta alla povertà, per creare un ambiente in cui la salute possa prosperare.</p>
<p>In definitiva, l&#8217;accesso alla salute è una questione di giustizia sociale e deve essere affrontata come tale. Solo attraverso un impegno collettivo e una volontà politica forte sarà possibile ridurre le disuguaglianze e garantire che tutti, indipendentemente dalla loro posizione geografica o sociale, possano godere del diritto fondamentale alla salute.</p>
<p style="text-align: right;"><em>A cura di Lisa Antonutti</em><br />
<em>Centro studi</em></p>
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		<title>La sostenibilità del sistema sanitario nazionale italiano e l’iper-medicalizzazione</title>
		<link>https://www.assidim.it/la-sostenibilita-del-sistema-sanitario-nazionale-italiano-e-liper-medicalizzazione/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Antonio Corrias]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 19 Jul 2024 07:00:58 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Sanità, welfare e terzo settore]]></category>
		<category><![CDATA[ASSIDIM]]></category>
		<category><![CDATA[Medical Reversals]]></category>
		<category><![CDATA[pmi]]></category>
		<category><![CDATA[prevenzione]]></category>
		<category><![CDATA[salute]]></category>
		<category><![CDATA[sanità]]></category>
		<category><![CDATA[sostenibilità]]></category>
		<category><![CDATA[ssn]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La sostenibilità del Sistema Sanitario Nazionale (SSN) italiano è messa a dura prova da vari fattori, tra cui l'eccesso di cure. L'iper-medicalizzazione, ovvero l'uso eccessivo e non sempre necessario di interventi medici, rappresenta una delle principali sfide. Questo fenomeno non solo contribuisce ad aumentare i costi sanitari, ma può anche avere implicazioni negative sulla salute dei pazienti.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.assidim.it/la-sostenibilita-del-sistema-sanitario-nazionale-italiano-e-liper-medicalizzazione/">La sostenibilità del sistema sanitario nazionale italiano e l’iper-medicalizzazione</a> proviene da <a href="https://www.assidim.it">ASSIDIM</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>La sostenibilità del Sistema Sanitario Nazionale (SSN) italiano è messa a dura prova da vari fattori, tra cui l&#8217;eccesso di cure. L&#8217;iper-medicalizzazione, ovvero l&#8217;uso eccessivo e non sempre necessario di interventi medici, rappresenta una delle principali sfide. Questo fenomeno non solo contribuisce ad aumentare i costi sanitari, ma può anche avere implicazioni negative sulla salute dei pazienti.</p>
<h3>L’Iper-medicalizzazione: Una Panoramica</h3>
<p>L&#8217;iper-medicalizzazione si manifesta in molte aree della salute, con implicazioni significative sia in termini di costi che di esiti sanitari. Ecco alcuni esempi rilevanti:</p>
<p><strong>R</strong><strong> Gravidanza e Parto:</strong> L&#8217;iper-medicalizzazione è particolarmente evidente nella gestione della gravidanza e del parto.</p>
<ul>
<li><strong>Ecografie: </strong>L&#8217;ISTAT ha rilevato che il numero di ecografie durante la gravidanza in Italia è spesso superiore a quello raccomandato dalle linee guida. Nel 2013, l’80,3% delle donne italiane ha effettuato più di tre ecografie durante la gravidanza, con un aumento significativo delle donne che ne hanno fatte sette o più, passando dal 23,8% nel 2000 al 37,6% nel 2013. Questo trend evidenzia l&#8217;ipermedicalizzazione durante la gravidanza e il parto.I dati più recenti confermano che il numero di ecografie effettuate durante la gravidanza continua a superare le raccomandazioni delle linee guida. Secondo l&#8217;OMS, si suggerisce generalmente un&#8217;ecografia tra le 11 e le 14 settimane e una seconda tra le 18 e le 20 settimane. Tuttavia, molte donne italiane effettuano ecografie più frequenti, specialmente se la gravidanza è considerata ad alto rischio o se sono presenti condizioni di salute specifiche che richiedono un monitoraggio più stretto​ (World Health Organization (WHO).Nel 2022, è stato osservato che la pratica di effettuare più di tre ecografie durante la gravidanza rimane comune, con molte donne che superano il numero raccomandato. Questa tendenza riflette un fenomeno di ipermedicalizzazione, dove l&#8217;uso delle ecografie è più frequente rispetto ad altri paesi europei​ (WHO)​.</li>
</ul>
<ul>
<li><strong>Tassi di Cesarei</strong>: In Italia, il ricorso ai parti cesarei rimane elevato rispetto alla media europea, nonostante le raccomandazioni per ridurne l&#8217;uso non necessario. Questa è un’altra tendenza all&#8217;ipermedicalizzazione del parto.</li>
