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	<title>vitasana Archivi - ASSIDIM</title>
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	<description>Salute e Protezione dal 1981</description>
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	<title>vitasana Archivi - ASSIDIM</title>
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		<title>Sostenibilità e Stili di Vita</title>
		<link>https://www.assidim.it/sostenibilita-e-stili-di-vita/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[ASSIDIM]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 08 Jan 2020 12:18:12 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Salute sostenibile]]></category>
		<category><![CDATA[ASSIDIM]]></category>
		<category><![CDATA[benessere]]></category>
		<category><![CDATA[prevenzione]]></category>
		<category><![CDATA[salute]]></category>
		<category><![CDATA[sostenibilità]]></category>
		<category><![CDATA[stilidivita]]></category>
		<category><![CDATA[vitasana]]></category>
		<category><![CDATA[welfareaziendale]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>#Sostenibilità: parola non molto conosciuta sino a pochi anni fa, oggi diventata di stringente attualità. Tutti, particolarmente le generazioni più giovani, si sono resi conto che le risorse e bellezze [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>#Sostenibilità</strong>: parola non molto conosciuta sino a pochi anni fa, oggi diventata di stringente attualità.</p>
<p>Tutti, particolarmente le generazioni più giovani, si sono resi conto che le risorse e bellezze considerate inesauribili non sono invero tali, specie quando il comportamento umano non fa altro che sfruttarle e danneggiarle. Il momento per impegnarsi a preservarle e rispettarle è arrivato.</p>
<p>E se lo stesso concetto lo applicassimo alla Salute?</p>
<p>È un bene altrettanto prezioso che spesso non viene riconosciuto e rispettato quando c’è.</p>
<p>Alcuni nostri comportamenti come fumare, essere sedentari, avere un’alimentazione non corretta, abusare di sostanze, ecc…, contribuiscono sensibilmente a ridurla.</p>
<p>Pertanto, il concetto di sostenibilità può essere assolutamente applicato anche in questo campo: fare oggi azioni (favorire uno Stile di vita corretto) per preservare un bene prezioso (la Salute) che altrimenti un domani potrebbe non essere più presente.</p>
<p>Agire quando si è in tempo, ecco cosa occorre fare.</p>
<p>Prevenzione significa, infatti, non solo fare esami per scoprire eventuali iniziali patologie o condizioni che influiscono negativamente sulla salute, ma soprattutto “fare azioni” migliorando il proprio stile di vita per eliminare/ridurre tutto ciò che potrebbe far peggiorare il nostro stato di salute.</p>
<p>Inoltre, seguire un’alimentazione corretta, praticare attività fisica, non fumare, saper gestire lo stress, non abusare di sostanze, ecc… rappresentano non solo un mezzo per garantire benefici al singolo individuo ma anche per il Servizio Sanitario Nazionale (SSN) e la collettività, in termini di impatto significativo su quantità e qualità della vita delle persone e di risparmio di risorse economiche per il SSN altrimenti necessarie per la gestione delle acuzie, post &#8211; acuzie e presa in carico di tutte le patologie conseguenti alla mancata o scarsa prevenzione.</p>
<p><em>a cura di Daniela Lucini – Professore Ordinario MEDF/01, Dipartimento di Biotecnologie Mediche e Medicina Traslazionale, Facoltà di Medicina e Chirurgia &#8211; Direttore Scuola Specializzazione in Medicina dello Sport ed Esercizio Fisico</em></p>
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		<item>
		<title>#STOPALFUMO: Ecco i benefici</title>
		<link>https://www.assidim.it/stopalfumo-ecco-i-benefici/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[ASSIDIM]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 17 Dec 2019 10:08:18 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Salute sostenibile]]></category>
		<category><![CDATA[ASSIDIM]]></category>
		<category><![CDATA[benessere]]></category>
		<category><![CDATA[prevenzione]]></category>
		<category><![CDATA[salute]]></category>
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		<category><![CDATA[stopalfumo]]></category>
		<category><![CDATA[vitasana]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Tutti sano che fumare può creare gravi problemi alla salute. Ciononostante, la popolazione dei fumatori è molto numerosa: nel mondo occidentale, la percentuale dei fumatori sta scendendo ma, in quelli in [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Tutti sano che fumare può creare gravi problemi alla salute. Ciononostante, la popolazione dei fumatori è molto numerosa: nel mondo occidentale, la percentuale dei fumatori sta scendendo ma, in quelli in via di sviluppo, sta crescendo esponenzialmente.</p>
<p>Quanti conoscono i reali benefici correlati allo <strong>smettere di fumare</strong>?</p>
<p>Di seguito si riportano in sintesi i principali:</p>
<ol>
<li><strong>Entro i primi 20 minuti dall’ultima sigaretta, il cuore rallenta e la pressione si normalizza</strong><br />
