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	<title>ssn Archivi - ASSIDIM</title>
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	<description>Salute e Protezione dal 1981</description>
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	<title>ssn Archivi - ASSIDIM</title>
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	<item>
		<title>Sanità e welfare: il contributo delle imprese per ridurre il divario Nord-Sud</title>
		<link>https://www.assidim.it/sanita-e-welfare-il-contributo-delle-imprese-per-ridurre-il-divario-nord-sud/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Francesco Capria]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 04 Sep 2026 07:00:45 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Sanità, welfare e terzo settore]]></category>
		<category><![CDATA[ASSIDIM]]></category>
		<category><![CDATA[DeterminantiSocialiDellaSalute]]></category>
		<category><![CDATA[DivarioNordSud]]></category>
		<category><![CDATA[ResponsabilitàSocialeimpresa]]></category>
		<category><![CDATA[sanitàintegrativa]]></category>
		<category><![CDATA[ssn]]></category>
		<category><![CDATA[welfareaziendale]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Quando si parla delle differenze sanitarie tra Nord e Sud Italia, il dibattito si concentra spesso sugli ospedali, sulle liste d’attesa o sulla mobilità sanitaria.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.assidim.it/sanita-e-welfare-il-contributo-delle-imprese-per-ridurre-il-divario-nord-sud/">Sanità e welfare: il contributo delle imprese per ridurre il divario Nord-Sud</a> proviene da <a href="https://www.assidim.it">ASSIDIM</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Quando si parla delle differenze sanitarie tra Nord e Sud Italia, il dibattito si concentra spesso sugli ospedali, sulle liste d’attesa o sulla mobilità sanitaria.</p>
<p>Tuttavia, la salute dipende solo in parte dal sistema di cura. A incidere in modo significativo sono anche reddito, istruzione, occupazione, accesso ai servizi e opportunità di crescita: le cosiddette determinanti sociali della salute.</p>
<p>Come rivelato da un’indagine ISTAT (2025), il Sud Italia continua a presentare fragilità strutturali che si riflettono anche sugli indicatori sanitari. Minori livelli occupazionali, redditi medi più bassi e una meno diffusa cultura della prevenzione possono generare disuguaglianze nell’accesso alle cure e, più in generale, nelle condizioni di benessere delle persone.</p>
<p>Guardare al Sud soltanto come a un territorio in ritardo sarebbe però un errore. Gli investimenti del PNRR hanno dato impulso all’economia meridionale, mostrando la capacità del territorio di contribuire alla crescita nazionale (per un approfondimento, si rimanda al Rapporto SVIMEZ del 2024).</p>
<p>La sfida consiste nel trasformare questa spinta in sviluppo strutturale, rafforzando le opportunità d’impresa e investendo nel capitale umano e nella qualità della vita.</p>
<p>È qui che entra in gioco il ruolo del mondo produttivo. Per troppo tempo, il welfare aziendale è stato considerato soprattutto come un sistema di benefit e vantaggi legati al potere d’acquisto.</p>
<p>Buoni pasto o buoni acquisto sono strumenti evidentemente utili per sostenere il reddito delle persone, ma non sufficienti ad affrontare i cambiamenti demografici e sociali del Paese.</p>
<p>Il welfare più evoluto si misura nella capacità di offrire salute, protezione, prevenzione, supporto alla famiglia e assistenza nei momenti di maggiore vulnerabilità.</p>
<p>Nel Mezzogiorno, esiste ancora un ampio margine di crescita nella conoscenza e nell’utilizzo di questi strumenti, soprattutto tra le piccole e medie imprese. Proprio in questi territori, tuttavia, il welfare aziendale e la sanità integrativa potrebbero produrre un impatto importante, estendendo tutele concrete ai lavoratori e alle loro famiglie e contribuire, in questo modo, all’attrattività delle aziende e alla loro produttività.</p>
<p>La questione riguarda anche la sostenibilità futura del Servizio Sanitario Nazionale (SSN). L’invecchiamento della popolazione, l’aumento delle malattie croniche e una domanda di cure e assistenza sempre più elevata stanno mettendo sotto pressione il sistema pubblico. In questo contesto, diventa necessario sviluppare modelli di collaborazione più efficaci tra sanità pubblica e sanità integrativa, con l’obiettivo di garantire ai cittadini un accesso tempestivo alle prestazioni, alleggerire il carico sul SSN e preservarne l’universalità nel lungo periodo.</p>
<p>Ridurre il divario Nord-Sud significa quindi investire nelle infrastrutture sanitarie, nel personale medico e sanitario e in tecnologia; significa, altresì, creare occupazione di qualità, favorire l’istruzione, diffondere la cultura della prevenzione e accrescere la consapevolezza delle imprese rispetto alla propria responsabilità sociale.</p>
<p>In questo percorso, la sanità integrativa può rappresentare un alleato strategico del SSN, contribuendo non solo ad ampliare le risorse destinate alla tutela della salute, ma anche a rendere più appropriata ed efficiente l’offerta di prestazioni sanitarie e socio-sanitarie. Al tempo stesso, può affiancare istituzioni e aziende nella promozione di campagne informative sui corretti stili di vita e sulla prevenzione, portando la cultura della salute direttamente nei luoghi di lavoro.</p>
<p>La salute non nasce, infatti, soltanto negli ospedali. Si costruisce nei luoghi di lavoro, nelle scuole, nelle famiglie e nelle comunità. Per questo la crescita sostenibile del SNN e, più in generale, del Paese dipende anche dal contributo delle aziende e del mondo produttivo, nonché dalla capacità di sviluppare sinergie stabili con il territorio e le istituzioni. Solo attraverso questa alleanza sarà possibile trasformare il welfare da costo a investimento, migliorando insieme la competitività delle imprese, la coesione sociale e il benessere delle persone.</p>
<p style="text-align: right;"><em>A cura di Francesco Capria &#8211; Centro Studi ASSIDIM</em></p>
<h3>FONTI:</h3>
<ul>
<li>ISTAT (2025), <em>Rapporto BES 2024. Il benessere equo e sostenibile in Italia</em>, Roma, Istituto Nazionale di Statistica: <span><a href="https://www.istat.it/notizia/bes-dei-territori-edizione-2025/" target="_blank" rel="noopener">https://www.istat.it/notizia/bes-dei-territori-edizione-2025/</a></span></li>
<li>SVIMEZ (2024), Rapporto SVIMEZ 2024. L&#8217;economia e la società del Mezzogiorno: <span><a href="https://www.istat.it/notizia/bes-dei-territori-edizione-2025/" target="_blank" rel="noopener">https://www.istat.it/notizia/bes-dei-territori-edizione-2025/</a></span></li>
</ul>
<p>L'articolo <a href="https://www.assidim.it/sanita-e-welfare-il-contributo-delle-imprese-per-ridurre-il-divario-nord-sud/">Sanità e welfare: il contributo delle imprese per ridurre il divario Nord-Sud</a> proviene da <a href="https://www.assidim.it">ASSIDIM</a>.</p>
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		<item>
		<title>Dal welfare state al welfare mix: perché l&#8217;Italia non può più aspettare</title>
		<link>https://www.assidim.it/dal-welfare-state-al-welfare-mix-perche-litalia-non-puo-piu-aspettare/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[ASSIDIM]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 19 Jun 2026 06:14:07 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Sanità, welfare e terzo settore]]></category>
		<category><![CDATA[ssn]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>I dati di Itinerari Previdenziali e la proposta di Alberto Brambilla per un sistema sostenibile di protezione sociale. Nel 2024 ogni italiano ha speso in media quasi 1.500 euro di tasca propria per sanità, assistenza e protezione che il sistema pubblico non riesce più a garantire integralmente.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.assidim.it/dal-welfare-state-al-welfare-mix-perche-litalia-non-puo-piu-aspettare/">Dal welfare state al welfare mix: perché l&#8217;Italia non può più aspettare</a> proviene da <a href="https://www.assidim.it">ASSIDIM</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>I dati di Itinerari Previdenziali e la proposta di Alberto Brambilla per un sistema sostenibile di protezione sociale.</p>
<p>Nel 2024 ogni italiano ha speso in media quasi 1.500 euro di tasca propria per sanità, assistenza e protezione che il sistema pubblico non riesce più a garantire integralmente.</p>
<p>Secondo il Centro Studi e Ricerche Itinerari Previdenziali, la <strong>spesa privata per welfare complementare</strong> ha raggiunto i <strong>113,5 miliardi</strong> di euro, oltre 5 miliardi in più rispetto all&#8217;anno precedente. Di questi, oltre 45,5 miliardi riguardano la sola spesa sanitaria sostenuta direttamente dai cittadini.</p>
<p>Per Alberto Brambilla, Presidente di Itinerari Previdenziali, questa evoluzione rende necessario il passaggio da un modello di welfare state tradizionale a un welfare mix, fondato sulla collaborazione tra pubblico e strumenti complementari.</p>
<h3>Un sistema pubblico sempre più sotto pressione</h3>
<p>Nel 2024 la <strong>spesa pubblica per protezione sociale</strong> ha raggiunto <strong>627,9 miliardi di euro</strong>, pari a oltre il <strong>56%</strong> della spesa pubblica complessiva italiana. Rispetto al 2012 è cresciuta del 45%, con la componente assistenziale aumentata di oltre il 163%.</p>
<p>Eppure, mentre la spesa pubblica cresce, aumentano anche gli esborsi delle famiglie.</p>
<p>Come osserva Brambilla:</p>
<p><em>«Spendiamo molto, ma spendiamo male. La priorità dovrebbe essere una revisione seria dei modelli produttivi e del welfare, non nuovi sussidi.»</em></p>
<p>La ragione è strutturale: una quota crescente delle risorse viene assorbita dall&#8217;assistenza, mentre il Servizio Sanitario Nazionale fatica a garantire tempestività e continuità delle cure.</p>
<h3>I 113,5 miliardi del welfare privato</h3>
<p>La spesa privata si concentra principalmente in quattro aree:</p>
<ol>
<li>Sanità: oltre 51 miliardi, di cui 45,5 miliardi pagati direttamente dai cittadini.</li>
<li>Non autosufficienza e Long Term Care: circa 21 miliardi netti sostenuti dalle famiglie.</li>
<li>Previdenza complementare: 19,18 miliardi di contributi versati.</li>
<li>Protezioni assicurative individuali: circa 3,5 miliardi.</li>
</ol>
<p>Un dato colpisce particolarmente: in dieci anni la <strong>spesa sanitaria out of pocket</strong> è cresciuta del 49%, passando da circa 30 a 45,5 miliardi di euro.</p>
<h3>Le quattro spinte verso il welfare complementare</h3>
<p>Secondo Itinerari Previdenziali, sono quattro i fattori che rendono inevitabile una maggiore integrazione tra pubblico e privato:</p>
<ol>
<li>Invecchiamento della popolazione: gli anziani non autosufficienti sono già 3,86 milioni e potrebbero superare i 5,4 milioni entro il 2050.</li>