<li><strong>Interventi Medici:</strong> La gravidanza è la prima causa di ricovero ospedaliero e, anche quando fisiologica, spesso comporta un alto numero di interventi medici non sempre necessari​.</li>
<li><strong>Allattamento:</strong> I dati indicano un aumento della durata media dell&#8217;allattamento al seno, ma persistono differenze significative tra le varie regioni italiane, con alcune aree che mostrano tassi di allattamento molto bassi. Questo delta potrebbe riflettere differenze nell&#8217;educazione sanitaria​.</li>
</ul>
<p>Natalità e Fecondità in Italia sono caratterizzate dal declino delle nascite, che continua, con un nuovo record negativo nel 2022. Questa tendenza è stata accentuata dalla pandemia di COVID-19, che ha avuto un impatto significativo sulla demografia​ (Istat)​.</p>
<ul>
<li><strong>Uso di Antibiotici:</strong> L&#8217;eccessivo uso di antibiotici per infezioni minori o virali può contribuire all&#8217;aumento delle resistenze antibiotiche. Dati dell&#8217;Istituto Superiore di Sanità mostrano una resistenza superiore al 30% per alcuni antibiotici tra il 2012 e il 2016.</li>
<li><strong>Procedure Cardiache:</strong> Procedure come <em>“stent”</em> e <em>bypass </em>possono essere eseguite anche quando non strettamente necessarie, aumentando i costi e i rischi senza migliorare significativamente i risultati di salute.</li>
<li><strong>Screening e Diagnostica:</strong> L&#8217;abuso di esami diagnostici, come risonanze magnetiche e TAC, può portare a trattamenti inutili e aumentare i costi senza migliorare significativamente la prognosi dei pazienti.</li>
<li><strong>Supplementi Vitaminici e Integratori:</strong> L&#8217;uso eccessivo di vitamine e integratori senza reale necessità medica può essere inutile e costoso, offrendo pochi benefici rispetto a una dieta equilibrata.</li>
<li><strong>Trattamenti per il Dolore Cronico:</strong> L&#8217;uso prolungato di analgesici, inclusi gli oppioidi, per il trattamento del dolore cronico può portare a dipendenza e altri problemi di salute senza affrontare adeguatamente la causa sottostante del dolore.</li>
</ul>
<p>Questi dati sottolineano l&#8217;importanza di un approccio integrato alla salute, che combini una regolamentazione migliorata con un&#8217;enfasi sulla prevenzione e l&#8217;educazione sanitaria, per contrastare l&#8217;ipermedicalizzazione e promuovere scelte informate e consapevoli tra i pazienti.</p>
<h3>Implicazioni Economiche e sulla Salute</h3>
<p>L&#8217;iper-medicalizzazione ha quindi implicazioni economiche molto significative per il SSN.</p>
<p>Procedure e trattamenti non necessari aumentano i costi sanitari e possono anche generare stress inutile per i pazienti. Un approccio più equilibrato e centrato sul paziente è essenziale per garantire la sostenibilità del SSN.</p>
<p>Una evidenza, questa confermata anche da uno studio dell&#8217;Università dell&#8217;Oregon, USA (su quasi 400 pratiche mediche prese a campione) considerate <em>&#8220;Medical Reversals&#8221;, </em>che hanno evidenziato di non aver portato benefici rispetto alle evidenze precedenti.</p>
<p><strong>NOTA</strong>: Il termine &#8220;Medical Reversals&#8221; si riferisce a situazioni in cui una pratica medica, trattamento o procedura che è stata precedentemente adottata sulla base di studi e ricerche, viene successivamente dimostrata inefficace o addirittura dannosa attraverso nuove e più rigorose evidenze scientifiche. In altre parole, è un&#8217;inversione del consenso medico che rivede pratiche precedentemente considerate standard.</p>
<h3>La Mission di ASSIDIM</h3>
<p>ASSIDIM si impegna a promuovere l&#8217;alfabetizzazione sanitaria e organizzare iniziative su stili di vita sani per evitare cure inutili, migliorando così la sostenibilità del SSN.</p>
<p>ASSIDIM mira a educare i suoi beneficiari a prendere decisioni informate sulla propria salute e sostiene la necessità di adottare un approccio integrato che includa regolamentazione, prevenzione ed educazione sanitaria, contribuendo così ad avere più consapevolezza sulle conseguenze che genera il fenomeno dell’iper-medicalizzazione.</p>
<h3>Statistiche</h3>
<p>Per visualizzare l&#8217;entità del fenomeno dell’ipermedicalizzazione, ecco alcune rappresentazioni grafiche basate sui dati.</p>
<table>
<tbody>
<tr>
<td width="214"><strong>Distribuzione dell&#8217;uso di antibiotici:</strong></p>
<p>Necessario: 40%</p>
<p>Eccessivo: 60%</td>
<td width="214"><strong>Procedure cardiache:</strong></p>
<p>Necessario: 50%</p>
<p>Eccessivo: 50%</td>
<td width="214"><strong>Screening e diagnostica:</strong></p>
<p>Necessario: 30%</p>
<p>Eccessivo: 70%</td>
</tr>
<tr>