Avete mai provato a misurare la vostra frequenza cardiaca mentre state fumando?  Scoprirete che il fumo cambia da subito il controllo del cuore facendolo battere più velocemente e facendo salire la pressione.  Basta non fumare e già dopo 20 minuti si osserva un abbassamento della frequenza cardiaca. Non ci credete? A riposo, misurate la vostra frequenza cardiaca mentre state fumando e poi ripetete l’operazione dopo 30 minuti. Osserverete la differenza!</li>
<li><strong>Dopo 12 ore, i livelli di monossido di carbonio nel corpo scendono</strong><br />
Il monossido di carbonio viene rilasciato dal tabacco che brucia e viene così inalato. Si lega molto bene ai globuli rossi, per cui alti livelli di monossido di carbonio nell’organismo possono compromettere il legame di queste cellule con l’ossigeno: il globulo rosso trasporterà monossido di carbonio e non ossigeno! Il risultato sarà una carenza di ossigeno nel sangue con conseguenti problemi, ad esempio di natura cardiovascolare. Dopo 12 ore dall’ultima sigaretta, però i livelli di monossido di carbonio diminuiscono, mentre aumentano quelli di ossigeno nel sangue.</li>
<li><strong>Dopo 3 mesi, la funzionalità respiratoria migliora</strong><br />
Generalmente, si associa il fumo di sigaretta al cancro al polmone. Tuttavia, non sempre i fumatori vanno incontro a questo destino; al contrario, in tutti i fumatori si riscontrano difficoltà a livello di funzionalità polmonare. Vi è mai capitato di tossire, specie al mattino senza avere l’influenza o altri problemi polmonari? Spesso questo è un segno che il fumo sta creando problemi alla muscosa dei bronchi e che nel tempo si avrà una riduzione della funzionalità polmonare. La buona notizia è che, dopo già 3 mesi dall’aver smesso di fumare, la funzionalità del polmone migliora. Provate a salire velocemente le scale mentre siete fumatori e poi rifate la stessa cosa dopo aver smesso da almeno 3 mesi. Noterete la differenza nel fiato!</li>
<li><strong>Dopo un anno di astensione dal fumo il rischio di malattia coronarica (infarto) si ridurrà significativamente</strong><br />
Fumo non significa solo tumori ma anche aumento del rischio di infarto, specie se si è in sovrappeso, con problemi di colesterolo, sedentari o stressati! Se poi si hanno casi di infarto in famiglia, il rischio è ancora maggiore. Si è però sempre in tempo per intervenire! Smettere di fumare è una delle azioni che porta maggiori guadagni in questo campo.  Infatti, dopo 15 anni di astensione dal fumo, il rischio di sviluppare infarto diventa lo stesso di un non fumatore.</li>
<li><strong>Dopo 10 anni di stop al fumo anche il rischio del temuto cancro al polmone si riduce di almeno la metà</strong><br />
E più si rimane senza fumo e più le cose migliorano. Prima si smette e prima si può cambiare la propria storia.</li>
<li>Smettere di fumare porta anche altri benefici quali, ad esempio, la riduzione della probabilità di diventare impotenti, di avere problemi ad iniziare una gravidanza o di danneggiare il feto, di andare incontro ad infezioni, ecc…</li>
</ol>
<p>Non dimentichiamo quanto la vita si semplifica, i benefici individuali e per chi ti sta accanto derivanti dallo smettere.</p>
<h3><strong>E poi&#8230;vuoi mettere la soddisfazione di dire: <em>ce l’ho fatta!</em></strong></h3>
<p><em>a cura di Daniela Lucini – Professore Ordinario MEDF/01, Dipartimento di Biotecnologie Mediche e Medicina Traslazionale, Facoltà di Medicina e Chirurgia &#8211; Direttore Scuola Specializzazione in Medicina dello Sport ed Esercizio Fisico</em></p>
<p><strong>Bibliografia essenziale</strong><strong>:</strong></p>
<ol>
<li>2019 <a href="https://www.who.int/tobacco/quitting/benefits/en/">https://www.who.int/tobacco/quitting/benefits/en/</a></li>
<li>Mahmud, A, Feely, J. Effect of Smoking on Arterial Stiffness and Pulse Pressure Amplification. Hypertension. 2003; 41(1):183-7.</li>
<li>S. Department of Health and Human Services. The Health Consequences of Smoking: Nicotine Addiction: A Report of the Surgeon General. U.S. Department of Health and Human Services, Public Health Service, Centers for Disease Control, Center for Chronic Disease Prevention and Health Promotion, Office on Smoking and Health. DHHS Publication No. (CDC) 88-8406. 1988.</li>
<li>S. Department of Health and Human Services. The Health Benefits of Smoking Cessation. U.S. Department of Health and Human Services, Public Health Service, Centers for Disease Control, Center for Chronic Disease Prevention and Health Promotion, Office on Smoking and Health. DHHS Publication No. (CDC) 90-8416. 1990.</li>
<li>Doll R, Peto R, Boreham J, Sutherland I. Mortality in relation to smoking: 50 years&#8217; observations on male British doctors. BMJ. 2004; 328(7455):1519-1527.</li>
<li>US Department of Health and Human Services 2004, The Health Consequences of Smoking: A Report of the Surgeon General, US Department of Health and Human Services, Centers for Disease Control and Prevention, National Center for Chronic Disease Prevention and Health Promotion, Office on Smoking and Health, 2004.</li>