<li>Crescita dei bisogni di Long Term Care, oggi sostenuti soprattutto dalle famiglie.</li>
<li>Liste d&#8217;attesa e limiti del SSN: l&#8217;80% degli italiani dichiara di aver rinunciato almeno una volta a una prestazione pubblica per i tempi di attesa.</li>
<li>Vincoli di finanza pubblica: con un debito vicino ai 3.000 miliardi di euro, aumentare ulteriormente la spesa pubblica diventa sempre più difficile.</li>
</ol>
<h3>Cos&#8217;è il welfare mix</h3>
<p>Il welfare mix è un sistema in cui la protezione sociale viene garantita dall&#8217;integrazione tra Stato e strumenti complementari: fondi pensione, fondi sanitari, casse mutualistiche, welfare aziendale e coperture Long Term Care.</p>
<p>È già il modello prevalente in gran parte dei Paesi europei.</p>
<p>L&#8217;Italia dispone di basi importanti: oltre 16,5 milioni di iscritti ai fondi sanitari integrativi, 33 fondi pensione negoziali e patrimoni istituzionali più che raddoppiati dal 2007.</p>
<p>Secondo Brambilla servono però una legge quadro per la sanità integrativa, maggiore integrazione della LTC e incentivi fiscali capaci di favorire investimenti in protezione sociale.</p>
<h3>Il welfare aziendale come infrastruttura sociale</h3>
<p>Il welfare aziendale non rappresenta più soltanto un benefit, ma una componente essenziale della protezione sociale.</p>
<p>Nel 2024 oltre 6.300 contratti collettivi prevedevano misure di welfare, coinvolgendo circa 1,58 milioni di lavoratori.</p>
<p>Tuttavia, il potenziale resta ampiamente inespresso:</p>
<p>solo il 2,1% delle PMI aderisce a fondi o casse sanitarie aperte;</p>
<p>le coperture sanitarie aziendali interessano circa il 10% delle imprese;</p>
<p>dei 15 milioni di lavoratori che avrebbero diritto alla sanità integrativa tramite il proprio CCNL, soltanto 8 milioni risultano effettivamente iscritti.</p>
<h3>Il contributo di ASSIDIM</h3>
<p>Dal 1981 ASSIDIM supporta imprese e lavoratori con soluzioni di sanità integrativa, assistenza e protezione, con particolare attenzione alle PMI.</p>
<p>Con oltre 2.400 aziende associate e circa 400.000 posizioni gestite, ASSIDIM contribuisce concretamente allo sviluppo del welfare mix attraverso soluzioni di sanità integrativa, protezione, prevenzione e assistenza rivolte a imprese e lavoratori. La Cassa affianca il sistema pubblico e integra i fondi di categoria, ampliando l&#8217;accesso alle tutele sanitarie e di protezione a una platea più ampia di beneficiari, con particolare attenzione alle esigenze delle piccole e medie imprese.</p>
<h3>Il tempo delle scelte</h3>
<p>L&#8217;analisi di Itinerari Previdenziali evidenzia una realtà difficilmente contestabile: il welfare state tradizionale è sottoposto a pressioni sempre maggiori dovute all&#8217;invecchiamento della popolazione, alla crescita dei bisogni assistenziali e ai limiti della finanza pubblica.</p>
<p>La sfida non è sostituire il pubblico, ma rafforzarlo attraverso un welfare mix più maturo ed equilibrato: più sanità integrativa, più previdenza complementare, più welfare aziendale e maggior attenzione alla non autosufficienza.</p>
<h3>Scopri come costruire un welfare più sostenibile per la tua impresa</h3>
<p>Le PMI rappresentano il cuore del sistema produttivo italiano, ma spesso sono anche quelle più esposte ai limiti del welfare tradizionale. Per questo ASSIDIM ha sviluppato soluzioni di sanità integrativa, protezione e assistenza pensate per affiancare il sistema pubblico e rispondere concretamente ai bisogni di imprese, lavoratori e famiglie.</p>
<p>Per conoscere le soluzioni dedicate alle piccole e medie imprese e approfondire i vantaggi del welfare complementare, visita la sezione PMI del sito ASSIDIM:</p>
<p><a href="http://www.assidim.it/assidim-per-le-aziende/sei-una-pmi/"><strong>www.assidim.it/assidim-per-le-aziende/sei-una-pmi/</strong></a></p>
<p>Scopri come trasformare il welfare da costo accessorio a leva strategica per attrarre talenti, migliorare il benessere delle persone e rafforzare la competitività della tua azienda.</p>
<p>Perché il vero risparmio di domani si costruisce con le scelte di oggi.</p>
<p style="text-align: right;"><em>Antonio Corrias</em><br />
<em>ASSIDIM</em><br />
<em>Sviluppo Associativo Marketing Comunicazione </em></p>
<h3>Fonti citate</h3>
<ul>
<li>Centro Studi e Ricerche Itinerari Previdenziali, Dodicesimo Rapporto sul Bilancio del Sistema Previdenziale italiano (dati 2023, proiezioni 2024) — itinerariprevidenziali.it</li>
<li>Itinerari Previdenziali, “Oltre 100 miliardi destinati dagli italiani al welfare privato”, febbraio 2025 — itinerariprevidenziali.it</li>
<li>Itinerari Previdenziali, “Previdenza e assistenza: i disequilibri del welfare italiano” (dati 2024), gennaio 2026 — itinerariprevidenziali.it</li>
<li>Itinerari Previdenziali, “Perché serve più welfare mix”, novembre 2025 — itinerariprevidenziali.it</li>
<li>Alberto Brambilla, presentazione alla Camera dei Deputati del Rapporto sul Bilancio Previdenziale, gennaio 2025 (via FeBAF.it)</li>
<li>Fondo Telemaco, “Da welfare state a welfare mix”, marzo 2025 — fondotelemaco.it (elaborazione dati Itinerari Previdenziali)</li>
<li>Ufficio Parlamentare di Bilancio (UPB), Focus n. 3/2026 “Pubblico e privato nella sanità in Italia”, maggio 2026 — upbilancio.it</li>
<li>Corte dei Conti, Relazione annuale sulla spesa sanitaria 2024 (via salutissima.it, gennaio 2026)</li>
<li>Istat-SHA 2024 / Sole 24 Ore, spesa sanitaria privata intermediata 2024</li>
<li>IPSOS per FIMMG, sondaggio sulle liste d’attesa SSN, maggio 2025 — tg24.sky.it</li>
<li>ASSIDIM.it, “Come sta la sanità integrativa?” (elaborazione dati Istat-INPS e Welfare Index PMI 2024), marzo 2025</li>
<li>Ministero del Lavoro, dati sui contratti collettivi con welfare aziendale 2024</li>
<li>ISTAT, Rapporto sulla popolazione anziana non autosufficiente 2021 (elaborazione Itinerari Previdenziali / Fondo Telemaco)</li>
</ul>
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			</item>
		<item>
		<title>Congelamento degli ovuli: tra tutela medica e libertà di scelta</title>
		<link>https://www.assidim.it/congelamento-degli-ovuli-tra-tutela-medica-e-liberta-di-scelta/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[ASSIDIM]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 22 May 2026 15:10:03 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Sanità, welfare e terzo settore]]></category>
		<category><![CDATA[Crioconservazione]]></category>
		<category><![CDATA[DiversityInclusion]]></category>
		<category><![CDATA[Fertilità]]></category>
		<category><![CDATA[FutureOfWork]]></category>
		<category><![CDATA[HR]]></category>
		<category><![CDATA[sanitàintegrativa]]></category>
		<category><![CDATA[ssn]]></category>
		<category><![CDATA[welfareaziendale]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Negli ultimi anni l’Italia sta affrontando una situazione demografica delicata. Il numero delle nascite è in costante diminuzione e l’età media di una donna al concepimento del primo figlio è arrivata a toccare i 31,9 anni.</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Negli ultimi anni l’Italia sta affrontando una situazione demografica delicata. Il numero delle nascite è in costante diminuzione e l’età media di una donna al concepimento del primo figlio è arrivata a toccare i 31,9 anni.</p>
<p>Secondo gli ultimi dati ISTAT, l’Italia si trova tra gli stati di Europa con il tasso di fecondità più basso. Appena 1,18 figli per donna, un numero molto al di sotto della soglia di sostituzione generazionale.</p>
<p>Questa situazione, che prende il nome di inverno demografico, nasce dalla combinazione di un insieme di fattori culturali, sociali ed economici. Le donne decidono di posticipare la maternità per molteplici ragioni: la precarietà lavorativa, l’assenza di un legame affettivo stabile, le difficoltà di accesso al mercato immobiliare.</p>
<p>Un altro fattore determinante è la volontà di realizzarsi sul piano lavorativo e personale.  In molti casi, ancora oggi, la maternità per una donna può comportare la riduzione delle opportunità lavorative e del reddito nel medio-lungo periodo. Inoltre, la carenza di servizi di assistenza per l’infanzia porta molte donne a dover compiere una scelta tra carriera e famiglia.</p>
<p>Tutti questi fattori inducono la popolazione femminile a ritardare la decisione di intraprendere una gravidanza, molto spesso anche in età successiva ai 35 anni. Ed è proprio quando una donna raggiunge piena stabilità lavorativa, economica e familiare che la fertilità biologica inizia a diminuire. In questo scenario la crioconservazione degli ovociti rappresenta un’opportunità.</p>
<h3>Crioconservazione a scopo oncologico/ medico</h3>
<p>È possibile effettuare la crioconservazione degli ovociti a seguito di diagnosi di alcune patologie cliniche. Questa prestazione prende il nome di medical freezing, una tecnica avanzata studiata dai medici al fine di garantire la tutela della salute riproduttiva.</p>
<p>Attualmente però, questa procedura è riservata a donne che si trovano ad affrontare terapie oncologiche che possono drasticamente ridurre i livelli di fertilità, a chi soffre di malattie ginecologiche severe come l’endometriosi e nei casi di malattie genetiche, endocrine o autoimmuni.</p>
<h3>Come funziona?</h3>
<p>Il percorso di crioconservazione si articola in tre fasi:</p>
<ol>
<li>la stimolazione ovarica mediante terapia ormonale;</li>
<li>il prelievo degli ovociti in regime ambulatoriale;</li>
<li>il congelamento degli ovuli prelevati tramite tecniche avanzate di vetrificazione che garantiscono elevati tassi di sopravvivenza cellulare.</li>
</ol>
<p>Gli ovociti conservati potranno essere utilizzati in futuro per intraprendere un percorso di procreazione medicalmente assistita (PMA).</p>
<h3>Il quadro normativo italiano</h3>
<p>In Italia il medical freezing è coperto dal Servizio Sanitario Nazionale (SSN) principalmente nei casi di pazienti che hanno subito terapie oncologiche.  Tuttavia, l’accesso alla procedura non è garantito in modo equo in tutte le regioni italiane. Infatti, in alcune zone di Italia non tutte le patologie che incidono sulla fertilità, come ad esempio l’endometriosi, risultano essere incluse nelle prestazioni garantite dal SSN.</p>
<h3>Crioconservazione degli ovuli a scopo precauzionale</h3>
<p>Come accennato in precedenza non sono solo le situazioni cliniche a non permettere alle donne di poter diventare madri, ma anche motivazioni sociali ed economiche che hanno portato allo sviluppo di un secondo fenomeno chiamato Social freezing, ovvero la scelta di congelare i propri ovuli per motivazioni non mediche.</p>
<p>Sempre più donne decidono di voler preservare i propri ovociti anche in assenza di problemi clinici.</p>