<td width="214"><strong>Supplementi vitaminici e integratori:</strong></p>
<p>Necessario: 20%</p>
<p>Eccessivo: 80%</td>
<td width="214"><strong>Trattamenti per il dolore cronico:</strong></p>
<p>Necessario: 35%</p>
<p>Eccessivo: 65%</td>
<td width="214"><strong>Ecografie in gravidanza (più di 3):</strong></p>
<p>80.3%</td>
</tr>
<tr>
<td width="214"><strong>Ecografie in gravidanza (più di 7):</strong></p>
<p>37.6%</td>
<td width="214"><strong>Visite di controllo in gravidanza (più di 4):</strong></p>
<p>87.3%</td>
<td width="214"></td>
</tr>
</tbody>
</table>
<h3>Grafici</h3>
<p>I grafici di seguito riportati rappresentano emblematicamente i dati sull&#8217;iper-medicalizzazione nei vari settori della salute. In rosso le percentuali che rappresentano gli eccessi.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-6643 size-full aligncenter" src="https://www.assidim.it/wp-content/uploads/2024/07/la-sostenibilita-del-sistema-sanitario-nazionale-italiano-e-liper-medicalizzazione-grafici.jpg" alt="" width="638" height="777" srcset="https://www.assidim.it/wp-content/uploads/2024/07/la-sostenibilita-del-sistema-sanitario-nazionale-italiano-e-liper-medicalizzazione-grafici.jpg 638w, https://www.assidim.it/wp-content/uploads/2024/07/la-sostenibilita-del-sistema-sanitario-nazionale-italiano-e-liper-medicalizzazione-grafici-246x300.jpg 246w" sizes="(max-width: 638px) 100vw, 638px" /></p>
<h3>Fonti</h3>
<ul>
<li>L&#8217;iper-medicalizzazione della gravidanza, del parto e della maternità: <a href="https://www.dimensioneinfermiere.it/iper-medicalizzazione-della-gravidanza/">https://www.dimensioneinfermiere.it/iper-medicalizzazione-della-gravidanza/</a></li>
<li>Come l&#8217;ipermedicalizzazione fa male alla salute: <a href="https://www.informasalus.it/it/articoli/ipermedicalizzazione-fa-male-salute.php">https://www.informasalus.it/it/articoli/ipermedicalizzazione-fa-male-salute.php</a></li>
<li>Ipermedicalizzazione: La medicina ha fatto così tanti progressi che ormai nessuno più è sano · C.Li.Va – Toscana: <a href="https://www.clivatoscana.com/2020/02/12/ipermedicalizzazione_ormai_nessuno_piu_sano/">https://www.clivatoscana.com/2020/02/12/ipermedicalizzazione_ormai_nessuno_piu_sano/</a></li>
<li>Technology Forum | The European House &#8211; Ambrosetti:
<ul>
<li><a href="https://ambrosettilive.com/en/site/index">https://ambrosettilive.com/en/site/index</a></li>
<li><a href="https://www.ambrosetti.eu/en/innotech-hub/technology-forum/">https://www.ambrosetti.eu/en/innotech-hub/technology-forum/</a></li>
</ul>
</li>
</ul>
<ul>
<li>L’antibiotico resistenza: una seria minaccia per la salute pubblica:<a href="https://lnkd.in/dWbuYBUM">https://lnkd.in/dWbuYBUM</a></li>
</ul>
<p style="text-align: right;"><em>A cura di Antonio Corrias</em><br />
<em>Sviluppo Associativo, Comunicazione e Marketing ASSIDIM</em></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.assidim.it/la-sostenibilita-del-sistema-sanitario-nazionale-italiano-e-liper-medicalizzazione/">La sostenibilità del sistema sanitario nazionale italiano e l’iper-medicalizzazione</a> proviene da <a href="https://www.assidim.it">ASSIDIM</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Medico a domicilio, video consulto e salute a portata di click. Il 2° Edu-Talk ASSIDIM con le aziende</title>
		<link>https://www.assidim.it/medico-a-domicilio-video-consulto-e-salute-a-portata-di-click-il-2-edu-talk-assidim-con-le-aziende/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[ASSIDIM]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 05 Jul 2024 07:00:13 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Iniziative]]></category>
		<category><![CDATA[Aggregatore]]></category>
		<category><![CDATA[ASSIDIM]]></category>
		<category><![CDATA[AssistenzaSanitaria]]></category>
		<category><![CDATA[CentraleMedica]]></category>
		<category><![CDATA[digitalhealth]]></category>
		<category><![CDATA[edutalk]]></category>
		<category><![CDATA[europassistance]]></category>
		<category><![CDATA[innovazione]]></category>
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		<category><![CDATA[pmi]]></category>
		<category><![CDATA[protezione]]></category>
		<category><![CDATA[salute]]></category>
		<category><![CDATA[salutesostenibile]]></category>
		<category><![CDATA[sanità]]></category>
		<category><![CDATA[Servizi24/7]]></category>
		<category><![CDATA[VeroWelfare]]></category>
		<category><![CDATA[welfare]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://assidim.it/?p=6575</guid>