</ol>
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			</item>
		<item>
		<title>Principi generali per un&#8217;alimentazione corretta</title>
		<link>https://www.assidim.it/principi-generali-per-unalimentazione-corretta/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[ASSIDIM]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 05 Dec 2019 13:25:40 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Salute sostenibile]]></category>
		<category><![CDATA[ASSIDIM]]></category>
		<category><![CDATA[benessere]]></category>
		<category><![CDATA[prevenzione]]></category>
		<category><![CDATA[salute]]></category>
		<category><![CDATA[stilidivita]]></category>
		<category><![CDATA[vitasana]]></category>
		<category><![CDATA[welfareaziendale]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Nel caso della prevenzione sia primaria che secondaria di patologie cronico &#8211; degenerative come quelle cardiovascolari, metaboliche ed oncologiche, i principi generali da considerare sono: Mantenere un peso corporeo corretto. [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Nel caso della prevenzione sia primaria che secondaria di patologie cronico &#8211; degenerative come quelle cardiovascolari, metaboliche ed oncologiche, i principi generali da considerare sono:</p>
<ol>
<li>Mantenere un peso corporeo corretto.<br />
Molte sono le evidenze scientifiche che dimostrano che questa sia l’azione principale; infatti, un peso corporeo nella norma, o meglio una giusta composizione corporea, considerando sia la percentuale di massa grassa che magra, si associa alla riduzione di mortalità per tutte le cause. Quando non è possibile effettuare esami specifici in gradi di determinare la composizione corporea, per comprendere il peso corporeo si possono utilizzare 2 parametri:</p>
<ul>
<li>Indice di Massa Corporea &#8211; Body Mass Index – (<strong> Tabella 1a</strong>)<br />
l caso di soggetti con elevata massa muscolare (ad esempio, alcuni atleti) potrebbe risultare un BMI elevato, che però non è associato a reale eccesso di tessuto adiposo. D’altro canto, persone che risultano avere un BMI nella norma potrebbero comunque avere una massa muscolare bassa cosicché la massa grassa risulta essere prevalente.</li>
<li>Circonferenza vita. Questo ultimo è il parametro più semplice meglio si associa a livelli di rischio cardio &#8211; metabolico. (<strong> Tabella 1b</strong>)</li>
</ul>
<p>&nbsp;</p>
<table border="1" width="100%" cellspacing="0" cellpadding="5">
<tbody>
<tr>
<td colspan="2"><strong>Tabella 1a: Categorie di indice di massa corporea</strong></td>
</tr>
<tr>
<td width="50%">Magrezza grave</td>
<td width="50%">Inferiore a 16</td>
</tr>
<tr>
<td width="50%">Magrezza moderata</td>
<td width="50%">16.0 &#8211; 17.0</td>
</tr>
<tr>
<td width="50%">Sottopeso</td>
<td width="50%">17.0 &#8211; 18.5</td>
</tr>
<tr>
<td width="50%">Normopeso</td>
<td width="50%">18.5 &#8211; 25.0</td>
</tr>
<tr>
<td width="50%">Sovrappeso</td>
<td width="50%">25.0 &#8211; 30.0</td>
</tr>
<tr>
<td width="50%">Obesità moderata</td>
<td width="50%">30.0 &#8211; 40.0</td>
</tr>
<tr>
<td width="50%">Obesità grave</td>
<td width="50%">Superiore a 40</td>
</tr>
</tbody>
</table>
<p>&nbsp;</p>
<table border="1" width="100%" cellspacing="0" cellpadding="5">
<tbody>
<tr>
<td colspan="2"><strong>Tabella 1b: Valori di circonferenza vita e rischio cardiometabolico</strong></td>
</tr>
<tr>
<td width="50%">Uomo</td>
<td width="50%">normalità &lt; 94 cm<br />
iniziale rischio ≥ 94 cm<br />
rischio aumentato ≥ 102 cm</td>
</tr>
<tr>
<td width="50%">Donna</td>
<td width="50%">normalità &lt; 80 cm<br />
iniziale rischio ≥ 80 cm<br />
rischio aumentato ≥ 88 cm</td>
</tr>
</tbody>
</table>
<p>&nbsp;</li>
<li>Raggiungere una composizione corporea corretta.<br />
Spesso pazienti in sovrappeso presentano un eccesso di massa grassa ed una carenza di massa muscolare. Attenzione quindi a seguire un piano alimentare che faccia perdere peso senza ridurre ulteriormente i muscoli presenti, meglio se in grado di aumentarli</li>
<li>Seguire un’alimentazione di qualità, cioè evitare alimenti che, indipendentemente dal loro potere calorico, possono essere stati trattati e/o contenere sostanze in grado di aumentare il rischio per malattia, specie neoplastica.</li>
<li>Considerare i seguenti principi specifici, come indicato dalla letteratura più recente (<strong> Figura 2</strong>)<br />
<img fetchpriority="high" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-134" style="margin: 20px 0;" src="https://www.assidim.it/wp-content/uploads/2019/12/principi-generali-per-unalimentazione-corretta-fig2.jpg" alt="" width="800" height="581" /></p>
<ol>
<li>Verdure e frutta, compatibilmente con eventuali patologie intestinali, devono essere presenti in modo significativo, sia come quantità che varietà e mangiate sempre ben lavate. Contengono fibre e grandi quantità di sali minerali, vitamine con effetto antiossidante. Molti studi indicano come l’effetto “anti-cancro” degli antiossidanti sia particolarmente presente quando questi sono assunti mangiando frutta e verdure fresche e non tanto come “integratori”.</li>