<p>Secondo i dati del gruppo Genera, il più grande centro specializzato in medicina della riproduzione in Italia, c’è stato un aumento del 50% del numero di donne che tra il 2023 e il 2024 hanno deciso di intraprendere un percorso di preservazione della fertilità.</p>
<p>Nonostante questo aumento, i numeri in Italia sono ancora molto bassi. Si parla di poche centinaia di casi l’anno e di una quota marginale rispetto alle tecniche di fecondazione assistita.</p>
<h3>Costi e accessibilità</h3>
<p>Una delle criticità che non consente la democratizzazione del social freezing risiede proprio nel suo costo che si aggira tra i 4.000 e i 7.000 euro per ciclo di prelevazione a cui si aggiungono poi ulteriori costi di conservazione.</p>
<p>Non essendo una prestazione coperta dal SSN, il social freezing rimane una pratica riservata a una cerchia ristretta di persone generando disuguaglianza e disparità.</p>
<h3>La situazione a livello internazionale</h3>
<p>A partire dal 2021 in Francia è possibile effettuare la crioconservazione per motivi non medici gratuitamente. La prestazione è totalmente a carico del SSN per tutte le donne tra i 29 e 37 anni che decidono di intraprendere il percorso.</p>
<p>In Spagna, invece, sono presenti molte cliniche private che, a causa dell’elevata concorrenza, aprono la possibilità effettuare la procedura anche alle donne single a prezzi generalmente più accessibili.</p>
<p>A Hong Kong e Singapore è possibile intraprendere il percorso di<em> </em>social freezing, ma l’utilizzo degli ovuli è subordinato alla presenza di specifici requisiti, tra cui il matrimonio.</p>
<p>Negli Stati Uniti invece, il fenomeno è talmente diffuso da venire spesso incluso all’interno del pacchetto di benefit aziendali.</p>
<p>Questi esempi dimostrano come la gravidanza può essere un’esperienza molto diversa a seconda del contesto normativo e delle politiche di welfare presenti nello stato di appartenenza.</p>
<h3>La scarsità di informazione come barriera all’ingresso</h3>
<p>Al di là degli aspetti tecnici ed economici, un fattore determinante nel limitare l’accesso al social freezing è proprio la mancanza di informazione.</p>
<p>Il tempismo è un fattore fondamentale nella preservazione della fertilità: per questo è importante che le pazienti vengano informate per tempo circa la possibilità di congelare i propri ovuli. Molto diffusa è la tendenza a richiedere l’avvio del percorso in età troppo avanzata. Gli esperti indicano generalmente la fascia tra i 25 e i 35 anni come la più adeguata per valutare un eventuale percorso di crioconservazione.</p>
<p>Una quota significativa della popolazione femminile prende in considerazione questa possibilità, ma solo una piccola parte arriva a intraprendere concretamente il percorso a causa di una scarsa informazione sul tema e dei costi troppo elevati.</p>
<p>È quindi fondamentale promuovere una diffusione più capillare di informazioni chiare e corrette, coinvolgendo operatori sanitari, istituzioni e sistemi di welfare.</p>
<p>I temi da affrontare riguardano principalmente:</p>
<ul>
<li>I limiti biologici della fertilità;</li>
<li>I benefici, i rischi e le probabilità di successo delle tecniche di PMA;</li>
<li>rendere più trasparenti percorsi e costi.</li>
</ul>
<h3>Conclusione</h3>
<p>La crioconservazione è una scoperta medica importante che ha generato innovazione nel campo della medicina riproduttiva e della preservazione della fertilità.</p>
<p>Da una parte troviamo il medical freezing che risponde a necessità mediche e consente a pazienti con gravi patologie di intraprendere una gravidanza. Dall’altra il social freezing che apre le porte al tema sociale della libertà di scelta e della necessità delle nuove generazioni di conciliare tempi biologici e percorsi di vita.</p>
<p>Nonostante le sue potenzialità, la diffusione di questa pratica è ancora limitata da fattori economici, normativi e culturali. In questo contesto, il contributo del welfare aziendale e della sanità integrativa può rivelarsi determinante nel favorire una maggiore accessibilità.</p>
<p>In un Paese caratterizzato da un progressivo invecchiamento della popolazione e da un calo delle nascite, investire in informazione, prevenzione e strumenti di supporto alla salute riproduttiva diventa fondamentale, non solo dal punto di vista sanitario, ma anche sociale ed economico.</p>
<h3>Il ruolo del welfare aziendale e della sanità integrativa</h3>
<p>Nello scenario attuale, in un’ottica di complementarità, la sanità integrativa può affiancare il SSN nei percorsi di crioconservazione, contribuendo a migliorarne l’accessibilità, la sostenibilità economica e la tempestività. In particolare, può intervenire su due direttrici: da un lato, attraverso l’offerta di prestazioni di medicina preventiva, favorendo controlli regolari per l’individuazione precoce di condizioni che possono incidere sulla fertilità; dall’altro, supportando direttamente i percorsi di preservazione della fertilità</p>
<p>Alcune realtà aziendali hanno dimostrato sensibilità verso il tema includendo all’interno dei propri piani sanitari iniziative dedicate alle fertilità, tra cui:</p>
<ul>
<li>Test per la valutazione della riserva ovarica (AMH);</li>
<li>Consulenze specialistiche;</li>
<li>Accesso agevolato a percorsi di crioconservazione.</li>
</ul>
<p>In Italia al momento il fenomeno è ancora in via di sviluppo. Queste scelte, seppure ancora sporadiche, dimostrano una maggiore attenzione e interesse al tema del benessere e della qualità di vita dei propri dipendenti.</p>
<p style="text-align: right;"><em>A cura di Alessia Morano</em></p>
<h3>Per approfondimenti:</h3>
<ol>
<li>Report Istat: <a href="https://www.istat.it/wp-content/uploads/2025/10/Natalita-e-fecondita-della-popolazione-residente_Anno-2024.pdf" target="_blank" rel="noopener">https://www.istat.it/wp-content/uploads/2025/10/Natalita-e-fecondita-della-popolazione-residente_Anno-2024.pdf</a></li>
<li>Internazionale: <a href="https://www.internazionale.it/notizie/claudia-torrisi/2025/11/04/conservare-ovuli-crioconservazione" target="_blank" rel="noopener">https://www.internazionale.it/notizie/claudia-torrisi/2025/11/04/conservare-ovuli-crioconservazione</a></li>
<li>Fondazione Veronesi: <a href="https://www.fondazioneveronesi.it/magazine/ginecologia/crioconservazione-degli-ovociti-cosa-sappiamo-finora" target="_blank" rel="noopener">https://www.fondazioneveronesi.it/magazine/ginecologia/crioconservazione-degli-ovociti-cosa-sappiamo-finora</a></li>
<li>Quotidiano Sanità: <a href="https://www.quotidianosanita.it/governo-e-parlamento/crioconservazione-ovociti-raddoppiata-in-10-anni-la-domanda-ministero-della-salute-fenomeno-da-disciplinare/" target="_blank" rel="noopener">https://www.quotidianosanita.it/governo-e-parlamento/crioconservazione-ovociti-raddoppiata-in-10-anni-la-domanda-ministero-della-salute-fenomeno-da-disciplinare/</a></li>
</ol>
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		<item>
		<title>Ripensare la sanità italiana</title>
		<link>https://www.assidim.it/ripensare-la-sanita-italiana/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Antonio Corrias]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 14 Nov 2025 06:37:34 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Sanità, welfare e terzo settore]]></category>
		<category><![CDATA[assistenza sanitaria]]></category>
		<category><![CDATA[sanità italiana]]></category>
		<category><![CDATA[ssn]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Per riportare il Servizio Sanitario Nazionale (SSN) ai livelli di servizio a cui eravamo abituati servirebbero tra 20 e 30 miliardi di euro l’anno. È quanto emerge dal 🔺Rapporto CREA Sanità 2024/2025.</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h3>PIÙ STANZIAMENTI NON BASTANO OCCORRE EVOLVERE VERSO UN MODELLO IBRIDO</h3>
<p>Per riportare il Servizio Sanitario Nazionale (SSN) ai livelli di servizio a cui eravamo abituati servirebbero tra 20 e 30 miliardi di euro l’anno. È quanto emerge dal <strong>🔺Rapporto CREA Sanità</strong> <strong>2024/2025.</strong></p>
<p>La cifra salirebbe a oltre 40 miliardi se si volesse riallineare l’Italia agli standard di spesa dei principali Paesi europei, come indica il <strong>🔺Rapporto OASI/CERGAS Bocconi 2024.</strong></p>
<h3>Ma dove “trovare” una cifra simile? E soprattutto, basterebbe davvero?</h3>
<p>Pensare che la crisi del SSN sia solo una questione di fondi è una scorciatoia pericolosa, che alimenta una narrazione rassegnata e impotente.</p>
<p>Dietro le liste d’attesa infinite e la rinuncia alle cure c’è un sistema sotto pressione demografica, organizzativa e culturale, che chiede di essere ripensato con lucidità.</p>
<h3>Il secondo pilastro: una leva da valorizzare</h3>
<p>È qui che entra in gioco il secondo pilastro del welfare — costituito da casse, fondi e mutue sanitarie.</p>
<p>Se opportunamente regolati e sostenuti, questi strumenti possono avere un impatto concreto e misurabile nel:</p>
<ul>
<li>ridurre le disuguaglianze di accesso,</li>
<li>favorire la prevenzione,</li>
<li>sostenere la sostenibilità del sistema pubblico.</li>
</ul>
<p>Non si tratta di sostituire il pubblico, ma di completarlo: creare un modello complementare, sussidiario e inclusivo, capace di restituire ai cittadini e alle imprese un ecosistema di protezione e salute più vicino, accessibile e sostenibile.</p>
<h3>1️⃣ Il “Modello Beveridge” sotto pressione</h3>
<p>Il SSN italiano, nato nel 1978, si ispira al Modello Beveridge britannico, fondato su tre principi:</p>
<ol>
<li><strong>finanziamento tramite fiscalità generale;</strong></li>
<li><strong>universalità dell’assistenza;</strong></li>
<li><strong>gestione pubblica dei servizi.</strong></li>
</ol>
<p>Negli anni ’90 la regionalizzazione ha introdotto maggiore autonomia, ma anche disomogeneità territoriali sempre più marcate tra Nord e Sud.</p>
<h3>2️⃣ Demografia e sostenibilità: un equilibrio che cambia</h3>
<p>🔺Secondo <strong>ISTAT e MEF</strong>, tra il 2010 e il 2045 l’Italia perderà 9 milioni di persone in età lavorativa e “guadagnerà” 7 milioni di over 65.</p>
<p><strong>Meno contribuenti, più assistiti</strong>: <strong>un ribaltamento storico</strong>.</p>
<p><strong>Il costo sanitario medio di un over 65</strong> <strong>è 2,5 volte superiore a quello di un adulto, fino a 5-6 volte rispetto a un giovane.</strong></p>
<p>Anche senza tagli diretti alla spesa, i bisogni crescono più delle risorse disponibili.</p>
<h3>3️⃣ Spesa pubblica ferma, spesa privata in evoluzione</h3>
<p>Secondo il <strong>🔺Rapporto OASI Bocconi 2024</strong>, la <strong>spesa sanitaria pubblica</strong> in Italia è di circa <strong>145 miliardi</strong> di euro (6,3% del PIL), mentre la <strong>spesa privata</strong> ammonta a <strong>45 miliardi</strong>, portando il totale al 9% del PIL.</p>
<p>La <strong>quota intermediata</strong> da fondi, casse e assicurazioni è cresciuta dall’8% del 2006 al 13,5% del 2024.</p>