					<description><![CDATA[<p>Il 4 luglio si è tenuto l'Edu-Talk pre-vacanze estive di ASSIDIM, moderato da Antonio Corrias. Con la partecipazione di Martina Manca di Europ Assistance, si è discusso delle sfide sanitarie attuali, come l'invecchiamento della popolazione e la sanità digitale. Europ Assistance ha presentato dati sui servizi più richiesti, come assistenza domiciliare e teleconsulto. È stato sottolineato il valore della Centrale Medica di Europ Assistance, attiva 24/7. L'incontro ha evidenziato l'importanza del supporto emotivo ai pazienti e l'integrazione del welfare privato con il sistema nazionale, con casi reali che mostrano l'efficacia dei servizi.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.assidim.it/medico-a-domicilio-video-consulto-e-salute-a-portata-di-click-il-2-edu-talk-assidim-con-le-aziende/">Medico a domicilio, video consulto e salute a portata di click. Il 2° Edu-Talk ASSIDIM con le aziende</a> proviene da <a href="https://www.assidim.it">ASSIDIM</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Il 4 luglio si è svolto il nostro Edu-Talk pre-vacanze estive.</p>
<p>Ne condividiamo i contenuti.</p>
<p>Condotto e moderato da #<strong>AntonioCorrias</strong>, Sviluppo Associativo-Comunicazione-Marketing di ASSIDIM, ha visto la partecipazione di #<strong>EuropAssistance</strong>, rappresentata da <strong>#MartinaManca</strong>, Head of Medical Operations Network &amp; Process.</p>
<p>Durante l&#8217;incontro, abbiamo esplorato, con un player di grande esperienza internazionale, nostro partner, le sfide che oggi affronta la sanità, con particolare attenzione ai trend nazionali come l&#8217;invecchiamento della popolazione e la crescente importanza della sanità digitale e come questi trend influenzino le scelte di servizio.</p>
<p>Europ Assistance ha condiviso preziosi dati statistici sull&#8217;identikit del cliente/assistito tipo e sui servizi più richiesti, come l&#8217;assistenza domiciliare post-dimissioni e il tele/videoconsulto.</p>
<p>Abbiamo approfondito i nuovi bisogni emergenti di assistenza, evidenziando il valore aggiunto, che non è scontato, della Centrale Medica di Europ Assistance: una struttura certificata, con un vero Direttore Sanitario che 24 ore su 24, 7 giorni su 7, fornisce l&#8217;orientamento, il supporto continuo, il coordinamento, l&#8217;esperienza e competenza per trattare ogni caso in modo personalizzato.</p>
<p>È anche emersa l’importanza di fornire rassicurazione emotiva ai pazienti. Cresce la sensibilità sulla salute emotiva.</p>
<p>Martina ha raccontato casi reali che hanno illustrato l&#8217;efficacia dei servizi offerti, dimostrando come il welfare privato integrato da strutture del secondo pilastro, possano integrare efficacemente il sistema di welfare nazionale, a beneficio sia delle aziende che dei dipendenti.</p>
<p>ASSIDIM è costantemente impegnata nella ricerca di soluzioni innovative per arricchire l’offerta di assistenza sanitaria e welfare evoluto.</p>
<p>La nostra missione è anche fare educazione e divulgazione sul valore degli aspetti che sono alla base del benessere e quindi prima di tutto il valore della salute e della protezione.</p>
<p>Lo facciamo offrendo un servizio di valore ai nostri beneficiari in una logica di <strong>ASSIDIM</strong> come <strong>aggregatore</strong>: un&#8217;assistenza sanitaria 24/7 di una vera Struttura Sanitaria, altamente digitalizzata, che garantisce livelli di servizio eccellenti per tutte le associate, siano esse piccole PMI che grandi aziende, in un quadro di mutualità.</p>
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		<title>Universalismo è (se vi pare). Il futuro della sanità italiana tra cambiamento e sostenibilità.</title>
		<link>https://www.assidim.it/universalismo-e-se-vi-pare-il-futuro-della-sanita-italiana-tra-cambiamento-e-sostenibilita/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Francesco Capria]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 15 Dec 2023 08:30:32 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Sanità, welfare e terzo settore]]></category>
		<category><![CDATA[consumiprivati]]></category>
		<category><![CDATA[innovazione]]></category>
		<category><![CDATA[sanità]]></category>
		<category><![CDATA[sostenibilità]]></category>
		<category><![CDATA[spesapubblica]]></category>
		<category><![CDATA[ssn]]></category>
		<category><![CDATA[universalismo]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>In arrivo 3 miliardi con la Legge di Bilancio per la riduzione delle liste di attesa e il rinnovo dei contratti di medici e comparto.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>In arrivo 3 miliardi con la Legge di Bilancio per la riduzione delle liste di attesa e il rinnovo dei contratti di medici e comparto.</p>