<li>I carboidrati, importanti fonti di energia, devono essere presenti in quantità dipendenti dalle esigenze cliniche della persona. In ogni caso, sempre meglio se derivanti da cibi realmente integrali (almeno 10-11% di fibre).</li>
<li>Le proteine devono essere presenti in giusta quantità (non troppe, ma nemmeno troppo poche!) per garantire la massa muscolare indispensabile. Meglio se derivano da cibi contenenti pochi grassi come ad esempio carni bianche e magre, pesce, latte scremato, albume di uovo, legumi.</li>
<li>Limitare le carni rosse e salumi ed in particolare quelle lavorate e conservate. Esagerare (oltre 160 gr al giorno) con il consumo di carni rosse, soprattutto se lavorate (conservate, salate, affumicate, contenenti conservanti, ecc) sembra essere associato ad un aumentato rischio di malattia cardiovascolare e neoplastica. In questo caso il ruolo potenzialmente giocato da sostanze aggiunte durante la lavorazione è da considerarsi per spiegare l’aumentato rischio. Viceversa, una giusta quantità di carni bianche (pollame) sembra essere associata a un ridotto rischio di sviluppare patologie sia cardiovascolari che neoplastiche rispetto al non assumerne.<br />
La <strong>figura 3</strong> mostra infatti come l’assunzione di carni bianche, specie non lavorate, si associ ad una riduzione del rischio di mortalità sia globale, sia per malattie cardio &#8211; metaboliche che oncologiche.<br />
<img decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-133" style="margin: 20px 0;" src="https://www.assidim.it/wp-content/uploads/2019/12/principi-generali-per-unalimentazione-corretta-fig3.jpg" alt="" width="800" height="374" /></li>
<li>Limitare formaggi, specie se con tanti conservanti, e orientarsi verso quelli meno grassi come, ad esempio, la ricotta fresca.</li>
<li>Cucinare evitando grassi in genere, preferendo metodi di cottura quali il vapore, il cartoccio, il forno a microonde, la piastra o griglia (facendo attenzione a non mangiare le parti bruciate dei cibi), sostituendo i grassi normalmente usati per insaporire, ammorbidire e non far aderire il cibo alla pentola, con altri elementi in grado di dare lo stesso effetto, come acqua, latte scremato, poco vino, spezie, sugo di pomodoro, ecc…</li>
<li>Attenzione al sale.</li>
<li>Assumere quotidianamente una giusta quantità di acqua: complessivamente almeno 1.5-2 litri. Evitare bibite e bevande zuccherate in genere, superalcolici e limitare il vino e birra.</li>
</ol>
</li>
</ol>
<h3><strong>Alimenti: conta di più il potere calorico e il tipo di nutriente contenuto?</strong></h3>
<p>Ogni alimento è costituito da vari nutrienti che tutti insieme contribuiscono a determinare il potere calorico complessivo. Quando si sceglie di assumere un determinato cibo occorre quindi considerare sia quante calorie fornisce, ma anche quali nutrienti contiene. A parità di calorie fornite infatti, possiamo introdurre nutrienti diversi che andranno ad impattare sul nostro organismo in modo differente.</p>
<p>Ad esempio, assumere cibi che contengono proteine (carni, pesce, legumi) ci permette di assicurare all’organismo “materia prima” per costruire massa muscolare, mentre assumere cibi ricchissimi in grassi (condimenti, alcuni dolci, ecc…) aiuta prevalentemente ad aumentare la massa di tessuto adiposo e quindi ingrassare.</p>
<p>Risulta molto importante conoscere la composizione dell’alimento scelto.</p>
<p>Ad esempio, i cibi particolarmente ricchi in proteine (carne, pesce, uova, latticini, legumi) possono contenere anche altri nutrienti, come carboidrati e grassi, che contribuiscono molto al loro potere calorico. La <strong>tabella 2</strong> riporta alcuni esempi per meglio comprendere questo concetto.</p>
<p><img decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-137" src="https://www.assidim.it/wp-content/uploads/2019/12/principi-generali-per-unalimentazione-corretta-tab2.jpg" alt="" width="800" height="645" /></p>
<p>Più specificamente, assumere 100 gr di fagioli non è la stessa cosa di assumere 100 gr di carne di vitello. Il quantitativo in proteine è simile (circa 20 gr) ma le calorie assunte sono diverse: quasi 300 nel caso dei fagioli secchi e solo 100 nel caso della carne di vitello.</p>
<p>Analogamente 100 gr di formaggio grana forniscono circa 30 gr di proteine ma, contenendo anche molti grassi, forniscono ben circa 400 Kcal e sicuramente una quantità significativa di colesterolo. Per ottenere la stessa quantità di proteine si possono assumere 300 gr di albume di uovo che forniscono solo 120 Kcal e niente colesterolo.</p>
<p>Gli esempi qui riportati sono senza alcun dubbio semplicistici e non considerano altri aspetti parimenti importanti, ma sono in grado di mostrare l’importanza di una corretta educazione alimentare.</p>
<p><em>a cura di Daniela Lucini – Professore Ordinario MEDF/01, Dipartimento di Biotecnologie Mediche e Medicina Traslazionale, Facoltà di Medicina e Chirurgia &#8211; Direttore Scuola Specializzazione in Medicina dello Sport ed Esercizio Fisico</em></p>