<p>Come sottolinea <strong>🔺Luca Foresti, </strong>fondatore di “<strong>First Principles”</strong> ed <strong>ex CEO del Centro Medico Sant’Agostino</strong>:</p>
<p><strong><em>“Non è vero che il privato si sta mangiando la sanità pubblica. Cresce la quota intermediata perché i cittadini si organizzano meglio. Il problema è che la spesa pubblica è ferma da oltre dieci anni, mentre i bisogni aumentano. Non è quindi una “privatizzazione”, ma un’evoluzione verso forme collettive e integrative di protezione.”</em></strong></p>
<h3>4️⃣ Personale sanitario: il capitale umano in affanno</h3>
<p>Secondo il <strong>🔺Rapporto GIMBE 2024</strong>, mancano in Italia circa 100.000 infermieri e migliaia di medici in specialità chiave. <strong>(*) </strong></p>
<p>Le retribuzioni sono inferiori del 40% rispetto a Francia o Germania, e solo lo 0,8% dei professionisti è straniero (contro il 15-20% nel Regno Unito).</p>
<p>Età media elevata, burocrazia e percorsi formativi complessi aggravano il quadro.</p>
<p>(*) 7° Rapporto sul Servizio Sanitario Nazionale (2024) viene segnalata una fortissima difficoltà di assegnazione dei contratti nelle scuole di specializzazione medica (bando 2024).</p>
<p>Ecco le principali specialità che mostrano tassi di assegnazione particolarmente bassi (cioè molti posti “mancanti”) al 26 settembre 2024:</p>
<ul>
<li>Medicina d’emergenza‑urgenza: su 999 contratti banditi ne sono stati assegnati solo 304 (~30 %)</li>
<li>Medicina nucleare: 88 banditi, 25 assegnati (~28 %)</li>
<li>Statistica sanitaria e biometria: 48 banditi, 13 assegnati (~27 %)</li>
<li>Medicina e cure palliative: 161 banditi, 37 assegnati (~23 %)</li>
<li>Medicina di comunità e delle cure primarie: 119 banditi, 25 assegnati (~21 %)</li>
<li>Radioterapia: 166 banditi, 31 assegnati (~19 %)</li>
<li>Patologia clinica e biochimica clinica: 297 banditi, 46 assegnati (~15 %)</li>
<li>Microbiologia e virologia: 112 banditi, 13 assegnati (~12 %)</li>
<li>Quelle sopra sono le specialità più critiche, cioè con la percentuale di assegnazione più bassa (di conseguenza, con molti posti “vacanti”).</li>
</ul>
<h3>5️⃣ Disuguaglianze territoriali e organizzative</h3>
<p>La regionalizzazione ha accentuato i divari.</p>
<p>Le Regioni del Nord garantiscono tempi e qualità migliori, grazie a una rete più solida di strutture accreditate.</p>
<p>Al Sud, invece, la carenza di personale e risorse e la frammentazione gestionale hanno prodotto disuguaglianze crescenti.</p>
<h3>6️⃣ Uno sguardo internazionale: il modello Beveridge va aggiornato</h3>
<p>Secondo 🔺<strong>OMS</strong> e <strong>🔺</strong><strong>OECD “<em>Health at a Glance 2024</em>”</strong></p>
<ul>
<li>I sistemi Beveridge garantiscono equità, ma faticano a sostenersi se non adeguatamente rifinanziati.</li>
<li>I modelli Bismarck, invece, mobilitano più risorse (fino al 12% del PIL), ma con costi più elevati per imprese e lavoratori.</li>
</ul>
<p>Sempre più esperti suggeriscono di <strong>EVOLVERE VERSO UN MODELLO IBRIDO</strong>: <strong>un SSN universale, affiancato da una copertura integrativa più ampia e strutturata.</strong><strong> </strong></p>
<h3>7️⃣ Prevenzione e stili di vita: la variabile dimenticata</h3>
<p><strong>Il</strong> <strong>70%</strong> <strong>della spesa sanitaria italiana è assorbita da malattie croniche non trasmissibili</strong>, <strong>spesso legate a stili di vita scorretti.</strong></p>
<p>Secondo 🔺l’<strong>OMS</strong>, il 40% di queste patologie potrebbe essere evitato con una prevenzione efficace.</p>
<p>Promuovere la salute — non solo curare la malattia — è la chiave per garantire sostenibilità nel lungo periodo.<strong> </strong></p>
<h3>8️⃣ Verso una responsabilità condivisa</h3>
<p>La crisi del SSN non è solo economica, ma strutturale e culturale.</p>
<p>Servono nuovi equilibri tra pubblico e privato, tra Stato, imprese e cittadini.</p>
<h3>🟥 ASSIDIM promuove una visione di benessere attivo, che integra:</h3>
<ul>
<li><strong>welfare sanitario,</strong></li>
<li><strong>prevenzione,</strong></li>
<li><strong>promozione di stili di vita sostenibili.</strong></li>
</ul>
<p>Per le <strong>PMI</strong>, attivare piani di sanità integrativa significa non solo offrire un benefit, ma esercitare una responsabilità sociale concreta (CSR):</p>
<ul>
<li>liberare risorse pubbliche, tutelare i dipendenti e rafforzare la motivazione e la continuità aziendale.</li>
<li>Investire oggi in salute, benessere e prevenzione è la via più solida per assicurare un futuro sostenibile alla sanità italiana e più qualità alla vita di tutti.</li>
</ul>
<p style="text-align: right;"><em>Antonio Corrias – ASSIDIM, Sviluppo Associativo Marketing Comunicazione</em></p>
<h3>🔺Note e fonti</h3>
<p><strong>CREA Sanità (2024/2025) – Rapporto annuale sulla sostenibilità del SSN &#8211; </strong><a href="https://www.creasanita.it/"><strong>https://www.creasanita.it/</strong></a></p>
<p><strong>CERGAS – Università Bocconi (Rapporto OASI 2024) – Osservatorio sulle Aziende e sul Sistema Sanitario Italiano &#8211; </strong><a href="https://www.cergas.unibocconi.eu/"><strong>https://www.cergas.unibocconi.eu/</strong></a></p>
<p><strong>ISTAT – Proiezioni demografiche e struttura della popolazione 2010–2045 &#8211; </strong><a href="https://www.istat.it/"><strong>https://www.istat.it/</strong></a></p>
<p><strong>Ministero dell’Economia e delle Finanze (MEF) – Documenti di finanza pubblica e analisi di sostenibilità &#8211; </strong><a href="https://www.mef.gov.it/"><strong>https://www.mef.gov.it/</strong></a></p>
<p><strong>Ministero della Salute – Annuario statistico del SSN e programmazione sanitaria &#8211; </strong><a href="https://www.salute.gov.it/"><strong>https://www.salute.gov.it/</strong></a></p>
<p><strong>GIMBE (2024) – Rapporto sulla sostenibilità del Servizio Sanitario Nazionale &#8211; </strong><a href="https://www.gimbe.org/"><strong>https://www.gimbe.org/</strong></a></p>
<p><strong>OMS – Organizzazione Mondiale della Sanità (WHO) – Dati e analisi globali sulla prevenzione delle malattie croniche &#8211; </strong><a href="https://www.who.int/"><strong>https://www.who.int/</strong></a></p>
<p><strong>OECD (2024) – Health at a Glance 2024: OECD Indicators</strong></p>
<p><strong>OECD Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo Economico –Organisation for Economic Co-operation and Development<br />
</strong>È un forum e un centro di conoscenza dedicato ai dati, alle analisi e alle migliori pratiche nel campo delle politiche pubbliche. Collabora con oltre 100 Paesi in tutto il mondo per costruire società più solide, eque e sostenibili, contribuendo a sviluppare politiche migliori per una vita migliore. &#8211; <a href="https://www.oecd.org/health/health-at-a-glance.htm"><strong>https://www.oecd.org/health/health-at-a-glance.htm</strong></a></p>
<p><strong>Luca Foresti, fondatore di First Principles ed ex CEO del Centro Medico Sant’Agostino &#8211; </strong><a href="https://www.firstprinciples.it/"><strong>https://www.firstprinciples.it/</strong></a> &#8211; <a href="https://www.cmsantagostino.it/"><strong>https://www.cmsantagostino.it/</strong></a></p>
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		<title>L’accesso alle cure: un diritto per tutti</title>
		<link>https://www.assidim.it/laccesso-alle-cure-un-diritto-per-tutti/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[ASSIDIM]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 03 Apr 2025 08:27:46 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Iniziative]]></category>
		<category><![CDATA[accessoallecure]]></category>
		<category><![CDATA[mmg]]></category>
		<category><![CDATA[sanitàintegrativa]]></category>
		<category><![CDATA[sanitàterritoriale]]></category>
		<category><![CDATA[ssn]]></category>
		<category><![CDATA[telemedicina]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>In Italia, il sistema sanitario affronta sfide crescenti, tra cui la trasformazione del ruolo del medico di medicina generale, l'aumento della spesa sanitaria privata e l'aumento degli accessi impropri al pronto soccorso. In questo contesto, la telemedicina emerge come una soluzione innovativa per rendere l'assistenza sanitaria più accessibile ed efficiente.​</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><span>Il 7 aprile si celebra la Giornata Mondiale della Salute, un&#8217;occasione per riflettere sull&#8217;importanza di garantire l&#8217;accesso universale alle cure mediche. In Italia, il sistema sanitario affronta sfide crescenti, tra cui la trasformazione del ruolo del medico di medicina generale, l&#8217;aumento della spesa sanitaria privata e l&#8217;aumento degli accessi impropri al pronto soccorso. In questo contesto, la telemedicina emerge come una soluzione innovativa per rendere l&#8217;assistenza sanitaria più accessibile ed efficiente.​</span></p>
<h3>Il cambiamento del ruolo del medico di medicina generale</h3>
<p><span>Il medico di medicina generale (MMG) è tradizionalmente il primo punto di riferimento per la salute dei cittadini. Negli ultimi anni, tuttavia, il suo ruolo è cambiato a causa dell&#8217;aumento della domanda di assistenza, della crescente burocrazia e della riduzione del numero di professionisti disponibili. Questa situazione ha portato a una diminuzione della capacità dei MMG di garantire la capacità di filtro, aumentando la pressione su altre strutture sanitarie.​</span></p>
<p><span>Secondo un rapporto della Società Italiana di Medicina di Emergenza-Urgenza (SIMEU), al 30 settembre 2024 si è registrato un incremento del 2,2% degli accessi annui al pronto soccorso rispetto al 2023, proiettando il valore annuo a circa 19 milioni di visite. Dal 2020, l’incremento cumulativo è stato del 29%.</span></p>
<h3>La crescita della spesa out-of-pocket e degli accessi impropri al pronto soccorso</h3>
<p><span>Uno degli effetti più evidenti di queste difficoltà è l’aumento della spesa sanitaria sostenuta direttamente dai cittadini (out-of-pocket). Nel periodo 2012-2022, questa spesa è aumentata in media dell’1,6% annuo, per un totale di 5.326 milioni di euro in 10 anni. Nel 2023, la spesa sanitaria pubblica ha raggiunto i 132,9 miliardi di euro (+2% rispetto al 2022), mentre la spesa out-of-pocket è aumentata del 7%, arrivando a 43 miliardi di euro. Questo incremento ha un impatto significativo sulle fasce più vulnerabili della popolazione, che rischiano di rimanere escluse dall’accesso alle cure.</span></p>
<p><span>Parallelamente, si registra un numero crescente di accessi impropri al pronto soccorso. Circa il 22% degli accessi totali, ossia 3,9 milioni, sono considerati impropri. Questo sovraccarico mette in difficoltà il sistema ospedaliero, rallentando l’assistenza per le emergenze reali e aumentando i costi per il Servizio Sanitario Nazionale.​</span></p>