<p>Nel 2024, la spesa pubblica per la sanità dovrebbe sfondare quota 136 miliardi di euro, una cifra mai raggiunta finora a cui però fa da contraltare il trend di diminuzione dell’incidenza della stessa rispetto al PIL che, dopo il 7,6% del 2020, perderà circa un punto percentuale nei prossimi anni, tornando ai livelli pre-pandemici e allontanandosi ulteriormente da paesi come Germania e Francia, che spendono oltre un decimo di PIL per la sanità.</p>
<p>Sono solo alcuni dei dati presentati lo scorso 28 novembre in Bocconi dai ricercatori del Cergas per la consueta radiografia del SSN.</p>
<p>Il Rapporto OASI è molto ricco e, anche quest’anno, disponibile in modalità open source: <a href="https://cergas.unibocconi.eu/oasi-2023" target="_blank" rel="noopener">https://cergas.unibocconi.eu/oasi-2023</a>.</p>
<p>Al di là delle consuete evidenze quantitative, che consentono di valutare la dimensione dei problemi e formulare proposte conseguenti, il convegno ha offerto diversi spunti di riflessione.</p>
<p><strong>Trend demografici e spesa pubblica</strong></p>
<p>I dati che si ottengono dall’ultimo Rapporto ISTAT fotografano l’ “inverno demografico” che non accenna a fermarsi e anzi avanza inesorabile.</p>
<p>Al calo delle nascite (1,2 figli per donna) corrisponde un progressivo invecchiamento della popolazione con l’aspettativa di vita che, dopo il leggero calo registrato durante il Covid, è stimata in 80,5 anni per gli uomini e 84,8 per le donne.</p>
<p>Per quanto concerne la spesa pubblica per il welfare, si stima invece che quella pensionistica sarà quattro volte più alta di quella per la sanità entro il 2040, con conseguenze che si faranno sentire anche su istruzione e politiche sociali.</p>
<p>Inoltre, benché la pensione pubblica assorba il grosso della spesa, questa potrebbe non bastare nei prossimi anni, con i giovani più orientati e convinti di costruirsene una “di scorta”, che permetterebbe loro di garantirsi un salvadanaio previdenziale adeguato ad affrontare serenamente la vecchiaia.</p>
<p><strong>Rebus sostenibilità: innovazione o razionamento?</strong></p>
<p>Tornando a parlare di sanità, uno dei nodi ancora irrisolti della stagione post pandemica è il recupero affannoso delle liste di attesa.</p>
<p>Secondo gli ultimi aggiornamenti, meno della metà delle stesse sono state smaltite a livello nazionale, con la media che “salva” le regioni del centro-sud dove non si arriva neanche a 1/3 dei ricoveri programmati recuperati. Lo stesso dicasi per le prestazioni territoriali che riflettono su per giù le stesse dinamiche di squilibrio regionale.</p>
<p>E qui i ricercatori del Cergas evidenziano un fenomeno alquanto anomalo e paradossale: le regioni storicamente più “performanti”, come Emilia-Romagna e Toscana, hanno prodotto maggiori disavanzi nonostante l’applicazione dei LEA, la riduzione delle liste di attesa e gli esiti di salute.</p>
<p>Un indicatore rappresentativo di questi ultimi è la speranza di vita in buona salute per il quale, ad esempio, si stimano 3,2 anni di differenza tra la provincia autonoma di Trento e la Campania.</p>
<p>Le regioni del sud, per contro, presentano indicatori di performance peggiori rispetto alle regioni del centro-nord ma hanno perseguito l’equilibrio economico-finanziario.</p>
<p>Il contenimento della spesa però non può essere la ricetta per affrontare le future sfide a cui è chiamata la sanità pubblica.</p>
<p>Nel Rapporto si legge che la soluzione dell’efficientamento dell’offerta è auspicabile per superare le crisi congiunturali ma che, in contesti dinamici, è indispensabile saper adattare il proprio posizionamento strategico.</p>
<p>Detto altrimenti, serve evolvere da una “logica prestazionale” a una logica di “governo della domanda” identificando i bisogni che, attraverso la prescrizione, diventano domanda e in linea con l’offerta in quel momento disponibile senza che si superi così la fisiologica soglia delle liste di attesa.</p>
<p>Secondo i ricercatori che hanno realizzato il Rapporto 2023, innovare significa accettare la sfida di cercare spazi strategici di innovazione, pur in un contesto di risorse sempre più scarse e fabbisogni crescenti.</p>
<p><strong>Andamento consumi privati in sanità</strong></p>
<p>Il terzo e ultimo tema è quello legato alla parte di spesa sanitaria totalmente a carico dei cittadini e quella intermediata dagli enti di sanità integrativa.</p>
<p>La prima, che definiamo anche spesa privata <em>out of pocket</em>, nel 2022 si attesta a 41,5 miliardi di euro, ben + 20% rispetto a un decennio fa; la seconda si ferma a 4,7 miliardi, ovvero poco più di 1/10 della composizione della spesa privata.</p>