<h3><strong>Bibliografia utile</strong></h3>
<ol>
<li>Pearson TA, Palaniappan LP, Artinian NT et al. American Heart Association Guide for Improving Cardiovascular Health at the Community Level, 2013 update: a scientific statement for public health practitioners, healthcare providers, and health policy makers. Circulation 2013;127(16):1730-1753.</li>
<li>Kushi LH, Byers T, Doyle C et al. American Cancer Society Guidelines on Nutrition and Physical Activity for cancer prevention: reducing the risk of cancer with healthy food choices and physical activity. CA Cancer J Clin 2006;56(5):254-281.</li>
<li>Artinian NT, Fletcher GF, Mozaffarian D et al. Interventions to promote physical activity and dietary lifestyle changes for cardiovascular risk factor reduction in adults: a scientific statement from the American Heart Association. Circulation 2010;122(4):406-441.</li>
<li>Willett WC. Balancing life-style and genomics research for disease prevention. Science 2002;296(5568):695-698.</li>
<li>Bhaskaran K, Douglas I, Forbes H, dos-Santos-Silva I, Leon DA, Smeeth L. Body-mass index and risk of 22 specific cancers: a population-based cohort study of 5.24 million UK adults. Lancet 2014;384(9945):755-765.</li>
<li>Ng M, Fleming T, Robinson M et al. Global, regional, and national prevalence of overweight and obesity in children and adults during 1980-2013: a systematic analysis for the Global Burden of Disease Study 2013. Lancet 2014;384(9945):766-781.</li>
<li>Rohrmann S, Overvad K, Bueno-de-Mesquita HB et al. Meat consumption and mortality&#8211;results from the European Prospective Investigation into Cancer and Nutrition. BMC Med 2013;11:63.</li>
<li>Ma Y, Olendzki BC, Wang J et al. Single-component versus multicomponent dietary goals for the metabolic syndrome: a randomized trial. Ann Intern Med 2015;162(4):248-257.</li>
<li>Alberti KG, Eckel RH, Grundy SM et al. Harmonizing the metabolic syndrome: a joint interim statement of the International Diabetes Federation Task Force on Epidemiology and Prevention; National Heart, Lung, and Blood Institute; American Heart Association; World Heart Federation; International Atherosclerosis Society; and International Association for the Study of Obesity. Circulation 2009;120(16):1640-1645.</li>
<li>http://www .inran. it/646/tabelle_di_composizione_degli_alimenti. html, 2015.</li>
</ol>
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]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Alimentazione e Salute</title>
		<link>https://www.assidim.it/alimentazione-e-salute/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[ASSIDIM]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 26 Nov 2019 15:11:30 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Salute sostenibile]]></category>
		<category><![CDATA[ASSIDIM]]></category>
		<category><![CDATA[benessere]]></category>
		<category><![CDATA[prevenzione]]></category>
		<category><![CDATA[salute]]></category>
		<category><![CDATA[stilidivita]]></category>
		<category><![CDATA[vitasana]]></category>
		<category><![CDATA[welfareaziendale]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Alimentazione “sana” o alimentazione “corretta” sono termini non sempre di facile definizione e che si prestano a moltissime interpretazioni. La relazione tra alimentazione e stato di salute può prevedere vari [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Alimentazione “sana” o alimentazione “corretta” sono termini non sempre di facile definizione e che si prestano a moltissime interpretazioni. La relazione tra alimentazione e stato di salute può prevedere vari aspetti che vanno tutti parimenti considerati al fine di comprendere meglio come poter orientare l’alimentazione per migliorare il proprio stato di salute.</p>
<p>La <strong>figura 1</strong> riporta i principali aspetti coinvolti nella relazione tra alimentazione e salute.</p>
<ul>
<li><strong>Igiene alimentare</strong>: errate modalità di conservazione degli alimenti, contaminazioni da parte di microorganismi, possono determinare varie patologie, specie di tipo infettivo. Nei paesi industrializzati questo aspetto è ben gestito grazie sia alla tecnologia a disposizione della maggior parte delle persone (frigoriferi, strumenti per cucinare, ecc…) che all’educazione in merito.</li>
<li><strong>Sicurezza e qualità</strong>: Il modo con cui un animale è allevato o un vegetale coltivato, sostanze aggiunte agli alimenti per conservarli, colorarli, insaporirli, cuocerli, ecc…, può avere un grande impatto sulla salute. Pesticidi, farmaci, inquinanti, conservanti, coloranti, metodi di cottura, possono favorire/peggiorare varie patologie, in primis quelle di tipo neoplastico. Ad esempio, importanti studi clinici hanno dimostrato come l’aumentato rischio di malattia oncologica e cardiovascolare associato ad un’alimentazione ricca in carne, fosse in realtà correlato ad un eccessivo uso di carni rosse specie “processate” ricche cioè di conservanti, coloranti e sottoposte a particolari procedimenti di preparazione e non tanto alla presenza di proteine animali di per sé. Gli stessi studi hanno al contempo dimostrato che l’assunzione di carni bianche, non grasse e di qualità, associate ad uno stile di vita “sano” fosse addirittura protettivo e migliore rispetto a diete completamente prive di proteine animali.</li>
