I dati di Itinerari Previdenziali e la proposta di Alberto Brambilla per un sistema sostenibile di protezione sociale.
Nel 2024 ogni italiano ha speso in media quasi 1.500 euro di tasca propria per sanità, assistenza e protezione che il sistema pubblico non riesce più a garantire integralmente.
Secondo il Centro Studi e Ricerche Itinerari Previdenziali, la spesa privata per welfare complementare ha raggiunto i 113,5 miliardi di euro, oltre 5 miliardi in più rispetto all’anno precedente. Di questi, oltre 45,5 miliardi riguardano la sola spesa sanitaria sostenuta direttamente dai cittadini.
Per Alberto Brambilla, Presidente di Itinerari Previdenziali, questa evoluzione rende necessario il passaggio da un modello di welfare state tradizionale a un welfare mix, fondato sulla collaborazione tra pubblico e strumenti complementari.
Un sistema pubblico sempre più sotto pressione
Nel 2024 la spesa pubblica per protezione sociale ha raggiunto 627,9 miliardi di euro, pari a oltre il 56% della spesa pubblica complessiva italiana. Rispetto al 2012 è cresciuta del 45%, con la componente assistenziale aumentata di oltre il 163%.
Eppure, mentre la spesa pubblica cresce, aumentano anche gli esborsi delle famiglie.
Come osserva Brambilla:
«Spendiamo molto, ma spendiamo male. La priorità dovrebbe essere una revisione seria dei modelli produttivi e del welfare, non nuovi sussidi.»
La ragione è strutturale: una quota crescente delle risorse viene assorbita dall’assistenza, mentre il Servizio Sanitario Nazionale fatica a garantire tempestività e continuità delle cure.
I 113,5 miliardi del welfare privato
La spesa privata si concentra principalmente in quattro aree:
- Sanità: oltre 51 miliardi, di cui 45,5 miliardi pagati direttamente dai cittadini.
- Non autosufficienza e Long Term Care: circa 21 miliardi netti sostenuti dalle famiglie.
- Previdenza complementare: 19,18 miliardi di contributi versati.
- Protezioni assicurative individuali: circa 3,5 miliardi.
Un dato colpisce particolarmente: in dieci anni la spesa sanitaria out of pocket è cresciuta del 49%, passando da circa 30 a 45,5 miliardi di euro.
Le quattro spinte verso il welfare complementare
Secondo Itinerari Previdenziali, sono quattro i fattori che rendono inevitabile una maggiore integrazione tra pubblico e privato:
- Invecchiamento della popolazione: gli anziani non autosufficienti sono già 3,86 milioni e potrebbero superare i 5,4 milioni entro il 2050.
- Crescita dei bisogni di Long Term Care, oggi sostenuti soprattutto dalle famiglie.
- Liste d’attesa e limiti del SSN: l’80% degli italiani dichiara di aver rinunciato almeno una volta a una prestazione pubblica per i tempi di attesa.
- Vincoli di finanza pubblica: con un debito vicino ai 3.000 miliardi di euro, aumentare ulteriormente la spesa pubblica diventa sempre più difficile.
Cos’è il welfare mix
Il welfare mix è un sistema in cui la protezione sociale viene garantita dall’integrazione tra Stato e strumenti complementari: fondi pensione, fondi sanitari, casse mutualistiche, welfare aziendale e coperture Long Term Care.
È già il modello prevalente in gran parte dei Paesi europei.
L’Italia dispone di basi importanti: oltre 16,5 milioni di iscritti ai fondi sanitari integrativi, 33 fondi pensione negoziali e patrimoni istituzionali più che raddoppiati dal 2007.
Secondo Brambilla servono però una legge quadro per la sanità integrativa, maggiore integrazione della LTC e incentivi fiscali capaci di favorire investimenti in protezione sociale.
Il welfare aziendale come infrastruttura sociale
Il welfare aziendale non rappresenta più soltanto un benefit, ma una componente essenziale della protezione sociale.
Nel 2024 oltre 6.300 contratti collettivi prevedevano misure di welfare, coinvolgendo circa 1,58 milioni di lavoratori.