<p>La spirale inflattiva ha fatto diminuire di mezzo punto i consumi sanitari che, nel paniere delle famiglie pesano per il 3,5%, dietro a tabacchi, alcolici e narcotici al 4%.</p>
<p>Occhio però che i volumi delle prestazioni a pagamento 2019-21 è in costante aumento, con il 50% delle visite specialistiche e il 33% degli esami diagnostici erogati in regime di solvenza piuttosto che in convenzione con i fondi sanitari integrativi.</p>
<p>In attesa delle evidenze 2022, non ci resta che verificare se questo trend si consolida e se ci si sposterà da forme contingenti a forme strutturali di consumi privati in sanità, in un contesto in cui l’universalismo è selettivo, anche se non dichiarato, e soprattutto mal governato.</p>
<p style="text-align: right;"><em>A cura di Francesco Capria<br />
</em><em>CENTRO STUDI ASSIDIM</em></p>
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		<title>Sanità in crisi? Non ci resta che non ammalarci</title>
		<link>https://www.assidim.it/sanita-in-crisi-non-ci-resta-che-non-ammalarci/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Marcello Marchese]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 20 Oct 2023 07:00:08 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Sanità, welfare e terzo settore]]></category>
		<category><![CDATA[ASSIDIM]]></category>
		<category><![CDATA[prevenzione]]></category>
		<category><![CDATA[sanità]]></category>
		<category><![CDATA[ssn]]></category>
		<category><![CDATA[stilidivita]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>In un periodo critico per il Servizio Sanitario Nazionale, emerge l'importanza di mantenere una salute sostenibile attraverso comportamenti virtuosi. L'articolo esplora le difficoltà attuali del SSN, evidenziando lunghi tempi di attesa e insufficienti risorse per la prevenzione. La ricerca indica che comportamenti non salutari possono portare a patologie gravi. L'adozione di buone abitudini in alimentazione, esercizio e gestione dello stress può ridurre i rischi. L'educazione a uno stile di vita sano dovrebbe iniziare a scuola e proseguire nel contesto lavorativo, con benefici tangibili per l'individuo e la collettività.</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Può sembrare un paradosso ma in questo momento storico, in cui il nostro <strong>Servizio Sanitario Nazionale</strong> (SSN) è in grande difficoltà, diventa ancora più importante che ciascun individuo metta in campo tutti gli sforzi possibili per garantirsi una <strong>salute sostenibile</strong>.</p>
<p>Per fare ciò, come più volte ribadito su questo blog, è necessario partire da <strong>stili di vita</strong> virtuosi basati sul cambiamento di eventuali comportamenti non adeguati.</p>
<p>Andiamo per ordine.</p>
<p>Conosciamo bene la situazione del SSN caratterizzata ormai da grandi criticità sia nella medicina territoriale che in quella ospedaliera. Anche quando abbiamo la fortuna di trovare un medico competente che decide di prendersi in carico il nostro problema di salute e vuole capirne le cause e come affrontarlo, ci scontriamo con liste d&#8217;attesa molto lunghe che possono essere però decisamente accorciate finanziando la prestazione di tasca nostra o grazie al nostro fondo di assistenza sanitaria integrativa.</p>
<p>Non parliamo poi dell&#8217;angoscia che viviamo nel momento in cui dobbiamo recarci ad un pronto soccorso, anche solo per accompagnare un familiare. Dopo le forche caudine del triage, dove per assurdo siamo portati a sperare che il colore estratto dall&#8217;infermiere di turno ci dia un pass per una pronta gestione del nostro problema, veniamo abbandonati in una sala d&#8217;attesa o barellati sperando di non finire nelle mani del “gettonista” di turno che magari si è sempre e solo occupato di trattamenti estetici senza aver mai maturato esperienza in una struttura sanitaria di un certo livello.</p>
<p>Si potrebbero fare altri esempi ma non si vuole infierire; basti guardare al costante definanziamento pubblico negli anni e l’incidenza decrescente della spesa sanitaria rispetto al PIL.</p>
<p>Facile pensare che una delle soluzioni per garantire un sistema più sostenibile possa essere la <strong>prevenzione</strong> ma, anche in questo caso, le risorse dedicate sono decisamente scarse nel confronto con quelle di altri paesi europei così come le campagne vaccinali, a parte quella Covid, stentano a decollare.</p>
<p>La ricerca scientifica ci conforta con migliaia di studi, uno condotto anche da <strong>ASSIDIM</strong> che sarà riproposto ad inizio 2024, dimostrando come comportamenti poco virtuosi siano correlati a patologie che possono anche portare alla cronicità o a malattie gravi.</p>