<h3>La telemedicina come soluzione: il punto di vista della Fondazione Gimbe</h3>
<p><span>Per affrontare queste criticità, la telemedicina si propone come una soluzione efficace. La Fondazione Gimbe ha evidenziato come l’uso delle tecnologie digitali possa migliorare l’accesso alle cure, ridurre la pressione sulle strutture ospedaliere e garantire una maggiore continuità assistenziale.​</span></p>
<p><span>Attraverso strumenti come i videoconsulti, il monitoraggio remoto dei pazienti e la digitalizzazione delle prescrizioni, la telemedicina permette di offrire un’assistenza tempestiva, riducendo la necessità di spostamenti e abbattendo le barriere geografiche. Questo modello potrebbe rafforzare il ruolo del medico di base, permettendogli di seguire i pazienti in modo più efficiente e personalizzato.​</span></p>
<h3>Conclusioni</h3>
<p><span>Garantire l’accesso alle cure è una sfida fondamentale per il futuro del sistema sanitario italiano. Il cambiamento del ruolo del medico di medicina generale, l’aumento della spesa privata e il sovraffollamento del pronto soccorso indicano la necessità di un’evoluzione nell’erogazione dell’assistenza sanitaria.​</span></p>
<p><span>La telemedicina rappresenta una risposta concreta a queste problematiche, migliorando l’efficienza del sistema e garantendo cure accessibili per tutti. La salute non dovrebbe mai essere un privilegio, ma un diritto garantito a ogni cittadino.​</span></p>
<p style="text-align: right;"><em>A cura di Giulia Della Ciana<br />
</em><em>Direttrice Sanitaria presso Carol</em></p>
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		<item>
		<title>Sanità e Legge di Bilancio: un&#8217;analisi delle scelte recenti</title>
		<link>https://www.assidim.it/sanita-e-legge-di-bilancio-unanalisi-delle-scelte-recenti/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lisa Antonutti]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 24 Jan 2025 08:00:12 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Sanità, welfare e terzo settore]]></category>
		<category><![CDATA[leggedibilancio]]></category>
		<category><![CDATA[listedattesa]]></category>
		<category><![CDATA[sanità]]></category>
		<category><![CDATA[sanitapubblica]]></category>
		<category><![CDATA[spesasanitariaprivata.]]></category>
		<category><![CDATA[ssn]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.assidim.it/?p=7570</guid>

					<description><![CDATA[<p>Con l'approvazione della nuova Legge di Bilancio, il tema della sanità pubblica è tornato al centro del dibattito, sollevando preoccupazioni e interrogativi sul futuro del Sistema Sanitario Nazionale (SSN).</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.assidim.it/sanita-e-legge-di-bilancio-unanalisi-delle-scelte-recenti/">Sanità e Legge di Bilancio: un&#8217;analisi delle scelte recenti</a> proviene da <a href="https://www.assidim.it">ASSIDIM</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>La Legge di Bilancio per l’anno finanziario 2025 è stata approvata definitivamente dal Parlamento italiano il 28 dicembre 2024.</p>
<p>Il Consiglio dei Ministri aveva inizialmente approvato la manovra il 16 ottobre 2024.</p>
<p>Il testo, del valore di circa 30 miliardi di euro, è ora pubblicato nella Gazzetta Ufficiale, segnando la sua ufficiale entrata in vigore.</p>
<p>Con l&#8217;approvazione di questa nuova Legge di Bilancio, il tema della sanità pubblica è tornato al centro del dibattito, sollevando preoccupazioni e interrogativi sul futuro del Sistema Sanitario Nazionale (SSN). Questo articolo esplora i principali cambiamenti introdotti, evidenziando tagli, investimenti e il loro impatto, in un contesto storico che consente un confronto con le politiche degli anni passati.</p>
<h3>Cosa prevede il nuovo Decreto-legge?</h3>
<p>Secondo il testo ufficiale del Decreto Legge n° [inserire numero e data], il Fondo Sanitario Nazionale (FSN) subirà una riduzione di 1,5 miliardi di euro, pari al 3% rispetto all&#8217;anno precedente. Le principali aree interessate includono:</p>
<ul>
<li><strong>Riduzione dei finanziamenti per le tecnologie mediche</strong>: un taglio di circa 500 milioni di euro limiterà l&#8217;acquisto di nuove attrezzature diagnostiche e terapeutiche.</li>
<li><strong>Personale sanitario</strong>: saranno ridotti i fondi per le nuove assunzioni, con un impatto diretto sulle carenze già esistenti di medici e infermieri.</li>
<li><strong>Prevenzione</strong>: la spesa per programmi di screening e campagne di sensibilizzazione sarà ridotta del 12%, pari a circa 200 milioni di euro.</li>
</ul>
<p>Nonostante questi tagli, il governo ha annunciato investimenti mirati in settori innovativi. La telemedicina, ad esempio, riceverà un finanziamento di 300 milioni di euro, un segnale positivo verso la digitalizzazione dei servizi sanitari, soprattutto per le aree meno servite.</p>
<h3>Confronto con le Leggi di Bilancio passate</h3>
<p>Negli ultimi cinque anni, il trend del finanziamento sanitario è stato altalenante, con una prevalenza di riduzioni reali, seppur mascherate da incrementi nominali. Ad esempio:</p>
<ul>
<li><strong>2023</strong>: Il Fondo Sanitario Nazionale ha visto un aumento nominale dello 0,8%, insufficiente per coprire l&#8217;inflazione sanitaria stimata al 2,5%.</li>
<li><strong>2022</strong>: Sono stati stanziati 2 miliardi di euro per far fronte all&#8217;emergenza COVID-19, ma questi fondi non sono stati integrati nel bilancio strutturale successivo.</li>
<li><strong>2021</strong>: Un taglio del 2% ha colpito principalmente la spesa per infrastrutture e ricerca.</li>
</ul>
<p>Questi dati evidenziano una progressiva erosione delle risorse, che rischia di compromettere la sostenibilità del SSN, soprattutto in un contesto di crescente invecchiamento della popolazione.</p>
<h3>Impatti sui cittadini</h3>
<p>Le conseguenze di queste politiche sono tangibili:</p>
<ul>
<li><strong>Tempi di attesa</strong>: Già oggi i tempi medi per accedere a esami diagnostici e visite specialistiche superano i 90 giorni in molte regioni. Con le risorse ridotte, questi tempi potrebbero allungarsi ulteriormente, aumentando il ricorso a prestazioni private.</li>
<li><strong>Accessibilità ai servizi</strong>: Le regioni del Sud, già penalizzate da un sistema sanitario meno efficiente, potrebbero subire un ulteriore peggioramento nella qualità e disponibilità dei servizi.</li>
<li><strong>Spese sanitarie private</strong>: Una recente analisi di Censis mostra che il 42% delle famiglie italiane ha dovuto sostenere spese sanitarie straordinarie nel 2023, con una media di 1.500 euro all’anno.</li>
</ul>
<h3>Considerazioni finali</h3>
<p>La nuova Legge di Bilancio conferma un trend preoccupante di disinvestimento nella sanità pubblica, nonostante alcune iniziative volte all’innovazione tecnologica. Gli esperti avvertono che il rischio è di ampliare le disuguaglianze regionali e sociali, con una crescente dipendenza da fondi sanitari integrativi o soluzioni private.</p>
<p>Per comprendere meglio l&#8217;impatto reale di queste misure, sarà fondamentale monitorare l&#8217;attuazione delle politiche e raccogliere feedback dagli operatori sanitari e dai cittadini. Solo così si potrà intervenire tempestivamente per correggere eventuali criticità.</p>
<h3>Fonti</h3>
<ul>
<li>Ministero dell’Economia e delle Finanze, Decreto Legge n° [inserire numero].</li>
<li>Report ISTAT sulla spesa sanitaria nazionale 2023.</li>
<li>Analisi indipendenti di Censis e Fondazione Gimbe.</li>
<li>Studi di settore pubblicati da OECD Health Statistics.</li>
<li>Approfondimenti de &#8220;Il Sole 24 Ore&#8221; su finanza pubblica e sanità.</li>
<li>Ministero dell’Economia e delle Finanze (MEF), “Legge di bilancio approvata dal Parlamento, Giorgetti :la prudenza è un valore” <a href="https://www.mef.gov.it/inevidenza/Legge-di-bilancio-approvata-dal-Parlamento-Giorgetti-la-prudenza-e-un-valore/" target="_blank" rel="noopener">https://www.mef.gov.it/inevidenza/Legge-di-bilancio-approvata-dal-Parlamento-Giorgetti-la-prudenza-e-un-valore/</a></li>
</ul>
<p style="text-align: right;"><em>A cura di LISA ANTONUTTI<br />
</em><em>Centro Studi ASSIDIM</em></p>
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			</item>
		<item>
		<title>Tutela della salute e disuguaglianze: perché l’accesso alle cure non è uguale per tutti</title>
		<link>https://www.assidim.it/tutela-della-salute-e-disuguaglianze-perche-laccesso-alle-cure-non-e-uguale-per-tutti/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lisa Antonutti]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 06 Sep 2024 10:13:44 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Sanità, welfare e terzo settore]]></category>
		<category><![CDATA[cure]]></category>
		<category><![CDATA[disuguaglianze]]></category>
		<category><![CDATA[equità]]></category>
		<category><![CDATA[regioni]]></category>
		<category><![CDATA[sanità]]></category>
		<category><![CDATA[ssn]]></category>
		<category><![CDATA[universalismo]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.assidim.it/?p=6699</guid>

					<description><![CDATA[<p>In un mondo in cui la tecnologia medica e le conoscenze scientifiche avanzano rapidamente, il diritto alla salute dovrebbe essere garantito a tutti, indipendentemente dalla provenienza geografica o dalla condizione socio-economica. Tuttavia, la realtà è ben diversa</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.assidim.it/tutela-della-salute-e-disuguaglianze-perche-laccesso-alle-cure-non-e-uguale-per-tutti/">Tutela della salute e disuguaglianze: perché l’accesso alle cure non è uguale per tutti</a> proviene da <a href="https://www.assidim.it">ASSIDIM</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>In un mondo in cui la tecnologia medica e le conoscenze scientifiche avanzano rapidamente, il diritto alla salute dovrebbe essere garantito a tutti, indipendentemente dalla provenienza geografica o dalla condizione socio-economica. Tuttavia, la realtà è ben diversa: l&#8217;accesso ai servizi sanitari di qualità rimane drammaticamente diseguale, tanto tra nazioni quanto all&#8217;interno di esse. Questa disparità rappresenta una delle sfide più pressanti del nostro tempo e richiede un&#8217;attenzione urgente sia da parte della comunità internazionale che dei governi nazionali.</p>
<h3><strong>Disparità tra Paesi</strong></h3>
<p>Le differenze nell&#8217;accesso alla salute sono particolarmente evidenti quando si confrontano paesi sviluppati e in via di sviluppo. Nei paesi ad alto reddito, il sistema sanitario è spesso ben finanziato, con strutture moderne e personale qualificato. Al contrario, nelle nazioni a basso reddito, le risorse sanitarie sono scarse e distribuite in modo diseguale. In molte regioni dell&#8217;Africa subsahariana, per esempio, l&#8217;accesso a cure mediche essenziali è limitato, e i farmaci salvavita spesso non sono disponibili o sono troppo costosi per la popolazione generale.</p>