<li><strong>Apporto calorico e nutrienti</strong>: la composizione degli alimenti assunti, il loro apporto di nutrienti, di sali minerali, vitamine, acqua, sono evidentemente fattori che impattano sullo stato di salute. Regimi alimentari squilibrati, carenti di alcuni nutrienti o troppo ricchi di altri, capaci di fornire troppe o troppo poche calorie, non giovano di certo alla salute.</li>
</ul>
<p>&nbsp;</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-123 size-full aligncenter" src="https://www.assidim.it/wp-content/uploads/2019/11/immagine-1.jpg" alt="" width="768" height="423" /></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>La <strong>giusta alimentazione</strong> dovrebbe fornire tutti quei elementi in grado di fornire l’energia necessaria al soggetto a seconda della sua fase di sviluppo e di attività fisica svolta, mantenendo una equilibrata composizione corporea tra massa magra (acqua, ossa, tessuto muscolare) e massa grassa (tessuto adiposo). Ovviamente vanno tenute presenti anche alcune caratteristiche biologiche individuali quali, ad esempio, la presenza di allergie al glutine o ad altri componenti alimentari che rendono alcuni alimenti, di per sé sani, pericolosi per alcuni soggetti.</p>
<p>Al fine di definire una corretta alimentazione, andrebbe precisato l’obiettivo clinico che ci si pone.</p>
<p>A seconda dell’obiettivo che si vuole raggiungere, l’alimentazione potrà variare.</p>
<p>L’alimentazione di un soggetto che vuole dimagrire dovrà sicuramente essere diversa da quella di un soggetto che non ha questa esigenza, un soggetto diabetico dovrà alimentarsi in modo diverso da un soggetto non diabetico ma magari con problemi di colon irritabile.</p>
<p>Inoltre, spesso nello stesso soggetto sono molteplici gli obiettivi che devono essere considerati contemporaneamente: ad esempio <strong>dimagrire</strong> e contemporaneamente <strong>aumentare la massa muscolare</strong>, piuttosto che voler prevenire una recidiva di cancro al seno e ridurre i livelli di <strong>colesterolo</strong>, magari in una paziente celiaca.  Indispensabile, quindi, è la personalizzazione del <strong>programma alimentare</strong> che deve partire sempre da una valutazione clinica dello stato di salute del soggetto, da una definizione dell’obiettivo che si vuole raggiungere e dall’analisi delle preferenze ed esigenze (anche di tipo organizzativo) della persona.</p>
<p>Un <strong>programma alimentare</strong> corretto è l’incontro tra principi generali da seguire per raggiungere un determinato obiettivo clinico e l’abilità di rendere ciò realistico a seconda delle preferenze ed esigenze della persona, in modo tale da trasformare alcune iniziali “regole” in nuove abitudini alimentari migliorando, in questo modo, lo stile di vita.</p>
<p>Le prime domande da porsi se si vuole migliorare la propria alimentazione sono: conosco il mio vero stato di salute? Che obiettivo voglio raggiungere? … Dimagrire? Migliorare la mia composizione corporea? Ridurre il rischio di cancro, di diabete o d’infarto? Non avere dolori addominali? Ridurre i sintomi da reflusso esofageo? Ecc…</p>
<p>Nel prossimo articolo, entreremo più nello specifico illustrando i principi generali per una corretta alimentazione.</p>
<p><em>a cura di Daniela Lucini – Professore Ordinario MEDF/01, Dipartimento di Biotecnologie Mediche e Medicina Traslazionale, Facoltà di Medicina e Chirurgia &#8211; Direttore Scuola Specializzazione in Medicina dello Sport ed Esercizio Fisico</em></p>
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		<title>I benefici dell&#8217;attività fisica per la salute</title>
		<link>https://www.assidim.it/i-benefici-dellattivita-fisica-per-la-salute/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[ASSIDIM]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 18 Nov 2019 12:44:52 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Salute sostenibile]]></category>
		<category><![CDATA[ASSIDIM]]></category>
		<category><![CDATA[attivitàfisica]]></category>
		<category><![CDATA[benessere]]></category>
		<category><![CDATA[prevenzione]]></category>
		<category><![CDATA[salute]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Tutti sanno che l’attività fisica fa bene, poche però sono le persone che realmente sono attive. Perché? “Non ho tempo!” “sono troppo stanco!” “non so cosa devo fare”, … sono [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Tutti sanno che l’attività fisica fa bene, poche però sono le persone che realmente sono attive. Perché? “<em>Non ho tempo!” “sono troppo stanco!” “non so cosa devo fare”, </em>… sono tra le motivazioni (o scuse, sic!) che spesso ci diciamo e che invero hanno un fondo di verità.</p>