<p>Agire sulle nostre abitudini e comportamenti in materia di alimentazione, esercizio fisico, sonno, uso di sostanze alcoliche, fumo, gestione dello stress, può garantirci una <strong>salute sostenibile</strong> riducendo i rischi di malattia e di dover accedere a prestazioni sanitarie.</p>
<p>È un percorso che richiede sforzi e sacrifici la cui conoscenza deve cominciare fin dalla scuola per poi proseguire nell&#8217;ambiente di lavoro.</p>
<p>Può basarsi su campagne di comunicazione e di educazione ma soprattutto su percorsi personalizzati da monitorare costantemente.</p>
<p>Ma i benefici sono tanti e dimostrati per noi stessi, per le nostre famiglie, per la collettività richiamata dall&#8217;articolo 32 della Costituzione e per le stesse aziende in cui operiamo.</p>
<p style="text-align: right;"><em>A cura di Marcello Marchese<br />
</em><em>Presidente ASSIDIM</em></p>
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		<title>Il Servizio Sanitario nella percezione degli italiani</title>
		<link>https://www.assidim.it/il-servizio-sanitario-nella-percezione-degli-italiani/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Marcello Marchese]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 16 Jun 2023 07:00:46 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Sanità, welfare e terzo settore]]></category>
		<category><![CDATA[sanità]]></category>
		<category><![CDATA[sanità pubblica]]></category>
		<category><![CDATA[ssn]]></category>
		<category><![CDATA[welfare]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Sono stati recentemente pubblicati i risultati di un’indagine condotta da Laboratorio Futuro a cura di Massimo Bordignon e Gilberto Turati finalizzata a comprendere cosa pensano gli italiani del Servizio Sanitario Nazionale (SSN). Di quali riforme avrebbe davvero bisogno il SSN? Quali sono le percezioni degli italiani sul SSN? Sono percezioni corrette? Quale sanità vorrebbero per il futuro?</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Sono stati recentemente pubblicati i risultati di un’indagine condotta da <strong>Laboratorio Futuro a cura di Massimo Bordignon e Gilberto Turati </strong>(Fonte: <a href="https://www.laboratoriofuturo.it/ricerche/i-dilemmi-del-servizio-sanitario-nazionale-presente-e-futuro/">https://www.laboratoriofuturo.it/ricerche/i-dilemmi-del-servizio-sanitario-nazionale-presente-e-futuro/</a>) finalizzata a comprendere cosa pensano gli italiani del Servizio Sanitario Nazionale (SSN).</p>
<p>L’indagine è stata realizzata online tra il 31 marzo e il 7 aprile del 2022 su un campione rappresentativo di 3.000 cittadini italiani tra i 18 e i 64 anni, differenziato per genere, età, area geografica, titolo di studio e condizione occupazionale.</p>
<p>Di quali riforme avrebbe davvero bisogno il <strong>SSN</strong>? Quali sono le percezioni degli italiani sul SSN? Sono percezioni corrette? Quale sanità vorrebbero per il futuro?</p>
<p>Sono queste le domande a cui cerca di rispondere l’indagine al fine di costruire alcune ipotesi per una riforma ormai imprescindibile.</p>
<p>Il primo tema affrontato è quello del finanziamento del servizio sanitario nella percezione degli italiani, considerando che negli ultimi anni il dibattito si è focalizzato su un suo drastico definanziamento.</p>
<p>In realtà, negli ultimi vent’anni, dal 2000 al 2019 (ultimo dato non influenzato dall’emergenza pandemica), la spesa pubblica nominale è cresciuta da 1.179 € a 1.904 € pro capite (+61%), quella reale (avendo come base i prezzi del 2015) da 1.547 € a 1.856 € pro capite (+20%).</p>
<p>Dall’indagine emerge che un italiano su cinque pensa che si spenda molto di più, ma uno su tre pensa che si spenda “un po’” o “molto” di meno rispetto a vent’anni fa. Se a questi ultimi aggiungiamo quelli che ritengono che la spesa non sia cambiata ne risulta che un italiano su due ha una percezione errata.</p>
<p>La percezione della variazione della spesa potrebbe essere guidata dalla percezione delle modifiche nella qualità dei servizi offerti. È stato pertanto chiesto al campione “Cosa pensa della qualità dei servizi offerti dal <strong>Servizio Sanitario Nazionale</strong>?”. Se il 31% degli italiani pensa che la spesa si sia ridotta in vent’anni, è il 40% degli italiani a rispondere che la qualità è un po’ o molto peggiorata rispetto a vent’anni fa; solo il 7% pensa che la qualità sia molto migliorata.</p>