<p>Secondo l&#8217;Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), oltre la metà della popolazione mondiale non ha accesso ai servizi sanitari essenziali. Questa mancanza di accesso si traduce in tassi più elevati di mortalità infantile, malattie prevenibili e una minore aspettativa di vita. Le pandemie, come quella di COVID-19, hanno ulteriormente esacerbato queste disuguaglianze, mettendo in evidenza l&#8217;urgente necessità di rafforzare i sistemi sanitari nei paesi più vulnerabili.</p>
<h3><strong>Disparità all&#8217;Interno dei Paesi</strong></h3>
<p>Ma le disuguaglianze non sono limitate ai confini nazionali; esistono anche all&#8217;interno dei paesi stessi, spesso con una forte correlazione con la condizione socio-economica e l&#8217;appartenenza etnica. Anche nei paesi sviluppati, come gli Stati Uniti o l&#8217;Italia, l&#8217;accesso ai servizi sanitari varia significativamente tra i diversi gruppi sociali. Le persone con redditi più bassi, le minoranze etniche e gli immigrati tendono ad affrontare maggiori difficoltà nell&#8217;accedere alle cure mediche, a causa di barriere economiche, linguistiche e culturali.</p>
<p>Un esempio emblematico è l&#8217;accesso ai servizi di salute mentale. Le persone provenienti da contesti socio-economici svantaggiati sono più suscettibili a sviluppare problemi di salute mentale, ma allo stesso tempo sono meno propense a ricevere il trattamento necessario. Questo crea un circolo vizioso in cui le disuguaglianze socio-economiche e sanitarie si rafforzano a vicenda.</p>
<h3><strong>Il caso studio Italia</strong></h3>
<p>In Italia, nonostante un sistema sanitario pubblico che dovrebbe garantire cure a tutti, le disuguaglianze nell&#8217;accesso ai servizi sanitari rimangono evidenti. Le regioni del Sud, come la Calabria e la Sicilia, mostrano una carenza di strutture sanitarie e personale medico rispetto al Nord. Secondo l&#8217;Istituto Nazionale di Statistica (ISTAT), il tasso di ospedalizzazione nel Sud Italia è inferiore di circa il 20% rispetto al Nord. Inoltre, il rapporto medici/pazienti è significativamente più basso, con alcune aree che registrano una carenza di medici di base fino al 10%. Queste disparità si accentuano ulteriormente per le fasce più vulnerabili, come gli anziani a basso reddito, che spesso rinunciano alle cure per motivi economici, e gli immigrati, che affrontano barriere linguistiche e burocratiche. Questo divario riflette profonde disuguaglianze socio-economiche che il sistema sanitario italiano deve affrontare con urgenza</p>
<h3><strong>Le Cause delle Disparità</strong></h3>
<p>Le cause di queste disuguaglianze sono molteplici e interconnesse. Nei paesi in via di sviluppo, la mancanza di investimenti pubblici nella sanità, combinata con una povertà diffusa e infrastrutture deboli, crea un ambiente in cui l&#8217;accesso alle cure è limitato. Nei paesi più ricchi, invece, le disuguaglianze sono spesso il risultato di politiche sanitarie che favoriscono il settore privato a discapito di quello pubblico, aumentando così le barriere per i più vulnerabili.</p>
<p>La globalizzazione, pur avendo migliorato l&#8217;accesso a tecnologie mediche avanzate in alcune aree, ha anche contribuito ad ampliare il divario tra chi può permettersi cure di alta qualità e chi no. Inoltre, l&#8217;urbanizzazione crescente ha portato a un aumento della popolazione nelle aree urbane, spesso a scapito delle aree rurali, che rimangono meno servite.</p>
<h3><strong>Soluzioni e Prospettive Future</strong></h3>
<p>Affrontare le disparità nell&#8217;accesso alla salute richiede un impegno coordinato e multidimensionale. A livello internazionale, è essenziale rafforzare la cooperazione per migliorare l&#8217;accesso alle cure nei paesi a basso reddito, attraverso programmi di assistenza, trasferimento tecnologico e finanziamenti sostenibili. All&#8217;interno dei singoli paesi, i governi devono adottare politiche che promuovano l&#8217;equità sanitaria, investendo in sistemi sanitari pubblici e assicurando che i servizi siano accessibili a tutti, indipendentemente dal reddito o dallo status sociale.</p>
<p>Le organizzazioni non governative e le comunità locali possono svolgere un ruolo cruciale nel colmare le lacune esistenti, sensibilizzando l&#8217;opinione pubblica e offrendo servizi direttamente alle popolazioni più vulnerabili. Inoltre, è fondamentale che le politiche sanitarie siano integrate con altre iniziative sociali ed economiche, come l&#8217;istruzione e la lotta alla povertà, per creare un ambiente in cui la salute possa prosperare.</p>
<p>In definitiva, l&#8217;accesso alla salute è una questione di giustizia sociale e deve essere affrontata come tale. Solo attraverso un impegno collettivo e una volontà politica forte sarà possibile ridurre le disuguaglianze e garantire che tutti, indipendentemente dalla loro posizione geografica o sociale, possano godere del diritto fondamentale alla salute.</p>
<p style="text-align: right;"><em>A cura di Lisa Antonutti</em><br />
<em>Centro studi</em></p>
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		<item>
		<title>La sostenibilità del sistema sanitario nazionale italiano e l’iper-medicalizzazione</title>
		<link>https://www.assidim.it/la-sostenibilita-del-sistema-sanitario-nazionale-italiano-e-liper-medicalizzazione/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Antonio Corrias]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 19 Jul 2024 07:00:58 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Sanità, welfare e terzo settore]]></category>
		<category><![CDATA[ASSIDIM]]></category>
		<category><![CDATA[Medical Reversals]]></category>
		<category><![CDATA[pmi]]></category>
		<category><![CDATA[prevenzione]]></category>
		<category><![CDATA[salute]]></category>
		<category><![CDATA[sanità]]></category>
		<category><![CDATA[sostenibilità]]></category>
		<category><![CDATA[ssn]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La sostenibilità del Sistema Sanitario Nazionale (SSN) italiano è messa a dura prova da vari fattori, tra cui l'eccesso di cure. L'iper-medicalizzazione, ovvero l'uso eccessivo e non sempre necessario di interventi medici, rappresenta una delle principali sfide. Questo fenomeno non solo contribuisce ad aumentare i costi sanitari, ma può anche avere implicazioni negative sulla salute dei pazienti.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>La sostenibilità del Sistema Sanitario Nazionale (SSN) italiano è messa a dura prova da vari fattori, tra cui l&#8217;eccesso di cure. L&#8217;iper-medicalizzazione, ovvero l&#8217;uso eccessivo e non sempre necessario di interventi medici, rappresenta una delle principali sfide. Questo fenomeno non solo contribuisce ad aumentare i costi sanitari, ma può anche avere implicazioni negative sulla salute dei pazienti.</p>
<h3>L’Iper-medicalizzazione: Una Panoramica</h3>
<p>L&#8217;iper-medicalizzazione si manifesta in molte aree della salute, con implicazioni significative sia in termini di costi che di esiti sanitari. Ecco alcuni esempi rilevanti:</p>
<p><strong>R</strong><strong> Gravidanza e Parto:</strong> L&#8217;iper-medicalizzazione è particolarmente evidente nella gestione della gravidanza e del parto.</p>
<ul>
<li><strong>Ecografie: </strong>L&#8217;ISTAT ha rilevato che il numero di ecografie durante la gravidanza in Italia è spesso superiore a quello raccomandato dalle linee guida. Nel 2013, l’80,3% delle donne italiane ha effettuato più di tre ecografie durante la gravidanza, con un aumento significativo delle donne che ne hanno fatte sette o più, passando dal 23,8% nel 2000 al 37,6% nel 2013. Questo trend evidenzia l&#8217;ipermedicalizzazione durante la gravidanza e il parto.I dati più recenti confermano che il numero di ecografie effettuate durante la gravidanza continua a superare le raccomandazioni delle linee guida. Secondo l&#8217;OMS, si suggerisce generalmente un&#8217;ecografia tra le 11 e le 14 settimane e una seconda tra le 18 e le 20 settimane. Tuttavia, molte donne italiane effettuano ecografie più frequenti, specialmente se la gravidanza è considerata ad alto rischio o se sono presenti condizioni di salute specifiche che richiedono un monitoraggio più stretto​ (World Health Organization (WHO).Nel 2022, è stato osservato che la pratica di effettuare più di tre ecografie durante la gravidanza rimane comune, con molte donne che superano il numero raccomandato. Questa tendenza riflette un fenomeno di ipermedicalizzazione, dove l&#8217;uso delle ecografie è più frequente rispetto ad altri paesi europei​ (WHO)​.</li>
</ul>
<ul>
<li><strong>Tassi di Cesarei</strong>: In Italia, il ricorso ai parti cesarei rimane elevato rispetto alla media europea, nonostante le raccomandazioni per ridurne l&#8217;uso non necessario. Questa è un’altra tendenza all&#8217;ipermedicalizzazione del parto.</li>
<li><strong>Interventi Medici:</strong> La gravidanza è la prima causa di ricovero ospedaliero e, anche quando fisiologica, spesso comporta un alto numero di interventi medici non sempre necessari​.</li>
<li><strong>Allattamento:</strong> I dati indicano un aumento della durata media dell&#8217;allattamento al seno, ma persistono differenze significative tra le varie regioni italiane, con alcune aree che mostrano tassi di allattamento molto bassi. Questo delta potrebbe riflettere differenze nell&#8217;educazione sanitaria​.</li>
</ul>
<p>Natalità e Fecondità in Italia sono caratterizzate dal declino delle nascite, che continua, con un nuovo record negativo nel 2022. Questa tendenza è stata accentuata dalla pandemia di COVID-19, che ha avuto un impatto significativo sulla demografia​ (Istat)​.</p>
<ul>
<li><strong>Uso di Antibiotici:</strong> L&#8217;eccessivo uso di antibiotici per infezioni minori o virali può contribuire all&#8217;aumento delle resistenze antibiotiche. Dati dell&#8217;Istituto Superiore di Sanità mostrano una resistenza superiore al 30% per alcuni antibiotici tra il 2012 e il 2016.</li>
<li><strong>Procedure Cardiache:</strong> Procedure come <em>“stent”</em> e <em>bypass </em>possono essere eseguite anche quando non strettamente necessarie, aumentando i costi e i rischi senza migliorare significativamente i risultati di salute.</li>
<li><strong>Screening e Diagnostica:</strong> L&#8217;abuso di esami diagnostici, come risonanze magnetiche e TAC, può portare a trattamenti inutili e aumentare i costi senza migliorare significativamente la prognosi dei pazienti.</li>
<li><strong>Supplementi Vitaminici e Integratori:</strong> L&#8217;uso eccessivo di vitamine e integratori senza reale necessità medica può essere inutile e costoso, offrendo pochi benefici rispetto a una dieta equilibrata.</li>