<p>La promozione di regolare attività fisica rappresenta a tutt’oggi uno degli obiettivi primari dell’Organizzazione Mondiale della Sanità dei Servizi Sanitari Nazionali dei principali paesi.</p>
<p>La sedentarietà infatti è riconosciuta come una delle principali cause prevenibili di mortalità e l’esecuzione di regolare attività fisica è proposta come strategia di prevenzione per malattie cardiovascolari, diabete mellito, obesità, osteoporosi, depressione, neoplasie, sia da sola che associata alla riduzione di altri fattori di rischio (fumo di sigaretta, dislipidemie, sovrappeso, stress).</p>
<p><strong>Figura 1. Le associazioni dose-risposta tra accelerometria hanno misurato l&#8217;attività fisica e il tempo sedentario e tutte le cause di mortalità: revisione sistematica e meta-analisi armonizzata</strong></p>
<p><img decoding="async" class="aligncenter wp-image-115 size-full" style="width: 90% !important; height: auto !important;" src="https://www.assidim.it/wp-content/uploads/2019/11/immagine-1.1.jpg" alt="" /></p>
<p><img decoding="async" class="aligncenter wp-image-114 size-full" style="width: 90% !important; height: auto !important;" src="https://www.assidim.it/wp-content/uploads/2019/11/immagine-1.2.jpg" alt="" /></p>
<p>Esiste una chiara correlazione inversa tra capacità di esercizio e mortalità per tutte le cause: la probabilità di morte in un dato periodo continua a ridursi all’aumentare dei livelli di attività fisica svolta (purché di tipo aerobico), sia in uomini che donne, sia in giovani che in soggetti con età superiore ai 60 anni (<strong>vedi figura 1</strong>).</p>
<p>Va anche sottolineato che la maggior riduzione di mortalità si osserva passando dall’essere sedentari all’eseguire attività fisica lieve – moderata. Per beneficiare dell’attività fisica quindi non occorre essere atleti ma è sufficiente una dose di movimento realistico per la maggior parte degli individui. Di particolare interesse è il fatto che la mortalità aumenta drasticamente all’aumentare del tempo dedicato alla sedentarietà e questo aumento è particolarmente significativo quando le ore di sedentarietà raggiungono le 9.5 al giorno. L’efficacia dell’attività fisica è stata inoltre dimostrata anche in prevenzione primaria (ridurre la probabilità che una malattia insorga) ed è quindi essenziale che sia parte integrante della vita di tutti.</p>
<p>L’esercizio fisico è considerato oggi come un vero e proprio strumento per la salute e il benessere.</p>
<p>“<em>Exercise is Medicine</em>” è lo slogan americano e “<em>Exercise Prescription for Health</em>” è quello della Federazione Internazionale di Medicina dello Sport e la Federazione Medico Sportiva Italiana.</p>
<p>Entrambi sottolineano il fatto che l’esercizio può dare grandi benefici e che deve essere “prescritto” esattamente come un farmaco, al contrario potrebbe dare “effetti collaterali” o comunque non portare i benefici desiderati. Premessa indispensabile per poter essere certi di fare il giusto esercizio per le nostre esigenze è quella di fare una valutazione clinica (meglio da un medico esperto in questo settore) al fine di:</p>
<p>&#8211; verificare che il nostro organismo sia adatto a svolgere un determinato esercizio. Pertanto, oltre alla visita e colloquio con il medico, sarebbe importante eseguire un elettrocardiogramma al fine di escludere patologie che potrebbero dare origine ad aritmie pericolose o problemi ischemici durante esercizio. Se poi il soggetto presenta un aumentato rischio cardiovascolare (sovrappeso, fumo, dislipidemia, diabete, ipertensione, malattie di cuore o rene, ecc) e/o desidera eseguire attività fisica ad intensità moderata-intensa, allora potrebbe essere necessario (a parere del medico) anche un elettrocardiogramma da sforzo;</p>
<p>&#8211; avere una prescrizione corretta dell’esercizio utile per farci raggiungere i/il nostro/i obiettivo/i clinico/i.</p>
<p>A tal fine potrebbe essere utile avere a disposizione esami ematochimici (colesterolo tot, HDL, trigliceridi, glicemia, transaminasi) importanti per contribuire alla definizione del rischio cardio-metabolico. Infatti, una corretta prescrizione dell’esercizio fisico deve essere mirata alle esigenze cliniche, oltre che alle preferenze, del soggetto. Definire uno o più obiettivi specifici diventa essenziale per poter individuare la corretta attività fisica. Diverso infatti sarà il programma di una persona che desidera dimagrire da quello di una persona che desidera ridurre algie in regione lombare o che vuole riuscire a correre una maratona.</p>
<p>Le più recenti linee guida indicano che per ottenere benefici in termini di miglioramento delle aspettative di vita, riduzione del rischio cardio-metabolico e neoplastico occorra eseguire: 30 minuti al giorno di attività fisica aerobica (camminare, nuotare, andare in bicicletta, ecc…) tutti i giorni della settimana, ad intensità moderata; oppure 20 minuti al giorno per 3 volte alla settima di attività aerobica ad intensità vigorosa.</p>
<p>Ovviamente tali indicazioni vanno calate nella realtà del soggetto, occorre considerare età, livello di allenamento, eventuali patologie presenti, ecc…</p>