<p>Un altro aspetto interessante per contestualizzare le percezioni sulla spesa è ragionare sul finanziamento, che è preordinato alla spesa. Negli anni Ottanta e dalla metà degli anni Duemila, il SSN è stato caratterizzato da disavanzi ripetuti e importanti. Dal 2010, il finanziamento comincia a crescere di circa 1 miliardo di euro all’anno, con la sola eccezione del 2013, quando il finanziamento si riduce in termini nominali (ma viene stabilizzato in rapporto al Pil, anche a causa della recessione economica del 2012).</p>
<p>È solo alla fine del 2019, con la legge di Bilancio per il 2020, che il ministro della salute Roberto Speranza riesce a strappare un raddoppio dell’incremento del finanziamento al SSN per gli anni successivi, da 1 a 2 miliardi di euro. Come sappiamo, invece, le risorse impegnate nel SSN saranno molte di più a causa della pandemia; per il 2020 si arriva infatti ad un finanziamento complessivo di 120 miliardi di euro, invece degli attesi 116 miliardi negoziati dal ministro con la finanziaria.</p>
<p>Se questi sono i numeri del finanziamento del SSN, le percezioni sono molto diverse, anche a fronte di un sondaggio relativo all’affermazione “il finanziamento della sanità pubblica prima del Covid si è costantemente ridotto”. Il 49% degli italiani si dichiara abbastanza o molto d’accordo e un altro 32% non è né in accordo né in disaccordo; solo il 6% non è per niente d’accordo.</p>
<p>Analizzando le domande dell’indagine in merito al confronto europeo, risulta che un italiano su due pensa che il nostro paese spenda meno o addirittura molto meno della media europea, accumunando l’Italia alla Grecia paese nel quale la spesa pubblica pro-capite è la metà di quella italiana.</p>
<p>L’indagine ha poi affrontato il tema della de-ospedalizzazione, il tentativo di limitare le degenze negli ospedali e offrire i servizi che non richiedono ospedalizzazione tramite strutture territoriali.</p>
<p>Anche in questo caso le percezioni sono distorte, ma forse meno che non per la spesa e il finanziamento. Per esempio, alla domanda se solo il nostro paese (tra i principali paesi europei) avesse deciso di ridurre il numero di posti letto risponde di essere d’accordo o molto d’accordo il 36% degli intervistati.</p>
<p>È interessante anche esplorare cosa pensino gli italiani della motivazione sottostante alla scelta di de-ospedalizzare. I risultati dell’indagine ci dicono che:</p>
<ul>
<li>il 18% pensa che la scelta sia stata dettata dalla necessità di contenere la spesa per rispondere ai vincoli europei</li>
<li>un altro 37% pensa che la scelta sia stata dettata dalla necessità di contenere la spesa pubblica in generale;</li>
<li>il 27% degli intervistati pensa che la ragione sia quella di favorire l’ospedalità privata;</li>
<li>solo il 17% individua la ragione nella necessità di risparmiare risorse per investirle sulla sanità territoriale e la cura delle malattie croniche.</li>
</ul>
<p>Una possibile interpretazione di questi risultati è che persista una visione dell’ospedale come unico “luogo della cura”, una visione tradizionale che, per esempio, non tiene conto dei miglioramenti della tecnologia e delle possibilità introdotte dagli strumenti della sanità digitale.</p>
<p>Risultati simili si ottengono anche a proposito della chiusura dei piccoli presidi. Più di un italiano su due pensa che la chiusura dei piccoli ospedali sia dovuta al rispetto dei vincoli finanziari imposti dall’Europa o a generiche esigenze di controllo della spesa.</p>
<p>Ultimo stimolo per i rispondenti è stato quello di volgere lo sguardo al futuro.</p>
<p>Il primo tema di rilievo è quello della governance del SSN, di cui molto si è parlato durante il primo anno di Covid-19. Dall’indagine emerge che il 54% degli intervistati è a favore di una soluzione decentrata a livello regionale, con lo Stato nel ruolo di regista che fissa le regole del gioco per tutte le regioni. In sostanza, la maggioranza degli intervistati è a favore del sistema attuale, disegnato dalla riforma costituzionale del 2001. Si tratta quindi di farlo funzionare, magari con qualche accorgimento che ne possa migliorare la performance.</p>
<p>Una seconda questione rilevante per il futuro della sanità italiana è quella relativa al ruolo degli ospedali e delle cure territoriali. È stato chiesto agli italiani se la tutela della salute debba coinvolgere maggiormente l’ospedale oppure debba coinvolgere maggiormente i medici di medicina generale (che devono diventare dipendenti del SSN). Il 54% degli intervistati opta per la seconda opzione, riconoscendo la necessità di una riforma della medicina territoriale che punti a coinvolgere maggiormente nella cura dei pazienti una categoria che finora ha preferito difendere strenuamente lo status quo.</p>
<p style="text-align: right;"><em>A cura di Marcello Marchese<br />
Presidente ASSIDIM</em></p>
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