<li><strong>Trattamenti per il Dolore Cronico:</strong> L&#8217;uso prolungato di analgesici, inclusi gli oppioidi, per il trattamento del dolore cronico può portare a dipendenza e altri problemi di salute senza affrontare adeguatamente la causa sottostante del dolore.</li>
</ul>
<p>Questi dati sottolineano l&#8217;importanza di un approccio integrato alla salute, che combini una regolamentazione migliorata con un&#8217;enfasi sulla prevenzione e l&#8217;educazione sanitaria, per contrastare l&#8217;ipermedicalizzazione e promuovere scelte informate e consapevoli tra i pazienti.</p>
<h3>Implicazioni Economiche e sulla Salute</h3>
<p>L&#8217;iper-medicalizzazione ha quindi implicazioni economiche molto significative per il SSN.</p>
<p>Procedure e trattamenti non necessari aumentano i costi sanitari e possono anche generare stress inutile per i pazienti. Un approccio più equilibrato e centrato sul paziente è essenziale per garantire la sostenibilità del SSN.</p>
<p>Una evidenza, questa confermata anche da uno studio dell&#8217;Università dell&#8217;Oregon, USA (su quasi 400 pratiche mediche prese a campione) considerate <em>&#8220;Medical Reversals&#8221;, </em>che hanno evidenziato di non aver portato benefici rispetto alle evidenze precedenti.</p>
<p><strong>NOTA</strong>: Il termine &#8220;Medical Reversals&#8221; si riferisce a situazioni in cui una pratica medica, trattamento o procedura che è stata precedentemente adottata sulla base di studi e ricerche, viene successivamente dimostrata inefficace o addirittura dannosa attraverso nuove e più rigorose evidenze scientifiche. In altre parole, è un&#8217;inversione del consenso medico che rivede pratiche precedentemente considerate standard.</p>
<h3>La Mission di ASSIDIM</h3>
<p>ASSIDIM si impegna a promuovere l&#8217;alfabetizzazione sanitaria e organizzare iniziative su stili di vita sani per evitare cure inutili, migliorando così la sostenibilità del SSN.</p>
<p>ASSIDIM mira a educare i suoi beneficiari a prendere decisioni informate sulla propria salute e sostiene la necessità di adottare un approccio integrato che includa regolamentazione, prevenzione ed educazione sanitaria, contribuendo così ad avere più consapevolezza sulle conseguenze che genera il fenomeno dell’iper-medicalizzazione.</p>
<h3>Statistiche</h3>
<p>Per visualizzare l&#8217;entità del fenomeno dell’ipermedicalizzazione, ecco alcune rappresentazioni grafiche basate sui dati.</p>
<table>
<tbody>
<tr>
<td width="214"><strong>Distribuzione dell&#8217;uso di antibiotici:</strong></p>
<p>Necessario: 40%</p>
<p>Eccessivo: 60%</td>
<td width="214"><strong>Procedure cardiache:</strong></p>
<p>Necessario: 50%</p>
<p>Eccessivo: 50%</td>
<td width="214"><strong>Screening e diagnostica:</strong></p>
<p>Necessario: 30%</p>
<p>Eccessivo: 70%</td>
</tr>
<tr>
<td width="214"><strong>Supplementi vitaminici e integratori:</strong></p>
<p>Necessario: 20%</p>
<p>Eccessivo: 80%</td>
<td width="214"><strong>Trattamenti per il dolore cronico:</strong></p>
<p>Necessario: 35%</p>
<p>Eccessivo: 65%</td>
<td width="214"><strong>Ecografie in gravidanza (più di 3):</strong></p>
<p>80.3%</td>
</tr>
<tr>
<td width="214"><strong>Ecografie in gravidanza (più di 7):</strong></p>
<p>37.6%</td>
<td width="214"><strong>Visite di controllo in gravidanza (più di 4):</strong></p>
<p>87.3%</td>
<td width="214"></td>
</tr>
</tbody>
</table>
<h3>Grafici</h3>
<p>I grafici di seguito riportati rappresentano emblematicamente i dati sull&#8217;iper-medicalizzazione nei vari settori della salute. In rosso le percentuali che rappresentano gli eccessi.</p>
<p><img fetchpriority="high" decoding="async" class="wp-image-6643 size-full aligncenter" src="https://www.assidim.it/wp-content/uploads/2024/07/la-sostenibilita-del-sistema-sanitario-nazionale-italiano-e-liper-medicalizzazione-grafici.jpg" alt="" width="638" height="777" srcset="https://www.assidim.it/wp-content/uploads/2024/07/la-sostenibilita-del-sistema-sanitario-nazionale-italiano-e-liper-medicalizzazione-grafici.jpg 638w, https://www.assidim.it/wp-content/uploads/2024/07/la-sostenibilita-del-sistema-sanitario-nazionale-italiano-e-liper-medicalizzazione-grafici-246x300.jpg 246w" sizes="(max-width: 638px) 100vw, 638px" /></p>
<h3>Fonti</h3>
<ul>
<li>L&#8217;iper-medicalizzazione della gravidanza, del parto e della maternità: <a href="https://www.dimensioneinfermiere.it/iper-medicalizzazione-della-gravidanza/">https://www.dimensioneinfermiere.it/iper-medicalizzazione-della-gravidanza/</a></li>
<li>Come l&#8217;ipermedicalizzazione fa male alla salute: <a href="https://www.informasalus.it/it/articoli/ipermedicalizzazione-fa-male-salute.php">https://www.informasalus.it/it/articoli/ipermedicalizzazione-fa-male-salute.php</a></li>
<li>Ipermedicalizzazione: La medicina ha fatto così tanti progressi che ormai nessuno più è sano · C.Li.Va – Toscana: <a href="https://www.clivatoscana.com/2020/02/12/ipermedicalizzazione_ormai_nessuno_piu_sano/">https://www.clivatoscana.com/2020/02/12/ipermedicalizzazione_ormai_nessuno_piu_sano/</a></li>
<li>Technology Forum | The European House &#8211; Ambrosetti:
<ul>
<li><a href="https://ambrosettilive.com/en/site/index">https://ambrosettilive.com/en/site/index</a></li>
<li><a href="https://www.ambrosetti.eu/en/innotech-hub/technology-forum/">https://www.ambrosetti.eu/en/innotech-hub/technology-forum/</a></li>
</ul>
</li>
</ul>
<ul>
<li>L’antibiotico resistenza: una seria minaccia per la salute pubblica:<a href="https://lnkd.in/dWbuYBUM">https://lnkd.in/dWbuYBUM</a></li>
</ul>
<p style="text-align: right;"><em>A cura di Antonio Corrias</em><br />
<em>Sviluppo Associativo, Comunicazione e Marketing ASSIDIM</em></p>
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]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Dall’analisi delle prestazioni rimborsate un monito su un corretto stile di vita</title>
		<link>https://www.assidim.it/dallanalisi-delle-prestazioni-rimborsate-un-monito-su-un-corretto-stile-di-vita/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[ASSIDIM]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 23 Feb 2024 08:00:35 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Salute sostenibile]]></category>
		<category><![CDATA[ASSIDIM]]></category>
		<category><![CDATA[fondisanitariintegrativi]]></category>
		<category><![CDATA[prestazioni]]></category>
		<category><![CDATA[prevenzione]]></category>
		<category><![CDATA[rimborsi]]></category>
		<category><![CDATA[ssn]]></category>
		<category><![CDATA[stilidivita]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.assidim.it/?p=6024</guid>

					<description><![CDATA[<p>In Italia, il sistema sanitario nazionale (SSN) garantisce copertura universale, finanziata tramite tasse, offrendo un’ampia gamma di servizi medici. Nonostante molte prestazioni siano gratuite o a basso costo, alcuni trattamenti richiedono un contributo. Per una copertura più estesa, esistono fondi integrativi come Assidim, che supportano nella ricerca e promozione di stili di vita salutari.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.assidim.it/dallanalisi-delle-prestazioni-rimborsate-un-monito-su-un-corretto-stile-di-vita/">Dall’analisi delle prestazioni rimborsate un monito su un corretto stile di vita</a> proviene da <a href="https://www.assidim.it">ASSIDIM</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Le prestazioni sanitarie in Italia sono garantite principalmente dal sistema sanitario nazionale (SSN), che fornisce una copertura universale a tutti i cittadini e chi risiede legalmente nel nostro paese. Il Sistema è finanziato attraverso la tassazione generale e garantisce l’accesso a un’ampia gamma di prestazioni mediche, comprese cure ospedaliere, visite mediche, farmaci da prescrizione e cure preventive. Sebbene la maggior parte delle prestazioni sanitarie siano fornite gratuitamente o con spese minime (ticket), i pazienti potrebbero dover sostenere alcune spese per determinati trattamenti, farmaci o servizi non coperti dal SSN. È anche per questo che sono disponibili opzioni di assistenza sanitaria integrativa, collettiva o individuale, per coloro che preferiscono o necessitano di una copertura più capillare. È proprio qui che entrano in gioco le realtà come Assidim, che in qualità di fondo sanitario integrativo è attivo anche nella ricerca: sia raccolta dati, andamenti economici, stato dell’arte nel mondo sanitario, sia nella divulgazione e nella promozione di stili di vita corretti.</p>
<h3>La ricerca sugli ultimi dati economici</h3>
<p>Negli ultimi anni si è osservata una crescita nazionale per la spesa dedicata alla salute.</p>
<p>Nel 2019, per esempio, il rapporto tra spesa sanitaria pubblica sul Prodotto Interno lordo italiano era del 6,4%, conoscendo un picco a 7,3% nel 2020 e poi lentamente ristabilizzandosi a 7,1% nel 2021 e 6,8% nel 2022. (OECD, 2021).</p>
<h3>Le prestazioni rimborsate</h3>
<p>Oltre a guardare meramente dati di spesa, ciò che ci aiuta realmente a comprendere la situazione del Nostro Paese è considerare le prestazioni e analizzare le principali aree patologiche e mediche per cui gli italiani ricorrono agli enti di sanità integrativa per le assistenze di rimborso delle spese incorse.</p>
<p>Tramite queste analisi è infatti possibile comprendere quali siano le aree patologiche principalmente interessate da richieste di rimborsi, ma anche età e genere dei richiedenti, nonché le tipologie di prestazioni, se ricoveri, interventi o ambulatoriali.</p>
<p>Da un’indagine sui rimborsi effettuati da Assidim negli ultimi cinque anni, si registra un aumento del 79% degli importi rimborsati, nonché una crescita di quasi il 30% rispetto ai beneficiari destinatari delle prestazioni. Da questa analisi sono però escluse quelle prestazioni che rimangono principalmente a carico del Sistema Sanitario Nazionale: la cura di malattie croniche, diabete, patologie cardiovascolari e patologie tumorali.</p>
<p>Analizzare e studiare i dati sulle prestazioni erogate dai fondi sanitari integrativi rispetto al Sistema Sanitario Nazione è fondamentale per comprendere i bisogni della popolazione perché fornisce preziose informazioni sui modelli di utilizzo dell’assistenza sanitaria, sulle condizioni mediche prevalenti e sull’efficacia dei trattamenti. Analizzando i dati sui rimborsi e le prestazioni erogate in convenzionamento, ricercatori e politici possono identificare le tendenze nell’utilizzo dell’assistenza sanitaria, ad esempio quali servizi sono più comunemente utilizzati, dove vengono allocate le risorse ed eventuali disparità nell’accesso alle cure tra i diversi gruppi demografici. Queste informazioni aiutano a personalizzare le politiche e gli interventi sanitari per soddisfare meglio i bisogni della popolazione, garantendo che le risorse siano allocate in modo efficiente ed efficace. Inoltre, lo studio dei dati può aiutare a identificare le aree di miglioramento nell’erogazione dell’assistenza sanitaria, identificare i problemi sanitari emergenti e valutare l’impatto degli interventi o dei cambiamenti politici nel tempo.</p>