<p>Importante ricordare inoltre che l’esercizio ha sia un ruolo preventivo (evitare che la patologia insorga) che terapeutico (migliorare la prognosi di una malattia già presente).</p>
<p>Non esiste al mondo un farmaco che ha così tanti benefici come quelli derivanti dall’eseguire costantemente attività fisica!</p>
<p>Parafrasando lo scrittore e commediografo francese Jean Girandoux, “il gusto dell’attività fisica è un’epidemia di salute”.</p>
<p>La <strong>figura 2</strong> riporta in sintesi i principali benefici dell’esercizio fisico.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-113" style="width: 90% !important; height: auto !important;" src="https://www.assidim.it/wp-content/uploads/2019/11/immagine-2.jpg" alt="" width="844" height="525" /></p>
<p><em>a cura di Daniela Lucini – Professore Ordinario MEDF/01, Dipartimento di Biotecnologie Mediche e Medicina Traslazionale, Facoltà di Medicina e Chirurgia &#8211; Direttore Scuola Specializzazione in Medicina dello Sport ed Esercizio Fisico</em></p>
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		<title>Com&#8217;è la tua salute?</title>
		<link>https://www.assidim.it/com-e-la-tua-salute/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[ASSIDIM]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 29 Oct 2019 14:57:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Salute sostenibile]]></category>
		<category><![CDATA[ASSIDIM]]></category>
		<category><![CDATA[salute]]></category>
		<category><![CDATA[stilidivita]]></category>
		<category><![CDATA[vitasana]]></category>
		<category><![CDATA[welfareaziendale]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>“Salute” una delle parole più usate, ma cosa vuole dire realmente? E soprattutto da cosa dipende? Ed ancora di più: cosa possiamo fare per migliorarla? La salute dipende da molti [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>“Salute” una delle parole più usate, ma cosa vuole dire realmente?</p>
<p>E soprattutto da cosa dipende?</p>
<p>Ed ancora di più: cosa possiamo fare per migliorarla?</p>
<p>La salute dipende da molti fattori tra cui la genetica, l’ambiente, un po’ di fortuna ma soprattutto dallo stile di vita. È questo il punto fondamentale da considerare! Il modo in cui viviamo infatti è il fattore sul quale possiamo sicuramente agire per stare meglio, assumendo un ruolo da protagonista.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-100" src="https://www.assidim.it/wp-content/uploads/2019/10/fattori-stile-di-vita-assidim-welfare-aziendale.jpg" alt="Fattori che influenzano lo stile di vita" width="569" height="583" /></p>
<p>Date un’occhiata a queste due scimmiette; quale secondo voi sta meglio? Qual è la più giovane?</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone wp-image-99 size-full" src="https://www.assidim.it/wp-content/uploads/2019/10/confronto-scimmie-assidim-welfare-aziendale.jpg" alt="Confronto tra scimmie allevate con stili di vita differenti" width="858" height="439" /></p>
<p>La scimmietta B sicuramente ha un aspetto migliore, senza dubbio ha anche una salute migliore, i suoi anni però sono gli stessi della scimmia A (27.6 anni, sono scimmiette “anziane”). La differenza tra questi due animali è il modo in cui sono cresciuti: l’animale B seguendo uno stile di vita salutare (alimentazione sana, controllata ed esercizio fisico), l’animale A mangiando quanto e come preferiva.</p>
<p><strong>Nell’essere umano accade lo stesso.</strong></p>
<p>Avere un’alimentazione corretta, fare un’adeguata attività fisica, non fumare, saper gestire lo stress, non abusare di farmaci e/o sostanze, riposare le giuste ore, ecc… sono lo strumento che ognuno di noi può usare per migliorarsi.</p>
<p>Ma come si fa?</p>
<p><strong>Tutti lo dicono ma pochi lo fanno! </strong></p>
<p>Uno dei concetti fondamentali che la Medicina ha dimostrato in questi anni è che non serve diventare perfetti avere un fisico da atleta, ma occorre migliorare anche solo un po’ rispetto alla condizione che abbiamo. <strong>Anche un piccolo passo porta vantaggi significativi</strong>.</p>
<p>Ecco quindi che:</p>
<ol>
<li>la prima cosa da fare per migliorare la propria salute è quella di conoscere com’è;</li>
<li>la seconda è conoscere com’è il proprio stile di vita in modo da poter stabilire il “<strong>punto di partenza</strong>” e identificare gli aspetti che più richiedono attenzione e quelli dove già siamo a buon punto;</li>
<li>il terzo passo è migliorare indipendentemente dalla condizione di partenza.</li>
</ol>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone wp-image-98 size-full" src="https://www.assidim.it/wp-content/uploads/2019/10/grafico-assidim-welfare-aziendale-step-stili-di-vita.jpg" alt="Step per migliorare il proprio stile di vita" width="1144" height="552" /></p>
<p><em>a cura di Daniela Lucini – Professore Ordinario MEDF/01, Dipartimento di Biotecnologie Mediche e Medicina Traslazionale, Facoltà di Medicina e Chirurgia &#8211; Direttore Scuola Specializzazione in Medicina dello Sport ed Esercizio Fisico</em></p>
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