Tuttavia, il potenziale resta ampiamente inespresso:
solo il 2,1% delle PMI aderisce a fondi o casse sanitarie aperte;
le coperture sanitarie aziendali interessano circa il 10% delle imprese;
dei 15 milioni di lavoratori che avrebbero diritto alla sanità integrativa tramite il proprio CCNL, soltanto 8 milioni risultano effettivamente iscritti.
Il contributo di ASSIDIM
Dal 1981 ASSIDIM supporta imprese e lavoratori con soluzioni di sanità integrativa, assistenza e protezione, con particolare attenzione alle PMI.
Con oltre 2.400 aziende associate e circa 400.000 posizioni gestite, ASSIDIM contribuisce concretamente allo sviluppo del welfare mix attraverso soluzioni di sanità integrativa, protezione, prevenzione e assistenza rivolte a imprese e lavoratori. La Cassa affianca il sistema pubblico e integra i fondi di categoria, ampliando l’accesso alle tutele sanitarie e di protezione a una platea più ampia di beneficiari, con particolare attenzione alle esigenze delle piccole e medie imprese.
Il tempo delle scelte
L’analisi di Itinerari Previdenziali evidenzia una realtà difficilmente contestabile: il welfare state tradizionale è sottoposto a pressioni sempre maggiori dovute all’invecchiamento della popolazione, alla crescita dei bisogni assistenziali e ai limiti della finanza pubblica.
La sfida non è sostituire il pubblico, ma rafforzarlo attraverso un welfare mix più maturo ed equilibrato: più sanità integrativa, più previdenza complementare, più welfare aziendale e maggior attenzione alla non autosufficienza.
Scopri come costruire un welfare più sostenibile per la tua impresa
Le PMI rappresentano il cuore del sistema produttivo italiano, ma spesso sono anche quelle più esposte ai limiti del welfare tradizionale. Per questo ASSIDIM ha sviluppato soluzioni di sanità integrativa, protezione e assistenza pensate per affiancare il sistema pubblico e rispondere concretamente ai bisogni di imprese, lavoratori e famiglie.
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www.assidim.it/assidim-per-le-aziende/sei-una-pmi/
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Perché il vero risparmio di domani si costruisce con le scelte di oggi.
Antonio Corrias
ASSIDIM
Sviluppo Associativo Marketing Comunicazione
Fonti citate
- Centro Studi e Ricerche Itinerari Previdenziali, Dodicesimo Rapporto sul Bilancio del Sistema Previdenziale italiano (dati 2023, proiezioni 2024) — itinerariprevidenziali.it
- Itinerari Previdenziali, “Oltre 100 miliardi destinati dagli italiani al welfare privato”, febbraio 2025 — itinerariprevidenziali.it
- Itinerari Previdenziali, “Previdenza e assistenza: i disequilibri del welfare italiano” (dati 2024), gennaio 2026 — itinerariprevidenziali.it
- Itinerari Previdenziali, “Perché serve più welfare mix”, novembre 2025 — itinerariprevidenziali.it
- Alberto Brambilla, presentazione alla Camera dei Deputati del Rapporto sul Bilancio Previdenziale, gennaio 2025 (via FeBAF.it)
- Fondo Telemaco, “Da welfare state a welfare mix”, marzo 2025 — fondotelemaco.it (elaborazione dati Itinerari Previdenziali)
- Ufficio Parlamentare di Bilancio (UPB), Focus n. 3/2026 “Pubblico e privato nella sanità in Italia”, maggio 2026 — upbilancio.it
- Corte dei Conti, Relazione annuale sulla spesa sanitaria 2024 (via salutissima.it, gennaio 2026)
- Istat-SHA 2024 / Sole 24 Ore, spesa sanitaria privata intermediata 2024
- IPSOS per FIMMG, sondaggio sulle liste d’attesa SSN, maggio 2025 — tg24.sky.it
- ASSIDIM.it, “Come sta la sanità integrativa?” (elaborazione dati Istat-INPS e Welfare Index PMI 2024), marzo 2025
- Ministero del Lavoro, dati sui contratti collettivi con welfare aziendale 2024
- ISTAT, Rapporto sulla popolazione anziana non autosufficiente 2021 (elaborazione Itinerari Previdenziali / Fondo Telemaco)