<p>L’analisi di Assidim, concentrata su un 40% di prestazioni codificate secondo gli standard internazionali, ci evidenzia una classifica delle 5 aree principali soggette a richieste di rimborsi di spese mediche nel 2023:</p>
<ol>
<li>Malattie dell’apparato muscolo-scheletrico e tessuto connettivo</li>
<li>Malattie dell’apparato digerente</li>
<li>Malattie del sistema nervoso e degli organi di senso</li>
<li>Neoplasie</li>
<li>Malattie del sistema genito-urinario</li>
</ol>
<h3>Riflessioni sui risultati dell’indagine</h3>
<p>Cosa possiamo ricavare da questi dati, sia come fondo sanitario integrativo, che come beneficiari delle prestazioni? La risposta, ancora una volta, sta nella prevenzione e nel corretto stile di vita.</p>
<p>La chiave per evitare le malattie muscoloscheletriche e dell’apparato digerente, chiaramente non considerando la familiarità, risiede nella prevenzione e nel mantenimento di uno stile di vita sano basato sui seguenti principi.</p>
<ul>
<li>Mantenere un peso sano: essere sovrappeso o obesi mette a dura prova il sistema muscolo-scheletrico, portando a condizioni come l&#8217;artrosi e il mal di schiena. Inoltre, l’eccesso di peso può contribuire a problemi digestivi come il reflusso acido e le malattie della cistifellea.</li>
<li>Esercizio fisico regolare: impegnarsi in un’attività fisica regolare aiuta a rafforzare i muscoli e le ossa, migliorando la salute muscoloscheletrica generale. L’esercizio promuove anche una corretta digestione e può prevenire condizioni come la stitichezza.</li>
<li>Dieta equilibrata: seguire una dieta equilibrata ricca di frutta, verdura, cereali integrali e proteine magre fornisce nutrienti essenziali per muscoli, ossa e funzione digestiva sani. Una dieta ricca di fibre favorisce la salute dell’apparato digerente prevenendo la stitichezza e favorendo la regolarità dei movimenti intestinali.</li>
<li>Idratazione: rimanere idratati è fondamentale per mantenere muscoli e articolazioni sani, oltre a favorire la digestione. L&#8217;acqua aiuta a lubrificare le articolazioni, supportare una corretta digestione e prevenire problemi come la stitichezza.</li>
<li>Evitare abitudini dannose: alcune abitudini come il fumo e il consumo eccessivo di alcol possono avere un impatto negativo sia sul sistema muscolo-scheletrico che su quello digestivo. Il fumo, ad esempio, può compromettere il flusso sanguigno ai tessuti, portando a una guarigione più lenta e ad un aumento del rischio di lesioni muscoloscheletriche. Il consumo eccessivo di alcol può irritare il tratto digestivo e contribuire a condizioni come gastrite e malattie del fegato.</li>
<li>Controlli e screening regolari: controlli regolari con operatori sanitari possono aiutare a identificare eventuali segni precoci di problemi muscoloscheletrici o digestivi, consentendo un intervento e un trattamento tempestivi.</li>
</ul>
<p>In sostanza, la prevenzione attraverso scelte di vita sane, tra cui il mantenimento di una dieta equilibrata, il rimanere fisicamente attivi, l’evitare abitudini dannose e la ricerca di cure mediche regolari, è fondamentale per mantenere la salute sia del sistema muscolo-scheletrico che di quello digestivo.</p>
<p>Certo, per molte di queste patologie permane la grossa influenza data sia dalla genetica che da una propensione a determinate morbosità. Certo è che gli accorgimenti dati da un corretto stile di vita e da una corretta prevenzione non possono far altro che giovare.</p>
<p style="text-align: right;">A cura di LISA ANTONUTTI</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.assidim.it/dallanalisi-delle-prestazioni-rimborsate-un-monito-su-un-corretto-stile-di-vita/">Dall’analisi delle prestazioni rimborsate un monito su un corretto stile di vita</a> proviene da <a href="https://www.assidim.it">ASSIDIM</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>L’intelligenza artificiale (AI) in sanità</title>
		<link>https://www.assidim.it/lintelligenza-artificiale-ai-in-sanita/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Francesco Capria]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 09 Feb 2024 13:31:51 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Sanità, welfare e terzo settore]]></category>
		<category><![CDATA[intelligenza artificiale]]></category>
		<category><![CDATA[outcome]]></category>
		<category><![CDATA[prevenzione]]></category>
		<category><![CDATA[ssn]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il futuro della sanità italiana, affrontando sfide di finanziamento, gestione e digitalizzazione. Evidenzia l'importanza dell'AI per migliorare processi e outcome in sanità, superando le barriere storiche verso un'era digitale avanzata.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.assidim.it/lintelligenza-artificiale-ai-in-sanita/">L’intelligenza artificiale (AI) in sanità</a> proviene da <a href="https://www.assidim.it">ASSIDIM</a>.</p>
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									<p>In uno dei nostri articoli, pubblicato il 15 dicembre scorso: <a href="https://www.assidim.it/universalismo-e-se-vi-pare-il-futuro-della-sanita-italiana-tra-cambiamento-e-sostenibilita/" target="_blank" rel="noopener">Universalismo è (se vi pare). Il futuro della sanità italiana tra cambiamento e sostenibilità</a>, abbiamo fatto un po’ il punto sulle sfide che attendono il sistema sanitario italiano nell’immediato e nei prossimi anni.</p><p>Abbiamo ricordato che l’attuale governo ha stanziato tre miliardi di euro per rifinanziare il Fondo Sanitario Nazionale (FSN) che però rischiano di essere neutralizzati dall’inflazione.</p><p>Peraltro, l’aumento del fabbisogno, unitamente alle criticità ben note che riguardano le liste d’attesa e la carenza di personale, richiederebbero non solo nuove risorse finanziarie bensì adeguate competenze tecniche e manageriali.</p><p>Individuare nuovi modelli per lo sviluppo strategico e operativo dei diversi sistemi sanitari regionali diventa imperativo se si vuole coniugare il principio dell’universalismo – oggi però disatteso nel concreto – e la sostenibilità.</p><p>L’utilizzo della tecnologia a supporto dell’innovazione digitale nel sistema sanitario non solo rappresenta una grande promessa ma sta già cominciando a dare buoni risultati.</p><p> </p><h4><strong><em>Accelera la ricerca, migliora i processi e l&#8217;outcome</em></strong></h4><p>Con la piena attuazione del Fascicolo Sanitario Elettronico (FSE) e della telemedicina, la sanità italiana entrerà nella nuova era digitale.</p><p>Evidentemente per la sanità, come per tutta la pubblica amministrazione (PA) in generale, si tratta di un cambiamento epocale dal momento che, fino ad oggi, si sono palesate carenze croniche nella digitalizzazione, standardizzazione e interoperabilità dei dati.</p><p>Proprio quest’ultima rappresenta la chiave di volta per integrare i flussi informativi di tutti gli attori dell’ecosistema sanitario per permettere agli strumenti di AI di liberare tutte le sue potenzialità: analizzando l’enorme mole di dati sanitari, si migliorerebbero diagnosi, cura e monitoraggio del percorso terapeutico degli assistiti.</p><p>Per questa ragione, l’intelligenza artificiale può essere un acceleratore della ricerca scientifica ma non solo.</p><p>Come si legge infatti in un articolo pubblicato su “Il Sole 24 Ore” del 6 febbraio scorso, grazie ad un algoritmo si potrà calcolare il numero di medici e infermieri necessario ad ogni ospedale, superando lo storico tetto di spesa alle assunzioni del personale nel <strong>Servizio Sanitario Nazionale</strong> (SSN).</p><p>L’algoritmo si basa su un indicatore che stima il margine di manovra sulle assunzioni rispetto a quanto speso nel 2004 a cui va tolto 1,4%.</p><p>Migliorare la qualità dell’assistenza e l’outcome degli assistiti è un altro degli obiettivi raggiungibili ricorrendo alle potenzialità offerte dall’AI.</p><p>Secondo uno studio fornito dalla Task force del G20 sull’economia digitale e gli impatti dell’AI, come si legge in un meno recente articolo de “Il Sole 24 Ore” pubblicato il 23 luglio scorso, il tempo impiegato da un algoritmo per eseguire un audit clinico è di pochissimi secondi rispetto ai 10 giorni necessari invece a un operatore per ottenere il medesimo risultato.</p><p> </p><h4><i>L&#8217;impatto su prevenzione ed educazione alla salute</i></h4><p>Un ulteriore ambito di applicazione dell’AI è quello della prevenzione.</p><p>In questo caso, possiamo testimoniarlo noi stessi. ASSIDIM, infatti, ha appena promosso la sua seconda indagine sugli stili di vita delle persone che, attraverso un questionario web – based con un metodo di raccolta dati e sviluppo algoritmico, permette ai rispondenti di ottenere subito un report personalizzato con delle indicazioni scientifiche su come migliorare il proprio stile di vita.</p><p>Se interessati a partecipare: <a href="https://www.assidim.it/stili-di-vita/" target="_blank" rel="noopener">https://www.assidim.it/stili-di-vita/</a></p><p> </p><h4><em>AI e privacy</em></h4><p>Per concludere, l’applicazione dell’intelligenza artificiale nella sanità può essere qualcosa di rivoluzionario per svariate possibilità di ottimizzare i processi, migliorare le performance del SSN e gli esiti di salute della popolazione.</p><p>Tuttavia, quando di parla di capability in ambito AI, bisogna essere consapevoli che seppur l’intelligenza artificiale sia ormai parte della nostra quotidianità, questa è ancora in via di sviluppo e non sempre è “autonoma”, ovvero capace di apprendere e decidere senza assistenza umana.</p><p>Uno sviluppo che deve essere regolamentato con una disciplina chiara che tuteli la privacy e la sicurezza dei dati delle persone.</p><p style="text-align: right;"><em>A cura di Francesco Capria<br /></em>CENTRO STUDI ASSIDIM</p><h4>Fonti:</h4><ul><li>Addio al tetto di spesa su medici e infermieri: un algoritmo deciderà i fabbisogni degli ospedali: <a href="https://www.ilsole24ore.com/art/addio-tetto-spesa-medici-e-infermieri-algoritmo-decidera-fabbisogni-AFCyr0cC" target="_blank" rel="noopener">https://www.ilsole24ore.com/art/addio-tetto-spesa-medici-e-infermieri-algoritmo-decidera-fabbisogni-AFCyr0cC</a></li><li>Così l’intelligenza artificiale trasforma il settore sanitario: <a href="https://www.ilsole24ore.com/art/dalla-clinica-all-imaging-senso-dell-ai-la-sanita-AFSKWm" target="_blank" rel="noopener">https://www.ilsole24ore.com/art/dalla-clinica-all-imaging-senso-dell-ai-la-sanita-AFSKWm</a></li></ul><p> </p>								</div>
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